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LETTERA DI VENDOLA A CENTARO
Di Loredana Morandi (del 10/11/2004 @ 20:31:12, in Politica, linkato 346 volte)

Lettera dell'On. Nichi Vendola, capogruppo di Rifondazione Comunista in Commissione Antimafia, al presidente Roberto Centaro 

All’attenzione del
Presidente della Commissione Antimafia,
Sen. Roberto Centaro

Caro Presidente,

sento l’obbligo di coscienza di non tacere. L’inchiesta della DDA di Catanzaro su mafia e politica in Calabria è un mosaico geniale di cose credibili e di cose incredibili. Io non penso che ci sia una montatura. Penso che ci siano state e ci siano collusioni straordinarie a copertura del radicamento diffuso e stratificato della ‘ndrangheta nella società calabrese. Collusioni che coinvolgono la politica, l’economia, gli apparati repressivi ed anche la magistratura. Ma penso che questa inchiesta mescoli in un unico registro troppe storie, tra di loro incompatibili. Provo a spiegarmi.

Sono la persona più lontana, per formazione politica e culturale, dall’on. Angela Napoli. Lei missina di lungo corso, io comunista da sempre. Eppure io conosco e intendo testimoniare l’assoluta intransigenza morale e la passione civile di una collega che ha rivestito con coraggio il suo incarico in Commissione Antimafia. Impegnandosi in prima persona in una battaglia che non ha mai fatto sconti a nessuno, neppure a chi era schierato dalla sua stessa parte politica. Basterebbe rammentare il suo lavoro sulle collusioni a Lametia Terme.

E non posso tacere l’indignazione che provo dinanzi all’arresto dell’avvocato Ugo Colonna, un uomo limpido e testardamente, solitariamente impegnato in mille battaglie di verità e di legalità. Sono orgoglioso di avere in Colonna il mio legale di fiducia. Ricordo le parole con cui un importante uomo di Stato ebbe a definirlo: “un Ambrosoli del Sud”. Lui oggi è ristretto e questa carcerazione io la vivo come una macchia vergognosa sul volto di ciò che chiamiamo giustizia. Basterebbe chiedersi quanti sono i singoli e le lobbies che trarranno vantaggi dal fango che si è gettato inopinatamente su un professionista che ha documentalmente, e ripeto l’avverbio “documentalmente”, svelato il lato oscuro di certa magistratura scenograficamente antimafiosa.

Caro Presidente, sappiamo cosa è la mafia. Sappiamo della sua capacità storica di mimetizzarsi nei gangli più delicati dello Stato. Per questo io credo che dovremmo prendere alla lettera l’esortazione del Dott. Enzo Macrì e contribuire, nei limiti dei compiti istituzionali della nostra Commissione, a fare piena e totale luce su ogni aspetto di questa vicenda.

Roma, 10 novembre 2004                                                     

on. Nichi Vendola