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 urania ... di karen thole... di Admin
 
"
Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/11/2004 @ 18:22:46, in Magistratura, linkato 290 volte)

Corte di Cassazione -  Corte d'Appello di Roma
Referenti per la formazione decentrata

Il processo civile nordamericano: esperienze a confronto

Martedì 18 novembre 2004 
ore 15,00
Palazzo di Giustizia - Piazza Cavour
Aula  Q - Secondo Piano

Presiede: Pres.  Vincenzo Carbone,
Presidente Aggiunto della Corte di Cassazione

Introduzione al tema:
prof Nicolò Trocker - Università di Firenze

Relatori:
John Kidd, Esq.,  Partner, Clifford Chance US LLP, NY 

Elementi Essenziali del Sistema Legale Americano e del Processo Civile Federale.

Arthur J. Gajarsa, Federal Circuit Judge, United States Court of Appeals for the Federal Circuit, Washington DC

I mezzi di impugnazione

Cons. Marcello Marinari  - Corte d'Appello di Milano

A.D.R. - Strumenti alternativi di risoluzione delle controversie tra  U.S.A. e Italia

17,30 Dibattito

18,30 Chiusura lavori

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Di Loredana Morandi (del 04/11/2004 @ 18:12:56, in Magistratura, linkato 250 volte)

Magistratura democratica compie 40 anni

(un compleanno speciale tra festa e riflessione)

Roma  3-4 dicembre 2004
Teatro Ambra Jovinelli - via Guglielmo Pepe 43

venerdì 3 dicembre

ore 9.30 - introduzione: Claudio Castelli
I. La nascita e la storia di Md: oltre l'eresia
ore 9.45 - 11.30
Le istituzioni alla prova degli anni settanta
Edmondo Bruti Liberati / Alberto Asor Rosa / Giuseppe Cotturri /
Maria Grazia Giannichedda
ore 11.30
film: I cento passi - introducono Giovanni Impastato e Andrea Camilleri
ore 13.45: buffet
ore 15.00 - 19.00
La magistratura e la Costituzione
Franco Ippolito / Luigi Ferrajoli / Giovanni Palombarini /
Alessandro Pizzorusso / Gaetano Silvestri / Carlo Smuraglia
dibattito

sabato 4 dicembre

II. Tra eresia e progetto: appunti per il futuro di md
ore 9.30 - 13.30
Giurisdizione e diritti
Salvatore Senese / Rosi Bindi / Guglielmo Epifani /
Gianfranco Gilardi / Emilio Lupo / Stefano Rodotà
Libertà e garanzie
Livio Pepino / Perfecto Andrés Ibañez  / Vittorio Borraccetti /
Paolo Ferrua / Alberto Mittone / Domenico Pulitanò
dibattito
ore 13.30 : buffet
ore 15.00 - 18.00
Politica e diritto (l'orizzonte nazionale, il contesto internazionale)
Nello Rossi / Massimo Brutti / Alberto Burgio /
Mario Dogliani / Elena Paciotti / Ignazio Juan Patrone
dibattito
ore 18.00
scherzando su giudici, diritti e potere
Dario Fo e Paolo Hendel

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Di Loredana Morandi (del 04/11/2004 @ 18:07:22, in Magistratura, linkato 252 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

CONVOCAZIONE URGENTE DEL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE DELL’ANM

Una riforma organica dell’ordinamento giudiziario che assicuri una migliore qualità della giustizia è necessaria, ma deve essere attuata nel rispetto dei principi costituzionali sulla indipendenza della magistratura e sull’equilibrio tra le istituzioni dello Stato.

Il maxiemendamento del  governo, approvato dal Senato, elude tutti i problemi di fondo,  poiché si limita a correggere incongruenze tecniche ed errori formali,  lasciando  immutato nella sostanza il testo sul quale l’ANM ha espresso una valutazione radicalmente negativa.

Il successivo andamento del dibattito in aula  e le posizioni assunte dal Ministro Castelli e dall’ex relatore sen. Bobbio indicano che gli inviti al dialogo ed al confronto costruttivo non trovano nessuno spazio.

Finora  non è stata posta la fiducia, ma l’andamento del dibattito dimostra che si rifiuta ogni confronto con le ragioni del dissenso. 

L’ANM continua nonostante tutto  ad auspicare che vi sia un mutamento di metodo e  che nel tempo che ancora rimane vengano  affrontate le questioni centrali.

Il sistema di carriera assurdo ed ingestibile, la struttura rigidamente gerarchizzata del Pm, la separazione delle funzioni tra giudici e Pm che, di fatto, si tradurrà in una separazione definitiva di carriere, il sistema disciplinare fortemente condizionante l’indipendenza di decisione dei magistrati: queste le linee portanti della controriforma che pone in crisi il diritto dei cittadini ad avere un giudice indipendente da ogni altro potere e opera nella direzione opposta a quella di processi più rapidi ed efficaci.

Se  il testo risultante dal maxiemendamento rimanesse immutato, sarà approvata una pessima legge. Il  Ministro Castelli  avrà fatto passare una riforma davvero “epocale”, ma solo perché peggiorerà il funzionamento della giustizia e diminuirà le garanzie dei cittadini.

L’ANM ha il dovere di denunciarlo nel modo più netto.

La Giunta Esecutiva  Centrale è convocata in composizione allargata ai segretari dei gruppi associati il 10 novembre  alle ore 11.00.

 Il Comitato Direttivo Centrale è convocato sul tema “Crisi del servizio giustizia e controriforma dell’ordinamento giudiziario” il 14 novembre 2004 alle ore 9,30.

Roma, 3 novembre 2004

La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 04/11/2004 @ 17:47:48, in Estero, linkato 341 volte)
Bush vs Kerry: the end ?!
Ma ne siamo proprio sicuri?

   
Clicca e scarica il video! www.bloggersperlapace.org
 

Ninna nanna, che si dormi nun vedrai li sovrani che se scambieno la stima, buoni amici come prima. So' cugini e fra parenti nun se fanno i complimenti..." Si, per presentarvi il nuovo video scelto per noi bloggersperlapace dal regista Simone Barbuti, mi viene in aiuto il buon Trilussa. Quel poeta che, presente il mio bisnonno disse: "Non potendo dì Governo Ladro, vi dirò piove Governatore". Sorbole dico io! Ma questi due di complimenti se ne son fatti e pure parecchi. L'amico Barbuti questa volta ha voluto sorprenderci addirittura con degli effetti speciali: mentre il primo Cowboy dello stato saluta e ringrazia il popolo dei cowboys del Texas dal video si espande il caratteristico odore del cuoio e delle vacche grasse, tanto comune nei ranch dei vaccari. Un vero mito il nostro Barbutone!
Lunadicarta dice: vedi il video!Ah, l'unità nazionale! Un altare sul quale il povero Kerry ha sacrificato la propria campagna elettorale, sfiancata dalla linea dura repubblicana sulle questioni della "difesa" propagate al Paese dai fan del DoD e dai seguaci della grande subrette barbuta, Georgette triple "U".
Popoli pacifisti siate pronti: il 26 novembre si dibatte sul tavolo degli interessi internazionali la questione nucleare Iran. Siete avvisati: date per certo e assodate le minacce dall'ottobre 2003 il prossimo attacco unilaterale è proprio lì che dobbiamo aspettarcelo.
C'è del lavoro da fare anche per l'America latina e se non v'è chiarezza neppure a sinistra sulla vicenda Cubana, per aprire gli occhietti belli vi postiamo due documenti, che ci spedisce l'associazione ASI Cuba Umbria. Il primo è un interessante articolo a carattere geopolitico di Michael Parenti; il secondo è la lettera ai Cubani di Fidel Castro sulla decisione di boicottaggio dell'US dollar.
Ho fiducia che Answer e AIC sarranno sempre in allerta e con loro tanti altri, prego per l'Italia che non accada in agosto quando i pacifisti sono in ferie, che la vicenda Baldoni insegna e l'unica pacifista impegnata per il giornalista rapito è stata la mia amica Bianca rimasta oltre il tempo delle sue ferie in paese per sostenere la famiglia. Perchè questo dentino avvelenato? Perchè nessun lo dice ma, all'estero noi pacifisti italiani, siamo catalogati per essere la filodrammatica operetta di un subdolo sionismo movimentista.
Meditate gente, meditate. Loredana Morandi

Non perdete il video!

Leggi tutto su www.bloggersperlapace.org

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Di Loredana Morandi (del 01/11/2004 @ 19:31:21, in Estero, linkato 273 volte)

Consiglio la lettura dello speciale su www.bloggersperlapace.org.

Kerry e Bush sempre sul filo di lana. E intanto mobilitano gli avvocati
di Bruno Marolo

Washington. Il ciclone elettorale disperde nel vento milioni di dollari, soffia sui fedeli in preghiera nelle chiese, nelle moschee, e nelle sinagoghe come sui ballerini che festeggiano Halloween, solleva il cuore di chi ha già deciso e confonde le menti di coloro che ancora non sanno risolversi, e avvolge l’America in un polverone attraverso il quale è impossibile individuare il futuro presidente. Lunedì, alla vigilia del voto, George Bush ha ripetuto lo stesso comizio in sei stati, succhiando pasticche per la gola e rinunciando al caffè che a quanto pare ha un effetto negativo sulle corde vocali. John Kerry ha tenuto sei comizi in quattro stati, è stato ospite del programma del mattino della rete televisiva Abc e ha dato un’intervista alla Associated Press. Ha ribadito che di fronte a un risultato incerto non si arrenderebbe senza combattere.

“Mi aspetto – ha sostenuto il candidato democratico - che il risultato delle elezioni si conosca nella notte tra martedì e mercoledì. Tuttavia, vista l’esperienza di quattro anni fa, sarei irresponsabile se non mi preparassi a difendere il diritto al voto di ogni cittadino. Conto su un’affluenza eccezionale. Gli americani sono decisi a non lasciare che si ripetano le vicende del 2000”. Il partito di Kerry ha mobilitato non meno di 10 mila avvocati contro il tentativo dei governatori repubblicani di alcuni stati di limitare la corsa alle urne dei neri, degli immigrati e delle donne. Se non tutti riusciranno a votare entro le 20 come previsto, l’apertura dei seggi sarà prolungata nella notte.

Anche Bush si prepara a una battaglia legale, con un esercito di avvocati altrettanto numeroso. Ha cambiato i piani per il giorno del confronto. Voterà a Crawford nel Texas, ma invece di aspettare i risultati nel suo ranch tornerà alla Casa Bianca. Vuole essere nell’ufficio ovale per difendere la posizione se lo spoglio delle schede si concludesse senza un chiaro vincitore.

Nell’ultima settimana i due partiti hanno speso 60 milioni di dollari per inondare le televisioni di spot ma nessun candidato ha ottenuto un vantaggio decisivo. I sondaggi danno indicazioni diverse, ma la distanza tra Bush e Kerry è sempre inferiore al margine di errore. L’istituto Gallup assegna il 49 per cento a ciascuno dei due, usando un metodo di analisi “basato sull’esperienza delle elezioni precedenti” che secondo alcuni esperti esagera l’importanza del recupero di Kerry. La Cnn, elaborando gli stessi dati in modo diverso, colloca Bush in testa con 48 punti contro 46.

“Non c’è malaccio – ha commentato Kerry – per uno come me, che in gennaio aveva 30 punti meno di Howard Dean nei sondaggi per le primarie del New Hampshire”. Sull’aereo della sua campagna elettorale è tornato l’ottimismo. Per la festa di Halloween, le assistenti di volo si sono esibite in costume da gatte mentre il candidato dava prova di virtuosismo con la chitarra classica. Lunedì Kerry ha portato il suo messaggio in Florida, Ohio, Wisconsin e Michigan. “Questo è il momento – ha ripetuto in ogni stato – di presentare a George Bush il conto per i suoi bilanci passivi, i posti di lavoro perduti, i costi proibitivi della sanità, il rispetto e l’influenza nel mondo che il suo governo non merita più”.

Il presidente ha festeggiato Halloween a bordo dell’Air Force One. Il consigliere politico Karl Rove e il portavoce Scott McLellan si sono mascherati con tute mimetiche da cacciatori per farsi beffe di John Kerry, che qualche giorno prima aveva invitato le televisioni a riprenderlo mentre sparava alle anitre. Domenica Bush ha avuto un buffo incidente nel New Hampshire, dove qualcuno ha tirato una leva in anticipo e ha fatto esplodere una salva di festosi mortaretti mentre egli evocava i soldati morti in Iraq. Lunedì’ ha tenuto il primo comizio all’alba nell’Ohio. Ha parlato in Pennsylvania, Wisconsin, Iowa e New Mexico, e ha concluso la campagna elettorale con una gigantesca manifestazione a Dallas nel Texas.

Dal voto degli operai dell’Ohio, senza lavoro per la crisi delle acciaierie, può dipendere la sorte della nazione. “Mi rendo conto – ha sostenuto Bush – che l’economia di questo stato è stata messa a dura prova, ma siamo avviati nella direzione giusta. Voglio che ognuno di voi ricordi ad amici e vicini di casa che il mio avversario aumenterebbe le tasse”. In realtà Kerry ha proposto di revocare soltanto i tagli alle tasse dell’uno per cento più ricco della popolazione, ma che importa la verità? L’importante è vincere, con qualunque mezzo.

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Di Loredana Morandi (del 28/10/2004 @ 20:22:57, in Magistratura, linkato 372 volte)

Movimento per la Giustizia

La vicenda che riguarda Adriano Sansa, dal promuovimento dell'azione disciplinare a suo carico fino all'attuale stallo della procedura di nomina a Presidente del Tribunale dei Minori di Genova, riguarda i profili istituzionali dei rapporti tra i poteri dello Stato. Infatti, la Corte Costituzionale, nella sentenza sul caso Galizzi (a seguito della quale il Ministro è stato "obbligato" a firmare il decreto di nomina del magistrato a Procuratore di Bergamo, firma che aveva prima negato nonostante la delibera del CSM), ha ribadito che la Costituzione, a difesa dell'indipendenza, assegna al sistema di autogoverno, in via esclusiva ed insindacabile da parte del potere politico, il compito di decidere sull'assegnazione dei magistrati, e quindi anche dei dirigenti.
La partecipazione del Ministro nella procedura del conferimento degli incarichi direttivi è giustificata esclusivamente dal fatto che, nell'attuale assetto ordinamentale, la direzione degli uffici giudiziari attiene anche all'amministrazione dei servizi giudiziari, come organizzazione e funzionamento degli stessi e copertura dei posti di organico. Quindi, i rilievi del Ministro possono riguardare o la mancanza di un elemento essenziale del procedimento o questi particolari aspetti della vicenda, ma non profili di merito. In sostanza, ed in sintesi, non essendo l'attuale fase di stallo determinata da alcuno degli elementi sindacabili dal Ministro, siamo di fronte ad un comportamento e ad una richiesta (quella di poter valutare la motivazione della sentenza di assoluzione disciplinare prima di dare o negare il concerto) inspiegabili.
Confidiamo in una "fumata bianca", ma se così non fosse saremmo di fronte a posizioni istituzionali contrarie allo spirito ed alla lettera della Costituzione e delle norme vigenti.
La vicenda serve anche a segnalare, ancora una volta ed anche sotto questo profilo, come sia concreta, e non astratta, la pericolosità di un progetto di controriforma ordinamentale, che, ridefinendo i confini tra le attribuzioni del Ministro e del C.S.M. in senso deteriore per quest'ultimo organo, potrebbe portare in futuro a sempre maggiori invasioni di campo da parte del potere politico, con evidenti ricadute sull'indipendenza della giurisdizione.

Nino Condorelli Presidente
Armando Spataro Segretario

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Di Loredana Morandi (del 27/10/2004 @ 15:44:49, in Magistratura, linkato 323 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

ASSEMBLEE NEGLI UFFICI GIUDIZIARI SULLA CONTRORIFORMA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO

Oggi, tra le ore 12 e le ore 13, vi è stata una temporanea sospensione delle udienze e in tutte le principali sedi giudiziarie si sono tenute con grandissima partecipazione le assemblee convocate dall’ANM sul tema “Crisi del servizio giustizia e controriforma dell’ordinamento giudiziario”.

Particolarmente significativa è stata la totale adesione in Cassazione, dove è stata temporaneamente sospesa anche la udienza delle Sezioni unite penali.

E’ stata l’occasione per ribadire le critiche e le proposte alternative dell’Anm sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e per iniziare la raccolta di testimonianze sulla disfunzioni del servizio, in vista del nuovo libro bianco che sarà diffuso in occasione della prossima inaugurazione dell’anno giudiziario.

Nel corso delle assemblee numerosi sono stati gli interventi di esponenti dell’avvocatura, che, salva la diversa posizione sulla separazione delle carriere, hanno sottolineato la convergenza sulle critiche al testo governativo, in particolare sul sistema dei concorsi e sulla gerarchizzazione dell‘ufficio del Pm.

E’ la riprova che le critiche dell’Anm non sono rivendicazioni di categoria, ma esprimono una consapevolezza comune di tutti gli operatori della giustizia che il servizio reso ai cittadini, con questa riforma, funzionerà molto peggio.

Questa riforma, irrazionale e per molti aspetti ingestibile, mette in crisi i principi costituzionali sulla indipendenza della magistratura e sull’equilibrio tra le istituzioni dello Stato, come è stato fortemente sottolineato dai costituzionalisti .

Il maxiemendamento governativo non ha inciso su  nessuno dei nodi di fondo. Nonostante tutto l’Anm si augura che nel dibattito in corso al Senato si verifichi una inversione di tendenza e siano accolti gli inviti al dialogo ed al confronto costruttivo lanciati dalle istanze più elevate delle istituzioni.

Roma, 27 ottobre 2004

La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 27/10/2004 @ 13:39:07, in Magistratura, linkato 332 volte)

Magistratura  Democratica

Il Ministro della Giustizia si è riservato di dare il concerto sulla nomina di Adriano Sansa a Presidente del Tribunale dei minorenni di Genova, proposto dalla competente Commissione del C.S.M. all’unanimità, all’esito della lettura della sentenza disciplinare che lo ha recentemente prosciolto.
Ovviamente ci auguriamo che tale pausa di riflessione abbia un esito positivo, ma sin d’ora avvertiamo il dovere di dire che un’eventuale omissione del concerto sarebbe decisione grave ed inaccettabile.
E’ la Costituzione, come anche recentemente ribadito dalla Corte Costituzionale, che riserva al C.S.M. l’assegnazione dei magistrati e quindi anche dei dirigenti degli uffici, ed il concerto si giustifica unicamente in quanto la direzione degli uffici giudiziari attiene anche all’amministrazione dei servizi che dipendono dal Ministero. Un’eventuale mancato concerto può quindi dipendere solo dalla mancanza di un elemento essenziale del procedimento o  da un’inidoneità relativa alle capacità amministrative del nominato, non il merito. Tanto meno possono contare le opinioni dell’interessato, o sue dichiarazioni (fatti da cui era nato il procedimento disciplinare).
Del tutto pretestuoso sarebbe poi il riferimento alla pregressa esperienza di amministratore locale svolta da Adriano Sansa, risalendo ormai a diversi anni addietro ed essendo stata seguita dal suo rientro da tempo nella Corte di Appello di Genova  con funzioni di consigliere.
Purtroppo non è il primo caso di diniego o ritardo del concerto (i casi Galizzi e Lepore insegnano) ed anche la presente vicenda va inquadrata nel progressivo tentativo di esautoramento del C.S.M.

Tali tentativi vanno respinti con la massima nettezza.
Per Adriano Sansa e per il C.S.M.

Milano - Roma, 26 ottobre 2004

Il Presidente Livio Pepino                   
Il Segretario Claudio Castelli

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Di Loredana Morandi (del 26/10/2004 @ 20:27:50, in Magistratura, linkato 345 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

CRISI DELLA GIUSTIZIA. CONTRORIFORMA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO

Con la legge finanziaria vengono tagliati i finanziamenti per la giustizia, mentre seguita a mancare una incisiva ed efficace azione sulla crisi di efficienza del servizio giustizia da parte del Ministro della Giustizia, che in tal modo non adempie alla responsabilità primaria che la Costituzione gli attribuisce.

Nel frattempo il Ministro spinge, evocando anche l’ipotesi del voto di fiducia, perché il Senato approvi in tempi ristrettissimi e senza alcuna apertura ad effettivi approfondimenti la controriforma dell’ordinamento giudiziario.

Una riforma organica dell’ordinamento giudiziario che assicuri una migliore qualità della giustizia, è necessaria, ma essa deve essere attuata nella salvaguardia dei principi costituzionali sulla indipendenza della magistratura e sull’equilibrio tra le istituzioni dello Stato, come è stato di recente autorevolmente ammonito dai costituzionalisti riuniti a congresso.

Il presidente della Associazione dei professori di diritto costituzionale, prof. Sergio Bartole, ha osservato “La riforma dell’ordinamento giudiziario, in discussione al Senato, farebbe,  se approvata, ritornare l’Italia a prima di Montesquieu. … Se fossimo nell’800 questa riforma potrebbe anche andare bene, ma nel 2000, di fronte ai nuovi compiti del giudice, appare inadeguata e vetusta”.

Il pasticciato maxiemendamento presentato dal Governo, e dallo stesso ulteriormente sub-emendato, è elusivo e deludente: esso si limita a correggere incongruenze tecniche ed errori formali, elimina il privilegio inaccettabile e palesemente incostituzionale per i magistrati ministeriali, ma non tocca alcuno dei problemi di fondo.

Gli inviti al dialogo ed al confronto costruttivo lanciati dalle istanze più elevate delle istituzioni sono stati finora disattesi.

Le critiche dell’Anm non sono ispirate da rivendicazioni di categoria, ma solo dalla consapevolezza, basata sull’esperienza, che la giustizia resa ai cittadini, con questa riforma, funzionerà molto peggio.

Il sistema di carriera assurdo ed ingestibile, la struttura rigidamente gerarchizzata del Pm, la separazione delle funzioni tra giudici e Pm che, di fatto, si tradurrà in una separazione definitiva di carriere, il sistema disciplinare fortemente condizionante l’indipendenza di decisione dei magistrati: queste le linee portanti della controriforma che pone in crisi il diritto dei cittadini ad avere un giudice indipendente da ogni altro potere e opera nella direzione opposta a quella di processi più rapidi ed efficaci.

Assemblee sul tema “Crisi del servizio giustizia e controriforma dell’ordinamento giudiziario” si tengono in tutti gli uffici mercoledì 27 ottobre dalle ore 12 alle ore 13 con temporanea sospensione delle udienze.

E’ l’occasione per il rilancio delle proposte alternative dell’Anm sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e per la raccolta di ulteriori testimonianze sulla disfunzioni del servizio, in vista del nuovo libro bianco che sarà diffuso in occasione della prossima inaugurazione dell’anno giudiziario

Roma, 26 ottobre 2004
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 26/10/2004 @ 20:23:11, in Magistratura, linkato 336 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE

Era necessario attendere –per un rispetto dell’impegno al rilancio del metodo del dialogo assunto dalle forze di maggioranza di governo- la scrittura del c.d. maxiemendamento (termine questa volta troppo ambizioso) per valutare la fondatezza dell’assunto di non volere varare una riforma dell’ordinamento giudiziario contro la magistratura.
Dopo avere letto il testo, ed in attesa di verificare se al Senato si svilupperà un confronto  istituzionalmente doveroso e auspicabile, implode il senso dello sconforto.

Le modifiche minimalistiche proposte dal Governo riguardano infatti: la posticipazione dell’esame di idoneità psicoattitudinale all’esito delle prove orali per l’accesso in magistratura; la definizione della prova scritta –come risoluzione di casi pratici- nell’ambito dei concorsi per la progressione in carriera; la riduzione dei posti in percentuale per i vincitori di concorso; l’abolizione del canale preferenziale per gli uffici direttivi e semidirettivi riservato ai magistrati distaccati presso il Ministero della giustizia in posizioni apicali; la riduzione del termine di prescrizione da 2 a 1 anno per l’esercizio dell’azione disciplinare che rimane obbligatoria; lo stralcio della norma relativa al limite di età per il servizio; l’eliminazione di alcune incongruenze tecniche per l’accesso ad uffici direttivi che penalizzavano una parte di magistrati in carriera.

La riforma – che deve essere chiamata della magistratura e non della giustizia in quanto non incide, se non negativamente, sull’efficienza del sistema- rimane quindi immutata in tutti quegli aspetti inaccettabili più volte denunciati. E’ una  riforma di restauro, contro la magistratura, fortemente criticata dall’avvocatura, che non risolve nessun problema in termini di efficienza del sistema e quindi è, quantomeno, illusoria per il cittadino al quale viene presentata come intervento sul servizio.

Rimangono intatti tutti quei profili di incostituzionalità che autorevoli giuristi  hanno più volte sottolineato. In generale, appare contrario alla Carta  il principio di accentramento di potere e di verticalizzazione della magistratura (con rischio di condizionamento esterno) che invece il Costituente voleva diffuso ed autogovernato.

Occorre quindi continuare a sottolineare tutti gli aspetti di incostituzionalità, irrazionalità e incoerenza della riforma che mortifica il ruolo della giurisdizione e quindi il diritto alla giustizia del cittadino con l’auspicio che il Parlamento recuperi il suo ruolo di legislatore reale e che il Capo dello Stato valuti la ritenuta manifesta incostituzionalità dell’intero impianto.

L’ANM dovrà  insistere nella sua battaglia culturale –che comunque legittima l’istituzione giudiziaria per il senso di responsabilità maturato nella ricerca continua di un confronto reale- prevedendo delle forme di protesta anche estreme (fra le quali lo sciopero che risulta peraltro già proclamato) che dovranno essere calibrate e calendarizzate secondo lo sviluppo dei lavori parlamentari.

Al Parlamento spetta la sovranità decisionale. A tutte le istituzioni il dovere di denunciare le riforme che alterino non già interessi di casta ma gli equilibri costituzionali scritti per la convivenza democratica nell’interesse dei cittadini.
  
Milano 22 ottobre 2004

Il Segretario Generale
Fabio Roia

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