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Solidarietà a Disco Volante
Di Loredana Morandi (del 12/08/2004 @ 11:50:03, in Telestreet, linkato 365 volte)


DISCO VOLANTE NON SI TOCCA!

Update 23.43 del 27 luglio 2004

Esprimo tutta la mia solidarietà ad Enea Discepoli, fondatore della telestreet dei disabili Disco Volante di Senigallia, insieme a tutta la mia stima in questa terribile situazione. Era il settembre dello scorso anno quando, del tutto arbitrariamente e nella completa assenza di una normativa di riferimento, gli ispettori del Ministero delle Comunicazioni diedero corso al sequestro della piccola telestreet di Senigallia. Erano sprovvisti della concessione governativa per trasmettere dissero, ma come richiederla se non esiste una normativa che possa regolamentare le trasmissioni nel raggio di 200 metri quadrati o dell'estensione di un quartiere? In questi giorni ad Enea è arrivato l'avviso di chiusura indagini preliminari. Già allora, nel settembre scorso con il coordinamento romano Giuristi Democratici, rilevammo la voragine normativa e l'abuso del sequestro amministrativo eseguito in ottemperanza alla legge 156 del 26/03/73 come modificata dall'articolo 30, della legge 223 del 6/08/1990, ovvero la cd legge Mammì, che nel remoto 1973 non poteva neppure lontanamente prevedere la tecnologia per la trasmissione televisiva in ambiti territoriali ristrettissimi attraverso i coni d'ombra, di cui 30 anni fa forse non si sospettava neppure l'esistenza. Ma tant'é e nonostante l'impegno dei parlamentari di opposizione, la proposta di legge per la regolamentazione normativa delle telestreet giace lettera morta e fascicolo polveroso in parlamento. Enea Discepoli e i ragazzi della telestreet Disco Volante sono le prime vittime "umane" del conflitto di interesse del Premier. Cos'altro aggiungere? Oggi, forte della stima nei confronti di Enea e Fabrizio ho scritto a tutti i giornalisti che conosco, telefonato alle agenzie stampa e scritto anche a Serventi Longhi, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana. Li ringrazio tutti ed in particolare ringrazio Daniela Amenta dell'Unità (blog Linea Gotica), con la quale ho appena parlato al telefono e che domani pubblicherà un suo articolo sull'intera vicenda. Prometto di tenervi aggiornati su tutti gli sviluppi!

Loredana Morandi

TESTO ORIGINALE DEL COMUNICATO STAMPA - - - -

Ai colleghi e ai capi redattori,

inoltro alla vostra cortese attenzione, con preghiera di pubblicazione, il comunicato stampa della associazione Disco Volante, la Telestreet dei disabili di Senigallia sequestrata dagli ispettori del ministro Gasparri nello scorso settembre 2003 e copia dell'avviso di garanzia ricevuto a chiusura delle indagini preliminari da Enea Discepoli promotore della telestreet.


SENIGALLIA  27-07-2004 - comunicato stampa


DISCO VOLANTE, la tv di strada di Senigallia che ha ricevuto nei giorni scorsi il premio "Ilaria Alpi", è stata denunciata dalla Polizia postale e i suoi redattori rischiano la prigione.

Disco Volante nasce a Senigallia attorno ad una associazione ARCI che si occupa di handicap e disagio sociale. La redazione che dà vita alla piccola emittente è composta dagli associati stessi.

Nel settembre del 2003 Disco Volante è stata soppressa dai funzionari del Ministero delle Comunicazioni. Il lavoro della redazione tuttavia non si è fermato e nel giugno del 2004 un servizio filmato prodotto dalla piccola telestreet ottiene il prestigioso riconoscimento dedicato a Ilaria Alpi.

Oggi, dieci mesi dopo la chiusura forzata, la denuncia e il processo che verrà!

Con l'approvazione della discussa legge Gonfalonieri/Gasparri, con il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) attivo, l'Authority che non muove un dito e il monopolio RAI/Fininvest fatto santo, si bussa alla porta di Disco Volante per chiuderlo dietro le sbarre.
Ogni commento è superfluo.
Ogni energia che abbia a cuore la salute della nostra Democrazia è chiamata a mobilitarsi.

DISCO VOLANTE
Coordinamento Telestreet
_________________________________________________

Per contattarci:

Redazione telestreet Disco Volante
Via Rodi, 6
60019  Senigallia  AN
web: www.telestreet.it
web: www.studiozelig.it
________________________________________________

TESTO DELL'AVVISO CHIUSURA INDAGINI PRELIMINARI

PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di ANCONA

AVVISO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI
- art. 415 bis cod. proc, pen -

Il Pubblico Ministero

INFORMA

DISCEPOLI ENEA n. Senigallia 6/7/1951 res. Senigallia v, Rodi, 6 persona sottoposta ad indagini preliminari in ordine alla seguente  imputazione:
Del reato p.e p. dall'art. 195, comma III, D.P.R. 29/3/1973, n. 156 per avere esercitato attività di radiodiffusione televisiva senza essene munito di preventiva autorizzazione o concessione.
In Senigallia acc. il 19/9/03
Assistita e difesa da:
Avv. DOMENICO LISO del Foro di Ancona nom d'ufficio il 23/3/04
AVVERTE
che in data 20/9/04 scadrà il il termine per le indagini preliminari e che fa documentazione relativa alte indagini espletato viene depositata in segreteria per 7 giorni dalla data della notìfica con facoltà per l'indagato/a gli indagati e il/i difensore di prenderne visione ed estrarre copie, L'indagato/a - gli indagati potrà/potranno inoltre entro 20 giorni dalla notifica del presente avviso presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere
il compimento di atti d'indagine, presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposto/a/i ad interrogatorio,

DISPONE

la notifica alla persona sottoposta ad indagine ed al/i difensore di fiducia già nominato e in mancanza al difensore d'ufficio nominato.

ANCONA, li 29 marzo 2004
Il Pubblico Ministero
Dr.ssa Irene A.Bilotta

Per copia conforme all'originale

Ancona li 12 LUG.2004

______________________________________

Riporto per utilità, il parere espresso dal coordinamento romano Giuristi Democratici nello scorso settembre:

<­<­I sequestri amministrativi in ottemperanza alla legge 156 del 26/03/73 come modificata dall'articolo 30, della legge 223 del 6/08/1990, cd legge Mammì, appaiono illegittimi in quanto viziati da  eccesso di potere.

Infatti il Ministero non ha tenuto conto, che alla data in cui fu redatta la legge Mammì e precedentemente nel 1973, non esisteva affatto la tecnologia in grado di produrre trasmissioni in immagine, verso ambiti territoriali ristrettissimi.  

Rileviamo, pertanto, che ci troviamo di fronte ad un "vuoto legislativo" per la regolamentazione dei rapporti istituzionali e dei "diritti", nei confronti delle televisioni di strada, che non utilizzano affatto le frequenze, bensì i loro coni d'ombra, non interferendo quindi con le frequenze utilizzate dagli operatori autorizzati.

Ribadiamo che nei casi di incertezze o di vuoti legislativi deve prevalere il principio costituzionale della libertà di espressione, garantito ad ogni cittadino dall'art. 21 della costituzione.  

Trattandosi,  inoltre, di uno strumento della "libera partecipazione" del cittadino alle attività proprie del quartiere: nei molteplici campi dell'associazionismo, della espressione pastorale nelle parrocchie, nel soccorso cittadino ad anziani e disabili e del volontariato in genere, invitiamo il Ministro On. Gasparri a voler prontamente rivedere la propria posizione arbitraria e immotivata, nei confronti dei cittadini tutti.>>

Ringraziando per l'attenzione e per la sollecita pubblicazione del comunicato porgo a voi tutti i miei più cordiali saluti.

Loredana Morandi
www.bloggersperlapace.org
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UPDATE ORE 23.43 DEL 27 LUGLIO 2004

Nel corso dell'analisi della situazione, che affligge gli amici di Disco Volante, Carlo Gubitosa ha espresso la solidarietà della associazione Peacelink  e suggerito il testo di una sentenza dell'Alta Corte Costituzionale del 1976 sull'emittenza televisiva: segue il testo del comunicato.

<­<­L'associazione PeaceLink esprime la propria piena solidarieta' ai cittadini di Senigallia, disabili e non, che hanno offerto un servizio pubblico e gratuito di grandissimo valore attraverso le trasmissioni della "Tv di quartiere" DISCO VOLANTE.

Sin dall'arrivo della polizia postale presso la sede dell'emittente, abbiamo seguito con apprensione la persecuzione giudiziaria avviata contro queste trasmissioni libere, gratuite, autogestite, prive di pubblicita' e realizzate da una cooperativa di sostegno a senza alcuna interferenza con emittenti gia' esistenti.

Il 23 dicembre scorso il governo ha firmato un decreto di urgenza che ha salvato dalla chiusura Retequattro, priva di concessione esattamente come Disco Volante. Oggi chiediamo che anche la piccola Tv di quartiere sia garantita con la stessa sollecitudine riservata alle emittenti "amiche" del governo.

Alla luce dell'articolo 21 della costituzione, che garantisce il diritto all'espressione "con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione", il governo e tutte le forze politiche hanno il dovere morale di riconoscere nei fatti il diritto all'esistenza di Disco Volante, e di
qualsiasi altra iniziativa di comunicazione sociale via etere.

Siamo consapevoli che l'azione giudiziaria contro Disco Volante e' realizzata attraverso il diritto della forza, mentre l'emittente potra' difendersi contando sulla forza del diritto, la stessa forza che ha recentemente dichiarato contrari alla costituzione alcuni principi della
legge Bossi/Fini e che domani potra' permettere alla societa' civile di dimostrare l'incostituzionalita' di altre leggi come la legge Mammi', la legge Maccanico e la legge Gasparri, che hanno di fatto "sequestrato" l'etere e le potenzialita' delle tecnologie, sottratti al libero utilizzo sociale e affidati a chi vuole trasformare la comunicazione televisiva in un mercatino delle pulci per veicolare contenuti pubblicitari.

Carlo Gubitosa
Associazione PeaceLink >>


<­<­ Sentenza:
http://www.medialaw.it/radiotv/giurisprudenza/1976202.htm

Cito dalla sentenza:

"la violazione dell'art. 21 della Costituzione con le sentenze di questa Corte, in astratto, non e' stata mai negata, ma partendo dalla premessa della limitazione dei canali utilizzabili e tenendo presenti le trasmissioni su scala nazionale si e' rilevato che fatalmente si sarebbe reso necessario, per le ingenti spese sia d'impianto, sia di gestione, un monopolio o un oligopolio, attraverso i quali la liberta' di espressione del pensiero sarebbe stata praticamente se non proprio neutralizzata, assai limitata.

Di qui la preferenza al monopolio statale, che indubbiamente da' maggiore garanzia di obiettivita' per un servizio la cui importanza sul piano di preminenza nell'interesse generale non puo' essere contestata.

Ma per quanto attiene alle trasmissioni a raggio locale, contrariamente al parere del Consiglio superiore delle telecomunicazioni, come risulta da uno studio compiuto dal Centro Microonde dell'Universita' di Firenze prodotto dalle parti private e, soprattutto, dal notorio stato di fatto dei numerosi impianti abusivi attualmente esistenti, quella limitazione ed il conseguente pericolo di monopoli o di oligopoli non sussiste.

Di qui la illegittimita' della negata esclusione agli impianti televisivi via etere a raggio locale di quel regime di autorizzazione gia' accordato per gli impianti via cavo e per i ripetitori di trasmissioni straniere che, oltretutto, assicurerebbe una piu' libera diffusione, anche capillare, del pensiero;">>

Così conclude Carlo Gubitosa riportando uno stralcio del testo della Sentenza.
 
NOTA DI LOREDANA MORANDI

Ho letto anche io la sentenza della Corte Costituzionale segnalata da Carlo e a mia volta segnalo nella medesima sentenza la dichiarazione di illegittimità costituzionale relativa all'esaurmento delle disponibilità di *frequenze*. La legge Mammì, che modifica l'antica legge dei codici postali, é del 1973 ed agisce soprattutto sul possesso dello strumento di
trasmissione, del quale "non" é vietata la vendita. Nel 1973 si era ben lontani dal prevedere la possibilità di trasmettere nel raggio di poche centinaia di metri e la legge si guarda bene dal prevedere la possibilità di esperimentazione. Sostanzialmente per la Mammì è fuorilegge anche la tecnologia digitale terrestre.

Il brano della sentenza é questo.

<­<­d) dichiara, a norma dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimita' costituzionale dell'art. 14 della citata legge 14 aprile 1975, n. 103 nella parte in cui prevede la possibilita' che mediante le realizzazioni di impianti da parte della societa' concessionaria siano esaurite le disponibilita' consentite dalle frequenze assegnate all'Italia dagli accordi internazionali per i servizi di radiodiffusione.>>

Consiglio: secondo me è necessaria una relazione tecnica con i controfiocchi, che descriva in termini chiarissimi di spazio e di etere, la reale portata di trasmissioni di una telestreet. L'esame della relazione tecnica comparata alla reale assenza di una normativa di riferimento e in assenza della possibilità materiale di richiedere una concessione per
qualcosa che "non esiste", dovrebbe fare il resto e consentire al Tribunale una sentenza di "non luogo a procedere".

Loredana Morandi

ps: è doloroso vivere questi momenti, ma spero davvero che nessuno manchi di fiducia nella giustizia. Perché probabilmente la vicenda di Disco Volante creerà il caso giuridico e contestualmente l'obbligatorietà nei confronti delle istituzioni preposte di dare una normativa ai rapporti, in modo da regolamentarli.