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 G. Q. ... una insolita versione manga ... ... di Admin
 
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La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 10/07/2008 @ 22:10:03, in Magistratura, linkato 61 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

 

 

 

 Ispettori a Verona

 

 

Nei giorni scorsi il Giudice per le indagini preliminari di Verona non ha convalidato il fermo disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti di alcune persone di nazionalità straniera accusate di sfruttare i propri figli  nella esecuzione di furti in appartamento.

La decisione del giudice è stata oggetto di aspre critiche da parte di autorevoli esponenti istituzionali. Il Ministro dell'Interno ha detto che era stata "vanificata una operazione di polizia", mentre il sindaco di Verona ha dichiarato: "I tecnicismi della giustizia, anche se supportati da norme di garanzia costituzionale, lasciano sconcertati". Immancabile arriva oggi la notizia dell'invio da parte del Ministro della Giustizia degli Ispettori, in linea con una prassi ormai consolidata da parte di tutti i Governi.

Riteniamo doveroso sottolineare che la Costituzione assegna al giudice il delicatissimo compito di tutelare il fondamentale diritto di libertà delle persone accusate di un reato.

I "tecnicismi della giustizia", evocati in questo caso, altro non sono che i fondamentali principi costituzionali dell'habeas corpus consacrati nella nostra Carta Costituzionale.

La funzione del giudice,  allorquando non sussistano i presupposti per la limitazione della libertà personale, è anche quella di "vanificare" una operazione di polizia o un indagine del pubblico ministero (sul quale spesso i giudici sono impropriamente accusati di adagiarsi supinamente).

Esprimiamo solidarietà al collega di Verona, colpevole solo di avere esercitato in maniera indipendente il ruolo che la Costituzione gli assegna.

Roma, 10 luglio 2008

Il Presidente - Luca Palamara

Il Segretario - Giuseppe Cascini

 

  

***

Gli eventi precedenti ...

Associazione Nazionale Magistrati

COMUNICATO DEL 3 LUGLIO 2008


In relazione alla vicenda giudiziaria avente ad oggetto il fermo eseguito a Verona nei confronti di quattro nomadi e il successivo provvedimento del GIP del Tribunale di Verona di non convalida, come magistrati veneti intendiamo manifestare allarme e disagio di fronte ad alcune prese di posizione apparse negli organi di informazione, volte a rappresentare la decisione del giudice come frutto di una stravagante interpretazione delle norme, idonea a frustrare gli sforzi di tutela della sicurezza sociale e ad alimentare reazioni di tipo razzista.

Va ribadito come il provvedimento del GIP di Verona costituisce l'esito di un momento ineludibile e necessario di controllo giurisdizionale su una misura di limitazione della libertà personale e sui suoi presupposti: nella delicatezza e clamore mediatico della vicenda in cui si inserisce, la decisione può essere oggetto di valutazioni di diverso segno ma è inaccettabile che diventi pretesto per delegittimare l'attività di un magistrato che ha semplicemente svolto, in modo rigoroso e approfondito, la funzione di controllo e tutela che gli viene assegnata ed assurga strumentalmente ad "ennesimo riscontro" delle disfunzioni del sistema giudiziario e della necessità di riformarlo.

La Giunta Sezionale del Veneto della Associazione Nazionale Magistrati

***

La Sentenza

TRIBUNALE DI VERONA

Il giudice dott. Giorgio Piziali,

vista la richiesta del pubblico ministero volta ad ottenere la convalida del fermo di DORDEVIC VESNA nata il 08.07.1969

RADULOVIC VESELINKA nata il 15.10.1980

SULIC MISO nato il 29.12.1968

SULIC ZORO nato il 24.04.1980 , nonché l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere in relazione ai fatti già letti agli indagati e di cui al fermo;

sentiti i fermati e le difese;

visti gli atti del procedimento;

osserva quanto segue.

1. In merito al fermo questo si presenta all'evidenza del tutto e gravemente illegittimo.

L'istituto del fermo, infatti, per la specifica natura di atto limitativo della libertà personale adottabile da parte di organi diversi dall'unico che vi è legittimato, è sottoposto a limiti vincolanti precisi e puntuali.

L'istituto non può essere utilizzato né dagli organi di Pg né dal Pubblico ministero per finalità diverse da quelle sue proprie, che consistono esclusivamente nell'intervento d'urgenza motivato da un concreto e comprovato pericolo di fuga.

L'assenza nel caso di specie di ogni reale pericolo di fuga si apprezza nel fatto che un fermato è addirittura già ristretto in carcere, che gli indagati Sulic Miso e Dordevic Vesana avevano appena fatto ritorno in Italia, che per nessuno degli altri fermati oggetto del presente procedimento risulta una reale e concreta volontà di allontanarsi dal territorio nazionale per non farvi ritorno, mentre anzi, in dato negativo è semmai proprio la stabilizzazione illegale nel territorio. Le addotte telefonate in cui risulta che gli indagati potevano aver avuto notizia della pendenza dell'indagine risalgono ai primi giorni di maggio, mentre le riferite telefonate in cui sarebbero programmati trasferimenti all'estero non sono indicate né reperite, fermo il fatto che negli indagati la mobilità in uscita ma anche in entrata dalla Croazia all'Italia era del tutto ordinaria e non sintomatica di alcuna volontà di fuga.

L'assoluta assenza di un reale e concreto pericolo di fuga fa emergere come il delicato istituto sia stato piegato ad altri fini, che non sono di interesse di questo giudice, ma che si individuano sullo sfondo di questa scelta e che sono tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali, che presiedono la libertà personale.

Il Pubblico ministero e gli organi di Polizia (significativo che nella nota di Pg del 18.6.2008, v. pag. 10 già si preconizzi che vi sarà un successivo provvedimento di "fermo"), infatti, in questo modo scelgono i tempi dell'intervento giurisdizionale (con il rischio che vi sia l'attenzione a finalità diverse da quello del mero corretto esercizio della giurisdizione, del quale è presidio il giudice: e proprio nel caso di specie non sfugge come l'intervento cada in concomitanza con un generalizzato interesse pubblico proprio per vicende come la presente), scelgono il giudice competente per la misura (nel giudice di turno invece che in quello già incarico del procedimento), costringono il giudice della misura a compiere le complesse e ampie valutazioni connesse alla posizione di sette persone per 25 capi di imputazione nel termine massimo 48 ore (in realtà più breve proprio per l'illegittimità del fermo, che, quindi, non può essere protratto ulteriormente).

Ma l'ulteriore profilò di illegittimità del fermo si apprezza anche con riferimento al limite edittale previsto dall'art. 384 c.p.p. Infatti, per gli indagati ai quali è attribuito un mero ruolo di partecipi all'associazione di cui al capo a) (qui di interesse Sulic Miso e Dordevic Vesna) il fermo per il capo a) non era legittimo. Parimenti per nessuno degli indagati il fermo era legittimo per il fatto sub b). Infine, come si dirà oltre, per Sulic Miso e Dordevic Vesna neppure vi era un quadro indiziario grave.

2. In relazione all'intervento cautelare occorre confermare che le attività di intercettazione effettuate in combinazione con specifici interventi effettuati sul territorio, confermano che numerosi minori nomadi commettono in serie reati contro il patrimonio e che nella commissione di questi reati sono parti attive i genitori o altri soggetti a loro legati da vincoli di parentela, che seguono costantemente l'andamento dei colpi, nella consapevolezza che l'intervento delle Autorità si riduce nell'accompagnamento dei minori presso strutture di accoglienza dalle quali i minori regolarmente fuggono per ricongiungersi con i familiari.

Oltre alla sequenza di fatti in cui si è accertata la commissione di reati contro il patrimonio o il tentativo di commissione da parte delle cugine Radulovic Manuela e Sulic Visnia (che è già conferma di una stabile dedizione in coppia a quelle attività), decisivi sono alcuni colloqui intercettati dai quali risulta in modo indubbio che alla commissione dei furti le minori siano indotte dai genitori.

Significative ed esaustive ai fini qui decisivi:

Su Zoro:

la conversazione del 22.3.2008 al progressivo n. 932, nel corso della quale il fermato Sulic Zoro conversa con Visnia e le chiede "siete entrate in qualche casa?", sollecitandola a farlo;

la conversazione del 25.3.2008 al progressivo n. 1139, nel corso della quale il fermato Sulic Zoro conversa con Visnia e questa gli dice "siamo scappate via perché nel momento quando abbiamo voluto entrare ci ha visto un bambino" (e poco dopo parlando dello stesso fatto con Manuela -progr. 1140- questa gli riferisce che il bambino ha iniziato ad urlare quando hanno spaccato la finestra) e nel corso della stessa conversazione la ragazzina, intendendo che l'uomo le avrebbe detto di entrare in una autovettura parcheggiata, gli dice sorpresa "tu hai detto di entrare in casa";

le conversazioni del 28.3.2008 ai progressivi n. 1326/1327/1330/1331 nel corso della quale il fermato Sulic Zoro discute con Visnia delle modalità operative per entrare in abitazioni altrui;

la conversazione del 1.4.2008 al progressivo n. 1826, nel corso della quale il fermato Sulic Zoro conversa con Visnia e questa le dice "sono appena entrata in una casa grande dove c'era una vecchia" e alla sollecitazione di lui "va bene saltate allora" le rispode "non c'è bisogno di saltare";

la conversazione del 1.4.2008 al progressivo n. 1831, nel corso della quale Visnia informa il fermato Sulic Zoro che Manuela ha spaccato una porta e un italiano non la lascia entrare;

la conversazione del 1.4.2008 al progressivo n. 1870, nel corso della quale il fermato Sulic Zoro rimprovera Visnia di aver presoselo 5 grammi, mentre vi erano 5 chili, che la ragazza non ha potuto prendere perché "è arrivata la signora e chi ha corso dietro";

la conversazione del 1.4.2008 al progressivo n. 1873, nel corso della quale Visnia riferisce al fermato di aver preso una catena e un braccetto, dicendo "non potevo di più" e chiedendo "non mi picchierai?";

le conversazioni del 10.4.2008 ai progressivi n. 2878/2880, nel corso della quale il fermato Sulic Zoro sollecita Visnia e un'altra minore di nome Cristina ad entrare in qualche casa;

le conversazioni del 10.4.2008 al progressivo n. 2919, nel corso della quale il fermato Sulic Zoro viene informato dalla minore di nome Cristina che "ci hanno gli italiani mentre rompevamo la finestra";

le conversazioni del 23.4.2008 ai progressivi n. 3729/3730/3731 nel corso delle quali Sulic Zoro sollecita Visnia ad entrare in molte case e viene avvisato da lei che ha preso una lettera con all'interno un grammo, mentre l'uomo le chiede se ha trovato due o tre catene;

le conversazioni del 1.5.2008 ai progressivi n. 4309/4311 nel corso delle quali Visnia informa l'uomo che le hanno ripreso una collana grande che aveva rubato in una casa con due anziani;

ad entrare in molte case e viene avvisato da lei che ha preso una lettera con all'interno un grammo, mentre l'uomo le chiede se ha trovato due o tre catene;

Sulla Veselinka:

la conversazione del 25.3.2008 al progressivo n. 657, nel corso della quale la fermata conversa con una bambina di nome Monica, che si trova con Cristian e la bambina le dice che è "entrata in casa", al che la donna chiede "avete trovato qualcosa?";

la conversazione dello stesso 25.3.2008 al progressivo n. 661, nel corso della quale la fermata chiede a Cristian "cosa avete fatto" e il minore risponde "siamo dentro ad una casa", con la donna che chiede ancora "avete trovato qualcosa?";

la conversazione dello stesso 25.3.2008 al progressivo n. 671, allorché la donna torna a chiedere a Cristian "ha i preso qualcosa?", ricevendo in risposta "due da 5 grammi" nel corso della quale la fermata chiede a Cristian "cosa avete fatto" e il minore risponde "siamo dentro ad una casa", con la donna che chiede ancora "avete trovato qualcosa?";

la conversazione del 7.5.2008 al progressivo n. 3400, allorché la donna chiede a Manuela "cosa hai fatto?" e questa risponde "ho preso 20 grammi" in "anelli e catenine".

Nessuna conversazione coinvolge gli altri fermati oggi qui esaminati.

Le conversazioni, peraltro, confermano (nei termini indiziari qui rilevanti) anche il dato per cui è effettivamente ravvisabile un sodalizio criminale organizzato e stabile, che si muove utilizzando vari minori nella commissione di reati contro il patrimonio. Il sodalizio si radica, indubbiamente, su base familiare, ma appare come una realtà diversa dalle semplici aggregazioni familiari facenti capo ai singoli indagati.

Detto altrimenti, non si è in presenza solo dell'avvio da parte di ogni singolo genitore dei propri figli, ma vi è una struttura più organizzata in cui tutti i minori facenti capo alla famiglia allargata sono utilizzati congiuntamente e nella quale, almeno Sulic Zoro e Sulic Dragan, ma anche la Veselinka, operano congiuntamente con una finalità comune.

Significative di ciò le conversazioni del 14.4.2008 al progressivo n. 3168, nel corso della quale il fermato Sulic Dragan chiede al correo Sulic Zoro "ti dico per telefono cosa hanno fatti i bambini?" e alla risposta positiva gli dice "nulla sono entrati in una casa e lì c'erano due gagei" ; del 20.4.2008 progressivo 1556 con Zoro che avverte Dragan che hanno arrestato le bambine; del 4.5.2005 ai progressivi da 2972 a 2992 nel corso delle quali Zoro e Dragan si comunicano la situazione in merito all'arresto delle minori.

Non si apprezzano invece negli atti elementi indiziari del peso necessario per ritenere che della medesima associazione facciano parte anche Sulic Miso e Dordevic Vesna, rispetto ai quali, peraltro, neppure vi sono elementi indiziari del peso necessario ad affermare che siano coinvolti nell'unica ipotesi di reato contro il patrimonio (tentata) loro qui contestata (si veda su ciò l'unica conversazione che coinvolge i due indagati del 12.5.2008 al progressivo 79). Mentre assolutamente inesistente è ogni elemento a loro carico in relazione alla violazione dell'art. 572 c.p.

Resta solo da dire che parimenti da escludere è che vi siano elementi indiziari del peso necessario ad affermare che sussista anche in capo agli indagati Sulic Zoro e Radulovic Veselinka il reato di cui all'art. 572 c.p.

Da molte delle conversazioni indicate, infatti, emergono forti elementi di pressione nei confronti dei minori, con tratti assai rudi e sboccati, ma l'impressione che si ricava da quelle conversazioni è che si tratti di mere espressioni linguistiche rudi e volgari (delle imprecazioni per intenderci), utilizzate con funzione aggressiva e intimidatoria, ma senza che si possa dire, in questa fase e con i dati fin qui acquisiti, che siano frasi cui si potevano ritenere seguissero condotte corrispondenti.

3. Detto questo con riferimento al profilo indiziario, in merito al tenore cautelare occorre convenire con il Pubblico ministero che le esigenze sussistono, con riferimento al solo rischio di reiterazione.

A comprovarlo è il fatto che l'azione criminale potrebbe essere subito ripresa, ove non fosse applicata alcuna misura, tornando a sfruttare i minori e, d'altra parte, anche il profilo soggettivo attesta che si è in presenza di soggetti dediti alla commissione di reati contro il patrimonio.

D'altra parte, gli atti attestano che quello oggetto di indagine è un sistema di vita del tutto ordinario (in soggetti clandestini che quindi non possono che vivere di espedienti), per cui solo un intervento cautelare può contenerlo, liberando anche i figli dalla pressione minacciosa dei genitori.

Peraltro, anche rispetto alla scelta della misura più adeguata solo l'intervento detentivo più gravoso è idoneo a contenere il pericolo di reiterazione, perché alla luce delle modalità della condotta essa potrebbe essere posta in essere in pendenza di qualsiasi altra misura.

La misura più gravosa, fra l'altro, non è incompatibile con la pena prevedibile che non potrà essere sospesa.

Vi è solo da rilevare che anche per la Radulovic Veselinka (con figli minori di anni tre e probabilmente in gravidanza) occorre attestare che si è in presenza di esigenze di eccezionale rilevanza, sia perché altri interventi non potrebbero rompere il sodalizio criminale e interrompere la pressione e il controllo sui figli, sia perché l'elenco impressionante di precedenti attesta che si è in presenza di una persona indifferente ad ogni intervento dell'autorità e dedita con professionalità alla commissione di reati contro il patrimonio.

P.Q.M.

visti gli artt. 384, 390 e 391 c.p.p.

NON CONVALIDA

il fermo di

DORDEVIC VESNA nata il 08.07.1969

RADULOVIC VESELINKA nata il 15.10.1980

SULIC MISO nato il 29.12.1968

SULIC ZORO nato il 24.04.1980

P.Q.M.

letti gli artt. 273 e segg. c.p.p.,

dispone

l'applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere nei confronti di

RADULOVIC VESELINKA nata il 15.10.1980

SULIC ZORO nato il 24.04.1980 in relazione ai capi a), nonché da C) a T) per ambedue e per il secondo anche da u) a y)

RIGETTA

analoga istanza per

DORDEVIC VESNA nata il 08.07.1969 e SULIC MISO nato il 29.12.1968

disponendo la liberazione immediata di ambedue se non detenuti per altra causa.

Manda la Cancelleria per gli adempimenti di competenza.

Verona, 1 luglio 2008

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Di Admin (del 10/07/2008 @ 22:06:00, in Magistratura, linkato 85 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

 

INCONTRI CON RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI

 

 

 

In data odierna il Presidente, il Segretario generale ed il V. Presidente della GEC hanno incontrato, alle ore 12.00, il Ministro per la semplificazione normativa on. Roberto Calderoli e, alle ore 14.30, l’on. Michele Vietti, responsabile-giustizia dell’UDC.

 

         Durante i colloqui, oltre a riproporre i contenuti precedentemente illustrati presso la Commissione giustizia della Camera l’11 giugno 2008, i rappresentanti della Giunta hanno manifestato preoccupazione e allarme sia per l’imminente entrata in vigore del c.d. “decreto sospendi processi” e per i suoi prevedibili riflessi sulla già precaria efficienza del sistema giudiziario sia per le proposte governative di riforma  del sistema retributivo dei magistrati.

 

Particolare attenzione, inoltre, è stata dedicata alle gravi disfunzioni derivanti dal divieto di destinare magistrati di prima nomina alle funzioni requirenti e alle funzioni monocratiche penali.

 

I rappresentanti della Giunta hanno, infine, sottolineato altre problematiche prioritarie, quali l’esigenza di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, il recupero delle spese di giustizia, il processo civile telematico e la magistratura onoraria.

 

 

Roma, 10 luglio 2008

 

 

 Il Presidente                 Il Segretario generale             Il V. Presidente

 

 Luca Palamara                    Giuseppe Cascini                      Gioacchino Natoli

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Di Loredana Morandi (del 28/05/2008 @ 09:00:27, in Magistratura, linkato 98 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Sospensione del servizio della verbalizzazione degli atti dei processi penali.

L'Associazione Nazionale Magistrati esprime viva preoccupazione per la sospensione del servizio di verbalizzazione e trascrizione nonchè per l'estremo disagio che tale situazione determina sul regolare svolgimento dei processi penali.

Pur nella consapevolezza dell'esistenza di problematiche sottese all'esecuzione del contratto tra il Ministero della Giustizia da un lato ed il Consorzio Astrea dall'altro, l'Associazione Nazionale Magistrati rappresenta, tuttavia, che tale situazione non può esplicare i suoi effetti negativi sul fondamentale, quanto insostituibile, servizio di trascrizione delle udienze.

L'Associazione Nazionale Magistrati rappresenterà la gravità di tale situazione al sig. Ministro della Giustizia, nell'incontro di mercoledì p.v., sollecitando contestualmente l'adozione di tutte le iniziative tese al ripristino dell'indicato servizio.

L'Associazione Nazionale Magistrati, auspica ,infine, che presso i singoli uffici giudiziari sia consentita, nel frattempo, la verbalizzazione con fonoregistrazione, stenotipia o altri strumenti meccanici degli atti dei processi penali.

Roma 25 maggio 2008

Il Presidente                                                         Il Segretario Generale
Luca Palamara                                                     Giuseppe Cascini

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Di Loredana Morandi (del 15/05/2008 @ 20:51:57, in Osservatorio Famiglia, linkato 151 volte)

Pazzia? No, ci sono chat irc sui server Azzurra.org, che narrano racconti come questo ogni giorno e distribuiscono per divertimento materiale pedo pornografico. Come sorprendersi di quanto accade realmente se ci si esercita a Catania, a Milano, a Cagliari e nella bella Toscana tutti i giorni?

Uno degli accusati, Alessandro ricostruisce le ultime ore di vita di Lorena Cultrato
L'omicidio deciso per paura che la ragazza incolpasse uno dei tre per la gravidanza

Il racconto di uno dei tre assassini
"La decisione di uccidere via sms"

La quattordicenne soffocata con un cavo tv

NISCEMI (Caltanissetta) - È stato un sms a decidere della vita di Lorena Cultrato. Il mittente, Domenico, 16 anni, l'ha inviato agli altri due minorenni accusati dell'omicidio della quattordicenne, con l'ordine di uccidere la ragazza. A rivelare il retroscena agli inquirenti è stato uno dei tre fermati, Alessandro, 15 anni. "Conoscevo Lorena da cinque mesi - racconta Alessandro - e con lei avevo avuto anche un rapporto sessuale".

Dalla testimonianza del ragazzo la ricostruzione delle ultime ore di vita di Lorena Cultraro. "Ero davanti alla scuola di Niscemi - continua Alessandro - insieme a Giuseppe e Domenico. Lorena era lì, e quando ci ha visto arrivare ci ha detto che era sua intenzione incolpare uno di noi tre del fatto che era incinta". Proprio l'intenzione della ragazza avrebbe scatenato la furia dei tre.

"Giuseppe mi disse - spiega il ragazzo - che dovevamo ammazzare Lorena per quello che aveva detto e cioè che voleva incolpare uno di noi tre di averla messa incinta". Un proposito che inizia a prendere forma in un messaggio sul telefonino. "Domenico - conclude Alessandro - mi inviò un sms nel quale mi diceva più o meno che dovevamo ammazzare Lorena. Da quel momento è scattato il piano nelle campagne alla periferia di Niscemi".

La ragazza sarebbe stata trasportata sul posto da uno dei tre, Giuseppe, con il suo ciclomotore. "All'interno del casolare - aggiunge l'indagato - Domenico e Giuseppe hanno iniziato a spogliare Lorena, che in qualche modo cercava di fare resistenza soprattutto verbale, dicendo che non voleva essere spogliata. Giuseppe e Domenico hanno proseguito e sono riusciti a spogliare del tutto Lorena, e a turno, prima Giuseppe, poi Domenico e per ultimo io, abbiamo avuto rapporti con Lorena".

Dopo i rapporti sessuali esplode la violenza. "Finito il mio rapporto con Lorena - aggiunge Alessandro - Giuseppe e Domenico hanno iniziato a prendere a calci e pugni Lorena, perchè aveva messo in giro false notizie nei loro confronti creando problemi con le loro rispettive fidanzate".

"Ad un certo punto - spiega l'indagato - ho notato Giuseppe o Domenico, non ricordo esattamente chi dei due, anche per la rapidità del gesto, che passavano al collo di Lorena un filo di corrente elettrica o un cavo tv, ed entrambi glielo stringevano fortemente a tal punto da soffocarla. Io me ne stavo in disparte a guardare, e Giuseppe e Domenico mi hanno detto di tapparle la bocca, perchè Lorena cercava di gridare aiuto. Preso dalla paura che potevano anche farmi del male, le ho messo la mano sulla bocca fino a quando non ci siamo accorti che Lorena non respirava più e le usciva anche sangue dalla bocca".

(14 maggio 2008)

***  ***  *** 

Rinviata a domani l'autopsia di Lorena Cultraro
la salma mostrata ai genitori per il riconoscimento

Niscemi, il gip convalida
l'arresto dei tre minorenni

CATANIA - Il gip del Tribunale dei minori di Catania, Lia Castrogiovanni, ha convalidato l'arresto dei tre ragazzi di 15, 16 e 17 anni che hanno confessato di aver ucciso e gettato in un pozzo la quattordicenne Lorena Cultraro a Niscemi (Caltanissetta). Il provvedimento è stato emesso dopo un interrogatorio durato per oltre 4 ore alla presenza del pm Silvia Sorrentino. I tre devono rispondere di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il pm Stefania Barbagallo ha rinviato alla mattinata di domani l'autopsia. L'esame era fissato per il pomeriggio di oggi, ma le notifiche inviate dal pm alle parti interessate non sono arrivate tutte a destinazione.

"I ragazzi hanno confermato". I tre minorenni accusati dell'omicidio "hanno confermato le dichiarazioni rese al sostituto procuratore Stefania Barbagallo nell'interrogatorio nella caserma dei carabinieri". Lo hanno detto i loro legali, Francesco Spataro, che difende due degli indagati, e Carmelo Ragusa, che assiste il terzo. Gli avvocati non hanno detto nulla a proposito del movente, affermando che "non c'è stata un'indicazione ben precisa da parte dei ragazzi" e rimandando tutto a dopo l'esame autoptico.

I legali: "Hanno capito che cosa hanno fatto". Gli avvocati hanno sottolineato che "non ci sono tesi discordanti" e che "le posizioni dei minorenni sono univoche, ad accezione di piccole sfumature". "I ragazzi - hanno aggiunto - adesso cominciano a realizzare cosa hanno fatto, l'interrogatorio li ha liberati di questo peso enorme che portavano dentro. Sono molto pentiti, hanno preso consapevolezza del loro gesto e capito che la loro azione ha portato alla morte di una ragazzina e alla distruzione di quattro famiglie".

L'autopsia. L'autopsia deve tra l'altro chiarire se Lorena era incinta, come sostenuto dai tre minorenni arrestati per omicidio premeditato e occultamento di cadavere. I tre hanno affermato che la ragazza intratteneva relazione con loro e che aveva detto di essere rimasta incinta, senza indicare di chi. Il padre ha escluso questa possibilità. Una risposta definitiva si attende dall'esame autoptico.

Il riconoscimento della salma. La salma della ragazza è stata mostrata stamane ai genitori, Giuseppe Cultraro, vigile del fuoco volontario e imbianchino, e la moglie Livia Cicci, casalinga. Dal giorno del suo ritrovamento il cadavere era stato trasportato dalle campagne di Niscemi alla camera mortuaria dell'ospedale di Caltagirone. I genitori sono stati accompagnati dai carabinieri. La coppia dopo il riconoscimento si è trattenuta per qualche minuto davanti alla salma e poi ha lasciato la camera mortuaria.

(15 maggio 2008)
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Di Loredana Morandi (del 03/05/2008 @ 09:33:00, in Indagini, linkato 102 volte)

Serial killer: i mostri d’Italia visti da vicino.

E raccontati da Massimo Picozzi

di Antonio Rossitto

Il male esiste? Era questa la domanda che si ripeteva mentalmente Massimo Picozzi una nebbiosa giornata d’inverno del 1983. La notte in cui oltrepassava per la prima volta i cancelli blindati di un carcere. Un giovane medico fresco di laurea, a cui bastò poco per capire che le cose erano diverse da come aveva letto sui libri. Venticinque anni dopo, Picozzi è diventato uno dei criminologi più noti d’Italia. È entrato e uscito da decine di penitenziari. Ha incontrato da vicino serial killer, delinquenti di ogni foggia, assassini per caso. Il 6 maggio uscirà per la Mondadori Un oscuro bisogno di uccidere: il racconto di dieci celebri fatti di cronaca nera di cui si è occupato come consulente o perito. Un giorno prima, il 5 maggio, su Raidue andrà in onda la prima puntata della nuova trasmissione condotta da Picozzi: “La linea d’ombra”, titolo mutuato dal celebre romanzo di Joseph Conrad. Nove serate in cui si parlerà di storie che hanno in comune un confine notoriamente incerto: quello tra follia e normalità. Lo stesso confine su cui investiga il nuovo libro del criminologo.

“Dopo 15 anni mi illudo di scorgere la differenza tra persone sane e malate” dice Picozzi. “Non è però facile: in un crudele assassino c’è sempre qualche traccia di ordinarietà, e viceversa”. Si arriva a questa conclusione leggendo “Un oscuro bisogno di uccidere”. Ritratti di assassini incontrati realmente. Casi in cui non è importante sapere chi ha ammazzato, ma perché lo ha fatto. Dati raccolti nelle perizie diventano capitoli appassionanti e divulgativi. C’è la vita di Angelo Izzo: il mostro del Circeo che quasi trent’anni dopo, inspiegabilmente ferito nell’onore, uccide una madre e la figlia di 14 anni. C’è la follia mascherata da trasgressione delle Bestie di Satana. La partita a carte con la vita di un giocatore incallito come Michele Profeta, il killer di Padova. Le turbe di Sonya Caleffi, che vorrebbe essere una brava infermiera e invece diventa l’angelo della morte per cinque suoi pazienti. Il male esiste. Picozzi adesso ne è convinto più che mai.

Angelo Izzo
L’ultima visita a Izzo è quella del 25 settembre (…). Lui parte dalla sua famiglia, il padre ingegnere morto da poco, la madre nobildonna e casalinga, due sorelle e un fratello. Rispetto a loro si è sempre sentito più importante, destinato a qualcosa di più che seguire ideali piccolo borghesi, e nell’adolescenza il modo più efficace per affermarsi gli pare quello della trasgressione e della violenza (…). Un giorno, che è ancora un ragazzo, una squillo d’alto bordo ha il coraggio di mortificarlo, e lui si presenta alla sua porta all’indomani, e la accoltella. A 16 anni uccide un ragazzo di 19, sparandogli al petto con un fucile per poi appoggiarlo accanto al corpo e far credere che si tratti di un suicidio. Il racconto di Angelo Izzo continua, con tutta una serie di storie di pestaggi e stupri, ed è difficile dire quanta verità ci sia nelle sue esibite esternazioni (…).
La storia con Maria Carmela e Valentina s’inserisce perfettamente nel quadro che Angelo Izzo presenta di sé, del suo modo di sentire e vivere (…). Le prende per qualche tempo a benvolere, diventa per loro il boss cui basta schioccare le dita per dispensare favori. Nessuno sfondo sessuale, qualcosa di poco conto l’ha fatto con la madre, ma nulla con la bambina. Non è in quella chiave che è maturato il duplice omicidio, lo ribadisce più volte nel corso degli incontri. Piuttosto Maria Carmela è diventata pian piano sempr più soffocante, con la sua presenza, le sue richieste, e lui, a un certo punto, ha avuto l’impressione che pensasse perfino di controllarlo, di gestirlo.
Figuriamoci! Una poveraccia che credeva di ottenere ciò che voleva da Angelo Izzo, l’uomo che conosce i segreti delle stragi di stato, capace di influenzare politici e imprenditori. E che ora, approfittando della semilibertà, sarebbe diventato il “Re di Campobasso”. Non è possibile portarsi appresso una palla al piede così, una che magari sarebbe stata anche capace di ricattarlo. Perché alla donna ha pure raccontato d’alcuni progetti criminali che sta per attuare, come il rapimento a fini d’estorsione di un ricco gioielliere, e Maria Carmela improvvisamente si è mostrata per quello che era. Non una servile e riconoscente amica, ma piuttosto una noiosa e pericolosa profittatrice. Per lui, per Angelo Izzo, non esistono mezze misure in casi come questi. Chi si è dimostrato irriconoscente in qualche modo è come se lo avesse umiliato. E chi umilia Izzo deve morire.

Sonya Caleffi
Lei arriva, saluta un po’ intimorita tutta quella gente che è lì per sezionare la sua vita e la sua mente, e subito inizia. E spiazza tutti. Perché racconta di un fatto gravissimo, che le è successo da poco, qualche giorno prima. Era piantonata in una celletta costruita apposta dentro l’ospedale di Como, quando un agente di custodia aveva approfittato di un momento in cui era solo in servizio. L’aveva fatta uscire, e in un angolo, costretta a un rapporto sessuale. Qualcosa di inaccettabile che merita un’immediata denuncia. Ammesso che sia dimostrato, e la conferma non ci sarà mai, perché quell’episodio non è mai avvenuto. Ma non si tratta di un banale e ingenuo tentativo di imbrogliare, piuttosto di un sintomo. Perché, scopriremo, Sonya è costruita proprio in un modo particolare, e per capirlo bisogna partire dalla sua storia (…).
A 12 anni arriva la prima battuta d’arresto. È più alta delle compagne di scuola, e si è anche sviluppata, prendendo le forme di una donna. La prendono in giro per questo, e Sonya trova un rimedio: smette di mangiare (…). Nell’ottobre del 1992 la ricoverano nel reparto di psichiatria di Como, dove le fanno una diagnosi di personalità dipendente, e le danno da prendere degli antidepressivi (…).
Il primo settembre del 2004 la Caleffi prende servizio all’ospedale di Lecco, prima come supplente, poi, in ottobre, vince il concorso come infermiera professionale di ruolo (…). I colleghi che le lavorano accanto sono perplessi. Pare che la nuova assunta sia un tipo strano, con sbalzi d’umore e la tendenza a stare per conto suo, a non far gruppo. Guarda con occhi fissi e chi le parla non riesce mai a capire se stia ascoltando o pensando ai fatti suoi. Passa dalla calma più assoluta a scatti di nervi, da un modo d’essere servile a quello opposto, brusco e arrogante (…). L’impressione che dà è quella di una infermiera poco preparata e poco professionale, poco pratica e affidabile, incapace di gestire le emergenze e di rispettare i protocolli di assistenza. Un giudizio pesantissimo, e proprio sull’unico campo in cui Sonya pensa di valere qualcosa, quello del lavoro, del suo lavoro d’infermiera. È il preludio alla tragedia, che si consuma nel giro di poche settimane.

Elisabetta Ballarin
Comincio con Elisabetta, il 14 aprile del 2005, nella stanza dei colloqui riservata ai magistrati nel carcere di Monza (…). Quando si mette con Andrea, un ragazzo di venticinque anni, tossicodipendente, Elisabetta ne ha solo quindici. Sei mesi dopo già si fanno insieme di cocaina ed eroina (…). Mariangela Pezzotta, la vittima, entra nella storia perché è l’ex fidanzata di Andrea, e i due non si sono mai persi di vista. Tanto che la sera del 23 gennaio 2004 Mariangela passa a trovare il ragazzo, perché deve riportargli una videocassetta.
Elisabetta sta sistemando la cucina, e se la trova in casa, seduta al tavolo a chiacchierare, ma non è l’unica cosa strana. Di strano c’è pure l’atteggiamento di Andrea, nervosissimo, che la allontana dicendole di andare a preparare due speedball, cocaina ed eroina mescolate insieme. Elisabetta se ne va perplessa, pensando a perché due e non tre dosi, visto che c’è un’ospite, e sta dividendo la polvere nella stanza accanto quando sente il rumore assordante di uno sparo (…).
Il miscuglio di droghe che i ragazzi hanno in corpo fa sembrare tutto un incubo, tanto che Elisabetta comincia a vedere dappertutto i lampeggianti blu della polizia. Poi, a fianco, le compare Mariangela, con la faccia piena di sangue (…). Allucinazioni, solo allucinazioni che mettono il panico addosso, e che cerca di scacciare inghiottendo manciate di Tavor. Deve scappare via da quel posto maledetto, e allora sale sulla sua auto e parte, ma finisce subito per sterzare dietro a una curva che non esiste. La macchina s’incastra, non va né avanti, né indietro, mentre Elisabetta, che non ce la fa più, appoggia la testa sul volante, e si lascia sprofondare nel buio (…). Difficile stabilire quanto ci sia di vero nel racconto della ragazza. Perché le indagini diranno che l’omicidio non è stato il risultato di un colpo partito per sbaglio, che Mariangela non è morta per caso, piuttosto è stata eliminata come un testimone pericoloso, una che sapeva troppo dei segreti delle Bestie di Satana.

Michele Profeta
Il primo sms arriva alle 19.45. Solo un numero, “12″. E nove minuti più tardi: “La linea tel può essere controllata solo mex. Potrei avere bisogno d te domani sera intorno alle 23 vicino al vekkio appiani. Ripeto solo mex se non in mona”. Tocca a me dettare la risposta. Il tono e il contenuto delle lettere di estorsione che mi hanno mostrato in Questura suggeriscono che ho di fronte un uomo, di mezza età e buona cultura. non un malato di mente, piuttosto qualcuno con aspetti narcisistici importanti, e pure tratti paranoici da non sottovalutare (…).
Dico all’ispettore di replicare con un generico: “Come ci riconosciamo?”. Passa circa mezz’ora, sono le 20.16 quando un nuovo sms dice: “Dirigo io il gioco a modo mio o niente. Tribuna ospiti. Sarò solo. Non c sarà nex a quell’ora. C riconoscemo. Accontentati”. È il momento di lasciare al killer la sensazione che abbia il controllo. Niente sfide, ma senza apparire troppo remissivi. Potrebbe interpretarla come una provocazione, o peggio come una presa in giro. “Ok gioco condotto da lei. Mi interessa conoscerla. Faccia capire con un particolare che lei è la persona giusta. La sua determinazione mi preoccupa. Posso fidarmi?”.
Alle 20.58, di nuovo il killer. “Fidarsi è bene non fidarsi è meglio si dice… Io non mi preoccupo mai sta in te devi giocare bene le tue carte (k-j-q-a) x l’incontro aspettiamo. C vuole pazienza” (…). Provo lo stesso a tenere aperta la comunicazione. “Io desidererei incontrarla. Aspetto un suo messaggio”. L’ultimo messaggio mi arriva alle 21.54. “Sei molto curioso… La cosa è troppo improvvisata ci vuole tempo. buona notte. Ps la curiosita? Non porta a nulla ricordalo sempre!”. Per questa volta può bastare. Sono stato in compagnia di un serial killer per più di due ore, le due ore più lunghe di tutta la mia carrie

Panorama

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Di Loredana Morandi (del 28/04/2008 @ 07:35:25, in Osservatorio Famiglia, linkato 129 volte)

Protagonista del video una loro amica consenziente

Trento, diffondono filmino hard: 4 minori condannati a 9 mesi di volontariato

Il filmato era stato visto da numerosi giovani e la notizia era arrivata anche ai Carabinieri che in breve sono risaliti agli autori della bravata. Trento, 26 apr. - (Adnkronos) - Quattro ragazzi della val di Non, in provincia di Trento, colpevoli di aver realizzato con i propri cellulari durante una festa tra compagni di scuola un filmino che ritraeva una loro amica consenziente in atteggiamenti piuttosto audaci, sono stati condannati dal Tribunale dei minori di Trento ad un provvedimento di ''messa in prova'' per la durata di nove mesi in strutture di volontariato. I fatti risalgono al dicembre del 2006. Il filmato era stato visto da numerosi giovani e la notizia era arrivata anche ai Carabinieri che in breve sono risaliti anche agli autori della bravata. Gli studenti hanno spiegato che si era trattato di una goliardata realizzata durante una serata a casa di amici. La ragazza, un'amica, era consenziente e nel filmino appariva anche piuttosto disinibita. Sicuramente, pero', non immaginava di suscitare tanta popolarita' nelle scuole di Cles. Nella vicenda furono coinvolti 8 minorenni, finiti sotto inchiesta con l'accusa di ''diffusione di pornografia minorile''. Come si legge nella motivazione sul decreto di sequestro in possesso ai carabinieri della Compagnia di Cles che, due anni fa, si presentarono a casa dei ragazzini per sequestrare i loro cellulare, tra la sorpresa e l'incredulita' dei genitori, ovviamente, all'oscuro di tutto. Durante il processo quattro degli otto indagati sono riusciti a dimostrare la loro estraneita' ai fatti. Per gli altri e' scattata la condanna: i ragazzi dovranno operare per nove mesi in strutture di volontariato svolgendo servizi sociali e contestualmente partecipare ad incontri periodici con gli assistenti sociali. Al termine del percorso il giudice prendera' in esame i risultati; se i quattro ragazzi risulteranno recuperati, il reato verra' dichiarato estinto; in caso contrario verra' comminata la condanna vera e propria. Questo procedimento si chiama, appunto, ''messa in prova'' ed e' procedura adottata nei confronti di minori.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/TrentinoAltoAdige.php?id=1.0.2111531811

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Di Loredana Morandi (del 27/04/2008 @ 01:58:00, in Politica, linkato 125 volte)

 

Rete Artisti contro le guerre
 
è lieta di presentare
 
il Portale dei Blog
 

 

 

 

Cari Amici e Artisti,

 

la Rete Artisti contro le guerre, organismo vitale e anima del movimento pacifista italiano, prese vita alcuni anni fa per l'impegno spirituale e politico congiunto di alcuni artisti e navigatori del web.
Da una primissima rete di blog ed Artisti nacque così il nostro portale storico, Bloggersperlapace. org, un fedele compagno e portavoce di tante battaglie per la pace e per il diritto dei popoli.
Attraverso questo percorso di vita comunitaria abbiamo sposato molte tra le battaglie di popoli "cari" e lontani: in Palestina, in Iraq, in Etiopia, in Somalia, nel Sahara occidentale, nel Kurdistan Turco, durante l'emergenza tsunami in Sri-Lanka, dopo il terremoto in Pakistan ed ora per il Tibet.
L'esperienza e il clima emergenziale italiano di questi anni ha maturato l'obiettivo politico della Rete Artisti, configurandone la presenza attiva anche nelle vertenze italiane: per i migranti e i rifugiati, per i disagi fisici e psichici, per la libertà religiosa, per il diritto ad una sessualità libera, per il diritto di donne e bambini contro ogni violenza e sopraffazione.
La Rete ha inoltre esperimentato la capacità di coordinarsi anche nelle emergenze sindacali, come durante la Vertenza del Teatro.
 
Ed è così che, dalla primigenia comunità di artisti e bloggers, la catena umana e artistica che ha portato in moltissime città italiane ed europee l'evento "Artists Against War", nasce oggi una nuova esperienza creativa del "fare rete" tra talenti artistici e impegni personali sui temi della Pace e dei Diritti Umani:
 
 

il Portale dei Blog degli Artisti contro la guerra!
 
 
 
Aprire un vostro blog è facile e gratuito! Bastano pochi click!
 
 

Ecco alcune facili istruzioni:

 

1) Crea il tuo account cliccando su “Crea ora il tuo blog” in alto a sinistra dal sito www.artistsagainstwar.eu.

2) Inserisci negli spazi il nickname (o il tuo nome) ed un tuo indirizzo email. Automaticamente il sistema genererà una email contenente il link di attivazione. Clicca quel link per attivare il tuo account ed attendi pochi minuti per l’arrivo di una seconda email, che conterrà la tua password.

3) Fai Login con il tuo nickname e la nuova password, che ti è arrivata via email.

4) Dalla pagina principale www.artistsagainstwar.eu clicca di nuovo su: “Crea ora il tuo blog”, questa volta per creare il Blog.

5) Scegli il titolo del tuo blog e inseriscilo nello spazio “Nome Blog”, mentre alla voce “Dominio Blog” dovrai inserire lo stesso nome, ma tutto minuscolo e con tutte le parole attaccate e/o divise da un punto o una linea ( . or _).

6) Clicca sul tasto in basso con su scritto “Crea” ed il tuo blog è pronto per contenere i tuoi pensieri, la tua poesia, le immagini, le notizie, la programmazione degli spettacoli e delle mostre e quanto altro vorrai scrivere …

Non esitate a contattarmi se avete problemi!!!

Lunadicarta aka Lory

 

 

Rete Artisti contro le guerre
 
2 giugno 2008
 
 
Un Ponte per la Pace attraverso i 4 elementi!
 
Aria, Acqua, Terra e Fuoco !
 
Vi aspettiamo !!!
 
 

per la Rete Artisti contro le guerre

Loredana Morandi

per contatti 348/7490558

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Di Loredana Morandi (del 26/04/2008 @ 17:42:30, in Politica, linkato 87 volte)

Anche io ho firmato, ieri.. qui a Roma e non ho trovato gran folla per la verità.

Le firme totali non sono andate gran bene, ma il movimento dei grillini ha ottenuto egualmente un successo di ascolto che definirei buono. Ora probabilmente dovranno organizzare nuovi banchetti in giro per l'Italia. Era naturale che in una giornata non si potessero raccogliere tutte le firme occorrenti.

Sto leggendo gli articoli del giornale TAV, Trenta Articoli Veri, ma devo approfondire prima di giudicare anche se dai loghi coinvolti mi pare che la popolazione grillina sia stata letteralmente snaturata da altre organizzazioni più o meno "lilliputcoinvolte", vedi Cesvi. Anche la trattazione di argomenti come le biomasse, il trasporto di armi nel paese stante le 113 basi militari Usaf, ed infine l'intervista ad Alex Zanottelli non lasciano presagire niente di buono.

Si lo so, io tutta questa gente l'ho conosciuta di persona e so bene quanto è attaccata ai soldi. Viceversa dai grillini mi aspetto di più.. O meglio, mi aspetto che escano finalmente fuori personaggi nuovi e non coinvolti con il solito marciume della politica movimentista italiana. Cari grillini fate attenzione, perché PD e ancor più Rifondazione tenteranno di minare il vostro movimento inserendo profondamente nel vostro torace la propria costola inutile e greve.

Ci credereste che la tesoriera di Pax Christi Roma era una tesserata di Rifondazione? NO? Eppure è così e anche se la persona non è cattiva ed io ci ho lavorato anni ed anni, ha sempre fatto del cerchiobottismo su tutti i tavoli della pace. Mi raccomando.. crescete e moltiplicatevi.. ma non vi lasciate infinocchiare...

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Di Loredana Morandi (del 15/04/2008 @ 18:22:46, in Politica, linkato 143 volte)

 

Dopo la mazzata presa

la speranza è e resta la "gente",

io sono con Grillo.

Ed anche il mio cuore lo è ...

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Di Loredana Morandi (del 15/04/2008 @ 01:37:00, in Politica, linkato 158 volte)
BERLUSCONI: GRANDE RESPONSABILITA', GOVERNERO' 5 ANNI

"Sono commosso per il risultato elettorale che si profila e per la prova di fiducia che mi è giunta da tanti cittadini che desidero ringraziare con tutto il cuore" Inizia così il messaggio scritto da Silvio Berlusconi e letto dallo stesso leader del Pdl in diretta a 'Porta a Porta' e a 'Matrix'. Il Cavaliere ha concluso inviando un "abbraccio affettuoso a tutti gli italiani, con tutto il cuore".

Berlusconi ha parlato di grande responsabilita' e ha descritto i prossimi cinque anni come 'decisivi' per ammodernare il Paese: 'abbiamo avanti mesi difficili, richiederanno grande forza. Noi siamo pronti a lavorare insieme con l'opposizione sulle riforme - ha aggiunto Berlusconi - noi siamo sempre stati aperti, nei confronti dell'opposizione a lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove loro vedessero i nostri provvedimenti come provvedimenti nell'interesse di tutti gli italiani e quindi del Paese. Quindi non cambieremo assolutamente nulla di questo nostro atteggiamento, che è sempre stato un atteggiamento aperto e dialogante ed assolutamente poco dialettico",

"Avvieremo da subito la riforma della giustizia, l'applicazione della riforma della scuola e la modernizzazione della sanità", ha continuato il leader del Pdl, impegnandosi a risolvere subito l'emergenza rifiuti e il nodo Alitalia. "Ridurremo il debito pubblico attraverso la cessione di cespiti del patrimonio dello Stato", ha detto ancora.

'PRONTI A USUFRUIRE CAPACITA' ESPONENTI OPPOSIZIONE' - "Là dove ci sono delle capacità e queste capacità possono essere utili al Paese, noi siamo e saremmo lieti di poterne usufruire". Così Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ha risposto al direttore del 'Corriere della Sera' Paolo Mieli che, nel corso di 'Matrix', gli chiedeva se fosse disposto a seguire l'esempio di Nicolas Sarkozy che in Francia ha aperto l'esperienza di governo all'ispirazione di esponenti dell'altra parte politica. "Noi abbiamo già invitato esponenti importanti della sinistra a collaborare con noi, anche nominandoli in istituzioni europee a rappresentare l'Italia tutta come facemmo ad esempio con il presidente Amato", ha aggiunto Berlusconi, probabilmente riferendosi al ruolo dell'attuale ministro dell'Interno nella Convenzione Ue. Insomma, ha concluso il Cavaliere, "non abbiamo nessuna difficoltà a farlo"

VELTRONI: HO TELEFONATO A BERLUSCONI, DANDOGLI ATTO DELLA VITTORIA

'Come e' prassi in tutte le democrazie occidentali, ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l'augurio di un buon lavoro''. Sono le prime parole del leader del Pd Walter Veltroni per commentare l'esito del voto.

"Ora si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono", ha aggiunto il leader del Pd. "Penso che il Pdl - aggiunge Veltroni - sia chiamato a sciogliere la contraddizione se è una alleanza elettorale o un partito"

"La nostra sarà un'opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno", ha aggiunto Veltroni sottolineando: "noi siamo partiti da un distacco a settembre di 22 punti e progressivamente sono stati recuperati in quella che continuo a definire una grande rimonta politica ed elettorale che ci consente oggi di portare in Parlamento e di insediare nel paese la più grande forza riformista che l'Italia abbia mai avuto".

Commentando poi i dati sull'affluenza alle urne, Veltroni ha preso le distanze da chi ha stigmatizzato il calo dei votanti: "Il Paese ha ribadito con forza il proprio rapporto con la democrazia e le istituzioni". "Non condivido - ha aggiunto Veltroni - i toni usati da alcuni sull'affluenza alle urne. Anche se c'é stato un calo del 3% si sono comunque recati alle urne l'80% dei cittadini"

BIPOLARISMO ACCELERA VERSO BIPARTITISMO/IL PUNTO ALLE 19.50

Il sistema bipolare esce irrobustito dal voto e accelera verso un sistema bipartitico: sembra essere questo il primo risultato leggibile dai dati elettorali. Alla Camera, secondo le ultime proiezioni di Consortium per la Rai, il Pdl, con il 38,1% dei consensi e il Pd, che ha ricevuto il 33,7% delle preferenze, ottengono infatti insieme il 71,8%. Vale a dire che 7 italiani su 10 si riconoscono in due partiti. Il voto utile invocato da Berlusconi e da Veltroni ha trovato ascolto nell'elettorato. In entrambi gli schieramenti ci sono due alleati di peso, soprattutto nel Pdl: la Lega Nord, proiettata verso il 6% dei consensi e l'Italia dei Valori ben al di sopra del 5%. Fuori dagli schieramenti hanno vita difficile l'Udc, che aveva abbandonato il Pdl alla vigilia del voto, che supera a fatica il 5% e si ritrova con una pattuglia ridottissima di parlamentari. E La Destra di Storace, priva di senatori, e sotto il 3%. Esce decisamente ammaccata dal voto la Sinistra l'Arcobaleno che candidava Fausto Bertinotti. Le proiezioni alla Camera accreditano questa formazione del 3,6% dei consensi, con la quasi certezza di non avere senatori e un numero ridotto di deputati. Percentuali da prefisso telefonico per le altre formazioni, alcune, come i socialisti di Boselli, con una storia gloriosa alle spalle, che si ferma allo 0,9%.
 
*** *** ***
 
I "big" che lasciano il Parlamento


Quasi uno tsunami elettorale quello prodotto dal voto, che ha scalzato dal seggio tanti leader e personalità che hanno segnato le ultime legislature. Addio al Parlamento del veterano Fausto Bertinotti, che dopo aver guidato Montecitorio è stato tagliato fuori due volte. Saltano una legislatura anche gli altri big della sinistra italiana, i leader de La Destra Daniela Santanchè e Francesco Storace e l'ex Dc Ciriaco De Mita.

L'operazione ghigliottina, condotta dalla soglia di sbarramento, ha fatto cadere le teste di tutti e quattro i leader dei partiti della sinistra che avevano dato vita alla sinistra Arcobaleno. Anzi tre, visto che Oliviero Diliberto, segretario del Pdci aveva gia' deciso di lasciare il suo seggio ad un operaio della Tyssenkrupp, Ciro Argentino, che pero', dato l'esito elettorale, non approdera'a Montecitorio, rendendo nullo il sacrificio di Diliberto. Restano fuori anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi, il 'capo' della Sinistra Democratica. 'Silurati' anche Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista, e Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay.

Seggi preclusi anche per il 'trio' della Destra: Daniela Santanchè, Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Non varcheranno i portoni del Parlamento (almeno per questa sedicesima legislatura) neanche gli antagonisti del Pd, Willer Bordon e Roberto Manzione che avevano dato vita all'Unione Democratica dei consumatori. Stop alle goliardate e alle provocazioni di Francesco Caruso: il no global che aveva fatto il suo esordio alla Camera 'traghettato' dal Prc questa volta e' rimasto al palo insieme alla pattuglia della Sinistra Arcobaleno. Stesso destino per Luxuria, la prima transgender in Parlamento che proprio per il suo "status" era stata presa di mira dall'azzurra Elisabetta Gardini che voleva imporre alla collega l'utilizzo della toilette destinata agli uomini.

Anche Ciriaco De Mita non andrà a Palazzo Madama. Uscito dal Pd, dopo la decisione di Walter Veltroni di non candidarlo, e approdato all'Udc di Pier Ferdinando Casini, De Mita, candidato al Senato, si trova in un Udc che non è riuscita a far scattare il seggio al Senato in Campania.
 
*** *** ***
 
Flop della sinistra-arcobaleno che sparisce dal parlamento
Vince il Pdl, la Lega a valanga
La coalizione di Berlusconi ottiene una netta maggioranza alla Camera e al Senato

MILANO - Una vittoria netta. La coalizione guidata da Silvio Berlusconi si aggiudica le elezioni con un ampio margine, tanto che il Popolo della Libertà (assieme a Lega Nord e Movimento per l'autonomia) avrà una larga maggioranza alla Camera e una maggioranza comunque netta al Senato. L'alleanza di centrodestra (quando sono state scrutinate oltre 58 mila sezioni su 60 mila) ottiene infatti il 47,2% dei voti per Palazzo Madama contro il 38,1% ottenuto da Partito democratico e Italia dei valori. Smentiti clamorosamente i primi exit poll diffusi subito dopo la chiusura delle urne che indicavano una differenza di soli due o tre punti percentuali tra Pdl-Lega-Mpa e Pd-Idv. Alla Camera il vantaggio è altrettanto inequivocabile: l'alleanza guidata dal Popolo della libertà ottiene (quando sono state scrutinate 56.511 sezioni su 61.062) il 46,6% dei voti, quella del Partito democratico il 37,7%. Un distacco che fin dalle prime proiezioni è sembrato subito incolmabile, tanto che in serata è lo stesso Veltroni a riconoscere la vittoria dell'avversario: «Ho telefonato a Berlusconi - annuncia il leader del Pd - per augurargli buon lavoro».

BERLUSCONI «COMMOSSO» - Grande soddisfazione da parte di Pdl e Lega. Berlusconi si dice «commosso» e annuncia di avere già in mente la squadra di governo, di cui faranno parte «almeno quattro donne». Annuncia inoltre di essere aperto al dialogo con chiunque voglia lavorare con il Pdl alla guida del Paese. Anche Umberto Bossi esulta: «Siamo forti, il nostro boom era atteso». Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, promette dal canto suo «un'opposizione costruttiva». Da segnalare la buona performance della Lega e il flop della Sinistra-Arcobaleno, che appare destinata a sparire dal Parlamento (tanto che il candidato premier, Fausto Bertinotti, si è dimesso da tutti gli incarichi dirigenziali).

SENATO - Entrando più nel dettaglio, alle elezioni per il Senato la coalizione di centrodestra si attesta circa otto punti sopra l'alleanza guidata da Veltroni. Quando sono state scrutinate per il Senato oltre 54mila sezioni su 60.048, il Pdl-Lega-Mpa ottiene il 47,2 % contro il 38,19% di Pdv-Idv. Il Popolo della libertà è al 37,9%, la Lega all'8,1%, l'Mpa all'1%; il Pd al 33,8%, l'Idv al 4,3%. Gli altri: Udc al 5,6, Sinistra-Arcobaleno al 3,2%, la Destra al 2%, il Partito socialista allo 0,8% (dopo questo risultato il segretario, Enrico Boselli, si è dimesso). A Palazzo Madama la coalizione del centrodestra, secondo le elaborazioni dei primi scrutini, avrebbe a 167 seggi contro i 137 di Pd e Italia dei valori. Sono esclusi i 6 seggi della Circoscrizione Estero. Il calcolo, per il Senato, avviene su base regionale e da questo punto di vista il Pdl (assieme a Lega e Mpa) conquista (stando alle proiezioni) 12 Regioni, strappandone 5 a Pd+Idv (Sardegna, Campania, Liguria, Abruzzo e Calabria) e lasciandone dunque agli avversari soltanto 6. In particolare a Berlusconi andrebbero: l'Abruzzo, la Campania, il Friuli-Venezia Giulia, il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Calabria e la Liguria. Al centrosinistra di Veltroni vanno la Basilicata, l'Emilia-Romagna, le Marche, il Molise, la Toscana e l'Umbria.

CAMERA - Netta vittoria per il Cavaliere anche alla Camera. A spoglio non ancora ultimato, l'alleanza guidata dal Popolo della libertà ottiene infatti il 46,6% dei voti, quella del Partito democratico il 37,7%. Nel dettaglio il Pdl è al 36,9%, la Lega all'8,6% e l'Mpa all'1%. Di contro il Pd è al 33,3% e l'Idv al 4,3%. Tra i partiti minori l'Udc è al 5,5%, la Sinistra-Arcobaleno crolla al 3%, la Destra racimola il 2,4% e i socialisti lo 0,9%. L'alleanza guidata dal Cavaliere otterrebbe 340 seggi, quella guidata da Veltroni 241.

SICILIA - Diffuse anche le prime proiezioni sulla Sicilia dove si vota per le Regionali. Anna Finocchiaro, candidato del centrosinistra, è al 36,2%; Raffaele Lombardo, candidato del centrodestra, è al 58,2%. Per quest'ultimo, dunque, si profila un successo schiacciante.
 
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