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 ... beauty... di Loredana Morandi
 
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La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/05/2005 @ 19:28:15, in Giuristi, linkato 315 volte)

Confermo il convegno del 17 maggio dalle ore 10,30 in poi presso l'Aula Magna della Corte di Appello di Roma in via Romei 2  dal titolo: "Nuove frontiere della tutela dei diritti sociali alla luce dei principi costituzionali", a cura del Forum "Liberta' di Movimento", che prevede la partecipazione di numerosi parlamentari, magistrati, avvocati, docenti - oltre che di sindacati e associazioni -, e che si snodera' sulla scorta dell'articolo scritto dal senatore e gia' magistrato Ferdinando Imposimato sul Manifesto di sabato 7 maggio.Il convegno prelude alla costituzione di una Consulta giuridico-politica nazionale.
Verra' inoltrato il documento ufficiale con l'elenco di tutti i partecipanti non appena disponibile,ma gia' sin d'ora chi e' interessato puo' prendere contatto.

Avv.Pasquale Vilardo
Associazione Giuristi Democratici Roma

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Di Loredana Morandi (del 08/05/2005 @ 19:25:00, in Magistratura, linkato 253 volte)

UNICOST

La spregiudicata aggressività, nei toni e nei contenuti, delle recenti dichiarazioni di esponenti autorevoli di MD ( che tuonano, in maniera invero populistica e manichea, contro il correntismo) impone una riflessione seria sulle ragioni dello stare insieme in una giunta unitaria  dell’ANM.
L’unità associativa non può essere interpretata ipocritamente come necessità di far fronte comune verso l’esterno, e nello stesso tempo essere vanificata gridando ai quattro venti la esclusività della propria “purezza” ( tutta da verificare) e lanciando accuse di presunte nefandezze commesse o addirittura che starebbero per commettersi ( guarda un po’) sempre dagli altri.
Il fenomeno della degenerazione del correntismo è un argomento serio, con il quale tutte le componenti associative ( inclusa MD) dovrebbero fare i conti nel proprio  interno.
Affrontare detto argomento in maniera semplicistica e demagogica (puntando essenzialmente sull’effetto  mediatico piuttosto che su contenuti  ) non può essere ritenuto più casuale.
Tanto preoccupa enormemente per le inevitabili ricadute sulla credibilità e sulla legittimazione della magistratura intera, e del suo sistema di autogoverno.
Appare del tutto evidente la scelta “frontista” di MD che sposa in pieno la logica del bipolarismo giudiziario ed accredita la tesi della esistenza di una magistratura di un colore (politico) contrapposto ad altra di colore diverso.
Unità per la Costituzione non accetta questa logica e la contrasterà in ogni sede, nella consapevolezza che il bipolarismo giudiziario, ove si materializzasse, decreterebbe la “fine” di una magistratura libera, credibile e garante dell’uguaglianza di tutti i cittadini.

Marcello Matera
Segretario Generale di Unità per la Costituzione

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Di Loredana Morandi (del 07/05/2005 @ 23:01:17, in Magistratura, linkato 267 volte)

 

INTERVENTO DEL SEGRETARIO DI UNITA’ PER LA COSTITUZIONE AL CONGRESSO NAZIONALE DI MD A PALERMO.

Nella qualità di nuovo Segretario Generale porto a tutti voi il saluto di Unità per la Costituzione.
Noi di Unità per la Costituzione abbiamo la consapevolezza che MD è stata ed è un preciso riferimento per i magistrati , inclusi coloro che non vi aderiscono.
E’ un grande riferimento culturale, perché rappresenta una opzione ideologica chiara, pur nella sua complessità.
Siamo convinti che il pluralismo ideale e culturale in magistratura sia indispensabile per la difesa dei valori dell’autonomia della giurisdizione nell’attuale periodo storico caratterizzato da un sistema politico bipolare.
Il rischio di una deriva verso un bipolarismo giudiziario , con la radicalizzazione di una logica di schieramento e di contrapposizione, è forte, e, a nostro avviso, può essere scongiurato proprio attraverso la valorizzazione della diversità di cultura esistente in magistratura.
Riteniamo che l’attuale sistema elettorale per il rinnovo del CSM favorisca la logica di schieramento e sia un dannoso incentivo alla contrapposizione  all’interno dell’organo di autogoverno.
In proposito, consideriamo urgente un intervento legislativo che realizzi il valore dell’effettivo proporzianalismo,  indispensabile per un organismo di rilevanza costituzionale che deve “rappresentare” i magistrati, più che governarli.

Manifestiamo la nostra ferma contrarietà allo schema dei cd. cartelli elettorali, che consideriamo uno strumento oggettivamente orientato a favorire lo schieramento e la contrapposizione.
L’associazionismo giudiziario ha bisogno di tutte le diverse culture che si sono strutturate al suo interno in forme organizzate.
E tutte le identità culturali devono contribuire all’unità associativa, che, però, non va interpretata come valore fine, bensì come bene strumentale per il conseguimento di un programma politico comune.
La recente esperienza della Giunta Bruti costituisce un esempio positivo di come tutti  abbiamo in concreto contribuito a vanificare il disegno controriformatore dell’Ordinamento Giudiziario.
Crediamo allo sforzo riformista dell’ANM , ed in tal senso abbiamo condiviso le critiche severe ad interventi normativi varati (quali la riforma del falso in bilancio, la normativa sulle rogatorie, o quella sulla sospensione dei processi alla cariche dello Stato), o in corso di approvazione  (quali la novella sulla prescrizione).
Su questa frontiera siamo stati e saremo in prima linea nella difesa irrinunciabile dei valori costituzionali, quale che sia la parte politica alla guida del Paese, come dimostra l’uguale impegno speso nel contrastare le negatività del progetto della Commissione Bicamerale.
 
Pur augurandoci che sia verosimilmente “al tramonto” il progetto di riforma dell’Ordinamento Giudiziario, nelle linee proposte dall’attuale maggioranza di Governo( decisamente penalizzanti per l’indipendenza e per l’autonomia della Magistratura), siamo consapevoli che si impongono per l’ANM temi importanti di confronto  al suo interno e con le forze politiche.
Il processo penale ed il sistema delle impugnazioni, il processo civile, il ruolo nomofilattico della Corte di Cassazione, la organica sistemazione ordinamentale della magistratura onoraria, la crescente attenzione ad una normazione (sia primaria che secondaria) finalmente garante delle diversità di genere, sono certamente tra le più importanti sfide per l’associazionismo giudiziario per i prossimi anni.
Non nascondiamo le nostre preoccupazioni per iniziative legislative come quelle materializzate con il recente emendamento al decreto sulla “competitività”, soprattutto per le ricadute (niente affatto tranquillizzanti) sul processo di Cassazione, destinato a diventare più lento, indiscriminatamente aperto a qualunque tipo di istanza, e, surrettiziamente, un terzo grado di merito.
Riteniamo, altresì, ineludibile sciogliere il nodo relativo al rapporto tra politica e magistratura, per quanto , in particolare, riguarda l’elettorato passivo del magistrato: vanno probabilmente sperimentate le strade dell’ineleggibilità, o, meglio (quanto meno sotto il profilo della maggiore tenuta di costituzionalità), della incompatibilità.
Su questi temi intendiamo dare  il nostro contributo e su questi temi intendiamo confrontarci serenamente ed in maniera costruttiva con tutte le altre componenti associative.

Qualche parola,infine, sul rapporto tra le correnti.
Il rispetto della diversità degli altri è un valore che dovrebbe caratterizzare il metodo del confronto associativo. Unità per la Costituzione è oggi molto attenta all’uso non omologante della unità associativa.
Non ha senso sostenere il sistema delle correnti, con la loro legittima diversità, ed al tempo stesso  accettare una apparente “omologazione”, cui non corrispondono comportamenti politici responsabili.
Vogliamo continuare il ragionamento della unità associativa verso l’esterno, esigendo, però, all’interno lealtà e chiarezza.
Le critiche, anche polemiche, sono sempre legittime (ed anche ben accette), purchè non scadano in tecniche di imbarbarimento del confronto, come, purtroppo, negli ultimi tempi abbiamo amaramente registrato.
Non condividiamo certamente lo “schierarsi”  su temi di politica generale, con tesi chiaramente riconducibili ad una parte politica, ma rispettiamo detta opzione culturale, ritenendola legittima nella dialettica associativa.
La critica ed il confronto dialettico vanno difesi gelosamente nell’ambito del rispetto dei luoghi e dei comportamenti.

Concludo con i miei personali complimenti a Claudio Castelli per come ha saputo interpretare i valori del gruppo che ha rappresentato in questi anni, e rivolgo a tutti voi gli auguri di buon lavoro.

Palermo, 6 maggio 2005
Marcello Matera

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Di Loredana Morandi (del 07/05/2005 @ 16:57:52, in Varie, linkato 323 volte)

Lunadicarta

ASTROLOGIA ARABA
IL SEGNO DELLO SPADONE
 
elemento: ACQUA - polarita': NEGATIVO FEMMINILE
parola_chiave: RIFLESSIONE - pregi: SENSIBILITA', AFFETTUOSITA'
difetti: PIGRIZIA, DISPERSIVITA' - colore: BIANCO
metallo: ARGENTO - gemma: TURCHESE
numeri: 4, 12 - giorno: LUNEDI'
amuleto: CALAMITA - fiore: BIANCOSPINO
profumo: GELSOMINO pianta: CILIEGIO
pianeta: LUNA - mese: GIUGNO
 
Segno zodiacale dello SpadoneDescrizione: Nel segno dello Spadone troviamo le persone forse più interessanti e complesse sul piano psicologico. Sono individui dalla personalità ricca di sfumature, di emozioni diverse, di reazioni profonde e sincere. La loro volubilità non è un difetto, ma una risultante della loro accentuata sensibilità. Romantici, sentimentali, mostrano verso gli altri, e specialmente verso le persone care, grande premura e apprensione, ma in fondo in fondo hanno un carattere indomabile, anche se raramente e lentamente fanno ricorso a tutte le proprie doti interiori, preferendo restare tra le quinte ogni volta che è possibile. Fiduciosi nel prossimo e pronti ad aiutare amici e familiari, ci restano male quando vedono che non sempre gli altri ricambiano con pari premura e disponibilità. E allora si chiudono in una sorta di mutismo e d'inoperosità che è uno dei maggiori rischi del loro modo di agire. Hanno buone maniere e difficilmente cedono alla collera o all'aggressività anche quando sono nel giusto delle loro ragioni, preferendo ricorrere alla diplomazia per farsi valere.

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Di Loredana Morandi (del 07/05/2005 @ 16:52:29, in Varie, linkato 490 volte)

Il mio Angelo: ROCHEL
Coro: V del coro degli Angeli
Carattere: la ricomposizione
Descrizione: Custode dell’Armonia Universale, quest’Angelo è inviato a ripristinare la perduta unità tra il Maschile e il Femminile per consacrare l’originaria compostezza dell’Essere. Dona forza all’amore destinato a mantenersi nel tempo, a condizione che vengano rispettate le consuetudini e la fedeltà tra i coniugi. Si rivolgano a lui le persone oneste per ricomporre chiarezza e fortuna negli equilibri del cuore. Quale guardiano della giustizia, concede i suoi favori a chi opera secondo la legge. Protegge il lavoro svolto con dedizione e discrezione. Assicura il denaro guadagnato onestamente e protegge la riscossione dei crediti e delle eredità. Sostiene chi cerca di rafforzare l’armonica relazione con il proprio corpo e con la propria realtà. Aiuta a sviluppare e consolidare la dimensione affettiva e la fiducia in se stessi. In presenza di disturbi dell’alimentazione, come l’anoressia, può fornire un importante sostegno.
Calendario: Angelo Custode dei nati dal 1 al 5 marzo.

69. ROCHEL
 
Appartiene al coro degli Angeli
E' attribuito ai nati dal 1° al 5 Marzo
Elemento Acqua - Domicilio zodiacale dall’11° al 15° dei Pesci
Tramite l'invocazione è possibile ottenere:  ritrovamento di oggetti perduti o rubati, successo negli studi storici e nelle professioni connesse all’esercizio della Giustizia
E’ l’Angelo solare del Coro lunare degli Angeli.

Attraverso Lui, questi due astri vivono una storia D’amore; la Tradizione afferma che quest’Angelo è portatore di un’immensa chiarezza che permette di ritrovare ciò che un tempo è stato perduto.
Dal punto di vista filosofico, ciò che l’uomo ha perduto, è l’altro Sé stesso, la parte smembrata da lui  al momento della separazione dei sessi ( in origine gli Umani furono creati ermafroditi, Uomo – Donna)
Quest’Angelo equilibra le nostre tendenze maschili e femminili e tale equilibrio si manifesterà esteriormente attraverso la Fama e la Fortuna.
La persona vivrà in armonia con l’Ordine Divino e lavorerà affinché ogni cosa si sviluppi secondo tale ordine.
Quindi, avrà successo in veste di notaio, occupandosi di successioni, oppure come avvocato, risolvendo conflitti, poiché possederà una conoscenza profonda (innata) della Legge e dell’Ordine.
Secondo la Tradizione Esoterica, l’Angelo ROCHEL, i cui vero nome è RAHAEL ( REISH – ALEPH – HE – ALEPH – LAMED), accetta di essere chiamato così per differenziarsi nettamente da REHAEL (REISH – HE – AYIN – ALEPH – LAMED), l’Angelo Potestà 39, giacché i due Santi Nomi danno luogo alla medesima pronuncia orale.
Allorché ROCHEL esercita li profondo influsso, intorno all’individuo si registra un’autentica fioritura di amori disinteressati. Innumerevoli saranno le persone che si presenteranno a noi per offrirci il loro aiuto in ogni campo.
ROCHEL è l’Angelo della fedeltà.
La persona, di conseguenza, si distinguerà per un comportamento integerrimo, di esemplare dirittura, in pieno accordo con la sua Coscienza, ma talvolta nondimeno in contrasto con gli impulsi propri alla sua personalità umana.
E’ essenziale obbedire alla parte più elevata che alberga in noi, e non alle molteplici personalità abismatiche che turbinano nella nostra psiche, giacché nostro compito è la realizzazione del Piano previsto dal nostro Io – Superiore.
E da questa realizzazione dipenderà la nostra affermazione nella Vita.
 
Essenza Angelica : RESTITUZIONE
Qualità sviluppate : onestà, probità, amore e rispetto paterno, rispettabilità, grande nobiltà di cuore vigilanza, purezza. 
Difetti annullati : furti, rovina, deviazione, abuso di beni
Giorni di reggenza : 30 Maggio, 13 Agosto, 25 Ottobre, 5 Gennaio, 17 Marzo.   Ora: 22.40 – 23.00

Communication de l'Ange ROCHEL:

"Je suis l'Amour du Dieu Père et du Dieu Mère.
Je suis l'Equilibre du Père Divin et de la Mère Divine à l'intérieur de vous.
Je suis celui qui vous permet d'atteindre la Conscience d'être à l'intérieur de vous.
Je suis celui qui ramène l'Unité en vous.
Je suis celui qui vous fait prendre conscience de votre bipolarité pour mieux la quitter. Je suis la Douceur du Père incarnée dans l'Amour de la Mère.
Je suis la Tendresse de la Mère incarnée dans la volonté du Père.
Je suis celui qui vous dit : "Tu as été, tu es et tu seras de toute éternité".
Je suis la richesse de vos désirs dans ce qu'elle représente,
l'Image de Dieu dans votre monde.
Je suis le Sourire de Dieu vous regardant au travers de la Mère.
Je suis celui qui vous dit : "Tu es là, aime.
Car dans l'Amour réside la Conscience,
réside la Présence,
réside Dieu."
Je suis celui qui conduit le Chemin.
Je suis celui qui vous montre que la seule voie du Service est l'Amour,
l'Amour de vous-mêmes d'abord,
l'Amour de l'Autre ensuite.
Je suis l'Equilibre du Père et de la Mère.

ROCHEL, je t'accueille."

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Di Loredana Morandi (del 06/05/2005 @ 19:04:17, in Politica, linkato 242 volte)

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto il 4 maggio scorso a New York, alla Settima Conferenza di Revisione degli Stati aderenti al Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari, che impegna tutti gli Stati aderenti a rispettare integralmente i dettami enunciati dal Trattato.

  La Santa Sede, uno dei 188 Stati firmatari, aderì al Trattato nel 1971 - ha ricordato l'Arcivescovo Migliore - "con la convinzione che fosse un passo importante per l'attuazione di un processo di disarmo generale e totale sotto l'effettivo controllo internazionale, possibile solo nell'osservanza del Trattato sia nei particolari che nella sua globalità". Negli anni "il Trattato è divenuto pietra angolare nell'ambito della sicurezza globale poiché ha contribuito a rallentare la corsa agli armamenti".

  All'epoca in cui il Trattato entrò in vigore, nel 1970,  si verificarono "nello stesso tempo profondi mutamenti sociali e geopolitici. Cominciò ad emergere una consapevolezza della stretta correlazione e interdipendenza fra la sicurezza nazionale ed internazionale, mentre sorgevano nuove sfide, come il terrorismo transnazionale e la diffusione illegale di materiali per la creazione di armi di distruzione di massa".

  "Poiché il Trattato" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "è l'unico strumento legale multilaterale attualmente disponibile, volto a far sorgere un mondo libero dagli armamenti nucleari, non si deve permettere che la sua efficacia si indebolisca. L'umanità merita la piena cooperazione di tutti gli Stati per la soluzione di questo serio problema". L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha ribadito che "occorre rafforzare l'aspetto di non-proliferazione del Trattato" ed "occorre anche rispettare i provvedimenti di disarmo nucleare".

  "Il tempo della ricerca dello 'equilibrio del terrore' è passato" - ha detto il Nunzio - "è ora il momento di riesaminare l'intera strategia della deterrenza nucleare. (...) La Santa Sede non ha mai approvato la deterrenza nucleare come provvedimento a carattere permanente, né la approva nel momento attuale quando è evidente che essa incoraggia la creazione di nuove armi nucleari, ostacolando un autentico disarmo nucleare". L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo intervento sottolineando che "dobbiamo sempre ricordare che l'uso delle armi non deve produrre mali e problemi più gravi del male che vogliono eliminare".

DELSS/ARMI NUCLEARI/ONU:MIGLIORE VIS 050506 (370)

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Di Loredana Morandi (del 06/05/2005 @ 17:59:47, in Politica, linkato 225 volte)

INFORMAZIONE. CORTIANA (VERDI), ENNESIMO ATTACCO A LIBERTA' DI ESPRESSIONE

"E' l'ennesimo attacco alla libertà di espressione ed è la cartina tornasole di una cultura purtroppo imperante negli ultimi tempi". Dichiara il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana.
"Prima il sequestro preventivo di una parte del sito di Indymedia per vilipendio alla religione cattolica e alla figura del Papa, oggi la denuncia di due avvocati contro il direttore del Manifesto Gabriele Polo per il titolo "il pastore tedesco", apparso sulla prima pagina del quotidiano il giorno dopo l'elezione a Papa del cardinale Joseph Ratzinger". Siamo proprio al paradosso: si legano i contenuti, che sono opinabili, ai contenitori. Questi sono segni preoccupanti di una censura dettata da falsi moralismi che fa a pugni con i principi di un paese democratico".

6 maggio 2005

nb. io continuo a dissentire. Perchè il rispetto e la solidarietà che si riceve si deve restituire; ed è esattamente ciò che non è avvenuto, come ravvisabile in taluni comportamenti. Non si può solo prendere.

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Di Loredana Morandi (del 06/05/2005 @ 16:13:02, in Magistratura, linkato 255 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

TAVOLA  ROTONDA

la giustizia nel decreto sulla competitività?

In Senato, mentre erano da tempo in stato di avanzato esame le riforme della procedura civile e di quelle concorsuali, in sede di conversione del decreto legge sulla competitività, con un procedimento di dubbia costituzionalità, è stata inserita una delega al Governo che riguarda le stesse materie, nonché i reati di bancarotta ed altre norme disomogenee tra loro e di difficile lettura.

L’alto monito del Capo dello Stato, formulato anche di recente, di evitare “un modo di legiferare, invalso da tempo, che non appare coerente con la ratio delle norme costituzionali che disciplinano il procedimento legislativo e, segnatamente, con l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata “articolo per articolo e con votazione finale”, è stato ancora una volta ignorato.

Le disposizioni sul giudizio di cassazione, la riduzione delle pene per la bancarotta, alcune norme sul processo civile, appaiono frutto di approssimazione e avulse da un contesto di razionalità progettuale.

Coordina
Ciro Riviezzo, Presidente A.N.M.

Introduce
Carlo Fucci, Vice Presidente A.N.M.

Intervengono

Sen. Massimo Brutti, Responsabile Giustizia dei DS
Sen. Antonino Caruso, Presidente Commissione Giustizia Senato
Prof. Sergio Chiarloni, Università di Torino
Prof. Giorgio Costantino, Università di Bari
Nello Rossi, Vice Segretario A.N.M.
Modestino Villani, Componente G.E.C.  A.N.M.
 
Conclude
Antonio Patrono, Segretario Generale A.N.M.

Roma 10 maggio 2005, ore 17,00
Hotel Nazionale - Sala Cristallo - Piazza Montecitorio, 131

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2005 @ 20:17:50, in Indagini, linkato 287 volte)

Il fotomontaggio era apparso su un forum. Deciso il sequestro di una parte del sito. "Vilipendio della religione cattolica"

Papa "nazista" su internet
magistrati contro Indymedia

ROMA - Il gip Marco Patarnello ha disposto il sequestro preventivo di una parte del sito di Indymedia per vilipendio della religione cattolica e della figura del Papa. A sollecitare il provvedimento era stato il pm Salvatore Vitello, in quanto dagli accertamenti della Digos era emerso che sul sito vi erano fotomontaggi di Papa Benedetto XVI in uniforme militare nazista.

Nel sito di riferimento della sinistra antagonista, il Papa viene appellato come "nazista" e ingiuriato con offese in lingua spagnola. La società a cui fa riferimento Indymedia è la Imc, con sede in Brasile, pertanto il pm ha provveduto che venga fatta la rogatoria internazionale per la notifica dell'atto. E questa procedura rischia di andare per le lunghe.

Per il reato di vilipendio della figura del Papa è necessaria l'autorizzazione del ministro della Giustizia, atto che il pm ha già sollecitato. Il gip, nel disporre il sequestro preventivo ha avvalorato la tesi del pm ritenendo che il contenuto del sito internet ostenti disprezzo sia del sentimento religioso che della persona del Pontefice. L'offesa a Benedetto XVI sarebbe quindi evidente, così come quella recata alla religione cattolica che è tutelata dalla norma del codice penale che prevede il reato di vilipendio.

(La Repubblica 4 maggio 2005)
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/politica/indyseq/indyseq/indyseq.html
Le foto del Papa in abito da nazista pubblicate sul sito de La Repubblica
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/esteri/indymedia1/1.html

note a latere: continuo a dissentire.

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2005 @ 17:49:49, in Magistratura, linkato 260 volte)

Associazione Nazionale Magistrati  
Unione Nazionale delle Camere Civili

DEI MAGISTRATI E DEGLI AVVOCATI DEL GRUPPO DI LAVORO “ALLARGATO” SUL PROCESSO CIVILE

Ancora una volta si inseriscono in modo disorganico singole norme che richiederanno anni di aggiustamenti giurisprudenziali senza risolvere il vero problema della organica riforma del processo civile.

Giudici, avvocati, personale amministrativo, utenti, cittadini aspettano da anni misure che valgano a restituire una qualche speranza ai diritti, mortificati dalla durata interminabile dei processi il cui scopo dovrebbe essere  quello di assicurarne la tutela.

I fondi destinati alla giustizia subiscono tagli e riduzioni; nulla si fa per rimettere ordine alla irrazionale distribuzione delle risorse, ancora in gran parte legata ad una geografia giudiziaria ottocentesca; non si pone rimedio alle gravi carenze di organico del personale amministrativo ed all’impossibilità, che ne deriva, di assicurare una minima assistenza per la quasi totalità dei giudici istruttori civili; il processo civile telematico e altri programmi destinati a rendere più moderna e funzionale la macchina giudiziaria restano al palo di partenza.

Delle leggi che cadono a pioggia ben poche mirano alla cura dell’interesse collettivo. Si susseguono riforme che, anziché rendere più incisiva la tutela giurisdizionale, vanno spesso nella opposta direzione con restrizione delle garanzie specie in danno dei soggetti più deboli e che, proprio per questo, sono state ripetutamente censurate dalla Corte costituzionale.

Con un decreto legge assai poco conforme al canone costituzionale della straordinaria necessità ed urgenza di cui all’art. 77 della Cost. e con un disegno di conversione che – ignaro dei moniti formulati dal Capo dello Stato anche in specifici messaggi di rinvio alle Camere - stravolge in gran parte l’oggetto del decreto, si introducono disposizioni che, oltre ad incidere profondamente sulle procedure fallimentari e a vanificare il lavoro per i processi per bancarotta ancora pendenti, incidendo così su quella certezza del diritto sempre auspicata tra i cittadini, fanno scomparire tutte le misure che in testi precedenti si intendeva introdurre al fine di contrastare gli abusi e le dilazioni ingiustificate del processo civile; viene approvata una delega che comporterebbe un colpo di piccone alla possibilità di funzionamento della Corte di cassazione, già fortemente compromessa dalla immane congerie dei ricorsi; si rende possibile, con l’accordo dell’attore e del convenuto o dei convenuti (dimenticando che nel processo possono esservi altre parti, anche successive), l’applicazione a tutte le controversie civili del d. lgs. n. 5/2003, che ha già dato negative prove di funzionalità nei processi coinvolgenti più soggetti. Mediante la previsione, del tutto eccentrica rispetto al sistema processuale e costituzionale (art. 25 Cost.), di rimettere alle parti la scelta non solo del rito applicabile ma anche – come il testo letterale della norma potrebbe suggerire - dell’organo, monocratico o collegiale, che dovrà decidere la causa, e con una serie innumerevole di complicazioni che ne deriverebbero sul piano interpretativo, un altro rito viene ad aggiungersi ai tanti che già affollano il campo, con conseguenze gravi per l’organizzazione della già disastrata macchina giudiziaria e con disagi ancora più acuti per il lavoro quotidiano di giudici, avvocati, cancellieri nonché, prima di tutto, per gli utenti.

Vi è davvero qualcosa di agghiacciante in questa degenerazione delle modalità di formazione delle leggi, avulse ormai da un contesto di razionalità progettuale e così distanti dalla realtà e dai suoi problemi.

Magistrati ed avvocati non possono non sentirsi preoccupati e chiedono con forza che le Commissioni Giustizia dei due rami del Parlamento ascoltino il naturale moto di protesta che – portato dai soggetti che la giustizia quotidianamente applicano –  deriva dalla prospettiva di riforme squassanti e prive di ragionevolezza. Auspicano, quindi, che sia aperto un confronto con le associazioni degli operatori della giurisdizione, oggi, prima del definitivo varo di una nuova disciplina processuale non sufficientemente meditata e, per il futuro, per i comunque opportuni interventi di riforma nell’ambito della giurisdizione.

Roma, 4 maggio 2005

Mario Fresa (coordinatore del gruppo civile ANM)
Avv. Salvatore Grimaudo (presidente Unione Nazionale Camere Civili)
Avv. Paolo Alvigini (vice presidente U.N.C.C.)
Avv. Fabrizio Fusco (componente direttivo nazionale U.N.C.C.)
Eduardo Campese, Antonio Didone, Pasquale D’Ascola, Alfonso Pappalardo, Patrizia Pompei, Francesco Ranieri
(componenti del gruppo civile ANM)

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