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MOZIONE CONCLUSIVA ASSEMBLEA DI BARI DEL MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA
Di Loredana Morandi (del 17/11/2005 @ 10:52:03, in Magistratura, linkato 243 volte)

Movimento per la Giustizia

Si è conclusa ieri con l'approvazione della relazione del segretario e  della mozione finale che di seguito si riporta l'Assemblea di Bari del Movimento per la Giustizia.

Con questi documenti il Movimento ha così definito le proprie posizioni anche in vista dell'ormai prossima scadenza elettorale per il rinnovo del CSM, chiarendo attraverso un dibattito franco ed appassionato obbiettivi e metodi dell'impegno che ci attende.

E'stato confermato il persistente valore dell'intesa con gli amici di MD ed art.3, concordando sulla necessità di dar vita ad un confronto serrato per la messa a punto di un programma chiaro e concreto mirato ad assicurare ai cittadini e  alla Magistratura un Buon Autogoverno al di fuori degli schemi degenerativi di maggioranze cristallizzate aventi come scopo principale il perseguimento di interessi collegati alla logica dell'appartenenza.

Per altro verso sono state ribadite le linee tracciate dal nostro Statuto, attraverso l'assoluta e completa attuazione delle norme di democrazia diretta che da sempre regolano i nostri processi decisionali, rimettendo ogni deliberazione sulle scelte definitive della candidature alla prossima Assemblea Nazionale che, subito dopo la definizione del programma, sarà nuovamente convocata dal Direttivo.

La mattina di sabato si è poi svolta un'interessante tavola rotonda, introdotta dal segretario del Movimento,  cui hanno partecipato i responsabili per la giustizia dei partiti di opposizione Brutti (DS), Fanfani (margherita), Pisapia (Rifondazione C.) e il Presidente dell'ANM Riviezzo (assente perchè impossibilitato ad intervenire il Ministro Alemanno pure invitato).

Alla posizione del Movimento (abrogare subito le singole norme "vergogna" quali ad es. quelle sul falso in bilancio e sulla prescrizione, anche introducendo una nuova più soddisfacente disciplina e non necessariamente facendo "rivivere" la precedente, e prorogare comunque i termini per l'O.G. in modo da poterlo sostituire senza danni con una nuova buona Riforma di diverso impianto che tenga anche conto delle proposte dell'ANM), mentre gli altri hanno manifestato piena condivisione, l'on. Pisapia si è dimostrato piuttosto pessimista dichiarando che preferisce non fare promesse per non provocare delusioni.

Secondo Pisapia vi sono impegni molteplici e (più) urgenti per il futuro Parlamento  soprattutto per quanto riguarda l'emergenza economica e  sociale, e alcune parti della "Riforma contro" non sarebbero "da buttare", proponendo soluzioni in parte sbagliate  a problemi reali. Inoltre vi sarebbe troppa distanza e disarmonia tra le posizioni delle varie categorie interessate (avvocati, magistrati etc. ) e all'interno della stessa magistratura. Comunque bisognerebbe certamente "stoppare" il concorsificio in quanto irrealizzabile e rovinoso nelle sue conseguenze pratiche.

Inutilmente è stato sottolineato che l'impegno parlamentare occorrente per sospendere l'efficacia di una parte dell'O.G. (la carriera) è sostanzialmente uguale a quello necessario per sospenderlo tutto (procura, disciplinare, scuola etc.) e Ciro Riviezzo ha efficacemente ricordato le diagnosi dell'incostituzionalità "di impianto" del prof. Ellia invocando il varo di  una nuova, diversa  riforma  capace di avviare a soluzione i problemi lasciati irrisolti o spesso aggravati dalla riforma Castelli.

Il dibattito comunque, se ci ha fatto ulteriormente e direttamente cogliere la persistente pluralità di opinioni su temi a noi così cari, sottolineando ancora una volta che i problemi non saranno superati come d'incanto nell'ipotesi di un'affermazione elettorale dell'opposizione, è stato franco e leale consentendo appieno l'espressione e la comprensione delle rispettive posizioni. 

E' ovvio che ne esce comunque confermata la necessità  di impegnarsi seriamente per partecipare con proposte serie ed attendibili alla discussione in corso sul futuro della giustizia e sulle irrinviabili riforme necessarie per  assicurare la ragionevole durata dei processi, accrescere la  qualità professionale della giurisdizione e garantire la trasparenza e credibilità del Governo autonomo della magistratura

Nino condorelli
Segretario Gen. Movimento per la Giustizia


MOZIONE CONCLUSIVA ASSEMBLEA DI BARI DEL MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA

E' importante ricordare le premesse sulle quali è nato ed è stato portato avanti, nel 2002, il progetto dell'Alleanza con gli amici di Magistratura Democratica e di Art.3.

Si è trattato, soprattutto, e al di là della contingenza elettorale, dell'intuizione di un bisogno diffuso tra i magistrati di una sorta di "identità sovranazionale" per superare le differenze e ritrovarsi insieme, accomunati dalla condivisione delle scelte sui requisiti essenziali della giurisdizione e dall'impegno a mantenere un'intransigente e coerente linea di indefettibile difesa dei capisaldi e dei principi fondamentali dell'Autogoverno come garanzia essenziale e irrinunciabile dell'effettiva indipendenza del "giudice soggetto soltanto alla legge". Su questo nucleo forte, con connotazioni anche ambiziosamente progressive, in una visione unificatrice delle molteplici  istanze di rinnovamento presenti in tutti i nostri Gruppi, si è quindi realizzata una spinta positiva ed aggregatrice che ha avuto lo scopo di condurre, e di mantenere il CSM su posizioni di non ripiegamento di fronte all'offensiva normalizzatrice del nuovo Esecutivo.

Il risultato elettorale che ha premiato tutti gli otto candidati ha poi dimostrato il successo dell'iniziativa presso il corpo elettorale accendendo l'entusiasmo ed esaltando le aspettative di tutti noi.

Sulle prese di posizione in ordine alle grandi questioni di carattere generale ed alla tenuta complessiva di immagine di fronte ai continui attacchi e sconfinamenti altrui, il CSM ha in effetti reagito in modo soddisfacente a tutela del proprio ruolo e quindi a salvaguardia dell'indipendenza dei giudici.

La credibilità ed autorevolezza del Consiglio però non discende solo dai suoi interventi a tutela e dalla continua affermazione del valore costituzionale dell'autogoverno  ma anche, e  in non minore misura, dalla serietà, concretezza, coerenza ed imparzialità della sua azione complessiva ed "ordinaria" di amministrazione della giurisdizione.

A fronte delle reiterate cadute di credibilità registratesi su questo terreno, deve essere ribadito che in un organo che esercita poteri sia pure amministrativi, ma di garanzia - e non di indirizzo politico - non può esservi spazio alla formazione di maggioranze cristallizzate e non compatibili con la logica ed i principi della democrazia partecipativa che stanno alla base del Governo autonomo della magistratura

In un momento storico così difficile come l'attuale nessuno può sottrarsi alla necessità morale e  politica di  rilanciare le speranze dei tanti che hanno riconosciuto nell'Alleanza un preciso valore aggiunto, spiegando che i problemi dell'Autogoverno possono essere affrontati e risolti attraverso un comune impegno che muova dalla valorizzazione di condivise istanze. A questa meta si potrà giungere se saremo, e rimarremo ,consapevoli della grande responsabilità che grava su ciascuno di noi oltre che  su coloro che, eletti al CSM, saranno chiamati a interpretare con lo spirito più appropriato il senso di questa intesa, e a dare quindi riscontro al grande bisogno, fortemente e generalmente avvertito, di un "Buon Autogoverno.

Nell'impegno che ci attende nei prossimi mesi sarà perciò importante ricercare momenti comuni di analisi e di riflessione per dar vita ad un'intesa programmatica che si dovrà raggiungere attraverso un grande sforzo di concretezza e quindi di individuazione degli specifici obbiettivi da raggiungere:

trasparenza, onestà, efficienza nella gestione del servizio-Giustizia che debbono necessariamente passare attraverso il corretto funzionamento degli organi di governo autonomo, rilanciando tematiche fondamentali quali l'organizzazione degli uffici giudiziari e la questione morale, da intendersi in senso ampio come fondamentale rispetto delle regole, ivi comprese quelle che costituiscono le basi della nostra stessa vita professionale, avendo presente l'assoluta esigenza di valorizzare al meglio le pari opportunità in magistratura.

In questi momenti in cui piovono leggi ad personam, decreti attuativi della sciagurata riforma dell'Ordinamento Giudiziario, stravolgimenti costituzionali che modificano in maniera illogica ed incoerente non solo il sistema giudiziario, ma l'intero ordinamento costituzionale, è necessario che la Magistratura sia coesa e coerente nell'applicazione concreta di principi troppo spesso vanamente declamati.

La nostra proposta, di proseguire il comune cammino tra chi questi principi cerca faticosamente di attuare con grandi riscontri anche in termini di consensi elettorali, si rivolge perciò a tutti magistrati interessati a questi obbiettivi  e mira a coinvolgere, al di là e al di fuori da ogni logica di schieramento, tutti coloro che sono sinceramente interessati ad un rinnovamento della politica associativa.

Approvato dall'Assemblea Nazionale del Movimento di Bari il 13 novembre 2005