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 hodie ...... di Loredana Morandi
 
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"Devi concentrarti interamente a ciascuna giornata, come se un fuoco infuriasse fra i tuoi capelli."

Deshimaru
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 19:04:27, in Magistratura, linkato 279 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO

Introduce e presiede Luigi Scotti

Comunicazioni

prof. Francesco P. Casavola,
prof. Leopoldo Elia,
prof. Gaetano Silvestri

Interventi

Giuseppe M. Berruti, Claudio Castelli,
Antonino Condorelli, Antonio Patrono

Tavola rotonda conclusiva

on. Anna Finocchiaro, on. Giuseppe Gargani,
on. Michele Vietti, on. Roberto Zaccaria
presiede Edmondo Bruti Liberati

Roma - Hotel Nazionale - Piazza Montecitorio, 131
18 gennaio 2005 - ore 15.30 - 19.30

 

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:47:11, in Magistratura, linkato 275 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA

NO  alle leggi contrarie
ai principi costituzionali

SI  ai provvedimenti e alle riforme
per una giustizia più efficace e rapida

“Io non ho più una lira perché i fondi che avevo li ho riservati tutti all’ordinamento giudiziario”

Ministro Roberto Castelli, dichiarazione del  22 settembre 2004 a proposito della riforma dell’ordinamento giudiziario

15 GENNAIO 2005

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA  2005

Il testo costituisce una sintesi redatta sulla base delle relazioni che sono pervenute dalle sezioni e sottosezioni dell’Anm; siamo grati ai colleghi per i loro preziosi contributi.

BARI, BOLOGNA, Ferrara, Modena, BRESCIA, Bergamo, Mantova, CAGLIARI, Sassari, CALTANISSETTA, CATANIA, FIRENZE, Grosseto, Siena, GENOVA, L´AQUILA, LECCE, MESSINA, MILANO, NAPOLI, Avellino, Nola, Santa Maria Capua Vetere, Sant´angelo Dei Lombardi, Torre Annunziata, PALERMO, ROMA, SALERNO, Sala Consilina, VENEZIA

LEGGI IL LIBRO BIANCO 2005

 

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:44:20, in Magistratura, linkato 266 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distretturale di Caltanissetta

"L'assemblea della sezione distrettuale dell'A.N.M. di Caltanissetta  ha deliberato di disertare la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, per esprimere, pur nel doveroso rispetto delle prerogative del Parlamento, il proprio fermo dissenso dal progetto di riforma dell?ordinamento giudiziario in ordine al quale, nel corso dell'ampio dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, si è registrata una significativa convergenza in seno alla magistratura associata sulle valutazioni dei contenuti, della portata e dei possibili effetti negativi della riforma.
Intendiamo, innanzitutto, respingere con fermezza gli attacchi delegittimanti di una campagna mediatica che ha finito per distorcere il significato profondo del nostro dissenso, facendoci apparire come una sorta di contropotere, magari etero-diretto, che si contrappone a quello politico ufficiale, che osteggia ogni progetto di riforma, spinti esclusivamente dalla preoccupazione che i propri interessi corporativi ed i propri privilegi di casta  possano essere messi in discussione.
Vogliamo ancora una volta ribadire, con fermezza e chiarezza, che il nostro unico, doveroso, obiettivo è la tutela della legalità e dei principi costituzionali, e che i progetti di riforma proposti anziché essere ispirati al perseguimento di una reale efficienza della amministrazione della giustizia sembrano tradire l'unica preoccupazione di limitare la nostra autonomia, e tale disegno, nella originaria versione del provvedimento legislativo, era fin troppo evidente perfino sul terreno più squisitamente giurisdizionale quale è quello
della interpretazione delle norme giuridiche.  
La riprova più clamorosa del mistificante tentativo di accreditare quella distorta immagine della magistratura risulta costituita dall'autorevole opinione espressa da insigni giuristi sui molteplici profili di incostituzionalità del progetto di riforma e, da ultimo, dalla decisione del Capo dello Stato che ha rinviato alle Camere la legge di riforma dell'ordinamento giudiziario per alcuni motivi di palese incostituzionalità su punti particolarmente significativi, a dispetto delle riduttive valutazioni politiche della maggioranza, che di seguito si riportano:

1. la previsione di Comunicazioni del Ministro della Giustizia alle Camere sulle linee di politica giudiziaria per l'anno in corso, che configura un potere di indirizzo che si pone in contrasto con gli artt. 101, 104 e 110 della Costituzione, nonché con il principio di obbligatorietà dell?azione penale (art. 112 Cost.);
2. la previsione di una forma di monitoraggio dell'esito dei procedimenti al fine di verificare l'eventuale sussistenza di rilevanti livelli di infondatezza giudiziariamente accertata della pretesa punitiva mani-festata con l'esercizio dell'azione penale, che, avendo ad oggetto il contenuto di provvedimenti giudiziari, è stata ritenuta fonte di possibile grave condizionamento dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni;
3. la previsione della legittimazione del Ministro della giustizia a ricorrere in sede di giustizia amministrativa contro le delibere del C.S.M. in materia di conferimento di incarichi direttivi adottati in contrasto con il concerto o con il parere del Ministro, previsione ritenuta in palese contrasto con l'art. 134 della Costituzione;
4. Menomazione dei poteri del Consiglio Superiore della Magistratura risultante da diverse disposizioni della legge delega. 
           
Questa riforma, inoltre, è assolutamente inidonea a rendere la giustizia più sollecita ed efficiente, mentre una carriera fondata su un ingestibile sistema di concorsi non servirà a migliorare la professionalità dei magistrati, vera garanzia per i cittadini, la quale si misura ogni giorno attraverso il quotidiano impegno nel lavoro e con ben altri criteri di valutazione.
Siamo fermamente convinti che questa legge non è una modernizzazione e non è una vera riforma; è un progetto di controllo e di riduzione dell'indipendenza della magistratura e di ogni singolo magistrato che si tradurrà in meno diritti per tutti.
La sistematica mortificazione del ruolo della magistratura italiana, anche attraverso manifestazioni di disprezzo provenienti da esponenti delle istituzioni, e la scarsa considerazione delle reali esigenze dell'organizzazione giudiziaria hanno determinato in noi una amarezza tale da costringersi a disertare la pur importante cerimonia di apertura dell'anno giudiziario.

Caltanissetta, 14 gennaio 2005
La Giunta Distrettuale dell'A.N.M.

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:40:59, in Magistratura, linkato 308 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distrettuale di Palermo

SIAMO INTERESSATI AD UN DIBATTITO VERO SU
COME MIGLIORARE IL SERVIZIO GIUSTIZIA
NON SIAMO INTERESSATI A CONTRAPPOSIZIONI STERILI

Come magistrati siamo abituati a guardare i fatti: ed i fatti dicono che in questi anni non c'è stato alcuna volontà di prendere atto delle obbiettive disfunzioni e carenze dell'amministrazione della Giustizia ripetutamente e puntualmente denunciate dalla Magistratura.

Abbiamo fortemente ricercato, sollecitato ed infine sperato in un vero ed autentico dialogo sui contenuti delle riforme: ma abbiamo assistito ad un ripetitivo monologo, il monologo di chi pensa che la forza dei numeri debba prevalere sulla forza del confronto, delle idee e financo dei valori costituzionali.

Non ci spaventano i cambiamenti, ci allarmano e ci inquietano, anche come cittadini, i loro contenuti e le loro direzioni, oramai chiaramente esplicitati.

Tutto quello che c?era da dire lo abbiamo già detto ed anche scritto: un solco ampio ci divide dalla politica giudiziaria impersonata dal Ministro e dalla maggioranza che lo sostiene.

Questa grave distanza, che purtroppo esiste nei fatti, vogliamo pubblicamente denunciare non presenziando alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

Ecco perché non ci saremo.

PERCHE?

§       la giustizia ha bisogno di riforme condivise, realizzate attraverso il dialogo ed il confronto o non mediante una prassi fatta di testi blindati, contingentamento dei tempi di discussione e reiterate mozioni di fiducia che svilisce la stessa funzione del Parlamento e lacera profondamente i valori della Costituzione fondativi del patto di convivenza civile;

§       la Costituzione vuole "la magistratura soggetta soltanto alla legge" e non espressione della maggioranza di governo e, soprattutto, sensibile agli interessi di chi la compone;

§       difendere la Costituzione significa garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura che costituisce il presupposto imprescindibile per dare concretezza al principio che la legge è uguale per tutti;

§       il potere giudiziario è il potere dei cittadini senza potere che proprio per questo la Costituzione ha voluto garantire dalle interferenze delle contingenti maggioranze politiche;

§       la magistratura non è un "cancro della democrazia da estirpare" ma uno dei  fondamenti stessi della democrazia, una risorsa istituzionale da difendere e migliorare;

§       sono necessarie riforme di sistema che riducano l'intollerabile durata dei processi civili e penali e non riforme dei giudici mirate a mortificarne l'indipendenza, ad alimentare un deteriore carrierismo, ad esaltare il potere dei capi, a depotenziare il CSM con un ritorno a concezioni burocratiche e precostituzionali;

§       la delegittimazione della Magistratura si risolve in una delegittimazione agli occhi dei cittadini dell'Autorità e della credibilità dello stesso Stato, alimentando quella sfiducia che da sempre costituisce la principale difficoltà a contrastare il potere mafioso;

§       la lotta alla mafia - così come la lotta a tutti i poteri criminali postula invece la serenità e la concordia istituzionale e la fiducia nella magistratura;

§       vogliamo, consapevoli della necessità di vere riforme, avviare un autentico confronto sui temi delle inefficienze dell'amministrazione della Giustizia con coloro che siano davvero disponibili a confrontarsi sui problemi reali, nella comune condivisione dei valori costituzionali.

Per riflettere su questi temi abbiamo indetto una pubblica manifestazione che si terrà sabato 15 gennaio alle ore 9 alla Palazzina M del nuovo palazzo di Giustizia, auspicando che proprio da Palermo possa ripartire un autentico confronto.

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Di Loredana Morandi (del 13/01/2005 @ 07:08:11, in Magistratura, linkato 265 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

INIZIATIVE ANM PER LA INAUGURAZIONI DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2005
 
Le iniziative dell’Anm in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario si muovono su due piani: il RICHIAMO AI PRINCIPI COSTITUZIONALI e la DENUNCIA DELLA INEFFICIENZA DEL SERVIZIO.

Da oggi viene diffuso in tutti i Palazzi di Giustizia un manifesto nel quale, in calce ad un disegno di Alfredo Chiappori, che l’Anm ringrazia vivamente per la sua disponibilità, sta scritto:

NO alle leggi contrarie ai principi costituzionali

SI ai provvedimenti e alle riforme per una giustizia più efficace e rapida.

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm invita tutti colleghi a partecipare alle cerimonie inaugurali che si terranno sabato 15 gennaio nelle sedi di Corte di appello portando con sé in modo visibile La Costituzione, con un estratto con le norme del titolo IV “La magistratura”.

Riproponiamo deliberatamente il gesto simbolico di due anni addietro, non come protesta ma come forte richiamo ai principi. Nel gennaio 2003 sottolineavamo l’esigenze che della Costituzione si rispettasse la lettera e lo spirito; oggi che il Parlamento deve riesaminare la riforma dell’ordinamento giudiziario il richiamo ai principi della Costituzione è più che mai attuale.

La seconda edizione del LIBRO BIANCO sul DISSERVIZIO GIUSTIZIA, che sarà presentato in tutte le sedi nel corso della inaugurazione di sabato 15 gennaio, sarà resa nota venerdì 14 gennaio. E’ una iniziativa di denuncia, ma anche la forte sollecitazione al Ministro affinché si attivi nel quadro della sua specifica responsabilità per la “organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia” (art. 110 Cost.).

In relazione alla ripresa dei lavori parlamentari sull’ordinamento giudiziario, l’Anm riproporrà alle forze politiche la esigenza che il Parlamento prenda in considerazione quegli ulteriori aspetti di incostituzionalità, che sono stati sottolineati dai più illustri costituzionalisti e che non sono stati oggetto del messaggio presidenziale di rinvio perché non attingevano il livello della “palese incostituzionalità”. L’Anm sollecita altresì il Parlamento a farsi carico di ulteriori aspetti di impraticabilità relativi al sistema dei concorsi e a raccogliere l’auspicio, avanzato nella sua relazione dal PG Favara, di riesaminare gli aspetti procedimentali del sistema disciplinare.

Al riguardo l’Anm ha richiesto di incontrare i responsabili giustizia delle forze politiche: i primi incontri già fissati sono nel pomeriggio di domani giovedì 13 gennaio 2005 con Forza Italia e D.S. e nel pomeriggio di mercoledì 19 gennaio 2005 con A.N. e La Margherita.

L’Anm organizza altresì un incontro dibattito il 18 gennaio 2005, h. 15.30-19.30, presso la Sala Capranichetta - Piazza Montecitorio- sul tema: L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO. Nella prima parte, introdotta e presieduta da  Luigi Scotti, Presidente del Tribunale di Roma, vi saranno le comunicazioni dei professori Francesco P. Casavola,  Leopoldo Elia, Gaetano Silvestri. Concluderà una tavola rotonda tra responsabili giustizia Anna Finocchiaro, Giuseppe Gargani, Michele Vietti, Roberto Zaccaria, presieduta da Edmondo Bruti Liberati, presidente dell’ANM.

Roma, 12 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm

Leggi l'estratto della Costituzione

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Di Loredana Morandi (del 10/01/2005 @ 22:17:21, in Magistratura, linkato 328 volte)

ROMA - Il procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha avviato l'azione disciplinare contro i sostituti procuratori di Milano Ilda Boccassini e Gherardo Colombo. La richiesta avanzata dalla procura generale presso il Csm fa riferimento alla vicenda del fascicolo 9520, il fascicolo-contenitore da cui presero origine i processi Imi-Sir/Lodo e Sme. In particolare, secondo l'accusa, i due magistrati dovrebbero essere giudicati per aver opposto il segreto istruttorio sul fascicolo agli ispettori del ministro della Giustizia Castelli. (10 gennaio 2005)

Questa notizia puzza di imbroglio, naturalmente ...

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Di Loredana Morandi (del 09/01/2005 @ 03:44:19, in Magistratura, linkato 267 volte)
Città del Vaticano - In apertura dell'anno giudiziario la relazione del prof. Nicola Picardi il Promotore di Giustizia, ruolo simile a quello di Procuratore Generale di Cassazione, relaziona un quadro preoccupante in merito ai numerosi borseggiatori, che esercitano anche all'interno della Basilica di San Pietro, e ai truffatori che adescano le proprie vittime anche nei famosissimi Musei. Il 90% dei responsabili dei reati patrimoniali commessi nello Stato Vaticano resta ignoto. Il restante 10% riesce egualmente a farla franca a cagione della complessità delle procedure internazionali, le cd "rogatorie", cui è soggetto il Vaticano. Infatti il 98% di coloro che commettono reati presso lo stato pontificio sono "stranieri", che operano ai danni di altri stranieri. E' utile rammentare che anche gli italiani sono di fatto stranieri presso lo Stato pontificio. Sono 522 i processi penali pendenti nei giudizi in Vaticano, un numero iperbolico rispetto alla polazione del piccolo stato, addirittura con una incidenza del 106% equivalente al 20% in più di quanto non accada in Italia. Fronte il numero eccezionale di processi penali corrisponde un dato preciso: i residenti vaticani coinvolti nei processi incidono per soli due punti percentuali. Il Prof Picardi ha lamentato la lunghezza di tali processi, in cui la durata media è di 466 giorni, contro i 381 dei tribunali italiani per il penale; nonchè di 1033 giorni per le cause civili in numero totale di 424. Occorre dire che, anche qui, causa della lungagine burocratica sono proprio i rapporti con l'estero,  che ostacolano anche le semplici notifiche, sia civili, che penali. Nella relazione annuale il Promotore di Giustizia suggerisce lo snellimento di talune procedure, anche con l'adesione al Trattato di  Schengen, che consentirebbe passaggi burocratici più celeri. Anche i passaporti vaticani sono oggetto di attento vaglio, sembra infatti che siano facilmente falsificabili, dato questo preoccupante e legato alla prevenzione terroristica. Presenti all'evento giudiziario annuale il Cardinal Angelo Sodano, segretario di Stato della Santa Sede, nonchè molte altre autorità ecclesiastiche. Alla cerimonia hanno partecipato anche autorità laiche e giudiziarie italiane.
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Di Loredana Morandi (del 08/01/2005 @ 16:44:13, in Redazionale, linkato 323 volte)
SCIOPERO DELLA FAME
ad oltranza 
 
CONTRO LA CORRUZIONE E IL MONOPOLIO SULLA
CASA DELLA PACE DI ROMA
 
presidio al Campidoglio
tutti i giorni orario 10,30 - 12,30
 
- Conferenza Stampa -
 
domenica 9 gennaio 2005 ore 10,30
ai piedi della scalinata.
 
 
Ai Gentili Colleghi e alla Libera Stampa,
 
ricorrendone i tempi tecnici scelgo, nel pieno possesso delle mie facoltà, di dare corso ad uno sciopero della fame ad oltranza con presidio permanente al Campidoglio, onde denunciare pubblicamente lo scempio morale e la deriva autoritaria in corso fra i comitati pseudo pacifisti, che in Roma usufruiscono dei locali concessi dalla Giunta Capitolina, nella persona del Sindaco Veltroni, in viale Trastevere 66.
 
Tale deriva autoritaria determina veri e propri atti di mobbing perpetrati ai danni di singoli o di intere associazioni, che in taluni casi, ed il mio è eclatante, configurano reati penali concernenti la truffa continuata e i danni anche economici, dovendosi eventualmente richiedere in sede di denuncia all'Autorità Giudiziaria addirittura il sequestro di due liste di comunicazione fra associazioni: Romacittapertallapace e Romaperlapace, oggi ipocritamente denominatesi Articolo 11.
 
Liste sulle quali per ben due anni ho appoggiato tutto il lavoro intellettuale e i comunicati stampa, relativi agli eventi organizzati, e indirizzati a tutte le testate giornalistiche con documentabile esborso economico.
 
E' giusto domandarsi, quindi, chi autorizzi tal membro della Rete Lilliput, caso unico in tutta Italia e mai visto prima, a proferire insulti gratuiti in forma scritta e documentabile e/o a lavorare clonando l'impegno associativo di altri. chi sia mandante di quel portavoce di Pax Christi, l'associazione cattolica, quando questi sbraita contro una persona che sta partecipando ad una riunione assembleare. O infine chi legittimi chi, con fondi neri in tasca, usi morosità della durata di mesi su iniziative di autofinanziamento pacifista ai danni di altre associazioni.  
 
La deriva autoritaria ne cela una seconda, di comodo e di stampo "para massonico e mafioso" con tanto di golpe filo associativo, vogliate perdonare l'eufemismo, risalente nello specifico al tentativo pre elettorale di auto attribuzione del lancio delle "Margherite" dai Ponti del Tevere, in data 2 giugno ad opera di persona facente parte di nota associazione ambientalista, ai danni della sottoscritta costretta, pur "ufficio stampa", a richiedere la correzione ai sensi della legge sulla stampa. 
 
Quale orrenda tristezza dover vedere il noto malcostume del trasformismo politico anche nell'associazionismo.
 
Vi è un terzo punto di rilevante entità : la consegna di oltre 650 decreti penali di condanna per atti di disobbedienza, che colpiranno persone in tutti i comitati e nel bel mezzo di ogni singolo gruppo tematico o associazione. Ne giungeranno ovunque, quindi anche a Roma. Non riservo alcun dubbio sull'essere stata messa a tacere anticipatamente per aver maggiore agio di coprire il danno su danno a singoli cittadini e pacifisti. Perchè io non avrei taciuto.
 
E non taccio affatto.
 
I nomi non c'è bisogno che io, ufficio stampa di questi stessi comitati dal "15 febbraio", li citi. Li avete letti tutti, tante volte, in tutti i miei comunicati.
 
Piuttosto mi domando come mai tanta premura nei miei riguardi, dal momento in cui ho concluso felicemente il 2004, con all'attivo umano la costituzione della Associazione nata dal gruppo di lavoro tematico, di cui sono presidente, e la fondazione di un movimento per la Pace vitale e attivo oggi su 10 città italiane.
 
Con il mio sciopero della fame, scelto per rispetto nei confronti del portavoce nazionale di Pax Christi e dopo aver formulato a lui le mie scuse al telefono, chiedo:
 
1) All'Onorevole Walter Veltroni, certamente non informato di questa situazione, un incontro al fine di relazionarlo dettagliatamente.
 
2) La cessazione dell'utilizzo del titolo "Articolo 11", nell'attuale forma di appropriazione ad uso e scopo proprio di privati. L'Articolo 11 della Costituzione Italiana è patrimonio morale di tutti i cittadini e in quanto tale deve essere preservato. (Un presidio notturno e deserto di fronte al Parlamento, ormai vuol solo rappresentare la incessante richiesta economica nei confronti di pochi Parlamentari e lo spreco di risorse dello Stato che potrebbero essere utilizzate in più utili attività.)
 
3) Alle Associazioni chiedo la consegna di un mazzo di chiavi dei locali della Casa della Pace, a titolo di garanzia del diritto di tutti coloro che vi hanno collaborato e per preservare tale istituzione dall'attuale deriva, avendone io stessa costruito le fondamenta con il mio lavoro e potendolo dimostrare in forma documentale.
 
4) Altresì, che dette chiavi, vengano ritirate alle persone che millantano un credito falso.
 
Nel corso del presidio permanente al Campidoglio darò corso alla lettura di fiabe per bambini (festivi e pre festivi), brani o poesie anche autografe.
 
Sono gradite le adesioni.
 
Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 08/01/2005 @ 10:53:00, in Magistratura, linkato 314 volte)

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata diffusa agli organi di informazione la seguente lettera-appello, indirizzata al dott. Piero Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia:

"Mentre tutti eravamo sgomenti di fronte alla fine, nel Sud Est asiatico, di un pezzo di mondo, il Governo ha prorogato per un pugno di mesi nell'incarico, scadente il 15 gennaio, il Procuratore Nazionale Antimafia.

La proroga è avvenuta quasi di nascosto siccome inserita all'interno di un decreto legge dedicato, per il resto, ai bilanci degli enti locali, alla «liberalizzazione dell'accesso al mercato dell'autotrasporto di merci per conto di terzi» e a «contributi allo spettacolo dal vivo» (in evidente contrasto con il recente monito del capo dello Stato, contenuto nel messaggio di rinvio alle Camere della legge sull'ordinamento giudiziario, circa la necessità che i provvedimenti legislativi siano chiari e controllabili).

Il decreto appare sotto più profili in contrasto con la Costituzione e integra forse il più grave attacco di questi anni all'indipendenza della magistratura.

La Costituzione limita lo strumento del decreto legge, e dunque la competenza (provvisoria) del Governo, ai «casi straordinari di necessità e d'urgenza». Nella vicenda specifica la relazione che accompagna il provvedimento motiva la straordinaria urgenza con la impossibilità di lasciare vacante, anche per pochi mesi, l'incarico di Procuratore nazionale antimafia «date le esigenze di lotta alla criminalità organizzata». È un esempio tipico di «non motivazione»: la necessità di affrontare una agguerrita criminalità organizzata non è, nel nostro Paese, una improvvisa e imprevedibile emergenza ma (purtroppo) un dato costante; se l'impostazione sottesa al decreto fosse fondata, tutti i Procuratori della Repubblica (e perché non anche i sostituti?) di Napoli, Palermo o Reggio Calabria dovrebbero vedersi prorogato senza fine l'incarico (anche oltre i limiti d'età); la procedura per nominare il nuovo procuratore è in pieno svolgimento e in ogni caso, stando alla finalità dichiarata, nessuna proroga sarebbe, anche in astratto, giustificabile oltre i termini necessari per tale nomina.

Ma, soprattutto, la Costituzione affida le «assegnazioni» dei magistrati esclusivamente al Consiglio superiore e non v'è dubbio, alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, che in tale concetto rientra la proroga di un incarico oltre i limiti temporali per i quali è stato, a suo tempo, assegnato. Non a caso è la prima volta nella storia della Repubblica che un magistrato viene mantenuto nell'incarico mediante un provvedimento emesso dal potere esecutivo. Se fosse l'inizio di una serie, l'effetto sarebbe inevitabilmente la cancellazione dell'indipendenza della magistratura (suscettibile di essere governata dall'esterno con una accorta politica di conservazione nell'incarico dei dirigenti graditi alle contingenti maggioranze politiche).

Evitare che ciò avvenga è necessario, dunque, sia con riferimento al caso specifico sia per impedire che si realizzi un precedente gravissimo.

Confidiamo che il Consiglio Superiore della Magistratura faccia la sua parte per scongiurare questa evenienza ma, insieme, auspichiamo da parte dell'attuale Procuratore antimafia un gesto che elimini in radice il problema. Conosciamo da anni Piero Vigna; ne abbiamo apprezzato e ne apprezziamo, insieme alla ben nota professionalità, la sensibilità istituzionale e il disinteresse personale; abbiamo salutato con soddisfazione e apprezzamento la sua conferma nell'attuale incarico, avvenuta all'unanimità, da parte del Consiglio superiore; gli siamo grati per il modo in cui ha saputo in questi anni dirigere un ufficio delicato e importante come la Direzione nazionale antimafia. Per questo siamo certi che saprà dire di no a un provvedimento che riguarda non solo lui  personalmente ma l'intera magistratura e le sue condizioni di indipendenza".

7 gennaio 2005

Primi firmatari (alle ore 18.30 del 7 gennaio 2005)

1)   Sandro Ausiello (sostituto procuratore Torino)
2)   Salvo Boemi (procuratore aggiunto Reggio Calabria)
3)   Paolo Borgna (sostituto procuratore Torino)
4)   Vittorio Borraccetti (procuratore Repubblica Venezia)
5)   Pietro Calogero (procuratore Repubblica Padova)
6)   Anna Canepa (sostituto procuratore Genova)
7)   Corrado Carnevali (procuratore aggiunto Milano)
8)   Domenico Carcano (magistrato addetto alla Corte cassazione)
9)   Claudio Castelli (giudice Tribunale Milano)
10)  Nino Condorelli (sostituto procuratore generale Brescia)
11)  Piercamillo Davigo (consigliere Corte appello Milano)
12) Enrico Di Nicola (procuratore Repubblica Bologna)
13) Giuseppe Gennaro (procuratore aggiunto Catania)
14) Francesco Gianfrotta (aggiunto ufficio gip Tribunale Torino)
15) Paolo Giovagnoli (sostituto procuratore Bologna)
16) Antonio Ingroia (sostituto procuratore Palermo)
17) Franco Ionta (sostituto procuratore Roma)
18) Giorgio Lattanzi (consigliere Corte cassazione)
19) Guido Lo Forte (procuratore aggiunto Palermo)
20) Paolo Mancuso (procuratore aggiunto Napoli)
21) Gioacchino Natoli (sostituto procuratore Palermo)
22) Guido Papalia (procuratore Repubblica Verona)
23) Ignazio Patrone (magistrato addetto Corte costituzionale)
24) Livio Pepino (consigliere Corte cassazione)
25) Aldo Policastro (giudice Tribunale Napoli)
26) Ferdinando Pomarici (procuratore aggiunto Milano)
27) Franco Roberti (procuratore aggiunto Napoli)
28) Nello Rossi (consigliere Corte cassazione)
29) Massimo Russo (sostituto procuratore Palermo)
30) Luciano Santoro (procuratore aggiunto Salerno)
31) Pietro Saviotti (sostituto procuratore Roma)
32) Roberto Scarpinato (procuratore aggiunto Palermo)
33) Luigi Scotti (presidente Tribunale Roma)
34) Armando Spataro (procuratore aggiunto Milano)
35) Cuno Tarfusser (procuratore della Repubblica Bolzano)
36) Giuliano Turone (procuratore aggiunto Milano)
37) Gianfranco Viglietta (sostituto procuratore generale Cassazione)
38) Claudio Viazzi (presidente sezione Tribunale Genova)
39) Carlo Piana (Proc.Rep. Cagliari)

Altri firmatari giorno 8 gennaio

Mario Fresa (Massimario Cassazione), Alfonso Amatucci (Consigliere di Cassazione), Ciro Riviezzo, Lorenzo Nicastro (Procura Bari), Antonio Didone (Corte di Appello L'Aquila), Roberto Rossi (Procura Bari), Matteo Frasca (Consigliere Corte di Appello Palermo), Alberto  Princiotta, Marco Guida (Giudice Tribunale Bari), Marco Del Gaudio (Procura Napoli), Raffaele Massaro (Procura Belluno), Elio Ramondini (Procura Milano), Daniele Colucci (Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi), Pino Scelsi, Alessandro Sutera Sardo (Procura di Gela), Francesca Coccoli (Tribunale di Palermo), Paolo Storari (Procura Trento), Gianrico Carofiglio (Procura di Bari), Marcello Musso (Procura Milano),Marco Imperato (Procura Marsala), Marcello Basilico (Giudice del lavoro Trib. Genova), Raffaele Barela (Procura Cosenza), Alessandro Di Taranto (Procura Palermo), Giovanni Battista Ferro (Procura SV), Ferdinando Lignola (Tribunale Sant'Angelo dei lombardi), Giovanni Nardecchia (Tribunale di Como), Sergio Demontis (Procura Palermo), Linda D'Ancona, Bruno D'Urso (Tribunale di Nola), Giovanni Diotallevi, Concetta Potito (Tribunale Minori Bari), Arturo Iadecola (Tribunale Monza), Raffaele Greco, Adriana Blasco (Procura Palermo), Pierluigi Di Stefano (Tribunale Napoli), Maria Teresa Mondo (Tribunale Napoli), Antonio Manna (Corte d'Appello Potenza), Marco Gianoglio, Mariano Fadda (Procura di Como), Carla Musella (Corte d'Appello Napoli), Marzia Minutillo Turtur (Corte d'Appello Bologna), Antonio Maruccia (f.r.Commissione Parlamentare Antimafia), Luigi Buono (Tribunale Napoli), Maria Longo (Tribunale di Sorveglianza Bologna), Leonardo Grassi (S.P.G. Bologna), Paola Di Nicola (Tribunale di Latina), Renato Rordorf, Marco Pivetti (Corte di Cassazione),

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Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 21:15:16, in Redazionale, linkato 321 volte)
artists against wars a Torino Venaria
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