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E non cambiare. Non distogliere il tuo amore dalle cose visibili. Continua ad amare ciò che è buono, semplice e ordinario; animali e cose e fiori, e mantieni l'equilibrio appropriato.

Rilke
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\\ Home Page : Storico : Magistratura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/12/2005 @ 16:41:22, in Magistratura, linkato 386 volte)

Da oggi è in rete il sito unicostmilano.it (www.unicostmilano.it) che si propone come punto di elaborazione per la cultura giuridica costiuzionale e che raccoglie anche tutti provvedimenti giudiziari di particolare interesse. Il sito è ovviamente aperto ai contributi di tutti i magistrati, giuristi ed esponenti del mondo sociale. Di seguito l'articolo di presentazione.  


 
La cultura dei diritti

Provare a fare cultura dei diritti significa riflettere sul lavoro quotidiano che i magistrati sono chiamati a svolgere nell’ambito della funzione giurisdizionale per capire la genesi del comportamento illecito, valutare la presenza di nuovi fenomeni sociali, studiare i meccanismi applicativi delle norme sostanziali e processuali e quindi proporre al dibattito il risultato di esperienze personali e di confronto.

I magistrati che si riconoscono nei valori di Unità per la Costituzione (pluralismo ideale, terzietà costituzionale, indipendenza reale anche praticata), e quindi che vivono il lavoro giudiziario con senso istituzionale e tensione sociale, avvertono la necessità che proprio da Milano - sede giudiziaria di grande tradizione, di interpretazione normativa d’avanguardia e di dibattito giuridico sempre vivo - possa ripartire la ricerca di un’etica delle istituzioni che sia ricca di una cultura dei diritti e che abbandoni quei processi degenerativi di patologica contrapposizione che hanno caratterizzato lunghe fasi di questi ultimi tempi.

Unità per la Costituzione è una “corrente” della magistratura. Il termine corrente - che potremmo sostituire con gruppo di ritrovo ideale, con luogo di elaborazione di idee sulla giurisdizione e per il diritto - viene usato nel linguaggio comune per sostenere che i magistrati fanno politica e che gli “apparati correntizi” costituiscono piccoli partiti caricati di tutte le valenze negative di queste aggregazioni democratiche: logiche di appartenenza, clientele, contrapposizioni laceranti nei momenti elettorali interni. Ma vivere un ruolo di magistrato culturalmente attento al divenire sociale non significa fare politica nella giurisdizione, orientare cioè una decisione per finalità che vadano oltre l’interpretazione normativa e che rispondano a pulsioni ideologiche.

Entra in gioco il modello di magistrato che si vorrebbe disegnare. Da un lato c’è chi auspicherebbe che il magistrato vivesse in un eremo esistenziale, un po’ burocrate un po’ indifferente alla storia, dall’altro c’è chi propone un modello costituzionale, indipendente ed autonomo, attento verso tutte le tensioni che provengono dalla cultura e dalle vicende delle persone che deve quotidianamente giudicare.

I magistrati di Unità per la Costituzione si riconoscono in questa figura di magistrato costituzionale calato nella società di inizio del terzo millennio. Ma fare cultura dei diritti  significa anche cogliere le aspettative dei cittadini verso chi deve amministrare giustizia e quindi essere pronti a mettere in discussione ogni ritenuta certezza.

Fabio Roia
Magistrato- Segretario Distrettuale di Unità per la Costituzione

   
***

Formata la squadra iniziale per le prossime elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura.

Dopo un lungo percorso - definibile di “primarie”- che ha coinvolto tutti i magistrati aderenti al progetto di Unità per la Costituzione  il Comitato di Coordinamento (composto da 94 componenti fra membri elettivi e di diritto) ha designato in data 17/12/2005 i candidati per le prossime elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura.

Tutte le assemblee dei distretti giudiziari si sono pronunciate su eventuali candidature locali da proporre in sede nazionale o sulla necessità di aderire ad indicazioni provenienti da altri distretti con la consapevolezza che la prossima componente consiliare dovrà rappresentare  unitariamente - conoscendola - tutta la geografia giudiziaria italiana per interpretare in maniera costituzionalmente orientata la disciplina di riforma dell’ordinamento giudiziario.

Le designazioni locali hanno indicato:

- per il collegio della legittimità: Giuseppe Maria Berruti (Corte di Cassazione)

- per il collegio dei Pubblici Ministeri: Carlo Fucci (Procura di Santa Maria Capua Vetere)

- per il collegio dei Giudici: Luisa Napolitano (Tribunale di Treviso), Fabio Roia (Tribunale di Milano), Roberto Carrelli Palombi (Tribunale di Roma), Alberto Liguori (Magistrato di Sorveglianza di Cosenza), Alfonso Pappalardo (Tribunale di Bari), Francesco Mannino (Corte d’Appello di Catania).

Dopo la rinuncia in sede nazionale di Alberto Liguori, il Comitato di Coordinamento  ha designato (con voto limitato ed a scrutinio segreto):

- per il collegio di legittimità: Giuseppe Maria Berruti; collegio dei Pubblici Ministeri: Carlo Fucci; collegio dei Giudici: Fabio Roia, Luisa Napolitano, Roberto Carrelli Palombi, Francesco Mannino.

I candidati designati - che potranno essere successivamente integrati nel numero in relazione anche ad eventuali modifiche legislative in materia - lavoreranno, d’intesa con la segreteria nazionale,  al programma raccogliendo le indicazioni provenienti da tutti i colleghi.

A tal fine sul sito www.unicostmilano.it  viene istituito un apposito forum dove raccogliere tutte le riflessioni in materia di competenza, funzionalità, attività del Consiglio Superiore della Magistratura.

Roma 18 dicembre 2005
La segreteria di Milano

 
Di Loredana Morandi (del 18/12/2005 @ 11:18:15, in Magistratura, linkato 271 volte)

L'Anm non parteciperà alle cerimonie nei distretti di Corte d'appello il 28 gennaio
I giudici denunciano "un lucido disegno per marginalizzare il ruolo delle toghe"

I magistrati contro la riforma "Diserteremo l'anno giudiziario"

ROMA - All'inaugurazione dell'anno giudiziario, i magistrati non ci saranno: protestano contro la riforma della Giustizia. Saranno presenti solo all'inaugurazione presso la Corte di Cassazione e solo perché è stato invitato il presidente Ciampi al quale riservano "un doveroso rispetto". "La riforma - spiegano i giudici - non è più una legge del Polo ma una legge dello Stato alla quale non possiamo disobbedire, ma dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per modificarla".

Annunciando la manifestazione del 28 gennaio, il presidente dell'Anm Ciro Riviezzo ha detto che gli schemi dei decreti attuativi della "controriforma dell'ordinamento giudiziario" non hanno affrontato né risolto i nodi segnalati dalla magistratura: "Non vogliamo discutere la politica giudiziaria di questo o quel governo - ha detto Riviezzo - ma notiamo un lucido disegno di marginalizzazione del ruolo della magistratura".

Secondo il segretario dell'Anm Antonio Patrono la riforma "cadrà, ma bisogna vedere tra quanto tempo e dopo quali danni. Noi continuiamo la protesta e a discutere con maggioranza e opposizione cercando di convincere quest'ultima a cambiare una riforma non solo sbagliata, ma inapplicabile". Carlo Fucci, vice presidente dell'Anm, dice: "Dobbiamo chiedere a chi governerà di bloccare, modificare e trasformare la riforma nel rispetto della Costituzione. Non possiamo dire no a una legge dello Stato ma ridurre e limitare i danni, coinvolgendo la Corte costituzionale per bloccare lo scempio".

Concordi nella scelta della protesta tutte le componenti dell'associazione. Il procuratore di Venezia Vittorio Borraccetti di Magistratura democratica, ha detto: "E' nostra intenzione dare un segnale molto forte contro una riforma che limita l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e mortifica la funzione giurisdizionale ma anche per denunciare l'incuria totale del governo sui problemi della giustizia".

"Diserteremo le cerimonie - gli ha fatto eco il vicepresidente dell'Anm Carlo Fucci di Unità costituzionale - per contestare una riforma che non condividiamo e per spiegare all'opinione pubblica che i problemi della giustizia non sono stati affrontati durante questa legislatura".

(17 dicembre 2005)
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/politica/toghe1/toghe1/toghe1.html

 
Di Loredana Morandi (del 18/12/2005 @ 10:21:48, in Magistratura, linkato 588 volte)

EUGIUS relazione:

Convegno - Alcol e stupefacenti nel nuovo Codice della Strada

Il Centro Studi del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, diretto dal Cons. Avv. Fioravante Carletti, http://www.ordineavvocati.roma.it/NotizieOrdine/Notizie.asp, il 16 dicembre 2005 ha organizzato presso la sua sede di Via Valedier, 42 un Convegno di studio su "Alcol e stupefacenti nel nuovo Codice della Strada", moderatore  lo stesso. Avv.Fioravante Carletti.

Ha introdotto i lavori l'Avv. Vincenzo Sinopoli (noto avvocato penalista del Foro di Roma e candidato alle prossime elezioni per il rinovo del Consiglio), il quale, da perfetto esperto della materia, ha svolto una relazione panoramica su tutta la normativa che regola l'uso di alcol e stupefacenti, concludendo con l'esame della più affermata e recente giurisprudenza. 

Sulla seconda parte del convegno,  I CONTROLLI SU STRADA,  relativamente all'aspetto prettamente scientifico e medico del problema,  sono intervenuti  la Prof. Dott. Annunziata Lopez  e il Prof. Dott. Francesco Saverio Romolo (entrambi docenti di Tossicologia Forense presso il  Dipartimento di Medicina Legale dell'Università di Roma "La Sapienza"), i quali,  alternandosi in un pregevole duetto di elevatissimo livello scientifico, hanno rappresentato i vari gradi di tolleranza e di uso-abuso delle sostanze alcooliche e psicostimolanti, nonché le notevoli difficoltà di un preciso accertamento scientifico dello stato di assunzione delle suddette sostanze,  mettendo conseguentemente  in chiara evidenza la labilità e l'insicurezza delle varie metodologie di accertamento comunemente ed abitualmente in uso.

Sul CONSENSO INFORMATO e la problematica delicata della sottoposizione coattiva del guidatore al test alcolimetrico è intervenuto il Prof. Gian Paolo Cioccia (docente presso la Scuola di Specializzazione di Medicina Legale - Università di Roma "La Sapienza"), il quale ha fornito un contributo notevole, anche attraverso una piacevole illustrazione grafica con diapositive, alla comprensione delle specifiche  questioni tecnico-giuridiche che investono la materia. 

Per le problematiche tecniche relative al RINNOVO DELLA PATENTE, quarta parte del convegno,  riguardante le persone alcolizzate e tossicodipendenti,  ha parlato la Dott. Biancamaria Lanzetta  (Medico Capo della Polizia di Stato), che ha svolto una interessante e completa esposizione, arricchita dalla proiezione di diapositive, delle complesse difficoltà in cui si trovano gli Organi amministrativi di controllo per cercare di trovare  ed adottare a livello nazionale una  regolamentazione uniforme di strumenti tecnici e giuridici.

Ha chiuso i lavori  il Dott. Gennaro Francione (Giudice Monocratico presso il Tribunale Penale di Roma) il quale, presentando in anteprima il saggio appena uscito "Le nuove frontiere della Droga. La via medicinale" (Progresso giuridico, Roma dicembre 2005), ha sottolineato l'inutilità della repressione penalistica nell'uso di droghe, proponendo la nuova via medicinale che sostituisce al carcere la cura (preventiva e successiva), le sole sanzioni amministrative(ad es. nel caso della legge esaminata il sequestro del veicolo) e  misure di sicurezza sul territorio. In particolare ha illustrato una imminente questione di costituzionalità da lui prospettata dell'intera normativa di repressione della droga là dove non consideri il tossicodipendente autore di crimini (spaccio e altro) come un autentico malato non da punire in carcere ma solo  da curare. Ciò trovando fondamento nella stessa Corte Cost. che, con sentenza n. 114/1998,  ha affermato il collegamento col concetto d'infermità scriminante dell'intossicazione da alcool e da stupefacenti sia pur specificando che è: "colpevole quella acuta, sia pure dandosi spazio a tutti i trattamenti di recupero e agli altri provvedimenti ritenuti adeguati sul piano dell'applicazione e dell'esecuzione delle pene; incolpevole, o meno colpevole, quella cronica, sia pure attraverso il passaggio, nell'ipotesi della pena soltanto diminuita, per la discussa e discutibile figura della semi-imputabilità".

Alcuni dei partecipanti al convegno  saranno presenti sui medesimi argomenti alla trasmissione "Roma città aperta"  in onda su Roma Uno tv (canale 31 in chiaro, canale 860 piattaforma Sky) giovedì 22 dicembre dalle ore 16 alle ore 18,30

UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI(EUGIUS):
LA NUOVA UNIONE DEI GIUDICI UMANISTI D'EUROPA
:
http://www.antiarte.it/eugius

 
Di Loredana Morandi (del 18/12/2005 @ 10:09:08, in Magistratura, linkato 280 volte)

Associazione Nazionale Magistrati


 
COMITATO DIRETTIVO CENTRALE

Il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati

All’esito della Assemblea nazionale del 17 dicembre 2005

Preso atto degli ulteriori passi della controriforma  dell’ordinamento giudiziario con l’approvazione da parte del Governo degli schemi dei decreti legislativi.

Rilevato che i contenuti degli schemi presentati per il parere alle Camere accentuano i profili di allarme che già derivavano dalla legge delega, in quanto lungi da attenuare o da migliorare gli aspetti di più rilevante contrasto con i principi costituzionali e con le esigenze di funzionalità del servizio, aggiungono previsioni peggiorative del testo della legge-delega.

Preso atto della perdurante, intollerabile, inerzia e  delle gravissime inadempienze del Ministro della Giustizia di fronte alla crisi di funzionalità dell’apparato giudiziario.

All’esito dei seminari interdistrettuali di dicembre a Napoli, Bari, Palermo e Milano sulla funzionalità degli uffici giudiziari.

DELIBERA

La convocazione di assemblee in ogni distretto di Corte d’Appello per il giorno 26 gennaio 2006 alle quali invitare esponenti della avvocatura, delle università e rappresentanti del personale amministrativo per una analisi della relazione del Ministro al Parlamento sullo stato della giustizia; per la denuncia delle situazioni di crisi di funzionalità nelle singole sedi, e per un confronto sugli interventi necessari per migliorare la funzionalità del servizio.

La non partecipazione alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terranno nei distretti di Corte d’Appello il 28 gennaio 2006; ferma restando la partecipazione alla inaugurazione presso la Corte di Cassazione esclusivamente in ragione del doveroso rispetto per la presenza istituzionale del Capo dello Stato.

Dà mandato alla giunta di stabilire le opportune modalità organizzative delle iniziative.

Roma, 17 dicembre 2005
Approvato con un voto contrario

 
Di Loredana Morandi (del 16/12/2005 @ 15:17:16, in Magistratura, linkato 305 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

I magistrati per il trasferimento immediato del settore civile alla Torre A del Palazzo di Giustizia di Napoli

L’avvenuta presentazione da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli del ricorso al T.A.R. avverso il decreto di trasferimento del settore civile dagli attuali edifici alla Torre A del Centro direzionale si aggiunge all’inammissibile inerzia finora tenuta dalle Autorità competenti a disporre concretamente, come è loro preciso obbligo, il detto trasferimento.

Le condizioni in cui operano magistrati, avvocati e personale amministrativo napoletani addetti al settore civile sono inaccettabili e non possono essere, e non saranno, ulteriormente sopportate. Anche la recente visita effettuata in occasione della manifestazione sulla funzionalità tenutasi a Napoli il 3 dicembre scorso, i cui risultati sono stati ampiamente riportati dalla stampa locale, ha dimostrato la gravità e la pericolosità della situazione, soprattutto del Palazzo in Piazza San Francesco. I cittadini napoletani hanno diritto a veder esercitare giustizia con efficienza. I magistrati, gli avvocati, il personale, hanno diritto di lavorare in condizioni di sicurezza e di decoro.

Il trasferimento alla Torre A è possibile e urgente. Si possono e si debbono superare immediatamente le difficoltà burocratiche connesse ad un atto comunque complesso. Le ragioni addotte nel ricorso del Consiglio dell’Ordine, oltre che infondate, appaiono pretestuose, a fronte del degrado assoluto in cui operano attualmente gli uffici. Gli organi locali dell’A. N. M. da sempre auspicano che il trasferimento dell’intero settore civile avvenga al più presto. Se questa è la preoccupazione degli avvocati napoletani, autorevolmente espressa nella citata manifestazione del 3 dicembre scorso, essi sappiano che trovano nei magistrati gli alleati più fermi nel pretendere l’attuazione nel minor tempo possibile dello spostamento di tutti gli uffici. Occorre iniziare da subito il trasferimento, a partire dalle situazioni maggiormente pericolose e disastrate, e completarlo nei tempi più celeri. Gli inevitabili disagi, ai quali saranno sottoposti gli operatori nel periodo di transizione, sono nulla nei confronti dell’insostenibilità della situazione attuale.

L’Associazione Nazionale Magistrati sosterrà in pieno e senza riserve l’azione dei colleghi che intenderanno opporsi al ricorso presentato in sede amministrativa, nonché le altre iniziative utili e necessarie. Deve essere chiaro a tutti che l’intera magistratura associata è schierata a favore del trasferimento immediato, e che non consentirà ulteriormente che si continui ad operare in condizioni illegali e pericolose. Per questo, l’A.N.M.

METTE FORMALMENTE IN MORA
tutte le Autorità responsabili a fare quanto necessario per rendere operativo il disposto trasferimento.

Roma, 17 dicembre 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 15/12/2005 @ 14:01:10, in Magistratura, linkato 321 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

LA CONTRORIFORMA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
DECRETI PEGGIORI DELLA DELEGA


Il Governo sta presentando gli schemi dei decreti legislativi di attuazione della riforma dell’ordinamento giudiziario.
L’Associazione Nazionale Magistrati esprime ancora una volta la propria contrarietà a norme che cambieranno in peggio la magistratura italiana.

Noi non vogliamo:

- magistrati carrieristi ed un sistema di progressione in carriera che premia i più furbi invece che i più meritevoli sul campo;

- dirigenti degli uffici che saranno, al tempo stesso, onnipotenti e intimiditi, in virtù di una riforma che consentirà ai procuratori della repubblica perfino di imporre obblighi di facere ai loro sostituti, e imporrà a tutti i dirigenti di denunciare ai titolari dell’azione disciplinare qualsivoglia presunta manchevolezza degli altri magistrati;

- magistrati minacciati dall’obbligatorietà dell’azione disciplinare e da fattispecie vaghe e imprecisate;

- una scuola della magistratura che serva solo a distribuire certificati e non a formare ed aggiornare;

- un C.S.M. privato delle sue prerogative costituzionali, ridotto a ratificare l’operato di commissioni esterne di valutazione dei magistrati;

- il conformismo giurisprudenziale di magistrati preoccupati più di “fare carriera” che di rendere giustizia.

Noi vogliamo invece un C.S.M. credibile, forte ed efficiente, magistrati privi di condizionamenti e attrezzati professionalmente, dirigenti degli uffici giudiziari maturi ed autorevoli, una formazione professionale costante e razionale.

Nulla di tutto ciò è possibile con questa legge.

Si può fare solo una cosa: occorre una riforma vera, aderente alle esigenze della società italiana e rispettosa dei precetti costituzionali.

L’A.N.M.
chiama ancora una volta i magistrati ad esprimere la loro motivata protesta il

 
17 dicembre 2005 ore 10.00
Roma - Aula Magna - Corte Suprema di Cassazione

Al termine della manifestazione si riunirà il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM per decidere le ulteriori iniziative.

 
Di Loredana Morandi (del 09/12/2005 @ 09:23:17, in Magistratura, linkato 207 volte)

Magistratura Democratica
Sezione Piemonte - Valle d'Aosta

VAL DI SUSA

Magistratura Democratica, sezione Piemonte e Valle d'Aosta, segue con preoccupazione le notizie che giungono dalla Valle di Susa.
Ricorda come in democrazia qualunque intervento legittimo delle forze di polizia (in quanto destinato al conseguimento di un obiettivo autorizzato dalla legge) non possa non essere proporzionato al tipo ed alle modalità della resistenza da affrontare.
Non possa cioè  ledere l'incolumità di persone inermi, che manifestano per difendere i loro diritti, la cui resistenza passiva ben può essere vinta senza alcun danno per l'integrità fisica loro e delle forze dell'ordine.
Sottolinea il pericolo insito in questi momenti di tensione per la facile strumentalizzazione da parte di chi opera fuori della legalità e può sfruttare queste occasioni per  ideare  ed organizzare  atti vandalici o terroristici.
Si augura che cessino al più presto le prove di forza e che la politica torni ad appropriarsi di uno spazio e di una discussione, che non può essere governata attraverso l'intervento della polizia.

Torino, 7 dicembre 2005
la segreteria regionale

 
Di Loredana Morandi (del 08/12/2005 @ 10:10:48, in Magistratura, linkato 272 volte)
07.12.2005
Il presidente della Cassazione: giustizia devastata dalla Cirielli
di red.

«Un obbrobrio» che avrà «effetti devastanti», cancellando il 50 per cento dei processi e che perciò porterà alla «bancarotta». È il duro atto d'accusa che il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli, lancia alla ex Cirielli. Lo fa parlando ad un dibattito sulla legge organizzato insieme dall'Unione delle Camere Penali e dall' Associazione Nazionale Magistrati, alla presenza di parlamentari della maggioranza e dell'opposizione.

Marvulli lamenta il fatto che le toghe non siano state ascoltate dai politici, siano state cioè «emarginate dal dialogo». Auspica una riflessione non solo sulla ex Cirielli ma anche sulla legge sulla legittima difesa che definisce «un'aberrazione» e sulla proposta Pecorella sulle impugnazioni «che stravolge il giudizio in Cassazione». E poi sempre a proposito della Cirielli dice: «La Cassazione potrà prendere iniziative sui limiti di applicazione di questa normativa, cioè se la esclusione dell'applicabilità ai processi in Cassazione sia compatibile con l'articolo 3 della Costituzione».

Marvulli è un fiume in piena. Lui che presiede i lavori del dibattito prende la parola per ben tre volte per demolire pezzo a pezzo la ex Cirielli. E parla fuori dai denti di una legge che «aveva un padre» che ora «è un ex» e uno scopo «che è stato abbandonato». Prima Marvulli attacca le norme sulla prescrizione: «Quando si abbassano i termini di prescrizione si deve intervenire sul processo oppure si va verso la bancarotta», dice precisando che il 50% delle pendenze in Cassazione «andranno in fumo». Poi il primo presidente della Cassazione critica duramente le norme sui recidivi ricordando che persino nella Germania nazista ci fu «il ripudio, la ripulsa della colpa di autore».

Ed è proprio parlando della recidiva e del fatto che al giudice è tolta ogni discrezionalità («diventeremo dei notai nell' applicazione della pena») che Marvulli parla di «salto nel buio». E dice sconsolato: «Non credo che a breve termine questo obbrobrio sarà cancellato dal legislatore, io me lo auguro ma ho deboli speranze». L'affondo finale è per la politica, o meglio per la maggioranza. Ad ascoltarlo c'è il responsabile giustizia di Forza Italia, Giuseppe Gargani. A lui ricorda che la maggioranza è stata «un anno a discutere della ex Cirielli. Ma perché, perché non ci avete ascoltato prima?. Già allora avevamo indicato gli effetti disastrosi di questa legge». «Noi magistrati - insiste ancora Marvulli - abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità, ma siamo stati emarginati dal dialogo. Ma perché prima di mettersi al tavolo della politica non si sentono le voci degli operatori del diritto?».

L'Unità online del 7.12.2005

 

Associazione Nazionale Magistrati

Raffaele Sabato nominato al CCJE

Con immenso piacere informo che il collega Raffaele Sabato, giudice del Tribunale di Napoli e componente del Comitato Direttivo Centrale dell’A.N.M., è stato nominato all’unanimità Presidente del Consiglio Consultivo dei Giudici Europei (CCJE) presso il Consiglio d'Europa, organo del quale è componente su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura, e che è formato dai rappresentanti di 46 Paesi europei. Succede in tale carica ai colleghi Jonathan Mance (Lord giudiziario alla Camera dei Lords del Regno Unito) e Alain Lacabarats (consigliere della Corte di cassazione francese).

A Lello vanno le congratulazioni dei magistrati italiani, orgogliosi di annoverarlo tra di loro, e gli auguri di buon lavoro nel prestigioso ed oneroso incarico.

Roma, 28 novembre 2005

Ciro Riviezzo
Presidente Associazione Nazionale Magistrati

 

Magistratura Democratica

"Il Caso Italia" al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa

Domani, 29 novembre, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa esaminerà per l’ennesima volta il “caso Italia”.

Da anni il Consiglio chiede al nostro Ministro della giustizia di fornire dati attendibili e rassicuranti sulle misure prese per diminuire la durata eccessiva dei procedimenti giudiziari ricevendo risposte che evidentemente ritiene elusive ed insufficienti. Lo scorso 13 ottobre il Comitato ha dovuto prendere atto “che il problema dell’eccessiva lungaggine della giustizia italiana resta irrisolto” e che il “piano .. predisposto [dal Governo] per fronteggiare questa situazione … non costituisce una risposta sufficientemente esauriente al problema”.

Il nostro Paese rischia ora che venga addirittura nominata una Commissione ad hoc col compito di analizzare il problema e proporre una soluzione globale adeguata, il che costruirebbe una grave umiliazione ed un inaudito precedente.

Mentre la giustizia si dibatte tra difficoltà di ogni genere tra tagli al bilancio e mancanza di progetti seri, da anni si preferisce percorrere la strada della controriforma dell’Ordinamento giudiziario, della contrapposizione con le categorie interessate, delle leggi ad personam e ora della ex-Cirielli, anziché quella di misure organizzative e processuali necessarie per ridare al nostro sistema una minima credibilità internazionale. I magistrati, gli avvocati e i funzionari amministrativi italiani non meritano davvero questa ennesima brutta figura.

Il segretario nazionale
Ignazio Juan Patrone

 
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