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ANM Sezione di Nicosia: sulla Riforma dell'Ordinamento Giudiziario
Di Loredana Morandi (del 21/07/2007 @ 01:50:55, in Magistratura, linkato 243 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Sottosezione di Nicosia

L'Assemblea della Sottosezione di Nicosia,

- preso atto dell'approvazione da parte del Senato del d.d.l. di riforma dell'ordinamento giudiziario e della delibera di revoca dell'astensione già indetta per il 20 luglio da parte del C.D.C. dell'A.N.M.;

considerato che:

- la definitiva approvazione del d.d.l. da parte della Camera della riforma già approvata dal Senato comporterà un sicuro effetto positivo nella definitiva abrogazione dell'analoga riforma licenziata nel corso della precedente legislatura e, con essa, dei molteplici aspetti autenticamente lesivi dell'indipendenza della Magistratura quali, tra gli altri, il sistema di avanzamento in carriera per concorso con valutazione sul singolo magistrato da effettuarsi da parte di organi a prevalente nomina ministeriale, la rigida separazione delle funzioni requirenti e giudicanti tanto da sostanziarsi in una vera e propria separazione delle carriere, la sostanziale mortificazione del C.S.M nella sua funzione di organo di autogoverno dei Magistrati;

rileva, tuttavia, che la riforma licenziata dal Senato presenta ancora numerosi punti di estrema criticità per lo status del magistrato e per il funzionamento del servizio giustizia con particolare riferimento a:

- la riserva del 10 % dei posti disponibili per l'accesso alle funzioni di legittimità a magistrati con particolari meriti scientifici che rischia di comportare la reintroduzione di un sistema che tenga in maggiore considerazione attività svolte al di fuori dell'Ufficio (pubblicazioni, lezioni universitarie et similia) rispetto all'attività giudiziaria vera e propria, con inevitabili ripercussioni in materia di efficienza della giustizia essendo disincentivato il dedicarsi a tempo pieno all'attività di ufficio;

- la prevedibile monopolizzazione degli incarichi direttivi da parte dei magistrati che accederanno alle funzioni di legittimità in virtù della riserva appena descritta, con evidente discriminazione a carico di magistrati più in impegnati in attività di ufficio;

- la incompleta revisione dell' ulteriore gerarchizzazione degli uffici di Procura;

- il mancato ampliamento del numero dei componenti del C.S.M. già inadeguato alle attuali esigenze di autogoverno e ancor più alla luce dell'introduzione del sistema delle valutazioni quadriennali;

- la introduzione del sistema per cui il lavoro del magistrato è valutato anche con riferimento all'esito dei gradi successivi di giudizio che rischia di comportare inevitabilmente una compromissione dell'indipendenza dei giudici di primo grado;

- la mancata previsione di una disciplina che, a fronte dell'introduzione dell'incompatibilità a ricoprire funzioni requirenti degli uditori in prima nomina, condivisibile in linea di principio, risolva gli inevitabili problemi pratici che certamente - in assenza di tale disciplina - comporteranno una cronica scopertura degli uffici di Procura "di frontiera", in particolare del Mezzogiorno (in tal senso va detto che il giusto ripristino della prescelta cd. assoluta per le sedi disagiate non potrà costituire un valido argine a tale fenomeno);

- l'inadeguatezza del regime transitorio con particolare riferimento alla temporaneità degli incarichi direttivi che porrà nell'immediato gravissimi problemi pratici nella copertura di tali uffici;

- l'ennesimo accantonamento della questione economica e della perequazione alle altre magistrature nonostante che il concorso in Magistratura sia configurato quale concorso di secondo grado e che i soli Magistrati ordinari siano sottoposti alle valutazioni quadriennali introdotte dalla riforma; tale aspetto, peraltro, non potrà che disincentivare i più valenti laureati ad intraprendere un percorso finalizzato all'ingresso nella Magistratura ordinaria;

pertanto,

si ritiene che i molti aspetti negativi appena evidenziati avrebbero meritato un'adeguata e tempestiva forma di protesta,

e SI CHIEDE

all'A.N.M. di mantenere lo stato di agitazione, di vigilare sugli ulteriori passaggi parlamentari della riforma nonché sull'eventuale emanazione di norme esecutive e di coordinamento affinchè siano smussati gli aspetti di maggiore problematicità e di operare con un sempre maggiore coinvolgimento della base e, in particolare, con una crescente considerazione delle problematiche più sentite dai giovani Magistrati.

Il Presidente                                     Il Segretario
Alessandro DAGNINO                            Luca CESTARO