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Ascoltare radio Rai Uno al telefono ...
Di Loredana Morandi (del 02/02/2005 @ 12:04:22, in Varie, linkato 237 volte)

..e anche dal citofono di casa mia. In effetti il problema dell'inquinamento elettromagnetico alla Balduina (quartiere di Roma) è reale. Ciò nonostante tutte le associazioni ambientaliste, che brancolano da queste parti sono più che disoneste. Da qui i romani possono tranquillamente ascoltare le reti radiofoniche della Rai, mentre non c'è nessuna traccia di Radio Vaticana, bersaglio invece di tutti i loro tiri per quanto lunghi essi possano essere. Il caso Radio Vaticana copre un enorme, dannosissimo e radioattivo scandalo: quello della radioattività del suolo determinato dai reattori nucleari accesi alla centrale civile della Casaccia, dove (pergiunta) sono stoccati tutti i fusti di scorie radioattive recuperate in Italia dai Carabinieri.

La questione dell'inquinamento elettromagnetico è reale, ma per l'effetto simpatico genetico con il corpo umano, esso determinerà solo sintomatologie più vicine alle fonti elettromagnetiche, come le sinapsi neuronali del cervello. Qui alla Balduina i bambini soffrono spessissimo dei fastidiosi "mal di testa", mia figlia per esempio. Nello stesso modo è decisamente più onesto attribuire i molti casi di leucemia di Roma Nord, considerando che la leucemia è una malattia degenerativa del midollo spinale e le ossa sono le parti del corpo umano più vicini alla composizione della "terra" (capelli e unghie, della stessa materia delle ossa, come fa l'erba proseguono la loro crescita anche dopo morti), alla radioattività del suolo.

Ma qui a Roma nord accade l'esatto contrario: tutti i ricercatori (o pseudo tali) sono impegnati a tenere ben puntato verso il cielo il loro rilevatore, mentre la radioattività si trova all'altezza delle loro scarpe sul nudo suolo.

A mio avviso l'unico dato indagabile su questa situazione, predeterminata da uno status sociale di cose (disonestà varie fra governo, interessi televisivi, regione, provincia, comune), è a chi nell'associazionismo piovono denari in tasca per la copertura del dato reale sulla radioattività del suolo nel circondario di Roma, zona anche naturalmente radioattiva e spugna tufacea per le radioazioni indotte dall'incuria umana.

Per risolvere il caso Radio Vaticana è sufficiente un occhiata sulla casistica di morte del personale negli ultimi 20 anni, oppure risalire al periodo "anni 70" e gli articoli di allora, che allarmatissimi intitolavano all'asportazione di milioni di metri quadri di terriccio radioattivo a causa degli scarichi inquinanti della centrale della Casaccia (20 cm di terriccio su un area sterminata) nel vicino fiume.

Anche la casistica legata al Chernobil lascia questi pseudo studiosi indifferenti, come se non fosse mai stata nella primavera del 1986 e non avesse arrecato morte e distruzione nella lontana europa dell'estremo est, che non considerano sufficientemente radioattive le polveri proveniente dagli inquinamenti da bombardamento ad uranio impoverito (procedimento che consente agli usa di disfarsi del problema di stoccaggio delle scorie) in Kosovo, in Afganistan e in Iraq. In quest'ultimo paese è stato lanciato l'equivalente in radioattività di 250.000 bombe nucleari, ma agli ambientalisti romani questo non fa nessun effetto ...

Purtroppo è la cultura, quella vera, che manca ai modernissimi ambientalisti romani ...

Loredana Morandi