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PERCHE' NON MI SONO INTERESSATA DELLA VICENDA CANTONI
Di Loredana Morandi (del 10/06/2005 @ 17:38:35, in Indagini, linkato 268 volte)

Il perchè lo dice benissimo La Repubblica in questo articolo sui retroscena del sequestro, infatti il Sismi per la liberazione ha messo in pratica pesanti ingerenze ai danni della popolazione afghana. Ed io questo non posso condividerlo. L.M.

Qualcuno non voleva lo scambio con la madre di Timor Shah
Settori ostili alla linea di Karzai hanno boicottato le trattative

Era tutto pronto da mercoledì
Ostacoli e difficoltà da Kabul

Oggi all'arrivo a Roma la Cantoni sarà interrogata a Palazzo di Giustizia dai pm dell'Antiterrorismo
di LUCA FAZZO e CLAUDIA FUSANI
 
LA SVOLTA, quella vera, è arrivata nel pomeriggio di mercoledì. E' stato in quelle ore che gli agenti del Sismi all'opera da tre settimane in Afghanistan hanno ottenuto dal governo di Kabul la concessione che da giorni paralizzava le trattative per la liberazione di Clementina Cantoni, infilando ogni apertura in un cul de sac in cui ognuna delle due parti rifilava all'avversario l'onere della prima mossa. Invece mercoledì i nostri 007 ottengono che le porte delle durecarceri afgane si aprano per quattro detenuti. Si tratta di delinquenti comuni che fanno parte dell'elenco (un elenco elastico e mutevole, la cui composizione era stata modificata a più riprese nel corso del sequestro) delle contropartite chieste da Timor Shah per porre fine alla prigionia della giovane italiana. Il governo di Kabul si era sempre rifiutato di rimettere nessuno in libertà prima di un atto concreto dei banditi. Mercoledì, sotto la pressione continua di Roma, arriva la svolta: Kabul acconsente a fare uscire i quattro in una condizione di "semilibertà", affidati ad un garante e sotto il controllo diretto dei militari italiani. E' l'apertura decisiva. Ma anche stavolta, tutto fino all'ultimo poteva andare storto. E fino all'ultimo momento l'ottimismo non ha mai preso la mano tra chi aveva davvero il polso della situazione.

Ora che è tutto finito nel migliore dei modi, sarebbe quantomeno inesatto dipingere la gestione delle trattative per la liberazione della cooperante milanese come un percorso razionale e lineare. Al contrario, una lunga serie di inciampi di ogni genere ha costellato i ventiquattro giorni del sequestro.

Di questi inciampi sono stati responsabili diversi soggetti. Le organizzazioni umanitarie che a Kabul hanno agito tanto volonterosamente quanto scompostamente. Altri esponenti italiani responsabili di iniziative improvvide. Giornalisti che hanno cercato di giocare in prima persona un ruolo nelle trattative. Ma i condizionamenti peggiori sono stati quelli espliciti, deliberati che venivano dall'interno delle istituzioni afgane, dai settori impegnati in una opposizione strenua alla leadership di Hamid Karzai e che a più riprese hanno boicottato le possibilità di sblocco: a partire dall'irruzione più plateale di tutte, l'arresto della madre di Timor Shah.

In quel momento, la vita di Clementina Cantoni è stata appesa ad un filo. Solo a prezzo di sforzi incredibili gli uomini del Sismi il 26 maggio riescono a ottenere che la donna lasci il carcere e che venga affidata alla custodia dei militari italiani. Quando da Kabul arriva la telefonata che annuncia la consegna della madre del bandito, il sospiro di sollievo del capo del Sismi Nicolò Pollari e di Gianni Letta, responsabile politico dell'intelligence, si sente fino ai piani alti di Palazzo Chigi.

Oggi pomeriggio, appena sarà sbarcata a Roma, Clementina Cantoni verrà interrogata dai carabinieri del Ros e dai pm dell'Antiterrorismo. L'inchiesta per sequestro di persona ha già, verosimilmente, alcuni nomi nel registro degli indagati, a partire da quello di Timor Shah. Tutto da verificare è però se e come sarà concretamente possibile perseguire davvero i responsabili del sequestro, dopo il perfezionamento con la banda dell'accordo che prevede indubbiamente tra le sue clausole la garanzia dell'impunità. Anche di questa clausola si sono fatti sostenitori, nel corso delle tre settimane del rapimento, gli ambienti politici afgani accusati dai nostri 007 di costituire la copertura istituzionale dei rapitori.

Non si può parlare di mandanti politici, ma di coperture sì. La definizione più calzante al sequestro pare l'abbia data qualche giorno fa un alto dirigente dei nostri servizi: "E' come se avessimo davanti una banda di ladri a Palermo". Tradotto: un gruppo di cani sciolti che però agisce in una situazione in cui poco o nulla può avvenire senza il consenso di entità superiori. E' con queste entità superiori che il Sismi ha cercato continuamente di avviare un rapporto, badando però a non urtare la suscettibilità del governo ufficiale. Ma, sotto traccia, i contatti esistevano, e sono stati alla base dell'esito positivo.

Tre i passaggi decisivi, dopo la liberazione della madre di Timor Shah. L'ingresso in scena di un nuovo mediatore, nella giornata del 28, un capotribù con contatti di buon livello sia nella malavita che nelle istituzioni. L'arrivo, il giorno successivo, del video con Clementina in buona salute, e la telefonata in cui viene data la risposta ad una domanda-chiave per verificare l'esistenza in vita della donna: segno che il nuovo canale è stato accettato. Infine, l'identificazione del nome di tre rapitori e la localizzazione del covo, il 31: un segnale per dire ai rapitori che se la trattativa non si sblocca l'opzione dell'azione di forza è ancora aperta.

Ma non ce n'è bisogno. Ieri pomeriggio, lo scambio: la madre del bandito torna libera, l'incubo di Clementina finisce. Sono passati di mano anche dei quattrini? In caso affermativo, pochi spiccioli al confronto di quelli che servirono alla tragica liberazione di Giuliana Sgrena.

(10 giugno 2005)
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/esteri/afrapito5/trattat/trattat.html