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Il vero valore di un essere umano è rivelato dalla sua capacità di raggiungere la liberazione da se stesso.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/04/2008 @ 10:06:02, in Indagini, linkato 109 volte)

Seconda giornata della tornata elettorale.

Io ho votato ieri, convinta, naturalmente e, come di consueto mi sono affacciata al pensiero popolare, quel pensiero che per me è sempre foriero di novità e ispirazione. Devo essere sincera: presso quel seggio circolava un'aria strana, di tutto parlava la gente fuorché del voto di lì a pochi minuti. Il pranzo, il figlio in viaggio, la nuora che non sta bene: ma di politica no. Quasi che aleasse d'attorno alla gente più varia e disparata la sensazione di aver votato o esser prossimi a farlo, ma di non aver goduto il diritto ad essere rappresentati. Mai come in queste elezioni ho ascoltato nelle parole della gente l'assenza del contatto con la politica. Troppi indagati? Troppa falsità? Troppi soldi spesi?

Tutto questo ed altro...

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Di Loredana Morandi (del 01/04/2008 @ 23:39:57, in Redazionale, linkato 118 volte)

Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.

Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.

La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.

L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.

La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.

L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo. Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete. Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.

Noi non siamo solo numeri. Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili. Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano. Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento. Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto. Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.

http://blogaction.wordpress.com/

 

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Di Loredana Morandi (del 17/01/2008 @ 13:28:40, in Politica, linkato 222 volte)
Diretta -  CRONACA

Mastella: "Confermo le dimissioni"
Anm: "Magistratura aggredita"

Il Guardasigilli ha confermato le dimissioni: "Non voglio sentirmi uno della casta". Prodi potrebbe assumere l'interim alla Giustizia. L'Anm contro il ministro: "aggressione ingiustificabile contro la magistratura. Mastella all'attacco dopo la bufera giudiziaria che lo ha investito, travolgendo la sua famiglia e il suo partito. Stamattina manifestazione dei Popolari-Udeur davanti la prefettura di Benevento. Il premier riferirà alla Camera alle 14.30, poi al Senato alle 17


"In 30 anni non ho mai preso tangenti. Le accuse che mi hanno fatto sono prive di fondamento". A sottolinearlo è il leader dell'Udeur, Clemente Mastella. "Mi dimetto - assicura - per difendere la mia onorabilita".

"Devo recuperare la mia onorabilità e rispettabilità e quella della mia famiglia perchè mi è stata tolta ingiustamente, poi verrà la politica". Lo dice Clemente Mastella in conferenza stampa.

"Spero che il mio sacrificio serva a riconciliare politica e giustizia. Altrimenti, chi ha provocato questo dovrà pagare davanti a Dio e agli uomini". Lo afferma Clemente Mastella. "Andrò avanti comunque - prosegue - con il mio partito saremo compatti e continueremo a dare il nostro contributo anche se con la morte nel cuore per le incomprensioni che ci sono tra la politica e la gente".

"Non accetterò che il mio partito sia fatto ostaggio di alcuno". Lo ha detto Clemente Mastella durante la conferenza stampa tenuta a Benevento. L'ex Guardasigilli ha preso spunto dalle misure cautelari nei riguardi della moglie Sandra e ha detto di accettare di "rimanere ostaggio a casa". "Ma non accetterò - ha subito aggiunto - che il mio partito sia fatto ostaggio di alcuno. Non accetterò un processo che non passi dai diversi gradi di giudizio, ma da qualche mescolanza sociologica; perché quelli non sono processi".

"Rispetterò le decisioni della magistratura, fino all'ultimo grado di giudizio. Ma non accetterò processi ideologici, nè per me nè per il mio partito". Lo ha detto Clemente Mastella.

"Mi pare che il ministro Mastella lasci aperte le porte ad ulteriori valutazioni e aspettiamo di conoscerle" così la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, commenta la decisione del leader dell'Udeur di dare un appoggio esterno al Governo annunciata in una conferenza stampa. "Nel frattempo - aggiunge - cerchiamo di non produrre lo schema dello scontro tra politica e magistratura, anche se io rivendico il diritto ad una critica democratica all'operato della Magistratura; cerchiamo di non perdere il contatto con il paese".

"Io non arretro, farò politica nel mio modo tradizionale. Chiedo a tutti di non aver paura: ma ieri non parlavo delle mie paure ma di quelle di un cittadino normale". Lo ha detto Clemente Mastella nella conferenza stampa a Benevento.

"Non ho fatto affari durante la prima Repubblica, dove era più facile farli, e li farei ora?". Il leader dell'Udeur Clemente Mastella cerca di discolparsi anche così dalle accuse che gli sono state mosse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Mastella se la prende anche con chi non vuole che tra "magistratura e politica" si "arrivi alla pace". E a questo proposito cita anche i film western nei quali "c'erano delle tribù che non volevano fumare il calumet della pace". Lui invece, assicura, è a favore di questa riconciliazione tra politici e magistrati.

"La mia non è la moglie di Provenzano, ma una splendida ragazza". Lo dice Clemente Mastella con le lacrime agli occhi.

"Ho un fortissimo rispetto per la magistratura ma francamente mi pare che le ipotesi di reato non mi sembrano chiarissime". E' quanto ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. "Ho l'impressione - ha aggiunto - che la vicenda contestata ha più l'aria di un accordo politico che di un reato. Ma c'è sempre una estrema difficoltà a parlare di cose che non si conosco perché, da avvocato, sono abituata a leggere le carte. Non potendolo fare posso esprimere un giudizio solamente per via di sensazioni".

"Non mi sono mai interessato di affari in vita mia, questo mi ha salvato". Lo dice Mastella, nel corso della conferenza stampa a Benevento. "Voglio essere liberato anche dal Senato perché voglio essere considerato cittadino comune", ha aggiunto.


"Spero che il mio sacrificio serva a riconciliare la politica e la magistratura". Lo afferma Clemente Mastella, leader dell'Udeur, nel corso della sua conferenza stampa a Benevento. "Io - prosegue - non ho mai voluto fare la guerra alla magistratura, ho sempre operato per la riconciliazione. Però, se c'è un gruppo di magistrati che fa assalti, io dico no".

"Tra tante mogli che vanno avanti, perchè solo a mia moglie si rivolge tanta attenzione?". Lo ha detto Clemente Mastella, durante la conferenza stampa tenuta a Benevento. "Tutta la mia famiglia - ha aggiunto il leader dell'Udeur - è stata messa sotto controllo. Quando divenni ministro della Giustizia, Cossiga mi disse: da ora te e la tua famiglia sarete intercettati; Cossiga aveva ragione".

"Noi in questo momento non siamo nel governo, ma se dicessimo a Prodi: 'Noi per le prossime grandi nomine vorremmo indicare questa persona, ad esempio come presidente della Rai', e questo che c'è in effetti è ora che vada a casa, questa è concussione o logica politica?'". Lo ha affermato Clemente Mastella nel corso del suo incontro con la stampa a Benevento.

"Convocheremo il consiglio nazionale dell'Udeur all'inizio di febbraio per valutare la situazione politica. Oggi siamo fuori dal governo, poi vedremo". Lo ha detto Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa a Benevento.

"Se ci sarà una sentenza di proscioglimento nei mei confronti chi mi ripagherà di non vivere più un sogno, quello di essere ministro della Giustizia". Lo dice Clemente Mastella in conferenza stampa. "Io mi sono dimesso per mia moglie - prosegue - ma poi a maggior ragione ho confermato le dimissioni perchè sono stato accusato di essere il capo di un'affiliazione che spaccia cose di vario tipo, quindi non posso fare il ministro per la Giustizia".

"Dove amministriamo noi la sanità va meglio, così come i rifiuti, meglio anche di Santa Maria Capua Vetere dove è stata aperta un'inchiesta da anni che non è mai stata conclusa". Lo assicura Clemente Mastella.


"Daremo appoggio esterno a questo governo per la semplice ragione che non abbiamo nessuno all'interno. Controlleremo e saremo esigenti, non come prima dove il compromesso era una condizione, e lo faremo rispettosi della logica del programma e sugli aspetti più vari, come sulla legge elettorale". Lo ha detto Clemente Mastella, leader dell'Udeur, nel corso di una conferenza stampa a Benevento.

"Non voglio avere un salvacondotto come ministro della Giustizia. Se si dimostrerà che abbiamo sbagliato, che ho sbagliato, è giusto pagare. Ma non è giusto nemmeno adesso essere trattato come il capo di una cosca mafiosa". Lo dice il leader dell'Udeur Clemente Mastella.

"Mastella ieri ha dato le dimissioni e adesso le ha confermate. E' una decisione saggia perché così avrà le mani libere per difendersi dalle accuse che gli vengono mosse e le avrà anche per le sue nuove iniziative politiche". Così Lamberto Dini, leader dei Liberaldemocratici e presidente della commissione Esteri del Senato, commenta la decisione di Mastella. Le dimissioni, per Dini "sono più che una spina nel fianco del governo. E' un problema che può far precipitare il fragile quadro politico che tiene la coalizione".

"La politica è anche questo, è una morte e una resurrezione". E' quanto afferma Clemente Mastella, rincuorando i suoi fedelissimi: "Amici dell'Udeur - dice il Guardasigilli dimissionario - non vi sconfortate".


"Io sono esuberante, un passionale, uno che anche dice le parolacce in tv ma mi sono sempre dimostrato un grande perdonista, sono come S. Girolamo. E al procuratore di S. Maria Capua Vetere voglio dire che, nonostante la tegola addosso, sono di un'infinita serenità...sono come la Repubblica di Venezia, sono la 'Serenissima'". Così l'ex ministro Clemente Mastella.

"E' la crisi del sistema, non del governo". Lo afferma il leader dell'Udeur Clemente Mastella. Mastella si difende anche dalle
accuse di concussione verso il presidente della Regione Campania Bassolino, affermando che le sue sono state solo indicazioni politiche. E fa un esempio: "Se ora, noi che adesso non abbiamo più alcuna presenza nel governo, chiedessimo a Prodi la nomina in un grande ente per un nostro amico bravo e preparato, magari anche alla presidenza della Rai (sarebbe bene che quello che c'è andasse a casa..) ditemi voi, italiani, sarebbe questo un caso di concussione o di logica politica?".


"Voglio dire all'Associazione nazionale dei magistrati: non ho mai espresso giudizi contro la magistratra". Lo sottolinea il leader dell'Udeur, Clemente Mastella. "Non cambio opinione", ma "ho letto oggi sui giornali di miei attacchi alla magistratura: non ho espresso giudizi contro i giudici". Mastella difende la moglie Sandra Lonardo, coinvolta nell'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere: "Ricordo al gip che si tratta di una persona di specchiata moralità".

"Vorrei capire come mai per quanto riguarda una nomina, io sarei concusso e per tutte le altre nomine in Campania non ci sarebbero nè concussi nè concussori...". E' quanto osserva Mastella, respingendo ogni accusa mossa dai pm di Santa Maria Capua a Vetere: "La magistratura - dice il ministro dimissionario nel corso della conferenza stampa a Benevento - farà il suo corso, noi risponderemo nelle sedi competenti perché siamo innocenti".

Ci doveva essere "un minimo di rispetto di natura costituzionale nei confronti di un presidente liberamente eletto". Così Mastella in conferenza stampa si riferisce alla moglie, presidente del Consiglio della regione Campania, agli arresti domiciliari.

"Non chiedo ad alcuno solidarietà, ma nessuno, non conoscendo le carte processuali, può permettersi di poter esprimere giudizi ingenerosi e immotivati". E' quanto afferma Mastella. "Sono fiero mio partito - ha aggiunto - dalle intercettazioni emerge che non ci sono soldi dati nè tangenti prese. Questo onora il mio partito e voglio ricordare il mio gruppo parlamentare che non ha persone inquisite. Credo sia uno dei pochi partiti".

"Quella persona è morta vuol dire nel mio gergo che non voglio più avere nulla a che fare con quella persona". Lo dice Mastella a proposito dell'intercettazione che accusa la moglie Sandra Lonardo.


"Agli italiani dico fidatevi della magistratura, fidatevi di quella seria", ma "non vi fidate di gip particolari che richiamando ragioni di incompetenza territoriale prima arrestano persone incensurate e poi emettono giudizio di incompetenza". E' quanto afferma Mastella, nella conferenza stampa in corso a Benevento, definendo "stravaganza giudiziaria" quanto accaduto.

L'incontro di Clemente Mastella con la stampa viene diffuso da due altoparlanti in piazza. In hotel nonostante il tentativo di forze dell'ordine e segreteria dell'Udeur di fare entrare solo i giornalisti, sono troppi i convenuti. In sala, ad attendere il ministro anche molti sindaci dell'Udeur del beneventano con la fascia tricolore. All'arrivo di Mastella, un applauso si è levato dalla piazza.

In corso la conferenza stampa di Mastella a Benevento. Il ministro della Giustizia. "Esprimo solidarietà al Santo Padre", sono state le prime parole di Mastella che ha confermato le sue dimissioni. "Ho parlato con il presidente Prodi e confermo le mie dimissioni per la mia dignità - ha detto -, onorabilità, perché non voglio sentirmi uno della casta ma essere cittadino comune".

"Se le misure restrittive sono dovute agli elementi emersi fino a ora dell'inchiesta resto perplesso: potrebbe essere un teorema che reggerà poco". E' quanto afferma il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, nel corso della trasmissione radiofonica 'Dillo a Marrazzo' su Radio Radio, in riferimento alla vicenda Mastella.

"Noi siamo persone per bene, non monnezza", "Siamo gli umili della politica che soffrono e combattono con dignità ": sono questi alcuni slogan che i simpatizzanti dell'Udeur stanno mostrando in piazza IV Novembre, avanti la Prefettura di Benevento, dove ha avuto inizio il corteo di solidarietà nei confronti del leader dell'Udeur, Clemente Mastella e di sua moglie Sandra. Al momento sono circa 2000 le persone che si sono radunate, tra cui il primogenito dei coniugi Mastella, Pellegrino, numerosi amministratori locali sanniti e di altre località della regione, alcuni dei quali indossano le fasce tricolori.

L'interim di Romano Prodi alla giustizia, a seguito delle dimissioni di Clemente Mastella, ''è la soluzione obbligata. Ma è evidente che siamo in una situazione di vera e propria pre-crisi''. Lo ha affermato il capogruppo di An, Ingazio La Russa. ''Dopo la vicenda dei rifiuti in Campania, il silenzio imposto al Papa, l'arresto della moglie del ministro della Giustizia - ha detto La Russa - in quale altro Paese del mondo un governo, se non ha cancellato la parola 'dignità' dal vocabolario, non si dimette?''.

Teodoro Buontempo questa notte, durante l'occupazione della Camera, ha avuto un malore in Aula, per cui si è reso necessario l'intervento dei medici di Montecitorio. A renderlo noto è un comunicato di 'La Destra', riferendo che il segretario del partito, Francesco Storace, si è messo in contatto con Buontempo essendone rassicurato: "Per fortuna Teodoro ha una forte fibra e le sue condizioni migliorano".

Il presidente del Consiglio Romano Prodi sta lavorando all'intervento che terrà questo pomeriggio prima alla Camera e poi al Senato sulla vicenda Mastella. Il premier è dunque riunito con i suoi uomini a Palazzo Chigi e per questa ragione probabilmente rinuncerà a partecipare alla presentazione del rapporto sulla raccolta fondi per lo tsunami, che si tiene nella sede della Protezione Civile.

"Le dichiarazioni di Mastella di ieri alla Camera sono state molto pesanti, sono uno sfogo e si possono per molti aspetti non condividere. Io non le condivido". Così il senatore del Partito Democratico Massimo Brutti, gi5 responsabile giustizia dei Ds, è intervenuto questa mattina a Omnibus su LA7. "Le dimissioni di Mastella sono un atto dignitoso e anche abbastanza inusuale, ma non erano un atto dovuto. Non erano state richieste e quindi l'invito di Prodi a ripensarci ha un senso".

"Sandra è una ragazza pulita e Clemente un onesto politico meridionale: la lettura dei giornali, le cronache di colore mi fanno venire voglia di cambiare impegno. Tutto questo è barbarie". Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, senatore Gianfranco Rotondi.

"Prodi nel respingere le dimissioni del Ministro della Giustizia doveva e ancora può farlo, chiedere a Mastella di rimangiarsi quanto detto sui magistrati" Così stamani il Ministro Antonio Di Pietro intervistato da Radio Città Futura. "Ieri - ha osservato il ministro - c'è stata una corsa irrazionale da parte di tutti alla solidarietà politica. Quella umana , personale, non si discute, ma prima di dare giudizi sommari sulle inchieste dei magistrati bisogna leggere le carte, accertare come stanno le cose".

"A parte il rispetto per le doverose dimissioni del Ministro, proprio le sue dichiarazioni rese davanti al Parlamento, e altre rese oggi da esponenti politici di molti partiti, ancora una volta portano fuori dalle aule di giustizia il dibattito sul merito dei provvedimenti giudiziari con modalità espressive e di aggressione alla Magistratura che alterano gli equilibri tra i poteri dello Stato e non si giustificano in alcun modo, specie se provenienti dal Ministro della Giustizia". Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati commenta oggi le dichiarazioni di ieri alla Camera del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Clemente Mastella avrebbe confermato le sue dimissioni da ministro della Giustizia e il presidente del Consiglio Romano Prodi sarebbe pronto ad assumere l'Interim della Giustizia. E' quanto avrebbe reso noto il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, durante la conferenza dei capigruppo di maggioranza che si è tenuta a Montecitorio prima della riunione di tutti i capigruppo della Camera.

Il presidente del Consiglio Romano Prodi, subito dopo aver parlato alla Camera, andrà a riferire in aula al Senato sul caso Mastella. Il suo arrivo a Palazzo Madama è previsto per le 17. Lo ha reso noto il vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti durante la conferenza dei capigruppo a Montecitorio.

Il presidente del Consiglio Romano Prodi verrà a riferire in aula alla Camera alle 14,30 sul caso Mastella. E' stato reso noto durante la conferenza dei capigruppo che si è appena conclusa. Il question time previsto alla Camera alle 15 è stato annullato. Secondo fonti qualificate dell'esecutivo, Prodi potrebbe annunciare l'interim della Giustizia.

Il ministro Mastella manterrà o ritirerà le sue dimissioni? "Confido sul buon senso del ministro Mastella. E Mastella ha tanto buon senso", è stata la risposta del senatore Lamberto Dini, leader della pattuglia dei liberaldemocratici a palazzo Madama.

''Sarà una delle questioni che discuteremo questa mattina''. Il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris, in viaggio verso Benevento per partecipare al vertice dell'Udeur con Clemente Mastella, afferma, intervistato dalla trasmissione Radio Anch'io che una delle questioni affrontate sara' la permanenza dell'Udeur nella maggioranza. ''Non decideremo certo sulla base delle vicende giudiziarie'', sottolinea Fabris, ma al centro dell'approfondimento sarà l'esito del referendum ''come abbiamo sempre detto in questi giorni''.

Continua l'occupazione dell'Aula di Montecitorio da parte dei deputati della Destra. Daniela Santanchè, Teodoro Buontempo e Roberto Salerno, per protestare contro il presidente del Consiglio che non viene a riferire in Parlamento come richiesto dall'opposizione sul 'caso Mastella', hanno dormito alla Camera. E ora hanno ripreso a presidiare l'emiciclo.

Il presidente del Senato, Franco Marini, ha preso contatti per assicurare la presenza al Senato del presidente del Consiglio in relazione alle dimissioni del ministro della Giustizia. "Non credo che ci siano problemi da questo punto di vista", ha assicurato il presidente del Senato rispondendo a una domanda posta dal senatore Stefano Morselli (Misto-La Destra).

Ieri sera i carabinieri si sono presentati nella sede di Apcom a Roma. I militari dell'Arma sono arrivati in redazione poco prima di mezzanotte su mandato della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. I militari dell'Arma hanno interrogato i giornalisti coinvolti nel servizio su Mastella ed eseguito una perquisizione. Il giornalista autore del servizio è stato convocato per questa mattina negli uffici del procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

"Ho parlato anche nell'intervento di oggi di frange estremiste nella magistratura, è un tipo di giustizia che non mi piace, mentre c'è una stragrande maggioranza dei giudici che stimo e ho apprezzato in questo percorso istituzionale". Lo ha detto ieri serfa in collegamento telefonico con Matrix Clemente Mastella. Il Guardasigilli dimissionario ha detto di non aver inviato lui gli ispettori agli uffici giudiziari di Santa Maria Capua Vetere ma "è una vicenda che riguarda il procuratore generale", ha rilevato, nata da una serie di esposti inviati da magistrati al ministero, al Csm e al procuratore generale.

"Tutti insieme per urlare il nostro sdegno": è lo slogan che caratterizzerà il corteo di protesta dei Popolari-Udeur che si raduneranno questa mattina alle 11 davanti la Prefettura di Benevento. Alle 12 conferenza stampa del leader del partito Clemente Mastella. Il ministro ieri ha rassegnato le dimissioni dopo che la moglie Sandra Lonardo è stata posta agli arresti domiciliari in un'inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere su un presunto giro d'affari e favori che vede indagato anche lo stesso Guardasigilli. Prodi ha invitato Mastella a restare, lui si è riservato di decidere.

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Di Loredana Morandi (del 19/11/2007 @ 06:32:58, in Politica, linkato 230 volte)

Voto di scambio e non solo: il verbale più caldo di De Magistris

L’11 ottobre scorso Giuseppe Tursi Prato, ex politico condannato per concorso in associazione mafiosa e corruzione, è stato ascoltato in procura a Catanzaro come “persona informata sui fatti”: al pm ha descritto tra l’altro i rapporti tra politici, imprenditori e magistrati, facendo tutti i nomi. ECCO IL VERBALE INTEGRALE in .pdf. LEGGI ANCHE: L’intervista a Iannelli, il pg da Pisa alla procura dei veleni - La Santa, viaggio nella ‘ndrangheta sconosciuta

De Magistris cede l’inchiesta che scotta. E il testimone non parla più

Nel giorno in cui il pm che ha iscritto nel registro degli indagati il premier e Mastella è costretto a passare al procuratore generale il fascicolo che li riguarda, viene rimandato l’interrogatorio dell’uomo che ha ascoltato una telefonata chiave tra il principale indagato e Prodi. Il suo legale dice: “Da oggi chi vuole collaborare con la giustizia non sa più a chi rivolgersi”. Ecco chi è il supertestimone LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di De Magistris. Guarda il VIDEO servizio - Partecipa al FORUM: Se è indagato anche il ministro della giustizia

Catanzaro story: De Magistris non cede a Mastella

Il magistrato prepara un memoriale di 400 pagine a sua tutela. Nel quale denuncia ingerenze e isolamento. E sull’arrivo degli ispettori dice che… SPECIALE INCHIESTA CATANZARO

Mastella intercettato dai pm di Catanzaro

Indagando su Antonio Saladino, uno degli inquisiti per truffa alla Ue, il magistrato si è imbattuto anche in alcune conversazioni con l’attuale guardasigilli, allora segretario dell’Udeur. LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Panorama.it

Intrigo a Catanzaro: De Magistris non si ferma e arriva fino al G8 di Genova

Una testimone porta il pm che sta indagando sulla cosiddetta loggia di San Marino a passare al setaccio anche l’organizzazione del summit internazionale del 2001. E i relativi finanziamenti. LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Catanzaro

Catanzaro, i nomi che contano nel mirino di De Magistris

Oltre Prodi, ecco chi sono gli uomini che hanno un ruolo chiave nell’inchiesta del pm Luigi De Magistris sulla cosiddetta loggia di San Marino. Imprenditori, politici, finanzieri. Tutti tirati in ballo in quella che il magistrato definisce “la pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali” e spiega: “Le indagini […]

Loggia di San Marino: Scarpellini il perno dell’inchiesta di Catanzaro

Viaggi in Libia e utenze collegate a San Marino: l’inchiesta del pm Luigi De Magistris (nella foto) ha al cuore il consulente di Palazzo Chigi. Panorama rivela: si procede con le rogatorie alle banche estere e la collaborazione dell’ufficio antiriciclaggio della Banca d’Italia. Con un filone che parte da Catanzaro e arriva al Sismi. LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Panorama.it

Catanzaro story: tre uomini e un’inchiesta

De Magistris, Lombardi, Genchi: il sostituto procuratore che se la prende con i politici, il suo superiore, che gli ha già tolto un fascicolo rovente, e il consulente esperto di segreti telefonici. Vita, opere e manie dei protagonisti di Law & Order in salsa calabra. LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Catanzaro

Il pm anti logge ricompare e attacca la criminalità dei colletti bianchi

Luigi De Magistris è il magistrato più “ricercato d’Italia”: è in ferie da quando è uscita la notizia che ha iscritto Prodi nel registro degli indagati. Ma ecco l’anticipazione dell’intervista che andrà in onda domani su Rai tre in cui dice: In Calabria ci sono due business criminali: la droga e i finanziamenti pubblici. LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Catanzaro

Galbusera 2: Non solo Prodi, vi spiego le altre telefonate “calde” di Delta

Il manager della società che ha dato le sim a Palazzo Chigi minimizza: solo rapporti di lavoro e pubbliche relazioni tra la sua società, gli indagati e altre aziende che si occupano di telecomunicazioni e sicurezza. LEGGI ANCHE: Galbusera: sono io che ho dato le schede telefoniche a Prodi - Ecco perché Prodi è indagato: il documento - Inchiesta sulla loggia di San Marino: Prodi indagato a Catanzaro

 

 
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Di Loredana Morandi (del 19/11/2007 @ 06:28:37, in Politica, linkato 207 volte)

Ecco perché Prodi è indagato: il documento


Per capire perché Romano Prodi sia stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Catanzaro con l’ipotesi d’accusa di abuso d’ufficio è utile leggere la consulenza tecnica consegnata al pubblico ministero Luigi De Magistris dal dottor Gioacchino Genchi e depositata il 10 luglio presso il Tribunale del riesame di Catanzaro, dopo le perquisizioni e i sequestri dei giorni scorsi (per cui il Riesame ha poi disposto la revoca).
Il documento, lungo 32 pagine, coinvolge anche altri tre parlamentari (Sandro Gozi, Giancarlo Pittelli e Lorenzo Cesa) e contiene le “anticipazioni sull’analisi delle parziali risultanze dell’indagine tecnico-elaborativa”. Panorama.it, che è entrato in possesso del documento integrale, pubblica il capitolo (gli altri due si riferiscono agli indagati Brunella Bruno, ufficiale della Guardia di finanza distaccata al Cesis, e Salvatore Domenico Galati) relativo a Piero Scarpellini, in cui viene spiegato il presunto coinvolgimento di Prodi. Ecco che cosa scrive il consulente:

Relazione n. 08
(…)
Piero Scarpellini e nato a Cesena il 27-08-1950. Di lui ha riferito la teste Alfa, con riguardo al “comitato d’affari di San Marino”, con cui sarebbe risultato in rapporti Antonio Saladino (imprenditore indagato nell’inchiesta di Catanzaro, ndr).
Le prime conferme le abbiamo avute dall’analisi dei cellulari (…) sequestrati ad Antonio Saladino, nei quali abbiamo rinvenuto l’annotazione dei numeri del cellulare 33560… di Piero Scarpellini.
L’utenza 33560… risulta attivata il 22-11-1995 a nome di Piero Scarpellini e già dal suo parziale sviluppo si rilevano numerosi e circolari contatti telefonici con le utenze di Antonio Saladino, Sandro Gozi, Francesco De Grano, Pietro Macrì, Marinella De Grano (tutti indagati nell’inchiesta catanzarese, ndr).
Ai contatti con le utenze considerate si aggiungono i contatti telefonici con una Sim Gsm 32074… intestata a Delta s.p.a. ed attivata presso la Wind il 21-10-2004.
Quando abbiamo recuperato le annotazioni dalle memorie dei cellulari sequestrati ad Antonio Saladino – frattanto recapitatici dalla polizia giudiziaria – ci siamo accorti che il numero della Sim Gsm 32074… intestata alla Delta s.p.a. era registrato nelle memorie di ben due Sim Gsm e due cellulari di Antonio Saladino (…), con l’annotazione «Romano Prodi cellulare».
Il dato evidenziato lascia quindi ragionevolmente presumere – anche sulla base di ulteriori valutazioni che in appresso saranno dedotte – che la Sim Gsm 32074… intestata alla Delta s.p.a. fosse in uso al professor Romano Prodi che, in atto, ricopre la carica di deputato, oltre che di Presidente del consiglio dei ministri.
Ogni ulteriore acquisizione, sviluppo e concreta utilizzazione processuale dei dati di traffico della Sim Gsm 32074… intestata alla Delta s.p.a., come pure dei diversi 10 cellulari con i quali risulta nel tempo utilizzata, nonché delle ulteriori Sim Gsm coutilizzate coi medesimi cellulari, è subordinata alla preventiva autorizzazione della Camera dei Deputati, ove il professor Romano Prodi è stato proclamato eletto il 21-04-2006, a seguito delle ultime elezioni politiche di quella primavera.
Valuterà l’Ufficio la possibile utilizzazione dei dati di traffico delle utenze Delta s.p.a., nonché l’acquisibilità degli ulteriori tabulati delle Imei (numero di riconoscimento del cellulare vero e proprio ndr) e delle Sim Gsm collegate all’utenza, per il periodo antecedente alla proclamazione del 21-04-2006, quando il professor Romano Prodi non era investito da alcun mandato parlamentare.
Le stesse considerazioni valgono per Sandro Gozi, proclamato deputato il 28-04-2006 e componente, dal 06-06-2006, della commissione Affari costituzionali della Presidenza del consiglio dei ministri, in sostituzione del deputato Romano Prodi, nominato Presidente del consiglio dei ministri.
Dalle altre acquisizioni di tabulati - che a questo punto sarà opportuno ratificare con la preventiva autorizzazione della Camera dei deputati, per i contatti telefonici successivi alle proclamazioni del 21-04-2006 - la Sim Gsm 32074… intestata alla Delta S.p.a. – riconducibile al deputato professor Romano Prodi - è risultata in circolari contatti telefonici con le utenze fisse e cellulari di Franco Bonferroni, Antonio Saladino, Francesco De Grano, Piero Scarpellini e Sandro Gozi.
Con Piero Scarpellini la Sim Gsm 32074… - intestata alla Delta s.p.a. e riconducibile al professor Romano Prodi – ha pure condiviso il cellulare caratterizzato dall’Imei (…), con cui risultano pure utilizzate altre Sim Gsm, che per brevità omettiamo di indicare.
Dati evidenziati confermano gli stretti e duraturi rapporti del professor Romano Prodi con Piero Scarpellini e Sandro Gozi, come già, empiricamente, ci dimostrano delle elementari interpolazioni dei riscontri indiretti dei tabulati, della Sim Gsm 32074…, intestata alla Delta s.p.a.
Gli ulteriori e numerosi contatti che dal 2004 (da quando abbiamo acquisito i tabulati) rileviamo fino ad epoca recente con le Sim Gsm e con le Imei di Franco Bonferroni (…).
Non pensiamo di esserci sbagliati nell’individuazione delle utenze del Bonferroni (consigliere d’amministrazione di Finmeccanica, ndr), posto che a parte i numerosi riscontri intercettivi che rileviamo dalle indagini collegate (acquisite al presente fascicolo procedimentale), la Sim Gsm 33560… attivata, pagata ed utilizzata dal ragionier Franco Bonferroni, come pure le Imei e le Sim Gsm collegate, alle quali non estendiamo l’interpolazione, per non incidere sull’inviolabilità dei contatti telefonici dei membri del parlamento.
Diciamo solo, a scanso di equivoci, che i contatti telefonici del cellulare con la Sim Gsm 32074… intestata alla Delta s.p.a.. presentano ulteriori e protratti nel tempo contatti telefonici con le utenze dell’abitazione (0522…) del rag. Franco Bonferroni (installata a…), oltre che con il recapito romano (06…) di (…).
Proprio con riguardo alla vicenda del «comitato d’affari di San Marino», di cui hanno riferito in modo circostanziato i testi Alfa e F. F. (vedi sit del 09-05-2007), abbiamo acquisito sul web la brochure della Delta s.p.a., con
i dati di bilancio al 31-12-2005.
Rinviamo alla consultazione dell’opuscolo, da cui abbiamo rilevato la sostanziale
partecipazione nella compagine azionaria della Cassa di Risparmio di San Marino (…) e di società dalla stessa controllate al 100 per cento (vedi la Sie S.r.l.).
Non ci compete e sarebbe anche ultroneo approfondire in questa sede gli aspetti di effettiva interconnessione societaria che ricollegano il professor Romano Prodi alla Delta S.p.a., alla Cassa di Risparmio di San Marino e alle società collegate.
Dal punto di vista dell’indagine cosiddetta telefonica, che non risulta ancora preclusa dalle guarentigie parlamentari, possiamo solo riferire di alcuni accertamenti meramente amministrativi, che abbiamo svolto sul conto di questa e di altre utenze Gsm intestate alla Delta S.p.a., rilevate con contatti telefonici assai significativi nel corso del presente procedimento.
Orbene, da una scrupolosa acquisizione dei riferimenti commerciali presso i diversi gestori di telefonia pubblica – gli unici dati acquisibili ed utilizzabili in sede processuale senza preventiva autorizzazione del Parlamento – abbiamo accertato che la Sim Gsm 32074… intestata alla Delta S.p.a. – quella registrata con l’annotazione «Romano Prodi cellulare» nelle memorie dei cellulari di Antonio Saladino – è stata attivata, come dicevamo, il 21-10-2004, presso la Wind (si faccia molta attenzione alle date, da ora in poi).
L’01-04-2005, la medesima utenza GSM 32074… è stata trasferita alla Tim, con l’attivazione di una nuova Sim Gsm di quel gestore e la voltura del contratto da Delta S.p.a. ad «Associazione L’Ulivo I Democratici», strada Maggiore n. 31, 40125 Bologna (…).
Con la stessa intestazione «Associazione L’Ulivo i Democratici» e la medesima partita Iva, il 17-02-2006 il contratto della Sim Gsm 32074… è stato trasferito da Bologna a Roma, in Piazza Santi Apostoli 73 (…).
Il 23-05-2007 la Sim Gsm 32074…, già intestata a Delta s.p.a. e poi all’«Associazione L’Ulivo I Democratici», è stata rivolturata, con lo stesso numero, alla Presidenza del consiglio dei ministri, (partita Iva …), via della Mercede 96, Roma.
Esiste quindi un incontrovertibile rapporto che lega (o legava) l’effettivo usuario dell’utenza alla Delta S.p.a., alla «Associazione L’Ulivo I Democratici» e, in ultimo, alla Presidenza del consiglio dei ministri.
Alcune localizzazioni della Sim Gsm, che possiamo apprezzare dai contatti telefonici rilevati (prima di accorgerci che potesse essere in uso al deputato professor Romano Prodi), ci inducono a ritenere segnatamente verosimile che ad utilizzarla fosse proprio l’attuale Presidente del consiglio dei ministri, o qualche diretto collaboratore del suo staff.
Sul punto non vogliamo riportare altri elementi, proprio per non incorrere nei divieti di legge.
Diciamo questo solo al fine di fornire al pubblico ministero gli elementi di individualizzazione minimale, onde attivare, eventualmente, le prescritte procedure autorizzative all’acquisizione ed all’utilizzazione dei tabulati, alla competente Camera dei deputati.
A proposito delle utenze Delta s.p.a. ed alla recente voltura delle stesse all’«Associazione L’ulivo I democratici» ed alla Presidenza del consiglio dei ministri, rileviamo nei dati di traffico acquisiti altre Sim Gsm che hanno subito la stessa sorte.
Senza disvelare sul punto il segreto investigativo, con riguardo ai numeri delle utenze, diciamo solo che le stesse (con le medesime volture dell’intestazione) sono state utilizzate per contattare il medesimo bacino di soggetti, a cui risultano comuni i rapporti con Franco Bonferroni, Sandro Gozi, Antonio Saladino, Francesco De Grano, Piero Scarpellini ed altri.

LEGGI ANCHE: Inchiesta sulla loggia di San Marino: Prodi indagato a Catanzaro - Le relazioni pericolose del professor Prodi - Scarpellini: Mi manda Prodi ma non sono un massone - Quel generale della Finanza tra logge e dossier illegali

fonte Panorama

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Di Loredana Morandi (del 26/10/2007 @ 04:04:20, in Magistratura, linkato 199 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

 

La Giunta Esecutiva Centrale esprime pieno apprezzamento e convinta adesione alle dichiarazioni con le quali il 22 ottobre u.s. il Presidente della Repubblica, anche nella sua veste di Presidente del CSM, intervenendo sulle recenti polemiche suscitate da vicende giudiziarie, ha assicurato la sua attenzione sui  temi di giustizia e sul fisiologico sviluppo dell’attività giudiziaria e delle indagini in corso ed ha invitato nel contempo tutti alla riservatezza ed al rispetto delle regole fissate da leggi e da codici deontologici. 

Roma, 24 ottobre 2007

La Giunta Esecutiva Centrale all’unanimità

 

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Di Loredana Morandi (del 22/10/2007 @ 11:12:35, in Magistratura, linkato 205 volte)

AVOCAZIONE DELL'INCHIESTA di CATANZARO


ANM Giunta Esecutiva Centrale

- Membri Movimento Giustizia - Articolo 3 -

L'Associazione ha già espresso la propria meditata posizione sui profili istituzionali e generali della vicenda che riguarda il collega De Magistris, con il solo limite di non pronunciarsi sul merito di fatti (indagini o provvedimenti) non ancora noti o conosciuti solo attraverso notizie di stampa.  La linea di condotta è stata quella di intervenire, in termini chiari e fermi, solo su tutto ciò che è noto.

Nella medesima ottica, i sottoscritti componenti della Giunta reputano che l'avocazione  da parte del Procuratore generale di Catanzaro del noto procedimento trattato dal dott. De Magistris  non appare condivisibile per l'assenza di  ragioni giuridiche idonee a sorreggerla, nonché oltremodo discutibile per i tempi e le modalità di adozione del provvedimento.

Infatti, non sembrano sussistere né l'inerzia del pm ad esercitare l'azione penale, né il ritardo nel richiedere l'archiviazione alla scadenza delle indagini preliminari, né - ancora - le situazioni di incompatibilità o le ragioni di astensione rispettivamente previste dagli artt. 372 e 52 c.p.p., giacché queste, comunque, dovrebbero essere oggettive e preesistenti al procedimento penale e non generate dalle reazioni ad esso di altri organi, da eventuali iniziative disciplinari o da fatti di diversa natura, come - ad esempio - le denunce dei cittadini indagati, pena la possibilità di favorire iniziative strumentalmente volte ad ottenere il mutamento del magistrato  assegnatario del singolo procedimento.

Perciò i sottoscritti ritengono di dover esprimere preoccupazione  ed allarme - sotto il profilo del metodo - per il ricorso allo strumento del tutto eccezionale dell'avocazione, che non solo rischia di produrre ulteriore confusione nell'opinione pubblica, ma anche di determinare un dannoso rallentamento nella conduzione di così delicate indagini.

I sottoscritti componenti della Giunta auspicano, infine,  che il CSM, allo scopo di riportare la necessaria chiarezza in una vicenda che si va facendo sempre più intricata, adotti rapidamente le proprie determinazioni sulla procedura amministrativa riguardante Catanzaro pendente in 1^ commissione e nel procedimento cautelare che concerne  il dott. De Magistris.
 

Roma, 21 ottobre 2007

I componenti  della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM

Gioacchino NATOLI (Vice Segretario) e Mario SURIANO
per il gruppo "Movimento per la Giustizia - Articolo Tre"

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Di Loredana Morandi (del 22/10/2007 @ 11:03:26, in Magistratura, linkato 200 volte)

UNICOST

WHY NOT ?

La notizia del provvedimento di avocazione dell’inchiesta “Why not” da parte della Procura Generale di Catanzaro ingenera ulteriore confusione in una vicenda già di per sé complessa.

In particolare, lasciano molto perplessi i tempi di intervento in considerazione del fatto che la Commissione incarichi direttivi del CSM solo qualche giorno fa ha proposto all’unanimità la nomina del nuovo Procuratore Generale di Catanzaro.

Attendiamo di conoscere, dunque, le ragioni di urgenza che hanno determinato l’attuale reggente dell’Ufficio a prendere un provvedimento che, al di là della sua legittimità formale, è destinato ad incidere sulla conduzione di indagini dai delicatissimi risvolti politici.

Ferme restando le determinazioni che prenderanno, nelle rispettive competenze, il CSM ed il Giudice disciplinare, osservo che quest’ultima circostanza aggiunge ulteriore mancanza di tempestività o, se si preferisce, un’ulteriore dimostrazione di fretta in una vicenda tutta connotata da troppe ed incomprensibili invasioni di campo.

Roma,21.10.2007

Il Segretario Generale di Unità per la Costituzione
Marcello Matera

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Di Loredana Morandi (del 18/10/2007 @ 16:34:27, in Magistratura, linkato 179 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM sulla situazione degli  uffici giudiziari di Catanzaro
 

In questi mesi l’associazione ha più volte espresso, in forme ed in sedi diverse, meditate posizioni sulla vicenda che ha avuto come protagonista il collega De Magistris e sui profili istituzionali e generali della procedura cautelare che oggi lo riguarda.

L’unico limite che la Giunta si è posta è stato un limite di ragione, peraltro rispettato anche da tutti coloro che si sono espressi sul tema collettivamente: non pronunciarsi sul merito di fatti (indagini, provvedimenti) non ancora noti o conosciuti solo attraverso indiscrezioni  di stampa e voci,  spesso anche contrastanti.  

Oggi , dunque, l’associazione più che “dire” deve “ribadire”. 

In particolare la Giunta ribadisce qui le critiche già mosse alle norme dei decreti Castelli che da un lato hanno posto nel nulla il potere del CSM di intervenire in situazioni critiche di incompatibilità ambientale con lo strumento del trasferimento di ufficio (previsto dall’art. 2 della legge sulle guarentigie) e dall’altro hanno attribuito al Ministro della Giustizia il potere di richiedere l’adozione della misura cautelare del trasferimento. 

Si può constatare che sin dalle sue prime applicazioni questo potere è suscettibile di determinare polemiche ed allarme nell’opinione pubblica.

I cittadini avvertono infatti tutto il rilievo e la estrema gravità di procedure di trasferimento, promosse direttamente dal Ministro, che investono magistrati impegnati in delicati procedimenti. 

La Giunta auspica dunque che siano modificate le norme che attribuiscono al Ministro il potere di richiesta del trasferimento di ufficio e che l’attenzione del Ministero per gli uffici giudiziari calabresi non si limiti ai casi individuali o alle emergenze ma si concentri sui problemi organizzativi e funzionali della giurisdizione in Calabria. 

Roma, 17 ottobre 2007

La Giunta Esecutiva Centrale dell’ANM

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Di Loredana Morandi (del 07/10/2007 @ 09:38:24, in Politica, linkato 198 volte)

Intervista a Luigi De Magistris

Le indagini di De Magistris spiegate da G.Barbacetto

Intervento di De Magistris a Soverato

 

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