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Buttiglione. Toia: "Distinguere piano personale da impegno pubblico"
Di Loredana Morandi (del 12/10/2004 @ 19:38:14, in Politica, linkato 294 volte)

Dichiarazione di Patrizia Toia Deputato al Parlamento Europeo - Membro Adle

"Sbaglia chi evoca congiure che colpiscono l'Italia e la libertà di espressione. L'Europa è nata come luogo di libertà che ha dato un grande contributo al suo ampliamento a quella parte del continente che, al momento della nascita dell'Unione, ancora non ne godeva". Così Patrizia Toia, deputato europeo del gruppo Adle e già Ministro dei governi dell'Ulivo, sulle polemiche seguite alla "bocciatura" di Rocco Buttiglione a Commissario Europeo.
"E' però indubbio - continua Patrizia Toia - che su questa vicenda bisogna procedere con cautela e mi domando se quanto accaduto non leda in qualche modo la libertà di ognuno di esprimere opinioni. Personalmente, pur essendo avversaria del governo italiano, troverei anacronistico e inaccettabile se, alla base di questa vicenda, ci fosse un qualche pregiudizio negativo nei confronti di chi manifesta dichiaratamente le proprie convinzioni religiose. A Buttiglione - scandisce l'ex ministro - non va chiesto di non esprimere, o di abiurare, il suo credo. Gli va garantita la libertà di espressione, e gli va chiesto di distinguere il piano personale da quello di governo. Inoltre deve rispettare le opinioni di tutti e trovare i punti di incontro tra diverse idee per affermare, sul piano civile, scelte condivise". "Al di là del vittimismo strumentale che oggi il centrodestra usa come paravento per nascondere altre questioni, il giudizio su Rocco Buttiglione non si è fondato sulle convinzioni personali, ma sull'inopportunità di una delega alla giustizia per un candidato proposto da un Governo che blocca il mandato di cattura europeo e non affronta, nello spirito europeo, problematiche quali l'immigrazione e l'asilo per i rifugiati. Allo stesso tempo, rispettando le sue convinzioni morali, avrei preferito vedere in lui, nel corso delle audizioni, un po' meno di supponenza intellettuale e una maggiore partecipazione al progetto di costruzione dell'Europa, un progetto che merita il contributo di tutti e uno spirito proiettato verso le esigenze comuni. I cattolici in politica - dichiara Toia - non chiedono di fare proselitismo o di 'forgiare' le istituzioni a loro misura, ma hanno il diritto di esserci e di essere riconoscibili, di portare proposte e idee al dibattito comune e al confronto. La storia dell'Italia dimostra quanto, con equilibrio e rispetto di tutti, la presenza dei cattolici in politica abbia contribuito a far crescere il nostro Paese". Roma, 12 ottobre 2004