\\ Home Page : Articolo : Stampa
DEIANA e GIORDANO (PRC): LA MADDALENA, PER QUALE URGENZA MINISTERO HA AUTORIZZATO AVVIO DEI LAVORI?
Di Loredana Morandi (del 14/09/2004 @ 18:15:45, in Politica, linkato 269 volte)
“In base a quali valutazioni di urgenza avanzate dalla U.S. Navy e dal Pentagono, il Ministero della difesa ha acconsentito all’avvio dei lavori per la trasformazione del punto di approdo dell’isolotto di S.Stefano in vero e proprio insediamento americano sul territorio italiano, nonostante l’esistenza di una chiara opposizione da parte delle popolazioni locali e la conferma dei numerosi e gravi problemi relativi alla salute, alla sicurezza e alla tutela ambientale commessi alla presenza della base? Perché il Governo continua a non chiarire quale sia l’entità dei lavori di ampliamento del punto d’appoggio della U.S. Navy nell’isolotto di Santo Stefano, quale la reale portata della riorganizzazione della presenza americana sottesa dentro tale ampliamento? In base a quali considerazioni politiche e valutazioni strategiche relative alla difesa nazionale il Governo ha ritenuto legittimo interpretare il Memorandum del 72 nel senso di concedere un’espansione della presenza americana a La Maddalena e per quale motivo tale scelta non è diventata materia di discussione e decisione in sede parlamentare? – sono le domande poste da Elettra Deiana, capogruppo di Rifondazione Comunista in Commissione Difesa alla Camera, e Franco Giordano, presidente del gruppo, in una interpellanza urgente al Presidente del Consiglio ed al Ministro della difesa in merito all’ampliamento del sito statunitense nell’arcipelago de La Maddalena - Da notizie di stampa (L’Unità 13/09/2004) si apprende che i lavori inizieranno il 15 settembre, come confermato da un ordine del giorno trasmesso agli uffici della Naval Support Activity da parte di una commissione tecnica militare. I lavori di ampliamento dell’attuale punto di approdo per una Nave appoggio della U.S. Navy per sommergibili di attacco, relativo ad una modifica apportata nel 1972 all'accordo fra l’Italia e gli Stati Uniti del 1954, riferito ad infrastrutture bilaterali, fa di questa area nucleare statunitense sul territorio nazionale una struttura anomala, avulsa da qualsiasi contesto di compartecipazione di interesse bilaterale, in cui tutti gli elementi di sicurezza ecologico sanitaria, i rapporti istituzionali, le regole urbanistiche, la compatibilità con il Parco Nazionale Arcipelago, restano in secondo piano rispetto alla priorità della U.S. Navy. L'onorevole Martino con una nota ministeriale ha deciso di avallare il Progetto statunitense di «Migliorie infrastrutturali» che era stato respinto dal Comitato Paritetico Regionale sulle Servitù Militari (Co.Mi.Pa.). In questo modo – proseguono i parlamentari - il progetto della U.S. Navy, sommario ma molto esplicito, che trasforma il punto d'approdo in una nuova ed effettiva base nucleare statunitense, viene presentato come un mero rifacimento e ammodernamento delle strutture esistenti. La decisione del Ministro è stata avversata nelle sedi istituzionali, sia dalla Giunta della regione Sardegna che dal sindaco de La Maddalena, oltre che da comitati e dai cittadini, sempre più allarmati dal fatto che nei territori che ospitano gli insediamenti militari dell’intera Sardegna si registra, da tempo, un'elevata incidenza di tumori tra la popolazione, in una percentuale che va decisamente oltre la norma statistica, il 200 per cento in più della media nazionale. In un assetto del territorio così strettamente connesso alla funzione e funzionalità militare – concludono Deiana e Giordano - l’ampliamento del sito americano nell’isolotto di S. Stefano avrebbe ulteriori ricadute negative sulla vita della popolazione in termini di sicurezza della vita e salvaguardia della salute, oltre che per gli equilibri ambientali.”