Immagine
 dive ... Pompey's Worst... di Admin
 
"
Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 16/07/2008 @ 19:07:55, in Magistratura, linkato 51 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

 

ANM sulle polemiche in materia di art. 41 bis dell’O.P.
 

La Giunta Esecutiva Centrale dell’ANM esprime il suo sconcerto per i toni e i contenuti utilizzati, qualche giorno fa, da un esponente delle istituzioni commentando un provvedimento giurisdizionale che ha revocato l’applicazione del regime carcerario di cui all’art 41 bis ordinamento penitenziario ad alcuni condannati per fatti di mafia.

Naturalmente ogni critica alle decisioni giudiziarie è legittima, a condizione che non si trasformi nell’insulto gratuito e nell’accento esplicitamente intimidatorio. E, d’altronde, nelle menzionate dichiarazioni polemiche non vengono neppure indicati i motivi della presunta inaccettabilità del provvedimento sotto il profilo della correttezza giuridica o dell’errata considerazione degli interessi in gioco.

Il rispetto sempre doveroso della sensibilità delle vittime di gravi fatti di mafia non può trascurare la delicatezza dei compiti della magistratura di sorveglianza e la complessità di certe decisioni, sempre in bilico tra esigenze di tutela della collettività e garanzie minime di rispetto della dignità del detenuto.

L’ANM, infine, coglie l’occasione per auspicare un dialogo costruttivo in ordine alle problematiche di fondo del regime carcerario per soggetti riconducibili al crimine organizzato, anche al fine di un aggiornamento della legislazione sulla base delle esperienze acquisite e dei mutamenti avvenuti.

 
Roma, 16 luglio 2008

La Giunta Esecutiva Centrale

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 15/07/2008 @ 09:42:36, in Indagini, linkato 88 volte)

 

coming soon ...

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 14/07/2008 @ 07:08:52, in Magistratura, linkato 75 volte)

Giustizia. Malcontento diffuso, rammarico, rabbia. E un probabile esodo. I giudici italiani stanno vivendo uno dei momenti più difficili della storia giudiziaria del Paese. Lo sfogo di un alto magistrato al nostro giornale.

ieri, 13 luglio 2008

Caro Direttore, rispondo alla tua richiesta di informazioni sullo stato di disagio espresso dai magistrati in seguito alle recenti iniziative, anche economiche, del Governo; cercherò di essere conciso. Vorrei riuscire anche ad essere obbiettivo nonostante la mia appartenenza al quella che la classe politica definisce una “casta” privilegiata che rifiuta di cedere sui suoi ingiustificati privilegi.

L’intenso scambio di mail tra i magistrati è espressione di un vero e proprio dibattito interno alla Magistratura sul tema dei rapporti con il gruppo di potere che, "per volontà del popolo", legittimamente ci governaQuesto dibattito sta assumendo toni particolarmente intensi, sofferti ed esasperati. Esprime un malcontento forte soprattutto dei giovani.

Questo malcontento non può essere compreso dai cittadini soprattutto perché del tutto disinformati o malamente informati; non vuole essere recepito dai politici perché come ti chiarirò meglio in seguito, l’interesse politico, in questo momento, non è quello di costruire, anche attraverso le risorse umane, un ordine giudiziario efficiente ma quello di ridisegnare l’equilibrio tra il potere di governo e quello del magistrato.

Esigenza, è giusto chiarire, sulla quale non esprimo giudizi perché ciò che non condivido non è il profilo generale del problema ma il modo con il quale esso si vuole risolvere, attraverso la diffamazione.Il malcontento può comprendersi solo se provassimo a metterci, senza pregiudizi, nella prospettiva dei magistrati che lavorano nel modo indicibile con il quale la maggior parte dei magistrati opera.

Quando vedo scrivere, nelle innumerevoli email che in questo momento affollano la mia posta elettronica, di colleghi che impegnano i sabati e le domeniche per lavorare, io mi vedo allo specchio; comprendo quello che vogliono dire e credo in quello che dicono semplicemente perchè anche per me i sabati, le domeniche, il giorno di Pasqua e quello di Natale sono stati regolarmente impegnati per completare o eliminare il lavoro che mi sono sempre ritrovato sulle spalle non perchè prima non avevo lavorato ed ero andato a spasso ma semplicemente perchè questo è ciò che mi era caduto sulle spalle; quando sento parlare delle lunghe ferie dei magistrati mi viene da ridere, anzi da piangere, perchè io non sono mai riuscito ad andare in ferie senza portare nella valigia sentenze da scrivere, talvolta anche complesse; ciò che ho potuto fare con maggiore facilità da quando dispongo dei CD rom con la giurisprudenza dato che, con il mio p.c. (il mio, non quello dell’amministrazione, che si è rotto e non può essere sostituito) quei CD rom mi consentono di portare con me una intera biblioteca.Il giovane magistrato che sente parlare dei suoi alti stipendi ha motivo di arrabbiarsi dato che lo stipendio iniziale è appena al livello, anzi al di sotto, di un dattilografo della Regione Siciliana o della Assemblea; molto inferiore a quello dei giudici amministrativi e dei giudici della Corte dei Conti che pure svolgono un lavoro non più complesso ed anzi normalmente più tranquillo; ha ragione di arrabbiarsi anche il magistrato più anziano dato che lo stipendio di un magistrato della cassazione con 35/40 anni di servizio è notevolmente inferiore a quello di un dirigente amministrativo; la funzione del giudice di legittimità è meno impegnativa e professionalmente qualificata di quella di un dirigente dello Stato ? Il magistrato avverte anche il diverso metro di valutazione comune del suo operato; se un professionista imbroglia il cliente (per esempio facendogli pagare "acconti" ogni volta che lo vede senza rilasciare ricevuta e pretendendo poi una parcella nella quale non tiene conto degli acconti), fà una costruzione abusiva, esercita attività economiche produttive, il fatto non da scandalo, “sconcerto”, non è riportato dai giornali, non è motivo per un attacco alla categoria;; ogni cittadino può scrivere ed esprimere liberamente le sue idee senza essere accusato di …. parlare troppo o di occupare spazi che non gli competono; qualche avvocato può anche dire al cliente che la causa è stata persa perchè l'avversario ha corrotto il giudice o che per ottenere la libertà occorre una certa somma per pagare il giudice, o che la causa è stata persa perché il giudice è…….ignorante o cretino, in tal modo esprime, infatti, una sua idea; ogni cittadino può fare insomma tutto quello che fanno gli altri senza destare scandalo perché oggi il dovere di osservanza delle leggi è solo un optional ; un magistrato no ! se è solo accusato di una irregolarità, anche non penalmente rilevante, o se ritarda nel deposito di una sentenza di due o tre mesi, è censurabile, il procedimento disciplinare scatta automaticamente se non riesce a dimostrare che le ragioni del ritardo non gli sono imputabiliAmmetto che queste diversità possono anche farsi entrare , per la verità con una evidente forzatura, nella fisiologia dei rapporti sociali perché il magistrato ha sposato il principio di legalità e ad esso deve rispetto indipendentemente dal timore della pena mentre il cittadino, in una società che disconosce il valore di questo principio, è solo tenuto a comportarsi nel modo che gli assicuri di sottrarsi alla sanzione.Ma nella corretta gestione del rapporto sociale dovrebbe entrare anche il rispetto della persona e della dignità professionale del magistrato fino a quando non sia provato che questo, cioè l’individuo, è pigro, incapace, cialtrone

Per gli inetti noi tutti, compreso il CSM, vogliamo, anzi vorremmo applicate rigorose censure, purché con le garanzie di legge (donde il diritto del reo ad essere difeso, il dovere del giudice penale o disciplinare di condannare), del resto dovute anche ai mafiosi. Il controllo e la critica contro la magistratura dovrebbe individuare i casi di disservizio, non per colpire il corpo ma per colpire il fatto. In atto esso è invece usato solo per colpire il corpo perchè il fine non è quello del miglioramento ma quello dell'assoggettamento.Abbiamo assistito sotto tutti i governi, ed assistiamo oggi, ad una precisa involuzione dello Stato di diritto; quello che conta non è il diritto ma la legittimazione del potere; si deve perciò affossare la magistratura perché, anche se con alcuni errori, anche questi fisiologici, e normalmente emendabili dal sistema delle impugnazioni , è organo di garanzia di legalità.

Dunque, non si vuole più questo organo, si vuole un servizio giustizia governato o comunque controllato dal potere; non un garante di legalità che possa mettere sotto accusa gli esponenti elettivi del potere politico.

Non discuto della legittimità della istanza di assegnazione del privilegio della immunità alle cariche politiche (siano esse alte o basse); quello che metto in discussione è la strada che si è voluto imboccare dalla politica (di ogni colore) per raggiungere questo risultato; la strada cioè della distruzione morale di un ordine stataleIn questo contesto il danno che si sta producendo è irreversibile; le lettere di sdegno, le proteste sono forse ancora espressione di una volontà di opposizione a questa involuzione, ma sono, io temo, sopratttutto, forme di reazione rabbiosa di chi si sente attaccato mentre lavora, non una ribellione politica, come si è tentati di considerare ogni critica del sistema, ma una difesa personale della propria dignità professionale Il prossimo passaggio, la strada che stanno imboccando i giovani magistrati, quelli cioè della magistratura del domani, potrebbe condurre a risultati veramente eversivi: la giustizia e la qualità del lavoro potrebbero non interesserare più, ogni individuo potrebbe cercare solo di sgomitare per trovarsi un posto comodo, sicuro o di prestigio (id est di potere); ogni cosa può andare allo sfascio perché “così va il mondo”; potrebbe interessare a nessuno che la magistratura sia inquadrata nel sistema di potere; per i magistrati sarebbe anzi un vantaggio perché in tal modo non vi saranno più disfunzioni perchè anche per la magistratura , come per gli altri corpi (es amministrativi, giurisdizioni amministrative, autorità di controllo), ci sarà il silenzio della informazione, l'importante, per la nuova classe che si potrebbe formare, sarebbe che al corpo omologato sia assicurata la stessa posizione di privilegio che hanno gli uomini del potere.

Probabilmente tutto questo non sarebbe accaduto se fosse stata mantenuta la norma dell’art. 68 comma secondo della costituzione che testualmente stabiliva:“Senza autorizzazione delle Camere alla quale appartiene nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura”

La norma è stata modificata (in estrema sintesi la necessità dell’autorizzazione a procedere è stata esclusa per i procedimenti penali, resta per i provvedimenti restrittivi della libertà personale, le perquisizioni , le intercettazioni etc) a causa del malgoverno che di essa fu fatto da parte delle Camere, chiuse in difesa corporativa dei suoi; ma gli effetti del rimedio sono stati veramente dirompenti.

Tutto questo mi preoccupa al punto che mi sembra giunto il momento, per quanti possono farlo, di andare a casa.L'esodo è già cominciato.Proprio ieri l’altro un valentissimo giudice della Cassazione è andato a fare .... l'avvocato; alcuni mesi addietro un altro magistrato è passato alla avvocatura (che davvero non avrebbe bisogno di essere rafforzata) oggi è saldamente inserito, ha comprato lo studio in un palazzo antico, guadagna il triplo di un consigliere della cassazione con quaranta anni di anzianità; alcuni hanno lasciato per altre attività; un valoroso magistrato operante in zona di criminalità organizzata parteciperà al concorso per l’accesso alla Corte dei Conti.

Gli esempi sono innumerevoli..Chi pagherà le spese, nel domani in cui tutti saranno costretti ad aprire gli occhi, sarà il cittadino.Spero davvero di sbagliare. Il che non è del tutto impossibile, data la mia personale tendenza al pessimismo.

C’è una stampa capace di rendersi interprete di questo?Solo per chiudere voglio farti notare che il tempo impiegato per scrivere, oggi, domenica, questo appunto è stato sottratto al lavoro ordinario; mezza sentenza in meno, anche per questo sentirò quello stesso rimorso che avverto tutte le volte in cui mi forzo di andare a fare ginnastica per tenere lontano da me il pericolo di infarto.

Negli ultimi due anni ho scritto un volumetto su un tema giuridico, occupando solo le ferie e le domeniche (e subendo le reazioni della mia famiglia).

Talvolta penso alle sentenze che sarei riuscito a scrivere in più se avessi rivolto verso di loro (le sentenze) la mia attenzione.

Ma il giudice deve essere solo un sentenzificio ? L’aggiornamento professionale è un dovere per il giudice ? Probabilmente no, basterebbero delle circolari con direttive precise sulle decisioni da prendere!

A me starebbe bene, così non debbo più strizzare il mio cervello alla ricerca del diritto e del giusto .

Mario Fantacchiotti 

magistrato

Sicilia Informazioni

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 13/07/2008 @ 18:52:25, in Magistratura, linkato 67 volte)

MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA - ART.3

Le modifiche annunciate ieri all'emendamento che tutti denominano 'blocca processi' dimostrano che le critiche della magistratura associata e del CSM, oggetto di accuse di arbitrio ed invasione di campo, erano fondate. Di più: dimostrano che la magistratura associata è costretta ad esercitare il proprio diritto di critica e proposta proprio per salvaguardare l'interesse dei cittadini ad una giustizia che abbia ancora qualche speranza di funzionare.

Infatti gli interessi dei cittadini e quelli dei magistrati convergono in questo: che la giustizia possa funzionare con efficacia e secondo regole serie e ragionevoli. Per i cittadini serve a garantire una corretta convivenza sociale, per i magistrati serve a conservare l'indipendenza voluta dalla Costituzione.

Devono però essere molto chiare due cose:

- la straordinaria efficienza che il Parlamento sta mostrando, nell'approvare in pochi giorni ed ore norme in materia di giustizia che interessano, dimostra che se vi fosse la reale volontà di intervenire per rendere efficace la giurisdizione questo potrebbe essere fatto in tempi brevi; se non lo si fa, è ipocrita indicare ai cittadini la magistratura come responsabile dell'insopportabile mal funzionamento della giurisdizione.

- noi magistrati vogliamo che ci sia la possibilità di fare, in tempi ragionevoli e bene, TUTTI i processi, ricorrere a sospensioni e rinvii è comunque strada perdente e sbagliata; per questo continuiamo a chiedere, inascoltati, semplificazione e razionalizzazione dei riti processuali, modifica della geografia degli uffici giudiziari, attribuzione di risorse indispensabili;

Rimane, sempre, il dubbio se davvero la politica dei partiti ha interesse al funzionamento efficace della giurisdizione. Confidiamo che i fatti possano
dimostrare l'infondatezza del dubbio.

Venezia - Roma, 12.7.08

Carlo Citterio
Segr. Gen. Movimento per la Giustizia

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 13/07/2008 @ 18:45:04, in Politica, linkato 72 volte)

CARCERE MATERA: SENATORI PD, E' FUORI DI STANDARD EUROPEI
Gravi  carenze  strutturali,  d'igiene  e  di  personale.  Serve intervento urgente

"Il carcere di Matera ha gravi carenze infrastrutturali e di personale che lo pone al di fuori degli standard previsti dal Consiglio d'Europa". Lo denunciano i sen. Carlo Chiurazzi, Maria Antezza e Filippo Bubbico con un'interrogazione al ministro della Giustizia nella quale ricordano "la casa circondariale versa in condizioni assolutamente gravi sotto i profili dell’igiene e della sicurezza, dell’adeguatezza infrastrutturale e del presidio della polizia penitenziaria".

"In  particolare - spiegano - le numerose barriere architettoniche presenti nell’edificio  limitano  significativamente gli spazi e la stessa vivibilità dell’istituto,  costringendo  i  detenuti  e  il personale assegnato a tale carcere,   a   trascorrere   intere   giornate   in   spazi   assolutamente sottodimensionati  rispetto agli standard e ostacolando il passaggio da una zona  all’altra  dell’istituto. Inoltre, sono poi del tutto inadeguate agli standards  di  sicurezza  e  igiene  normativamente previsti, le condizioni strutturali  dell’istituto  e  in  particolare  quelle  relative  alla sala adibita  alla  mensa, che esigerebbe invece la massima conformità ai canoni prescritti".

"Una  situazione  che rende ancor più difficile la vita penitenziaria per i detenuti come per il personale impiegato nel carcere, al punto da indurre i primi  ad  atti  di  autolesionismo  in  segno  di  protesta  e i secondi a manifestare  la  propria  preoccupazione  in  diverse sedi ed occasioni. La fonte  di  preoccupazione  principale degli agenti di polizia penitenziaria risiede   nelle  gravi  carenze  di  personale  che  caratterizzano  questo istituto,  ove   a  fronte  di  un organico che, relativamente alla polizia penitenziaria, prevede la presenza di 170 unità, dispone allo stato di soli 116 agenti".

"Tale sottodimensionamento del personale di polizia penitenziaria, rispetto all’organico  previsto,  è  suscettibile  di  determinare  gravi  disagi  e disfunzionalità  nella  gestione  dell’istituto, che rischia di sfociare in atti  di  violenza  o  grave  insubordinazione  da parte dei detenuti, come dimostra  il  caso  dell’11 giugno scorso, quando diversi agenti di polizia penitenziaria  sono  stati feriti e colpiti, riportando gravi lesioni. Tale condizione  di  forte  criticità è suscettibile di aggravarsi ulteriormente nel periodo estivo, in ragione della temporanea riduzione del personale per le ferie".

"E'  necessario - concludono i senatori del Pd - che il ministro intervenga per  l’adeguamento strutturale  e  la  messa  in  sicurezza  della  casa circondariale   di  Matera,  conformandola  agli  standards  normativamente previsti  e  alle prescrizioni sancite in proposito dal Consiglio d’Europa, oltre  a  disporre  un  complessivo  riequilibrio  a  livello nazionale del personale  di  polizia  penitenziaria, al fine di garantire, in primo luogo
per  il  periodo  estivo  e quindi stabilmente, la presenza, nel carcere di Matera,  di  un  numero di agenti sufficiente rispetto alle esigenze e alle caratteristiche dell’istituto e conforme alle previsioni di organico".

11 luglio 2008

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Lodo Alfano, il testo del ddl

Ddl Camera 1442 - Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato

Art. 1.

1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione.

2. L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.

3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura
penale, per l'assunzione delle prove non rinviabili.

4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale.

5. La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura.

6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce
l'azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita.

7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 13/07/2008 @ 18:09:12, in Magistratura, linkato 54 volte)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

 

Al Direttore del quotidiano "Il Giornale"
 

 

Egregio Signor Direttore,

per la seconda volta in pochi giorni il quotidiano da Lei diretto si occupa del trattamento retributivo dei magistrati.

Ancora una volta le informazioni che vengono fornite all'opinione pubblica sulla questione sono errate e fuorvianti.

Non è vero, in primo luogo, che dal gennaio 2006 le retribuzioni dei magistrati siano cresciute del 12%.

In realtà i magistrati, in quanto categoria non contrattualizzata, percepiscono un aumento corrispondente alla media degli aumenti corrisposti al personale contrattualizzato nel triennio precedente. Dunque gli stipendi dei magistrati aumentano, con tre anni di ritardo, quanto quelli di tutto il pubblico impiego.

Nell'ultimo triennio l'aumento è stato effettivamente del 12%: in tre anni dunque e non dal gennaio 2006 al gennaio 2008.

Inoltre, nell'articolo si omette di riferire che lo stipendio preso a riferimento nell'esempio è lo stipendio lordo di un magistrato con oltre trent'anni di anzianità. Mentre un magistrato di prima nomina che riceve uno stipendio quasi equivalente (€ 2.280) a quello del vigile del fuoco citato come esempio nell'articolo ha avuto aumenti praticamente equivalenti a quelli del vigile del fuoco. Solo con tre anni di ritardo.

Non è vero, infine, che il provvedimento legislativo "cui il governo sta lavorando" produrrebbe solo un mancato guadagno da € 1.220 a € 2.200.

In realtà un decreto-legge già approvato dal Governo, e dunque già in vigore, ha ridotto drasticamente (fino al 30%) le retribuzioni dei magistrati. Lo stesso provvedimento ha ridotto drasticamente gli stanziamenti per la giustizia (fino al 40%).

Contro questo provvedimento l'ANM ha proclamato lo stato di agitazione, continuando nello stesso tempo ad esprimere serie ed argomentate critiche su altri interventi approvati dal Governo in materia di giustizia.

E' giusto che i cittadini siano informati anche sul trattamento retributivo dei magistrati, ma sarebbe dovere degli organi di informazione fornire notizie vere in maniera corretta ed equilibrata, evitando campagne denigratorie.

Roma, 11 luglio 2008

Il Presidente, Luca Palamara

Il Segretario Generale, Giuseppe Cascini

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 10/07/2008 @ 22:42:36, in Magistratura, linkato 59 volte)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

 

DOCUMENTO CONCLUSIVO
DEL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE
DEL 5 LUGLIO 2008
 
1. L’Associazione Nazionale Magistrati ribadisce il suo impegno per una intransigente difesa dei principi costituzionali posti a garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati giudicanti e del pubblico ministero. Tra questi in particolare: l’unità dell’ordine giudiziario, composizione e competenze del Consiglio Superiore della Magistratura.

2. Abbiamo indicato la necessità di un impegno comune per interventi che restituiscano efficacia e funzionalità alla giurisdizione, fornendo il nostro contributo attraverso la elaborazione di proposte concrete, con l’esclusivo obiettivo di una efficace tutela dei diritti dei cittadini, attuata, secondo la promessa costituzionale, in tempi ragionevoli.

3. Alcuni degli interventi del Governo in materia di giustizia, attuati anche con provvedimenti di urgenza, contengono disposizioni che appaiono, tuttavia, di segno contrario.

In particolare, la generalizzata sospensione dei processi in corso per fatti puniti con pena inferiore ai dieci anni e commessi prima del giugno 2002, oltre a ledere i diritti delle parte lese  e a creare ingiustificate disparità di trattamento, comporterà gravissime disfunzioni del  processo penale.

Inoltre, alcune disposizioni contenute nel disegno di legge in materia di intercettazioni ridurrebbero drasticamente l’efficacia dell’azione di contrasto alla illegalità.

Nello stesso tempo il Governo è intervenuto, ancora una volta  con il ricorso alla decretazione di urgenza, riducendo drasticamente le risorse destinate al settore della giustizia, con una diminuzione degli stanziamenti fino al 40% e il blocco delle assunzioni del personale amministrativo.

E’ stata, poi, introdotta una disposizione, con l’art. 69 del d.l. n. 112, che prevede un intervento peggiorativo senza precedenti sulla struttura del trattamento retributivo dei magistrati che indurrà l’ulteriore svilimento della funzione giudiziaria.

La dichiarazione di esponenti dell’Esecutivo di voler circoscrivere le conseguenze negative della norma non fa venire meno la preoccupazione per l’ennesimo intervento di riduzione del trattamento retributivo dei magistrati e la necessità di denuncia della complessiva situazione estremamente penalizzante per la dignità del lavoro dei magistrati.

L’Associazione Nazionale Magistrati chiede, perciò, che sia cancellata la disposizione dell’articolo 69 e che sia prima di tutto ripristinato il normale trattamento economico dei magistrati.

4. Occorre, perciò, proclamare lo stato di agitazione della categoria con la convocazione permanente del CDC  per seguire costantemente gli sviluppi degli interventi sul sistema retributivo.

5. La gravissima situazione di disfunzione degli uffici giudiziari e di disagio dei magistrati che vi lavorano impone un incisivo impegno di denuncia e di protesta. A questo scopo l’associazione delibera di adottare iniziative dirette  a rappresentare all’opinione pubblica la  grave situazione in cui versa la giurisdizione e a ribadire le proposte capaci di  dare risposte ai bisogni di giustizia.

 
APPROVA

L’operato della GEC


DELIBERA

La convocazione permanente del CDC

PROCLAMA

lo stato di agitazione, riservando l’adozione di ogni misura di protesta, alla luce della evoluzione del quadro normativo.

Delega alla Giunta l’adozione delle iniziative di denuncia e di protesta sulla situazione degli uffici giudiziari da realizzare con il pieno coinvolgimento e interessamento delle Sezioni locali.


Roma, 5 luglio 2008

Approvato a maggioranza dal Comitato Direttivo Centrale

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 10/07/2008 @ 22:25:44, in Magistratura, linkato 83 volte)

Al Direttore del quotidiano "Il Giornale"

Gentile Sig. Direttore,

Nella giornata di lunedì 7 luglio il Suo giornale ha pubblicato alcuni articoli in tema di trattamento economico dei magistrati, che contengono informazioni errate e fuorvianti e sulle quali riteniamo doverose alcune precisazioni.
Negli articoli vengono indicati in modo fuorviante quali redditi di riferimento le dichiarazioni, al lordo delle trattenute fiscali, di giudici costituzionali, di magistrati amministrativi e di alcuni magistrati che hanno svolto funzioni ministeriali, attribuendo particolare risalto ai relativi dati numerici che, tuttavia, non corrispondono alle effettive retribuzioni dei giudici ordinari.

Infatti, gli stipendi dei magistrati sono completamente differenti da quelli enfatizzati nella testata.
Intendiamo, quindi, fornire i reali parametri:


A) un magistrato di prima nomina percepisce uno stipendio netto mensile di ?  2.280;
B) un magistrato con cinque anni di servizio lo stipendio netto mensile di ? 3.717;
C) un magistrato con dieci anni di servizio lo stipendio netto mensile di ? 3.952;


E' di tutta evidenza che i suindicati livelli retributivi sono notevolmente distanti dalle cifre riportate nell'articolo.
A ciò vanno aggiunte alcune ulteriori considerazioni:


1) per partecipare al concorso in magistratura è necessario aver conseguito una laurea quinquennale e superato un corso di specializzazione biennale, per cui l'età di ingresso in magistratura è, oggi, in media, superiore ai trenta anni;
2) i magistrati di prima nomina sono, nella quasi totalità dei casi, destinati in sedi molto lontane da quelle di residenza, spesso in zone difficili del paese;
3) i magistrati sostengono da soli le spese per l'aggiornamento professionale, quali gli abbonamenti a riviste, codici, libri, senza che le stesse possano essere nemmeno detratte dalla dichiarazione dei redditi.


E' del tutto falso, inoltre, quanto riportato nell'articolo relativamente agli arbitrati: ai magistrati ordinari è del tutto
precluso lo svolgimento di incarichi arbitrali, così come di qualsiasi altro incarico extra-giudiziario retribuito.
Il reddito che abbiamo indicato è l'unico che può essere percepito da un magistrato ordinario.
I riferimenti alle ferie dei magistrati e alla presenza in ufficio sono, infine, del tutto fuorvianti.
Il periodo di sospensione feriale, infatti, prevede la sospensione di tutti i termini processuali, salvo che di quelli per il deposito delle sentenze, che tutti i magistrati redigono anche durante il periodo destinato alle ferie.
Inoltre, la gran parte dei giudici non ha a disposizione un ufficio dove poter scrivere le sentenze e, dunque, sono costretti a lavorare a casa.
Peraltro, non sono previsti stanziamenti per gli straordinari del personale amministrativo, che per tale motivo non sono presenti in ufficio oltre le ore 14,00.
In realtà la produttività media dei magistrati italiani è di gran lunga superiore a quella degli altri paesi europei.
I magistrati  lavorano, senza risparmiarsi, anche nei giorni festivi e durante il periodo feriale.
E' giusto che i cittadini siano informati anche sulle retribuzioni dei magistrati, ma riteniamo che la stampa abbia il dovere di fornire una informazione completa ed aderente alla realtà.

Roma, 8 luglio 2008

Il Presidente, Luca Palamara
Il Segretario Generale, Giuseppe Cascini

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 10/07/2008 @ 22:23:06, in Giuristi, linkato 81 volte)

 In difesa della Costituzione



I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004,

premesso che l'art. 1, comma 2 Cost., nell'affermare che «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale,

rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perchè: a) essendo del tutto estranei alla logica del c.d decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall'art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Conv. europea dei diritti dell'uomo); c) pregiudicano l'obbligatorietà dell'azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt'al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d'udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti;

rilevano, con riferimento al c.d. lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini «sono eguali davanti alla legge». Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel c.d. lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità «funzionale», bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati «comuni».

Per ciò che attiene all'analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l'incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l'immunità andrebbe applicata - e l'altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell'ipotesi dell'immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

Alessandro Pace, Valerio Onida, Leopoldo Elia, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Alessandro Pizzorusso, Sergio Bartole, Michele Scudiero, Federico Sorrentino, Franco Bassanini, Franco Modugno, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Adele Anzon Demmig, Michela Manetti, Roberto Romboli, Stefano Sicardi, Lorenzo Chieffi, Giuseppe Morbidelli, Cesare Pinelli, Gaetano Azzariti, Mario Dogliani, Enzo Balboni, Alfonso Di Giovine, Mauro Volpi, Stefano Maria Cicconetti, Antonio Ruggeri, Augusto Cerri, Francesco Bilancia, Antonio D'Andrea, Andrea Giorgis, Marco Ruotolo, Andrea Pugiotto, Giuditta Brunelli, Pasquale Costanzo, Alessandro Torre, Silvio Gambino, Marina Calamo Specchia, Ernesto Bettinelli, Gladio Gemma, Roberto Pinardi, Giovanni Di Cosimo, Maria Cristina Grisolia, Antonino Spadaro, Gianmario Demuro, Enrico Grosso, Anna Marzanati, Paolo Carrozza, Giovanni Cocco, Massimo Carli, Renato Balduzzi, Paolo Carnevale, Elisabetta Palici di Suni, Maurizio Pedrazza Gorlero, Guerino D'Ignazio, Vittorio Angiolini, Roberto Toniatti, Alfonso Celotto, Antonio Zorzi Giustiniani, Roberto Borrello, Tania Groppi, Marcello Cecchetti, Antonio Saitta, Marco Olivetti, Carmela Salazar, Elena Malfatti, Ferdinando Pinto, Massimo Siclari, Francesco Rigano, Francesco Rimoli, Mario Fiorillo, Aldo Bardusco, Eduardo Gianfrancesco, Maria Agostina Cabiddu, Gian Candido De Martin, Nicoletta Marzona, Carlo Colapietro, Vincenzo Atripaldi, Margherita Raveraira, Massimo Villone, Riccardo Guastini, Emanuele Rossi, Sergio Lariccia, Angela Musumeci, Giuseppe Volpe, Omar Chessa, Barbara Pezzini, Pietro Ciarlo, Sandro Staiano, Jörg Luther, Agatino Cariola, Nicola Occhiocupo, Carlo Casanato, Maria Paola Viviani Schlein, Carmine Pepe, Filippo Donati, Stefano Merlini, Paolo Caretti, Giovanni Tarli Barbieri, Vincenzo Cocozza, Annamaria Poggi.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono 9 persone collegate

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         




Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (25)
Economia (27)
Estero (43)
Giuristi (25)
Indagini (87)
Magistratura (394)
Osservatorio Famiglia (10)
Politica (335)
Redazionale (10)
Sindacato (30)
Telestreet (6)
Varie (37)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Not known Facts Abou...
26/08/2018 @ 14:00:00
Di Maybelle
NRI Legal Services 8...
25/08/2018 @ 11:43:58
Di April
NRI Legal Services
25/08/2018 @ 09:54:26
Di Odell

Titolo
Bianco e nero (38)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Fansub pornografia e File Sharing ne vogliamo parlare?

 Si
 No
 Non lo so





08/12/2019 @ 13:51:06
script eseguito in 248 ms