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"Pensare è più interessante di sapere, ma meno interessante di guardare."

Goethe
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 13/07/2005 @ 13:02:21, in Magistratura, linkato 227 volte)

Movimento per la Giustizia

Come il Movimento ha più volte avuto modo di dire e come Il Presidente Riviezzo ci ha incessantemente ricordato, lo SCIOPERO di domani costituisce un appuntamento importante per la Magistratura e per il Paese, ma anche una tappa storica della vita professionale di ciascuno di noi.

Commette un clamoroso errore di valutazione chi ritiene che si tratti di uno sterile e rassegnato, estremo, segnale di inutile protesta nei riguardi di un inelttuabile futuro di umiliazione e burocratizzazione della funzione giurisdizionale.

Lo sciopero del 14 luglio costituirà invece un momento fondamentale di affermazione della ESISTENZA, e persistenza, di una magistratura fedele ai doveri scolpiti nella Costituzione tuttora vigente.

Esso rappresenterà uno spartiacque tra la fase della doverosa azione collaborativa dell'ANM, di dialogo e di indicazioni per il Legislatore,  a quella delle non meno doverose iniziative a tutela dei valori e dei principi costituzionali (che sarebbero) violati dalla Conrtoriforma Castelli

Ad una maggioranza di governo sempre più avida di spazi incontrollati di gestione del potere, che continua  a dare prova della sua assoluta  incapacità di assicurare, almeno nelle voci dei suoi più incontinenti rappresentanti, persino un minimo di apparente galateo istituzionale, e di non lasciarsi quindi andare ad inutili quanto inammissibili minacce ed  offese, i magistrati risponderanno, come sempre, con una composta ma ferma manifestazione di assoluto rifiuto della strategia della devastazione e dell'annientamento dei poteri di garanzia, non meno necessari per la vita dello Stato democratico.

Il Parlamento sarà così ancora una volta chiamato ad esercitare le sue funzioni e ad effettuare le sue responsabili scelte di fronte ai rilievi fino ad oggi in gran parte inascoltati del Capo dello Stato, ed alle pressoché unanimi richieste e critiche delle comunità degli operatori del diritto e della cultura giuridica.Sarà possibile offrire quindi una ennesima occasione a quei parlamentari che finora hanno solo declamato, e mai posto concretamente in essere, una reale volontà di operare per il miglioramento del testo, proponendo e votando i necessari emendamenti.

Dopodichè dovremo attendere, come già in precedenza, in rispettoso silenzio le decisioni del Presidente Ciampi.

Nel caso in cui tutte le nostre speranze andassero deluse, spetterà a ciascuno di noi, oltre che  alle istituzioni dell'Autogoverno, trasformare la grande energia collettiva che ha consentito il successo  - nella partecipazione e negli effetti - di ben 4 scioperi, in specifiche iniziative di tutela - innanzi a tutti gli organi di Giustizia specificamente competenti - dei diritti, e dei beni costituzionali attaccati, esigendo il rispetto dei medesimi anche dal Legislatore delegato, e legittimamente rifiutando di partecipare - sotto ogni profilo -  ai vuoti riti burocratici dell'esamificio ministeriale.

Con lo sciopero di domani quindi,  ben lungi dal sottoporci ad un vuoto rito celebrativo di una irrimediabile sconfitta, comprenderemo e dimostreremo che questa grande energia associativa è ancora tutta disponibile, e pronta ad esprimersi per le nuove azioni che la nostra vita di appartenenti all'ordine giudiziario "autonomo ed indipendente da ogni altro potere" ci imporrà, e ci consentirà, di compiere.

I magistrati del MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA non faranno certo mancare il loro contributo.

Nino Condorelli
Segretario Generale del Movimento per la Giustizia
  

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Di Loredana Morandi (del 13/07/2005 @ 13:00:34, in Magistratura, linkato 209 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Romana

Comunichiamo che la sezione romana dell’Associazione Nazionale Magistrati, in occasione dello sciopero dei magistrati italiani, il giorno 14 LUGLIO 2005 ALLE ORE 10 presso l’aula magna della Corte di Appello penale (via Romeo Romei) terrà un’ASSEMBLEA,  in cui interverranno avvocati e professori universitari oltre al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Ciro Riviezzo, dal titolo “La cultura giuridica romana e la controriforma dell’ordinamento giudiziario: tra censure critiche e proposte di riflessione”

Hanno assicurato la propria presenza, fra gli altri, il Presidente del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Roma, il Presidente dell’Associazione Nazionale Forense, il Presidente della Camera Penale, il Prof. Celotto della terza università e l’avv. Giulio Buongiorno.

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Di Loredana Morandi (del 13/07/2005 @ 12:56:49, in Magistratura, linkato 660 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Giunta Sezionale Piemonte e Valle d'Aosta

14  LUGLIO:   SCIOPERO  DEI  MAGISTRATI

L'Associazione Nazionale Magistrati, con sofferta ma unanime decisione di tutte le sue componenti, ha proclamato l'astensione dall'attività giudiziaria per il prossimo 14 luglio, quale estremo tentativo di sollecitare un ripensamento del legislatore sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, altrimenti prossima all'approvazione definitiva. E, una volta approvata la legge-delega, sarà sufficiente l'emanazione di un primo decreto delegato per far scattare meccanismi destinati a modificare profondamente la vita professionale di ciascuno di noi.
Quanto al metodo, va ribadito che, sui temi oggetto della riforma, non vi è stata reale discussione; che si è tenuto scarsissimo conto dei rilievi formulati dal Capo dello Stato nel suo messaggio alle Camere, tutti fondati su profili di "evidente e palese incostituzionalità"; che si è proceduto con  blindature del testo, maxi-emendamenti, voti di fiducia, contingentamento dei tempi di discussione parlamentare, come da ultimo accaduto in Senato, dove sono stati respinti, insieme a quelli dell'opposizione, gli stessi emendamenti presentati da settori della maggioranza.
Quanto al merito, sta per essere varata una legge-delega ispirata ad intenti punitivi, che - per quanto presentata come "riforma della giustizia" - non affronta uno solo dei problemi che affliggono tale settore, che incide pesantemente sull'indipendente esercizio della giurisdizione e sulle garanzie per i cittadini, che non può non suscitare la nostra orgogliosa protesta in difesa dei valori costituzionali.

SEI  PROPRIO  SICURO  CHE  TUTTO  CIO'  NON  TI  RIGUARDI ?

E poi, a tacer d'altro:
* in ogni caso, e con cadenze temporali ravvicinate, dovrai diventare meno giudice e più "concorsista", così creando gravi disfunzioni al servizio che renderai ai cittadini e subendo condizionamenti assai più frequenti e pressanti di quelli che caratterizzarono la magistratura degli anni '50
* col binomio rappresentato dall'ampiezza della gamma di illeciti disciplinari e dall'obbligatorietà dell'azione disciplinare, qualunque denuncia contro di te, anche la più infondata, porterà all'apertura di un vero e proprio procedimento disciplinare, con l'aggravante che il capo del tuo ufficio sarà a sua volta perseguibile disciplinarmente per non aver segnalato le tue eventuali mancanze
* ti troverai un organo di autogoverno - il Consiglio Superiore della Magistratura - gravemente svuotato di poteri effettivi, a favore di organismi (scuola e commissioni) di pregnante composizione esterna, mentre i Consigli Giudiziari cadranno nel caos per dover essere totalmente rinnovati
* la tanto evocata separazione delle carriere - che è di attuazione quasi immediata e che comunque non ti consentirà di cambiare ruolo se non nei limiti dei posti realmente disponibili - è un male irrisorio a fronte della prevista modifica dell'assetto organizzativo delle Procure, che saranno fortemente gerarchizzate, senza dare alcun contributo all'efficienza e con definitivo abbandono della felice stagione dell'azione penale diffusa.
Controlla tu stesso se tutto ciò risponda al vero, consultando il testo allegato.

La Giunta sezionale Piemonte e Valle d'Aosta
(Roberto Arata - Mario Bellone - Francesca Christillin - Giuseppe Ferrando - Gian Carlo Girolami - Gianluigi Morlini - Fabrizia Pironti)

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Di Loredana Morandi (del 12/07/2005 @ 19:29:34, in Magistratura, linkato 216 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Astensione dal servizio e garanzia della sicurezza e dei diritti

L’A.N.M. in prossimità del giorno di astensione dalle attività giudiziarie, ribadisce che, in conformità del codice di autoregolamentazione, sono integralmente assicurati i servizi a tutela della sicurezza e dei diritti fondamentali dei cittadini. Saranno regolarmente in servizio tutti i magistrati del pubblico ministero impegnati nel cd. turno esterno, i giudici per le indagini preliminari che dovranno decidere sulla validità degli arresti, sulle richieste di misure cautelari e di misure urgenti (intercettazioni, ecc.); i giudici di tribunali per i giudizi direttissimi e per il riesame dei provvedimenti in materia di libertà; saranno inoltre celebrati tutti i processi con imputati detenuti ed i processi, anche civili, comunque urgenti. La magistratura dunque è impegnata, anche durante lo sciopero, nella garanzia della legalità e della sicurezza collettiva.

Roma, 12 luglio 2005
La G.E.C.

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Di Loredana Morandi (del 11/07/2005 @ 19:15:06, in Magistratura, linkato 181 volte)

Magistrats Européens pour la Démocratie et les libertés

Medel ha predisposto ed inviato a tutti i suoi iscritti un appello di sostegno allo sciopero, invitandoli a spedire un messaggio di sostegno all'indirizzo di posta elettronica dell'Associazione Nazionale Magistrati

*Françoise*

Nous soutenons les magistrats italiens
en grève le 14 juillet 2005

Les magistrats italiens sont contraints de proclamer, pour le 14 juillet 2005, une quatrième journée de protestation contre le projet de loi du Gouvernement sur l'organisation judiciaire.

En décembre 2004, le Président de la République italienne, M. Ciampi, avait décidé de ne pas promulguer cette loi, invitant le Parlement à réviser plusieurs points qu'il estimait inconstitutionnels.

La décision de M. Ciampi a reçu le soutien du Rapporteur spécial de la Commission des droits de l'homme des Nations Unies sur l'indépendance des juges et des avocats, M. Leandro Despouy, selon lequel « les réformes envisagées constituent une limitation inquiétante de la garantie d'indépendance qui, depuis plus d'une décennie maintenant, caractérise le système judiciaire italien, conférant à l'Italie un prestige international et une autorité morale enviables et offrant un modèle aux autres pays ». 

Les objections fondamentales du Président de la République ont été -dans leur substance- ignorées par l'actuelle majorité politique et le Sénat a confirmé par son vote le texte critiqué qui :

- soustraira au Conseil Supérieur de la Magistrature ses prérogatives constitutionnelles en matière de carrière des magistrats ;
- impliquera une séparations de fait des carrières  des juges et des procureurs et une forte hiérarchisation des bureaux du parquet ;
- ne répondra en rien, bien au contraire, aux soucis légitimes des justiciables au sujet du fonctionnement de la justice.

Les magistrats italiens espèrent être entendus par la Chambre de leur pays, afin de ne pas voir adopté définitivement le texte de cette réforme malheureuse contraire aux principes consacrés par le Conseil de l'Europe et par les Nations Unies.

Nous, magistrats européens, manifestons notre préoccupation sur le sort de l'indépendance du pouvoir judiciaire en Italie.

*English*

We support the Italian Judiciary
on Strike on July 14th, 2005

Italian magistrates have been forced to call for a fourth day of protest against the Government's proposed reform of the judiciary organization, to be held on July 14th, 2005.

In December 2004 the President of the Italian Republic, Mr. Ciampi, refused to promulgate said law, inviting Parliament to amend several points which he considered unconstitutional.

The decision adopted by Mr. Ciampi received the support of the Special Rapporteur of the Commission for Human Rights of the United Nations on independence of judges and lawyers, Mr. Leandro Despouy, according to whom "the proposed reforms represent a serious limitation to the guarantee of independence which, for decades, has been a characteristic of the Italian judicial system, awarding Italy an international prestige and an enviable moral authority, offering a model to other Countries".

The main objections of the President of the Republic have been substantially ignored by the parliamentary majority and the Senate has, with its vote, confirmed the criticized text which:

· will subtract from the Superior Council of the Judiciary its constitutionally based prerogatives concerning judicial career;
· will bring by a de facto separation among judges and prosecutors and a strong hierachization of prosecutors' offices;
· will not respond in any way to the legitimate concerns of citizens with regard to the functioning of jurisdiction.

Italian magistrates are waiting to be heard by their Parliament in order to avoid definitive approval of the proposed reform, which goes against the principles laid down by the Council of Europe and by the United Nations.

We, European magistrates, express our concern about the fate of judicial independence in Italy.

*Espagnol*

Apoyamos a los Magistrados Italianos
en Huelga el 14 de Julio 2005

Los magistrados italianos se ven coartados a llamar, para el 14 de julio 2005, una cuarta jornada de protesta contra el proyecto de ley de reforma de la organizaciòn judiciaria propuesto por el Gobierno.

En diciembre 2004, el Presidente de la Repùblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, ha rehusado de promulgar esta ley, invitando el Parlamiento a revisar una pluralidad de puntos, segun èl, inconstitucionales.

La decisiòn de Ciampia ha recibido el apoyo del Relator Especial de la Comisiòn de derechos humanos de las Naciones Unidas sobre la independencia de jueces y abogados, que afirmò "las reformas propuestas constituyen una *limitaciòn inquietante de la garantìa de independencia que ha sido, ya hace decènios, caracterìstica del sistema judicial italiano, otorgando a Italia un prestigio internacional y una autoridad moral enviables y ofreciendo un modelo para otros Paìses".

Las objeciones fundamentales del Presidente de la Repùblica han sido - en substancia - ignoradas por la actual mayorìa polìtica y el Senado ha confirmado con su voto el texto criticado que:

· subtrae al Consejo Superior de la Magistradura sus prerogativas constitucionales en materia de carrera judicial;
· implica una separaciòn de hecho entre jueces y fiscales ademàs de una furte jerarquizaciòn de las fiscalìas;
· no responde en nada a las legìtimas preocupaciones de los ciudadanos en tema de funcionamiento de la justicia.

Los magistrados italianos esperan ser escuchados del Parlamiento de su Paìs, para evitar de ver adoptado definitivamente el texto de esta desdichosa reforma, contraria a los principios consacrados por el Consejo de Europa y por las Naciones Unidas.

Nosotros, magistrados europeos, manifestamos nuestra preocupaciòn para el destino de la independencia del poder judicial en Italia.

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Di Loredana Morandi (del 10/07/2005 @ 19:26:11, in Magistratura, linkato 232 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Il Segretario nazionale

Fa davvero piacere apprendere che il Ministro per le riforme Calderoli, che più volte in passato è stato prodigo di critiche alla Corte costituzionale, ora ne conosce e ne condivide gli orientamenti giurisprudenziali.

Ignoriamo peraltro quale sia questa “lunga storia di pronunciamenti” (pronunciamenti ?) che vi sarebbe stata sul diritto di sciopero dei magistrati, perché a noi risultava invece che la Corte, e da molto tempo, avesse al contrario sempre affermato la legittimità dello sciopero anche nei servizi pubblici essenziali, purché vengano assicurate le esigenze minime del servizio; esattamente ciò che i magistrati italiani si apprestano a fare secondo il loro codice di autoregolamentazione: scioperare salvaguardando le urgenze e gli atti non differibili.

Siamo quindi ansiosi di apprendere dalla denuncia che il Ministro intende presentare quale sia questa giurisprudenza della Corte che si sarebbe occupata del nostro diritto di astenerci dal lavoro e leggere questo studio su cui si è “lavorato da tempo” che sarà certamente una pregevole novità.

Nel frattempo ci asterremo dal lavoro, se non altro per appagare la nostra legittima curiosità.

Ignazio Patrone

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Di Loredana Morandi (del 08/07/2005 @ 15:26:02, in Magistratura, linkato 239 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L'Associazione Nazionale Magistrati esprime cordoglio per le vittime dei vili attentati di Londra, e ribadisce l'impegno della magistratura italiana per la difesa della legalità nei confronti della criminalità terroristica, nel rigoroso rispetto delle regole dello Stato di diritto.

Roma, 8 luglio 2005

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COMITATO DI COORDINAMENTO
FRA LE MAGISTRATURE E L’AVVOCATURA DELLO STATO

TUTTE LE MAGISTRATURE CRITICANO
LA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO

L’Associazione Nazionale Magistrati, l’Associazione Magistrati della Corte dei Conti, l’Associazione dei Consiglieri di Stato, l’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi, l’Associazione Nazionale Magistrati Militari e l’Associazione Avvocati e Procuratori dello Stato, riuniti nel Comitato Intermagistrature, esprimono viva preoccupazione per la proposta di riforma dell’Ordinamento Giudiziario, rilevano come la stessa sia stata elaborata al di fuori dell’apporto collaborativo di tutti gli ordini magistratuali ed evidenziano la comunanza di valori tra tutte le magistrature che si esprime nella terzietà, nell’assenza di gerarchie interne e nella soggezione dei giudici soltanto alla legge.

La garanzia costituzionale dei suddetti valori impone che le magistrature italiane rappresentino unitariamente le suddette critiche, nell’impegno ad approfondire in seno al Comitato i temi comuni dell’efficienza della giurisdizione e della tutela dell’imparzialità di ogni magistratura.

Roma, 06 luglio 2005

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Associazione Nazionale Magistrati

Audizione dell'ANM in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sulla riforma dell'Ordinamento Giudiziario

6 luglio 2005

L'A.N.M. ribadisce il netto dissenso nei confronti della proposta di legge-delega sull'ordinamento giudiziario che, come evidenziato da illustri costituzionalisti e  da gran parte della cultura giuridica, presenta numerosi profili di incostituzionalità - di impianto e di singole disposizioni - , di irrazionalità, di ingestibilità. Si richiamano al riguardo i numerosi documenti che l'Associazione ha già fatto pervenire al Parlamento.

In questa sede, intendiamo limitarci ad esaminare alcuni aspetti specifici particolarmente rilevanti.

In primo luogo, appaiono largamente elusi, ed in alcuni punti apertamente contraddetti, i rilievi di palese incostituzionalità evidenziati dal Capo dello Stato nel suo messaggio alle Camere del 16 dicembre 2004.

Il primo punto attinto dal Presidente riguarda la previsione di comunicazioni alle Camere da parte del Ministro della giustizia, tra l'altro, sulle linee di politica giudiziaria. Osserva il Presidente che non può sussistere in capo al Ministro alcun potere di indirizzo nei confronti dell'esercizio autonomo e indipendente della funzione giudiziaria né si può incidere in alcun modo sull'obbligatorietà dell'azione penale. L'emendamento approvato dal Senato, seppure formalmente sostituisce la previsione citata con la formula "nonché sugli interventi da adottare ai sensi dell'articolo 110 della Costituzione e sugli orientamenti e i programmi legislativi del Governo in materia di giustizia per l'anno in corso." , in realtà elude il problema, ma non adegua il testo al dettato costituzionale ed allo spirito del messaggio del Capo dello Stato, poiché è evidente che per tale via potranno prendere corpo quei rischi di condizionamento che il Presidente ha evidenziato. La previsione, quindi, come è accaduto per quella relativa all'ufficio del monitoraggio, che presentava analoghi problemi, andrebbe semplicemente soppressa e si auspica che la Camera voglia procedere a modificare il testo in tal senso.

Il terzo punto del messaggio presidenziale attiene al potere del Ministro della giustizia di impugnare i provvedimenti del Consiglio Superiore della Magistratura in materia di incarichi direttivi. In questo caso, il Presidente ha evidenziato che << in tema di conferimento o di proroga degli incarichi direttivi, il rapporto tra Consiglio e Ministro implica soltanto un "vincolo di metodo". Tale vincolo impedisce il ricorso agli ordinari mezzi di impugnazione, una volta che il "confronto" - per usare l'espressione della Corte Costituzionale - sia avvenuto "a seguito di un esame effettivo ed obiettivo, dialetticamente svolto". In caso contrario, il Ministro assumerebbe il ruolo di titolare di un interesse legittimo contrapposto a quello del Consiglio superiore, parificabile a quello del controinteressato che si dolga di essere stato escluso.>> L'emendamento approvato dal Senato, invece, tale potere conserva, sia pure accompagnato dalla formula "fuori dai casi di ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato". Senonchè, come ha evidenziato il Presidente nel passaggio del suo messaggio sopra ricordato, non esistono casi di contrasto in questa materia tra Ministro e Consiglio che non siano riconducibili al conflitto di attribuzioni, mentre la norma emendata mantiene nell'ordinamento ipotesi in cui il Ministro può impugnare davanti alla giustizia amministrativa provvedimenti del Consiglio in tema di conferimento o di proroga degli incarichi direttivi. Il che, come detto, è palesemente incostituzionale.  Anche in questo caso, la disposizione andrebbe, semplicemente, soppressa.

Ma dove la proposta emendata risulta in più evidente contraddizione con il messaggio presidenziale, è in relazione al quarto punto, che attiene al sistema dei concorsi. Innanzitutto, permane l'evidente disegno di ridimensionamento dei poteri spettanti in via esclusiva al C.S.M. ai sensi dell'art. 105 Cost. . Il rispetto dei rilievi sul punto del Capo dello Stato impone un profondo ripensamento dell'impianto stesso della riforma. Ma vi è un punto specifico in cui il messaggio è apertamente contraddetto. Infatti, il Presidente ha evidenziato che << L'invasione della sfera di competenza riservata al Consiglio è particolarmente evidente nell'ipotesi in cui i candidati siano stati esclusi nell'ambito delle predette procedure. Infatti, allorché manchino il favorevole giudizio conseguito presso la Scuola superiore o la positiva valutazione nel concorso da parte della commissione, il Consiglio non può neppure prendere in considerazione la posizione del candidato escluso. >> Le disposizioni emendate, invece, continuano a imporre al C.S.M. di prendere in considerazione solo i candidati positivamente valutati dalle commissioni esterne o dalla Scuola, come appare evidente, ad esempio, dalle disposizioni che prevedono che la scelta del Consiglio per l'assegnazione degli incarichi semi-direttivi o direttivi avvenga "nell'ambito dei candidati dichiarati idonei dalla commissione di concorso", oppure pretendono l'idoneità nel concorso come titolo legittimante per l'assegnazione di determinate funzioni. Quindi, senza alcun dubbio, le disposizioni in esame erano e restano palesemente incostituzionali.

Lo stesso ordine di considerazioni impone di ritenere incompatibile con il richiamo contenuto nel messaggio del Capo dello Stato anche la modalità concorsuale  dell'esame, prevista per una quota dei posti di secondo grado e di legittimità annualmente resisi vacanti. L'esame, infatti, per sua stessa natura non si presta che ad una valutazione decisoria da parte dell'esaminatore, essendo logicamente impossibile che quest'ultimo possa limitarsi a dare una "parere" o un "consiglio" sull'esito di esso a chi dovrà poi decidere in via definitiva. La considerazione appare particolarmente evidente nel caso di specie, poiché il decidente (il C.S.M., unico legittimato a norma di Costituzione) non potrebbe mai argomentare in maniera convincente una decisione di senso contrario al giudizio della commissione di esame, non avendo partecipato all'esame stesso e, quantomeno per la prova orale, non avendo nemmeno la possibilità di rivederne i risultati. Da ciò discende l'inevitabile arbitrarietà per immotivabilità (e quindi illegittimità formale sul piano dell'eventuale valutazione in sede di giustizia amministrativa) di qualsiasi decisione del C.S.M. che andasse di diverso avviso rispetto al giudizio della commissione esaminatrice, e la conseguente spoliazione di fatto delle prerogative costituzionali dell'organo di governo autonomo della magistratura. 

Il Senato, inoltre, approvando l'emendamento n. 2775 del Relatore, ha aggiunto la seguente disposizione: «46-bis. Nelle more dell'attuazione della delega prevista dal comma 11, non possono essere conferiti incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimità a magistrati che abbiano meno di due anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo prevista dall'articolo 5 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511, e non possono essere conferiti incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo grado e di secondo grado a magistrati che abbiano meno di quattro anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo prevista dal citato articolo 5 del regio decreto legislativo n.  511 del 1946. Tale disposizione si applica anche alle procedure per il conferimento degli incarichi direttivi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge».

Va preliminarmente notato che in tal modo si è contraddetto il deliberato del medesimo Senato, con il quale si era deciso di limitare l'esame ai soli quattro punti toccati dal messaggio del Capo dello Stato. E' evidente che l'emendamento in questione non riguarda in alcun modo tali punti.

Nel merito, la disposizione attinge diverse norme costituzionali. In primo luogo, riguardando procedure determinate, già in corso e chiaramente individuabili, essa ha l'effetto di eliminare dal concorso soggetti specifici, che avevano presentato la domanda secondo la normativa vigente, così confliggendo con l'art. 105 Cost., che riserva in via esclusiva al Consiglio Superiore della Magistratura il compito di assegnazione degli incarichi. In tal modo, invece, il Parlamento incide direttamente ed in modo palese su concorsi in atto, escludendo determinati soggetti e, di conseguenza, favorendone altri, in violazione del principio di divisione dei poteri costituzionalmente protetto. Inoltre, la norma viola l'art. 3 Cost., in quanto, in modo del tutto irrazionale, esclude dal concorso in atto candidati che avevano già presentato domanda, semmai allorché erano in possesso del requisito oggi richiesto, e che, paradossalmente, potrebbero assicurare, in virtù del periodo consentito di permanenza in servizio, la copertura dell'incarico direttivo per una durata maggiore di quella massima prevista nel disegno di legge in via ordinaria. Inoltre, il diritto del candidato a vedersi valutato dal C.S.M. sarebbe diversamente inciso sulla base del dato casuale della durata della procedura di copertura del posto.

Infine, è evidente anche il contrasto con l'art. 97 Cost., che tutela il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Infatti, la norma in questione si applicherebbe a numerose procedure in corso, alcune delle quali pendenti da diverso tempo e che riguardano posti di grande responsabilità, con necessità di procedere a nuove valutazioni e comunque di verificare l'impatto delle nuove regole, in molti casi azzerando di fatto il lavoro svolto dal C.S.M. ed imponendo una rivisitazione ex novo dell'intera procedura. Ciò dilaterebbe ulteriormente i tempi di definizione delle pratiche e si ripercuoterebbe inevitabilmente anche sulla durata delle procedure diverse. La violazione del principio di buon andamento della P.A., in modo del tutto irrazionale, è palese.

Pertanto, l'A.N.M. auspica che la Camera dei deputati voglia procedere ad un esame sereno e completo delle tematiche poste, come del resto è reso manifesto dal fatto stesso che si è ritenuto di procedere alle odierne audizioni delle associazioni dei magistrati e degli avvocati.

Roma, 6 luglio 2005.
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 06/07/2005 @ 19:33:04, in Politica, linkato 251 volte)

La legge torna ora alla Camera con alcune modifiche

L'infibulazione è un reato, il Senato dice sì

Chi pratica mutilazioni genitali rischierà da 4 a 12 anni di carcere e la sospensione dell'Ordine dei medici fino a dieci anni

ROMA - L'infibulazione potrebbe presto essere un reato in Italia. E chi pratica mutilazioni genitali, usanze diffuse in alcune comunità africane, rischierà fino a 12 anni di carcere. Il Senato ha votato il disegno di legge che prevede l'aggiunta di un articolo al codice penale, il 583 bis. Il provvedimento deve ora tornare alla Camera, che deve votare alcune modifiche apportate dai senatori.

VOTO TRASVERSALE - Il voto in Senato ha trovato d'accordo maggioranza e opposizione, esclusi i senatori di Rifondazione Comunista che si sono astenuti, come pure - a titolo personale - Cinzia Dato della Margherita, che ha giudicato questa legge «troppo repressiva» sostenendo che prima di approvare un provvedimento siffatto andrebbero messe fuori legge anche le pratiche di chirurgia estetica per le minorenni.

CARCERE DA 4 A 12 ANNI - Con la nuova legge saranno punite la clitoridectomia, l'escissione, l'infibulazione e qualsiasi altro tipo di mutilazione. Anche in caso di assenso della vittima, ci saranno pene che prevedono la reclusione da 4 a 12 anni e la pena sarà aumentata di un terzo se la vittima è un minore e in tutti i casi in cui sarà eseguita per fini di lucro. I medici coinvolti saranno cancellati dall'Ordine fino a 10 anni. Oltre alle sanzioni la legge prevede anche campagne informative del Ministero della Salute, d'intesa con quelli dell'Istruzione e del Welfare, destinate agli immigrati provenienti dai paesi nei quali vengono effettuati le mutilazioni genitali.

40 MILA DONNE - Quello dell'infibulazione è un problema anche italiano con oltre 40 mila donne che nel nostro paese hanno subito mutilazioni sessuali. Ogni anno nel nostro paese almeno 6 mila bambine di età tra i 4 e i 12 anni sono sottoposte a questo trattamento, soprattutto immigrate di origine somala e nigeriana. Nel mondo, secondo i dati della organizzazione mondiale della sanità, oltre 150 milioni di donne hanno subito mutilazioni. L'infibulazione è praticata soprattutto in Somalia e nel Gibuti, la clitoridectomia in Etiopia, Sierra Leone ed Eritrea.

Corriere Sera 06 luglio 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/07_Luglio/06/infibulazione.shtml

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