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 Fea ...... di Admin
 
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"Devi concentrarti interamente a ciascuna giornata, come se un fuoco infuriasse fra i tuoi capelli."

Deshimaru
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/06/2005 @ 15:12:04, in Magistratura, linkato 252 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Per l'ennesima volta la maggioranza di Governo ha operato una forzatura contingentando i tempi per cercare di arrivare All'approvazione al Senato della controriforma dell'ordinamento giudiziario. Questa maggioranza dimostra di capire solo le ragioni della forza e dei numeri.
Per oltre tre anni abbiamo condotto una battaglia fatta di cultura, mobiltazione e proposte alternative.
Se oggi siamo ancora in questa fase di discussione parlamentare ciò è dovuto anche a questa battaglia.
Rassegnazione ed inerzia ci porterebbero ad una sconfitta, proprio adesso che il traguardo dell'affossamento della controriforma è vicino.
Dobbiamo dimostrare che l'approvazione della controriforma non sarà indolore per questa maggioranza e comporterà dei prezzi di immagine e di consenso. E' quello che abbiamo fatto per questi tre anni con successo e che dobbiamo continuare a fare.
Vedo che molti di noi in questo momento riprendono toni critici ed autocritici verso gli attuali assetti della giustizia, dell'ordinamento, dell'autogoverno. E' una discussione necessaria per raggiungere l'obiettivo che credo largamente condiviso di un progetto per una giustizia radicalmente innovata.
Il primo passo in questa direzione è affossare una controriforma che metterebbe la parola fine a qualsiasi tentativo di rinnvovamento, imponendo carrierismi e burocratizzazioni.
E' un dovere che abbiamo verso noi stessi e verso i cittadini per rilanciare la prospettiva di una giustizia davvero eguale, efficiente e moderna. Molto dipende anche da ciascuno di noi.

Claudio Castelli

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Di Loredana Morandi (del 15/06/2005 @ 15:10:06, in Magistratura, linkato 256 volte)

MOVIMENTO GIUSTIZIA

In questo momento, di fronte alla vergognosa limitazione dei tempi di discussione (otto ore!), deve emergere, nella sua massima e generale estensione, la capacità della magistratura di indignarsi e di mobilitarsi ancora una volta per esprimere la propria ferma e
insuperabile opposizione alla Controriforma dell'O.G., e quindi di essere pronta a sostenere ed attuare tutte le forme di protesta che saranno decise dall'Associazione Nazionale Magistrati.
 
Il  Movimento per la Giustizia ha ben chiara l'importanza della posta in gioco e invita tutti i colleghi a non abbassare la guardia in una fase cruciale della nostra sacrosanta lotta a tutela della giurisdizione e degli assetti costituzionali dei poteri di garanzia.
 
Nino Condorelli
Segretario Generale
Movimento per la Giustizia

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Di Loredana Morandi (del 15/06/2005 @ 15:07:56, in Magistratura, linkato 236 volte)

L’A.N.M. CONVOCA PER OGGI UNA CONFERENZA STAMPA

La Giunta Esecutiva Centrale, a seguito dell’andamento dei lavori parlamentari in corso al Senato sull’ordinamento giudiziario, convoca d’urgenza, OGGI mercoledì 15 giugno 2005 alle ore 16.30, una

CONFERENZA STAMPA

presso la propria sede, per esporre le valutazioni dell’ANM e le iniziative da assumere.

Roma, 15 giugno 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 15/06/2005 @ 15:05:56, in Magistratura, linkato 221 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM SULLE DICHIARAZIONI DEL SEN. CENTARO

L’ANM ritiene che i problemi di funzionalità e di efficienza della giustizia non si risolvano negando i diritti e ponendo in discussione il ruolo delle donne che esercitano le funzioni di magistrato. Dichiarare, in occasione di una importante visita della Commissione Antimafia in Sicilia, che le donne dovrebbero astenersi dal procreare se impegnate in processi di particolare importanza significa eludere i reali problemi che in molte occasioni gli stessi magistrati di Messina hanno evidenziato, e trascurarne le possibili soluzioni, cedendo solo a suggestioni inaccettabili sul piano dei valori. L’ANM auspica pertanto, che l’attenzione della classe politica si indirizzi verso le concrete soluzioni dei problemi di funzionalità degli uffici giudiziari, e in particolare di quelli gravati da processi di criminalità organizzata, traducendosi in iniziative volte al rafforzamento degli organici, e a garantire, piuttosto, a tutte le donne magistrato la possibilità di esercitare il loro diritto di essere contemporaneamente madre e magistrato e di poter svolgere entrambi i ruoli al massimo delle proprie potenzialità nell’ambito di condizioni organizzative e strutturali rese, finalmente, idonee.

Roma 15 giugno 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 14/06/2005 @ 18:29:36, in Magistratura, linkato 231 volte)

UNITA' PER LA COSTITUZIONE

Le dichiarazioni del Presidente della Commissione Antimafia nel corso di una intervista  rilasciata ieri sulla Gazzetta del Sud, a proposito della eccessiva durata di determinati processi ( ".le persone che decidono di avere figli li facciano prima o ci pensino dopo..") non meritano particolare commento, se non per segnalare, ancora una volta, quanto sia evidente l'arretramento culturale sul ruolo del magistrato donna,  anche in ambienti istituzionali che pure dovrebbero essere più sensibili verso i problemi reali della società di oggi.

Detta impostazione, in sé antistorica, negando "in radice" alle donne la concreta possibilità di svolgere, nelle migliori condizioni, il doppio ruolo di madre e di magistrato, costituisce una oggettiva discriminazione di genere, e, nel contempo, è fuorviante rispetto a quelle che sono le reali cause delle lungaggini dei processi, da ricercarsi, invece, in un sistema di norme farraginose e disorganiche.
Adoperandosi affinchè il legislatore ridisegni, sempre nel rispetto delle garanzie delle parti, regole processuali  funzionali allo svolgimento dei processi in tempi ragionevoli, si renderebbe un servizio nell'interesse dei cittadini, non certamente negando, o comprimendo, il diritto alla maternità delle donne magistrato. Roma, 10.5.2005   
                             
Marcello Matera
Segretario Generale di Unità per la Costituzione

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Di Loredana Morandi (del 14/06/2005 @ 18:22:34, in Magistratura, linkato 222 volte)

IL MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA

Sulle ultime esternazioni del sen. CENTARO
 
Attribuire la causa dell'irragionevole durata dei processi al congedo per maternità di cui godono i magistrati donna costituisce  un'aggressione gratuita alla magistratura italiana a prescindere dal genere di appartenenza.

Una sorta di  auto-dafè, di quelli descritti nel Candido di Voltaire, quello del senatore Centaro che offende la magistratura, non offre alcun contributo serio e propositivo al miglioramento dello stato della giustizia italiana e prospetta un'indicazione  fuorviante e assolutamente priva di fondamento riguardo alle cause dei ritardi della giustizia.

L'irragionevolezza di un'affermazione che attribuisce  alla maternità la responsabilità del ritardo dei processi emerge in tutta la sua inaccettabile e brutale assurdità ove dalla chiacchiera suggestiva si passi all'esame delle risultanze numeriche: nell'arco temporale compreso tra il 1 gennaio 2002 al maggio di quest'anno i congedi obbligatori per maternità sono stati 659, una media dunque di 190 l'anno. Alla luce del numero complessivo dei magistrati in servizio che è quello di 9249 unità è evidente che l'assenza per sei mesi (o al massimo undici in caso di congedo parentale) di 190 magistrati  produce un'incidenza sulla normale presenza in servizio dello 2,05%, percentuale  che supera solo dello 0,6%  quella  dell'assenza per infermità, che ha un'incidenza dell'1,45%.
Quanto poi all'effettiva incidenza sui processi va considerato che epurata il dato dalle assenze per la maternità delle uditrici in tirocinio e senza funzioni  (11 di media all'anno), la percentuale si riduce all'1,9% ovvero percentuale che supera dello 0,5%
quella delle assenze per infermità.

Le cause oggettive che determinano il ritardo sono quindi da ravvisarsi altrove: carenze di organico, di strutture, mancata realizzazione dell'ufficio del giudice, assenza di strumenti processuali che consentano, in armonia  con la garanzia del contraddittorio, la conservazione degli atti processuali.
Perché, poi,  si parla della maternità dei magistrati - ma il discorso vale pure per gli altri funzionari e dipendenti dello stato-  solo per infondate attribuzioni di  responsabilità da ritardo, e non la si considera invece ai fini della promozione di strutture locali adeguate di supporto all'assistenza della prima infanzia?

E' forse più eretico chiedere che presso i Tribunali vengano istituti asili nido ?
Certo è irrealistico sperare in strutture per l'assistenza della prima infanzia quando in molti Tribunali la carenze delle strrutture minimali impediscono il regolare svolgimento dei processi

Il presidente Piero Martello
Il Segretario Nino Condorelli

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Di Loredana Morandi (del 14/06/2005 @ 18:15:12, in Magistratura, linkato 285 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Si stenta a credere alle dichiarazioni del senatore Centaro, che colpevolizza le donne magistrato che scelgono la maternità.
Non è la realtà, fatta di un alta percentuale di donne che lavorano, che deve adeguarsi alle esigenze organizzative, ma la organizzazione giudiziaria che deve adeguarsi alla realtà.

Da chi ricopre incarichi di alta responsabilità, come il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, ci aspetteremmo piuttosto un contributo alla migliore organizzazione del sistema giudiziario, anche per non far pesare sulla donne magistrato l'inaccettabile dilemma tra essere mamme e fare i processi. 

Una cosa è certa: non sono le donne magistrato che devono rinunciare alla maternità per svolgere i processi; tutto il resto si può discutere. 

Una legge approvata dal Parlamento alla fine del 2000 ha previsto un aumento di organico dei magistrati anche per consentire tempestive supplenze delle magistrate in aspettativa per maternità. Se il governo avesse tempestivamente dato esecuzione alla legge avrebbe fatto il suo dovere e fornito un concreto aiuto a risolvere i problemi oggi evidenziati dal senatore Centaro.

Franco IPPOLITO
Presidente di Magistratura democratica

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Di Loredana Morandi (del 13/06/2005 @ 16:06:02, in Varie, linkato 330 volte)

Guardatevi l'effetto diretto della traduzione del testo txt in html.

Dblog è davvero fantastico, una vera sorpresa! Lu'

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Di Loredana Morandi (del 13/06/2005 @ 15:54:22, in Indagini, linkato 1305 volte)
Spett.le Punto Informatico
 
per conoscenza Poltel Roma,
Garante Privacy,
Carabinieri,
Servizio Abuse Aconet
 
Il Punto Informatico è una testata giornalistica registrata al tribunale di Roma, al nr. 51 del 7 febbraio 1996, ma purtroppo l'atto di leggerli è assolutamente diseducativo e controproducente per la netiquette del web.
Sono quasi una fucina di opere per tutti gli hacker e i cracker prezzolati del web, considerando che sono sempre i primi a mancare di rispetto agli utenti del web.
Se il loro intento è quello di garantire l'impunità a tutti delinquenti della rete o di violare la privacy degli utenti, facciano pure.
Io continuo a segnalarLi alle Autorità competenti di Polizia postale e al Garante della Privacy, per conoscenza ai Carabinieri, ritenendoli già abbastanza fortunati per aver scampato la denuncia penale per il loro scrivano signor Mantellini e la sua campagna denigratoria con i banner, creati da quel commerciante di Neri.
La diffamazione nel caso della Stampa è inoltre regolata anche dalla attuale legislatura in argomento e punibile in quanto tale.
Rammento che il mio nome e ogni cosa che io scrivo è da ritenersi di mia proprietà e non concesso (in nessun caso) alla redazione de Il Punto Informatico.
Pertanto richiedo la cancellazione immediata del testo scritto sotto, ubicato nella pagina di cui l'html è agibile al link e allegato in copia formato testo (txt).
 
In caso di mancata cancellazione informo che sarà spiccata fattura per tutto il tempo della permanenza del mio scritto sulle vostre pagine web, calcolata secondo il normale tariffario giornaliero dell'Ordine dei Giornalisti per il numero approssimativo dei giorni di permanenza sulle vostre pagine (con buona approssimazione: 12 mesi per circa 750 euro al giorno).
E l'ancor più ovvia citazione in giudizio per i danni civili da diffamazione.
 
Giornalisticamente mi domando:
Ma non vi vergognate di cotanta futilità?
 
Distintamente
 
Loredana Morandi
 
TESTO DA CANCELLARE:

Virgolette   

"(...) inequivocabilmente faccio parte del mondo dell'informazione e sono impegnata come persona e come donna. Quindi nota e recensita dai motori di ricerca nazionali e internazionali." Loredana Morandi da http://bloggersperlapace.splinder.it/

COPIA CACHE DA GOOGLE link:
 
 
ALLEGATO 1:
Articolo (p)Link Commenti Commenti (52)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/06/2005 @ 08:37:20, in Redazionale, linkato 300 volte)
Procreazione assistita, il testo in Gazzetta
(Legge 40/2004)
Articolo da CittadinoLex
 
Via libera alla procreazione medicalmente assistita. Nella Gazzetta Ufficiale 45, del 24 febbraio 2004, è stata pubblicata, infatti, la legge che consente alle coppie, che non riescono ad avere figli, di avere accesso alla fecondazione a artificiale. Il dispositivo chiarisce che la procreazione assistita può essere richiesta solo da coppie eterosessuali, che utilizzino gameti provenienti dalla coppia stessa. E’ esclusa, dunque, la possibilità di ricorrere a donatori di gameti esterni alla coppia e a donne che decidano di portare avanti la gravidanza al posto di un’altra. L’accesso alla procreazione assistita non è concessa alle coppie omosessuali. In ogni caso, entrambi i soggetti che compongono la coppia devono essere viventi. Non è più consentito, inoltre, ai donatori di gameti di disconoscere la paternità e alla donne che portano avanti la gravidanza al posto di altre di richiedere il proprio anonimato. I bambini che nasceranno grazie alla fecondazione artificiale avranno diritto allo stato di figli legittimi o riconosciuti, a seconda se siano figli di genitori sposati oppure semplicemente conviventi. Qualora dalla fecondazione artificiale vengano fuori più embrioni, essi dovranno essere contemporaneamente impiantati. E’ vietata, infatti, la riduzione embrionaria di gravidanze plurime. Fermo restando che il numero massimo di embrioni impiantabili contemporaneamente non può essere superiore a 3. (26 febbraio 2004)
 
Norme in materia di procreazione medicalmente assistita

CAPO I

PRINCIPI GENERALI

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Articolo 1.

(Finalità).

1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni

e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.

2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.

Articolo 2.

(Interventi contro la sterilità e la infertilità).

1. Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, può promuovere ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni

della sterilità e della infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle nonchè per ridurne l'incidenza, può incentivare gli studi e le ricerche sulle tecniche di

crioconservazione dei gameti e può altresì promuovere campagne di informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilità e della infertilità.

2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa massima di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004.

3. All'onere derivante dall'attuazione del comma 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell'economia e delle finanze

è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 3.

(Modifica alla legge 29 luglio 1975, n. 405).

1. Al primo comma dell'articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405 [1] , sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere:

"d-bis) l'informazione e l'assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;

d-ter) l'informazione sulle procedure per l'adozione e l'affidamento familiare".

2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

CAPO II

ACCESSO ALLE TECNICHE

Articolo 4.

(Accesso alle tecniche).

1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonchè ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.

2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi:

a) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività;

b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6.

3. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

Articolo 5.

(Requisiti soggettivi).

1. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.

Articolo 6.

(Consenso informato).

1. Per le finalità indicate dal comma 3, prima del ricorso ed in ogni fase di applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita il medico informa in maniera dettagliata i soggetti di cui all'articolo 5 sui metodi, sui problemi bioetici e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all'applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di

successo e sui rischi dalle stesse derivanti, nonchè sulle relative conseguenze giuridiche per la donna, per l'uomo e per il nascituro.

Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184 [2] , e successive modificazioni, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita. Le informazioni di cui al presente comma e quelle concernenti il grado di invasività delle tecniche nei confronti della donna e dell'uomo devono essere fornite per ciascuna delle tecniche applicate e in modo tale da garantire il

formarsi di una volontà consapevole e consapevolmente espressa.

2. Alla coppia devono essere prospettati con chiarezza i costi economici dell'intera procedura qualora si tratti di strutture private autorizzate.

3. La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 [3] , entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l'applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell'ovulo.

4. Fatti salvi i requisiti previsti dalla presente legge, il medico responsabile della struttura può decidere di non procedere alla procreazione medicalmente assistita, esclusivamente per motivi di

ordine medico-sanitario. In tale caso deve fornire alla coppia motivazione scritta di tale decisione.

5. Ai richiedenti, al momento di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, devono essere esplicitate con chiarezza e mediante sottoscrizione le conseguenze giuridiche di cui all'articolo 8 e all'articolo 9 della presente legge.

Articolo 7.

(Linee guida).

1. Il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data

di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

2. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate.

3. Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime procedure di cui al comma 1.

CAPO III

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA TUTELA DEL NASCITURO

Articolo 8.

(Stato giuridico del nato).

1. I nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere

alle tecniche medesime ai sensi dell'articolo 6.

Articolo 9.

(Divieto del disconoscimento della paternità e dell'anonimato della madre).

1. Qualora si ricorra a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3, il coniuge o il convivente il cui consenso

è ricavabile da atti concludenti non può esercitare l'azione di disconoscimento della paternità nei casi previsti dall'articolo 235, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile [4] , nè l'impugnazione di cui all'articolo 263 dello stesso codice [5] .

2. La madre del nato a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata, ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.

QUI C'E' LA SOLA 3. In caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3, il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto nè essere titolare di obblighi.

CAPO IV

REGOLAMENTAZIONE DELLE STRUTTURE AUTORIZZATEALL'APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONEMEDICALMENTE ASSISTITA

Articolo 10.

(Strutture autorizzate).

1. Gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzati nelle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e iscritte al registro di cui all'articolo 11.

2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono con proprio atto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:

a) i requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture;

b) le caratteristiche del personale delle strutture;

c) i criteri per la determinazione della durata delle autorizzazioni e dei casi di revoca delle stesse;

d) i criteri per lo svolgimento dei controlli sul rispetto delle disposizioni della presente legge e sul permanere dei requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture.

Articolo 11.

(Registro).

1. È istituito, con decreto del Ministro della salute, presso l'Istituto superiore di sanità, il registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione

medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime.

2. L'iscrizione al registro di cui al comma 1 è obbligatoria.

3. L'Istituto superiore di sanità raccoglie e diffonde, in collaborazione con gli osservatori epidemiologici regionali, le informazioni necessarie al fine di consentire la trasparenza e la

pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti.

4. L'Istituto superiore di sanità raccoglie le istanze, le informazioni, i suggerimenti, le proposte delle società scientifiche e degli utenti riguardanti la procreazione medicalmente assistita.

5. Le strutture di cui al presente articolo sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali e all'Istituto superiore di sanità i dati necessari per le finalità indicate dall'articolo 15

nonchè ogni altra informazione necessaria allo svolgimento delle funzioni di controllo e di ispezione da parte delle autorità competenti.

6. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, determinato nella misura massima di 154.937 euro a decorrere dall'anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando

l'accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

CAPO V

DIVIETI E SANZIONI

Articolo 12.

(Divieti generali e sanzioni).

1. Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione

amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro.

2. Chiunque a qualsiasi titolo, in violazione dell'articolo 5, applica tecniche di procreazione medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi o uno dei cui componenti sia minorenne ovvero che siano composte da soggetti dello stesso sesso o non coniugati o non conviventi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro.

3. Per l'accertamento dei requisiti di cui al comma 2 il medico si avvale di una dichiarazione sottoscritta dai soggetti richiedenti. In caso di dichiarazioni mendaci si applica l'articolo 76, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

4. Chiunque applica tecniche di procreazione medicalmente assistita senza avere raccolto il consenso secondo le modalità di cui all'articolo 6 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

5. Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita in strutture diverse da quelle di cui all'articolo 10 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 a 300.000 euro.

6. Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro.

7. Chiunque realizza un processo volto ad ottenere un essere umano discendente da un'unica cellula di partenza, eventualmente identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro essere umano in vita o morto, è punito con la reclusione da dieci a venti anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Il medico è punito, altresi', con l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione.

8. Non sono punibili l'uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1, 2, 4 e 5.

9. È disposta la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 7.

10. L'autorizzazione concessa ai sensi dell'articolo 10 alla struttura al cui interno è eseguita una delle pratiche vietate ai sensi del presente articolo è sospesa per un anno. Nell'ipotesi di

più violazioni dei divieti di cui al presente articolo o di recidiva l'autorizzazione può essere revocata.

CAPO VI

MISURE DI TUTELA DELL'EMBRIONE

Articolo 13.

(Sperimentazione sugli embrioni umani).

1. È vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano.

2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.

3. Sono, comunque, vietati:

a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge;

b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;

c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell'embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca;

d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere.

4. La violazione dei divieti di cui al comma 1 è punita con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro. In caso di violazione di uno dei divieti di cui al comma 3 la pena è aumentata. Le circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti previste dal comma 3 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste.

5. È disposta la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo.

Articolo 14.

(Limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni).

1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell'evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall'articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.

3. Qualora il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile.

4. Ai fini della presente legge sulla procreazione medicalmente assistita è vietata la riduzione embrionaria di gravidanze plurime, salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

5. I soggetti di cui all'articolo 5 sono informati sul numero e, su loro richiesta, sullo stato di salute degli embrioni prodotti e da trasferire nell'utero.

6. La violazione di uno dei divieti e degli obblighi di cui ai commi precedenti è punita con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro.

7. È disposta la sospensione fino ad un anno dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno dei reati di cui al presente articolo.

8. È consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto.

9. La violazione delle disposizioni di cui al comma 8 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

CAPO VII

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Articolo 15.

(Relazione al Parlamento).

1. L'Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell'articolo 11, comma 5, sull'attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.

2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull'attuazione della presente legge.

Articolo 16.

(Obiezione di coscienza).

1. Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell'obiettore deve essere comunicata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge al direttore dell'azienda unità sanitaria locale o dell'azienda ospedaliera, nel caso di personale dipendente, al direttore sanitario, nel caso di personale dipendente da strutture private autorizzate o accreditate.

2. L'obiezione può essere sempre revocata o venire proposta anche al di fuori dei termini di cui al comma 1, ma in tale caso la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione agli organismi di cui al comma 1.

3. L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificatamente e necessariamente

dirette a determinare l'intervento di procreazione medicalmente assistita e non dall'assistenza antecedente e conseguente l'intervento.

Articolo 17.

(Disposizioni transitorie).

1. Le strutture e i centri iscritti nell'elenco predisposto presso l'Istituto superiore di sanità ai sensi dell'ordinanza del Ministro della sanità del 5 marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

n. 55 del 7 marzo 1997, sono autorizzati ad applicare le tecniche di procreazione medicalmente assistita, nel rispetto delle disposizioni della presente legge, fino al nono mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture e i centri di cui al comma 1 trasmettono al Ministero della salute un elenco contenente l'indicazione numerica degli embrioni prodotti a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita nel periodo precedente la data di entrata in vigore della presente legge, nonché, nel rispetto delle vigenti disposizioni sulla tutela della riservatezza dei dati personali, l'indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso alle tecniche medesime a seguito delle quali sono stati formati gli embrioni. La violazione della disposizione del presente comma è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 a 50.000 euro.

3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, le modalità e i termini

di conservazione degli embrioni di cui al comma 2.

Articolo 18.

(Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita).

1. Al fine di favorire l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita da parte dei soggetti di cui all'articolo 5, presso il Ministero della salute è istituito il Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

2. Per la dotazione del Fondo di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 6,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2004.

3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 19 febbraio 2004

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Castelli

http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idCat=42&idArt=749

NOTE AL TESTO DELLA LEGGE

[1] Ecco il testo completo del primo comma: "1. Il servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità ha come scopi:

a) l'assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile;

b) la somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e da singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell'integrità fisica degli utenti;

c) la tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento;

d) la divulgazione delle informazioni idonee a promuovere ovvero a prevenire la gravidanza consigliando i metodi ed i farmaci adatti a ciascun caso.

"d-bis) l'informazione e l'assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonchè alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;

d-ter) l'informazione sulle procedure per l'adozione e l'affidamento familiare".

[2] La legge 184 si intitola: "Diritto del minore ad una famiglia".

[3] E’ la norma che attribuisce ai Ministri la potestà regolamentare nelle materie di loro competenza.

[4] Ecco il testo dell’articolo 235 del codice civile: "1. L'azione per il disconoscimento di paternità del figlio concepito durante il matrimonio è consentita solo nei casi seguenti:

1) se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso fra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita;

2) se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare;

3) se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibile con quello del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità.

2. La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.

3. L'azione di disconoscimento può essere esercitata anche dalla madre o dal figlio che ha raggiunto la maggiore età in tutti i casi in cui può essere esercitata dal padre."

[5] Dispone che: "1. Il riconoscimento può essere impugnato per difetto di veridicità dall'autore del riconoscimento, da colui che è stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse. 2. L'impugnazione è ammessa anche dopo la legittimazione. 3. L'azione è imprescrittibile."
 

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