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MD : PROGRAMMA PER I CONSIGLI GIUDIZIARI
Di Loredana Morandi (del 04/03/2005 @ 19:16:06, in Magistratura, linkato 314 volte)

Magistratura Democratica

PROGRAMMA PER I CONSIGLI GIUDIZIARI

Il sistema di autogoverno è nostro, frutto e patrimonio di tutti i magistrati, ed è presupposto indispensabile per la difesa della nostra indipendenza e della stessa qualità del nostro lavoro. E' un sistema che si trova però in sofferenza a tutti i livelli, nella capacità operativa del Csm e dei Consigli giudiziari, nei rapporti tra amministratori ed amministrati, nella concreta gestione degli uffici.

E' un sistema che dobbiamo rilanciare se vogliamo evitare che l'indipendenza di ciascuno di noi sia messa a rischio e che altri governino o cerchino di governare la magistratura sulla base degli interessi e dei desideri di chi è al potere.

Per questo le elezioni dei Consigli Giudiziari assumono oggi un'importanza cruciale.

Per questo crediamo che la trasparenza dell'attività dei Consigli Giudiziari sia elemento centrale, prevedendo che tutti i magistrati siano messi in condizione di conoscerne l'ordine del giorno ed i verbali.

Per questo riteniamo essenziale che l'elezione dei Consigli Giudiziari avvenga tramite la partecipazione e la scelta dei candidati e degli eletti da parte di tutti, tramite sistemi quali le primarie o che comunque assicurino il più ampio coinvolgimento.

Ma pensiamo che occorra anche non ignorare e cercare di dare risposta alla drammatica crisi di efficienza dei Consigli Giudiziari. Crisi che deriva dai sempre maggiori compiti che nascono dalle deleghe del CSM e dal crescente numero di amministrati (dovendosi comprendere anche le migliaia di giudici di pace, giudici onorari e vice procuratori onorari).

Compiti che sono essenziali perchè consentono di acquisire informazioni ed elementi in loco e fanno vivere la vicinanza degli amministrati con l'autogoverno, ma che sono destinati a crescere per la stessa evoluzione normativa e per la necessità di dare risposta alle esigenze di funzionalità, di veridicità e di attenzione che la società e gli stessi magistrati pongono con sempre più forza. Le recenti modifiche apportate nelle Circolari sulla progressione in carriera (con l'estrazione a campione dei provvedimenti), sulle incompatibilit parentali ( con la realizzazione del monitoraggio), sui pareri per il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi ( con specifica attenzione alla capacità organizzativa dei candidati) peseranno sempre di più sull'attività dei Consigli e rischiano di peggiorare tempi già oggi intollerabili per un autogoverno moderno ed efficiente.

Alcuni passaggi devono essere ormai scontati, come l'inserimento pieno nell'attività dei Consigli dei componenti supplenti, l'automatismo nell'assegnazione delle pratiche, l'adozione di Regolamenti che garantiscano trasparenza e funzionalità.

Ma le esigenze di efficienza impongono di andare oltre pensando sin d'ora a procedure semplificate per le pratiche de plano, a criteri standardizzati, al rafforzamento del supporto amministrativo dei Consigli Giudiziari, al ricorso a Commissioni composte di colleghi esterni per singole attività (come per la ricostruzione e valutazione del flusso degli affari), alla concretizzazione di un'effettiva esenzione dal lavoro per i componenti eletti che sia immediatamente godibile e che si articoli diversamente a seconda delle dimensioni dei distretti.

Questo in modo da potersi dare, come ogni Consiglio Giudiziario dovrebbe, tempi determinati per esaurire le diverse pratiche: quali ad esempio un massimo di due mesi per la stesura dei pareri per la progressione in carriera e specifici, di un mese per i pareri per gli incarichi extragiudiziari, etc.

Occorre poi combattere sin d'ora gli insidiosi messaggi culturali contenuti nella controriforma dell'ordinamento giudiziario dall'arrivismo alla gerarchizzazione, dalla precostituzione di titoli alla creazione di carriere parallele. Messaggi che già si insinuano pericolosamente nella magistratura.

Contro il carrierismo, per una reale valutazione del lavoro dei magistrati.

I magistrati debbono essere valutati per quello che fanno. A questa idea si ispira la Circolare del C.S.M. e la recente delibera che stabilisce quali provvedimenti prelevare a campione. Occorre far sì che i pareri diano un'immagine del lavoro del magistrato e della sua professionalità. Non si tratta di stilare graduatorie di merito tra i magistrati, bensì da un lato di far crescere quanto più possibile una professionalità diffusa ed orizzontale in tutte le funzioni e dall’altro di rendere le valutazioni più aderenti all’effettivo profilo professionale del magistrato, evidenziandone le caratteristiche peculiari anche ai fini di eventuali e più specifiche valutazioni (quali il conferimento di diverse funzioni giudicanti o requirenti, di legittimità, semidirettive, direttive, per la nomina a componente del Comitato scientifico, Referente per l’informatica o per la formazione decentrata). Questo ovviamente sempre basandosi su fatti specifici e garantendo all'interessato il contraddittorio.

Così gli incarichi extragiudiziari (comunque limitati, essendone concessi dal CSM solo circa 500 in un anno, tolte le 9 ore delle Scuole di specializzazione) non debbono diventare titolo da spendere per future carriere o sorta di carriere parallele. Non si tratta di demonizzare incarichi che spesso possono essere un momento di arricchimento culturale, ma di imporre con il necessario rigore che questi non distolgano dall'attività giudiziaria e che non appannino l'immagine della magistratura e dei magistrati. Quello che va chiesto è un controllo effettivo, avendo un quadro complessivo degli incarichi extragiudiziari (ivi comprese le commissioni tributarie, eventuali lezioni singole retribuite) del singolo, onde impedire cumuli anomali.

Contro la gerarchizzazione per un'equa distribuzione degli affari e la funzionalit degli uffici.

Le tabelle debbono essere un progetto organizzativo, ampiamente discusso e condiviso, sottoposto alla fine del biennio ad un bilancio. Oggi non è così per i ritardi che troppo spesso il C.S.M. accumula, giungendo a decisioni ineffettive.

I Consigli Giudiziari debbono con i loro pareri incidere al massimo livello sull'organizzazione, chiedendo democrazia e coinvolgimento dei magistrati nelle procedure, perseguendo un'equa distribuzione del lavoro tra i diversi uffici, sezioni e dipartimenti e la funzionalità del servizio.

Troppo spesso ciò oggi non avviene e risulta necessario dotarsi in tutti i distretti di strutture o Commissioni che possano ricostruire e valutare i flussi di lavoro onde consentire una razionale distribuzione degli affari.

I Consigli Giudiziari debbono poi ricordare ai capi degli uffici che le esenzioni di singoli magistrati, la assegnazione dei ruoli ai nuovi arrivati, i criteri per la individuazione dei magistrati da inviare in applicazione o supplenza sono materie tabellari che non possono essere adottate d'imperio dai dirigenti degli uffici, ma che debbono invece passare per la procedura tabellare, con tutte le garanzie previste. E' poi intollerabile e deve divenire punto d'onore di tutti i magistrati evitare forme di “nonnismo” giudiziario che penalizza gli ultimi arrivati destinandoli puntualmente ai ruoli più gravosi o sgraditi, come occorre assicurare l'attuazione e verificare il rispetto della Circolare a tutela dei magistrati in maternità o malattia, rimasta troppe volte sulla carta.

Un ruolo di proposta dei Consigli Giudiziari

La vicinanza dei Consigli Giudiziari ai magistrati pu consentire loro, anche attraverso appositi incontri, di verificare nel concreto problemi, difficoltà ed incongruenze derivanti dalla normativa vecchia e nuova del Consiglio e formulare proposte di correzione e di integrazione.

Su tre terreni questo ruolo ci pare oggi particolarmente importante:

La attuazione della Circolare sulla progressione in carriera e sul prelievo a campione dei provvedimenti, sia per verificare come i pareri possano adottare criteri agili e standardizzati, sia per accertare la bontà e congruità della tipologia di provvedimenti prelevati.

La concretizzazione della Circolare sulle incompatibilità parentali per far vivere criteri e prassi che diano certezza. Le regole debbono essere chiare e debbono essere praticabili: questo è l'unico modo per stimolare la spontanea osservanza della normativa.

L'utilizzo razionale e uniforme a livello locale e nazionale dei Giudici Onorari di Tribunale. Utilizzo oggi difforme all'interno della stessa città.

L'obiettivo che dobbiamo porci in una situazione eccezionale e difficile come la presente è di fare un salto qualitativo aprendo una nuova stagione dell'associazionismo che superi timidezze, corporativismi, protezioni e che non lasci solo ed isolato nessun magistrato. I Consigli Giudiziari sono essenziali per questo salto di qualità. Del resto sappiamo che il modo migliore per contrastare le controriforme è costruire e dimostrare con i fatti che l'autogoverno può funzionare.E' l'impegno che dobbiamo prenderci e chiedere per il prossimo biennio ai Consigli Giudiziari.

marzo 2005