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 justitia ...... di Loredana Morandi
 
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Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
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\\ Home Page : Storico : Magistratura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 13:46:40, in Magistratura, linkato 264 volte)

Movimento per la Giustizia

"Di fronte a un episodio così grave non ci resta che ricominciare da capo: per attuare i valori della Costituzione e introdurre la cultura della legalità"

"Quando si dice che il 40% della ricchezza sommersa rappresenta un bene per il Paese perché in questo modo noi ci svilupperemo, io ritengo che si dica qualcosa che non può essere conforme ai valori costituzionali. E' la cultura dell'illegalità"

Queste le due frasi incriminate che hanno consentito l'ennesimo tentativo di linciaggio di un magistrato dello spessore professionale e culturale di Enrico Di Nicola, al quale il Movimento non può che confermare la sua più incondizionata stima e gratitudine per quanto fino ad oggi e in tutti questi anni ha saputo fare, e continuerà a fare, per quella cultura della legalità verso cui  oggi egli giustamente denuncia una diffusa indifferenza e/o ostilità.

Eppure ciascuno di noi, forse proprio perchè "antropologicamente diversi" a dispetto dei futuri "test psico attitdinali", è pronto a sottoscrivere queste due sacrosante proposizioni che non possono essere rozzamente e strumentalmente confuse con un'impropria indicazione di correità tra due contesti sicuramente diversi ma ciononostante contraddistinti, purtroppo (come la gran parte dei fenomeni sociali e delle posizioni politiche che si vanno affermando nel Paese) dal medesimo, assai triste comune denominatore.

Nino Condorelli
Segretario Generale Movimento per la Giustizia

 
Di Loredana Morandi (del 21/06/2005 @ 00:19:04, in Magistratura, linkato 253 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati ha indetto per MERCOLEDI’ 22 GIUGNO p.v. alle ore 16,00, presso la propria sede in Roma – Piazza Cavour (ascensore n. 3 - 6° piano), una

CONFERENZA STAMPA

per la presentazione della manifestazione dei magistrati italiani organizzata dall’ANM, prevista per il 25 giugno 2005 e altre iniziative in corso.

Vi ricordiamo che le richieste di accredito vanno inoltrate direttamente all’Ufficio Controllo e Sicurezza della Corte di Cassazione via fax.

Roma, 20 giugno 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 21/06/2005 @ 00:13:15, in Magistratura, linkato 284 volte)

Consiglio Superiore  della Magistratura
Osservatorio romano sulla Giustizia Civile
www.civoroma.it

Ufficio del referente distrettuale per la formazione decentrata nel settore civile

Aula magna della Corte d'Appello di Roma
Via Varisco, 11

Incontro pubblico
23 giugno 2005 ore 15.30-18.30

IL NUOVO PROCESSO CIVILE DOPO LA LEGGE N. 80/2005
 
INTRODUZIONE

Avv. Alessandro Cajola
Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

RELAZIONI

La nuova fase introduttiva e di trattazione del giudizio di cognizione.

Le modifiche al procedimento cautelare

Dott.ssa Giuseppina Luciana Barreca - Dott. Antonio Lamorgese - Giudici del Tribunale civile di Roma - Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

Le novità in tema di revocatoria fallimentare e concordato preventivo
Dott. Andrea Scaldaferri - Giudice del Tribunale civile di Roma Sezione fallimentare - Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

La riforma delle procedure esecutive
Dott. Francesco Vigorito - Giudice del Tribunale civile di Roma Sezione esecuzioni - Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

INTERVENTI PROGRAMMATI
Avv. Giancarlo Renzetti - Associazione Nazionale Forense
Avv. Giuliano Leuzzi - Associazione Italiana Giovani Avvocati

DIBATTITO

 
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:54:47, in Magistratura, linkato 267 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione di Milano

"FINALMENTE REPERITI I FONDI PER LA GIUSTIZIA !"
 
Da alcuni anni, ormai, mancano i soldi per il funzionamento della giustizia.

Gli stanziamenti si riducono sempre più, tanto che per l'anno in corso gli uffici hanno già impegnato tutte le risorse disponibili; rinunciamo a comprare codici aggiornati; per la "carente copertura finanziaria" (come ha comunicato il Ministero il 5 aprile) non possiamo dotarci di nuovi personal computer; molte udienze penali non possono proseguire oltre le ore 14, perché il personale amministrativo che cessa dal servizio non viene sostituito ed in più è prevista una riduzione di organici per oltre duemila unità a livello nazionale.

Ma ora la svolta: secondo le regolamentari previsioni, sono giunte dal Ministero della Giustizia le nuove divise estive per commessi ed autisti. Uniformi di buon taglio, costate quasi trecento euro per gli uomini ed un po' meno per le donne: quante ne sono state acquistate in tutta Italia ?

Magari non faremo udienza al pomeriggio, ma in compenso i fascicoli verranno trasportati da personale finalmente elegante !

Milano, 16 giugno 2005

Per la Giunta
Paolo Carfì, presidente
Luigi De Ruggiero, segretario

 
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:53:19, in Magistratura, linkato 244 volte)

Il CSM sulle dichiarazioni del sen. CENTARO
Plenum 16 giugno 2005.

Proposta di inserimento urgente all’ordine del giorno ex art.45, 3° comma, del Regolamento Interno

Il Sen.Centaro ha attribuito in una dichiarazione pubblica la responsabilità di ritardi nella trattazione di importanti processi alle donne magistrato, per le loro maternità.
Una tesi, questa, antistorica e fuorviante rispetto alle vere cause delle lungaggini dei processi.
In realtà le donne magistrato continuano ad assicurare, anche in sedi particolarmente difficili, con il massimo senso di responsabilità, il loro decisivo apporto alla giurisdizione.
Esse hanno pagato questo impegno anche con un ridotto ricorso all’aspettativa facoltativa e ai congedi parentali.
Le critiche dell’autorevole parlamentare, oltre ad essere in fatto ingiustificate e infondate, finiscono con lo svalutare e marginalizzare il rilevantissimo ruolo svolto, spesso con sacrifici personali, dalla quota sempre maggiore di magistrati-donna. Tali critiche, quindi, ripropongono la necessità che maturi in ogni settore la consapevolezza dell’indispensabilità di azioni volte a garantire a ogni magistrato l’effettivo esercizio dei diritti fondamentali, tra cui quello primario alla maternità e alla paternità.

 
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:36:47, in Magistratura , linkato 260 volte)

Risoluzione plenum CSM 16 giugno 2005 a tutela della magistratura di Roma e Milano

Pratica a tutela degli uffici giudiziari di Roma e di Milano con riferimento a dichiarazioni di leader di partito politico pubblicate sul Corriere della Sera.

Come ha più volte ricordato il Presidente della Repubblica, "la stabilità delle istituzioni si fonda sulla divisione dei poteri e sul rispetto pieno e reciproco delle funzioni di ciascuno". Nell'ambito del sistema di "pesi e contrappesi" che caratterizza la moderna democrazia pluralista, le istituzioni di garanzia, e tra queste la magistratura, traggono dalla Costituzione autonoma legittimazione. La stessa Costituzione assegna anche al Consiglio superiore il compito primario di tutelare l'indipendenza e l'autonomia della magistratura e in particolar modo di ciascun magistrato nell'esercizio concreto delle sue funzioni, contro attacchi e condizionamenti indebiti, da qualunque parte essi provengano ed in qualunque modo essi vengano attuati.

Quando singoli magistrati o uffici giudiziari diventano oggetto non di critiche, sempre legittime, ma di denigrazioni diffamatorie con generiche e immotivate accuse di parzialità il Consiglio interviene a tutela della credibilità della funzione giudiziaria, essendo la fiducia dei cittadini nella giurisdizione essenziale fondamento della vita democratica.

Di recente, l'on.le Antonio Di Pietro, noto esponente e leader di una formazione politica, nel corso di una intervista apparsa sul quotidiano Il Corriere della Sera in data 9.6.05, oltre a formulare giudizi e valutazioni che rientrano nell'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e di critica politica, ha rilasciato dichiarazioni censurabili per le gravi e pesanti accuse, rivolte in maniera assolutamente generica nei confronti dei magistrati che lascerebbero fare e si piegherebbero "allo spirito del tempo", con specifico riferimento ai magistrati di Roma e Milano. Una simile, immotivata rappresentazione è collegata, nel contesto complessivo della intervista, ad una generica denuncia di superficialità investigativa nella lotta alla corruzione ed è emblematicamente raffigurata, con opzione chiaramente negativa, nella affermazione secondo cui il "porto delle nebbie non è più solo a Roma", ma "anche a Milano".

I magistrati degli uffici giudiziari richiamati nell'intervista, gravemente offesi, hanno dato una prova di senso di responsabilità, non reagendo individualmente. Il Consiglio, per parte sua, ha il dovere di difendere autorevolmente e pubblicamente la loro immagine. Ora, come è stato altra volta affermato, "è del tutto fisiologico che nella difesa della propria indipendenza e della propria autonomia la magistratura, quale istituzione di garanzia, possa venire a trovarsi in momenti di rapporto dialettico o addirittura conflittuale con altri poteri", ma tale rapporto deve rimanere nella misura di civiltà e rispetto reciproco, non essendo ammissibile una delegittimazione di un'istituzione nei confronti dell'altra, pena la caduta di credibilità dell'intero assetto costituzionale né, ovviamente, permettere che l'azione delegittimatrice, tracimando oltre il pure legittimo e doveroso esercizio della critica, possa essere innescata da esponenti politici, già autorevoli rappresentanti delle istituzioni, come l'on.le Di Pietro.

Il Consiglio esprime quindi la propria preoccupazione ed auspica che, al di là della fisiologica dialettica della critica, sia assicurato il rispetto dei singoli magistrati e dell'intera magistratura e, con esso, la fiducia dei cittadini  nell'attività giudiziaria, condizione imprescindibile di un'ordinata vita democratica.

 
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:26:20, in Magistratura, linkato 251 volte)

Associazione Nazionale Magistrati


 
In relazione alla improvvisa accelerazione dei lavori parlamentari sulla controriforma dell'ordinamento giudiziario, la Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM ha deliberato di indire una:

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

dei magistrati italiani per il 25 giugno 2005 alle ore 10.00 in Roma.

Le Sezioni dell'ANM sono invitate ad indire assemblee locali, con sospensione delle udienze per un'ora, possibilmente nella giornata di giovedì 23 giugno 2005, in preparazione della suddetta manifestazione nazionale, e di sollecitare la massima partecipazione possibile dei colleghi alla manifestazione stessa.

Sottolineo l'importanza del momento, nel quale la magistratura tutta deve far sentire la voce della protesta più netta e ferma.
Roma, 16 giugno 2005

Il Presidente
Ciro Riviezzo

 
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:23:24, in Magistratura, linkato 264 volte)

UNITA' PER LA COSTITUZIONE

L'atteggiamento tenuto dalla attuale maggioranza di governo in relazione alla riforma dell'ordinamento giudiziario evidenzia ancora una volta la strozzatura del dibattito parlamentare, la chiusura al dialogo con la cultura giuridica del Paese, l'indifferenza verso i profili di incostituzionalità del progetto normativo (per altro sottolineati dal Capo dello Stato nella loro macroscopicità), la volontà di comprimere un potere autonomo dello Stato.
La probabile immediata approvazione del progetto controriformatore sembra poi rispondere ad un'esigenza di propaganda - più che a una volontà riformistica - scandita da un certo narcisismo istuzionale del Ministro Castelli, che vorrebbe battezzare con il suo nome una legge costituzionalmente morta.
Occorre che i magistrati italiani riprendano la loro battaglia culturale mobilitando le forze del Paese che hanno a cuore l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
Occorre che i magistrati italiano esprimano il senso di disagio e di sofferenza istituzionale anche con forme estreme di protesta che siano sempre però rispettose della funzione esercitata. L'autorveolezza la si conquista con la forza della ragione e l'eticità del comportamento.
 
Milano 16 giugno 2005
Fabio Roia

 

Lettera aperta degli Osservatori di Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Milano a tutte le rappresentanze istituzionali, associative e sindacali della magistratura, avvocatura e personale amministrativo del settore giustizia in ordine alla legge n.80 del 2005.

Gli Osservatori sulla giustizia civile sono organismi ­ operanti da alcuni anni in varie sedi locali - che aggregano magistrati, avvocati, docenti universitari e personale giudiziario, accomunati, al di fuori di ogni logica di appartenenza, dalla consapevolezza che la risposta alle gravi difficoltà di funzionamento della giustizia civile debba essere ricercata anche attraverso la riaffermazione, nei diversi ruoli, della fedeltà ai valori della Costituzione ed in particolare al principio di uguaglianza, di cui all'art. 3, co. 2°, ed al principio del giusto processo di cui allčart. 111, che, anche sotto il profilo della ragionevole durata, è strumento di garanzia dei diritti e delle libertà dei cittadini.

Gli Osservatori sono convinti che lčefficienza della giustizia civile è questione che non riguarda soltanto la disciplina processuale, ma in misura significativa anche le concrete prassi operative e che tra le regole processuali generali ed astratte e il potere del singolo giudice di dirigere il processo esistono spazi che, a seconda del modo in cui sono riempiti, condizionano fortemente lčefficienza del processo e lčeffettività della giurisdizione. È per tale motivo che in questi anni gli Osservatori si sono dedicati alla individuazione ed alla diffusione di quelle prassi che, in relazione alla legislazione esistente ed alle limitate risorse materiali effettivamente disponibili, possano favorire la efficace e rapida celebrazione del processo civile.

Persuasi della correttezza di questo modo pragmatico di guardare e affrontare le cause che impediscono, al momento, un soddisfacente funzionamento del processo civile, gli Osservatori hanno accolto negativamente alcune delle innovazioni legislative recentemente entrate in vigore, che minacciano di non apportare alcun beneficio alla giustizia civile, ma di creare solo pesanti ostacoli alla rapida definizione dei processi.

Il 12 maggio scorso è stata approvata la legge di conversione del decreto legge 14 marzo 2005 n. 35, relativo al łPiano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territorialeČ, c.d. łdecreto sulla łcompetitivitàČ. Nel decreto originario erano state inserite anche disposizioni disomogenee in materia fallimentare (modifica dei presupposti e degli effetti della revocatoria e del concordato preventivo) e processuale civile (in materia di comunicazioni e notificazioni). In sede di conversione in legge del decreto, è stato introdotto, utilizzando il voto di fiducia e quindi sottraendo, di fatto, la materia al dibattito parlamentare, un maxiemendamento contenente, fra lčaltro, una miscellanea di ulteriori innovazioni delle procedure concorsuali, del processo ordinario di cognizione, dei procedimenti in materia di separazione e divorzio, del processo esecutivo.
La stessa legge di conversione contiene inoltre ben tre deleghe al Governo per operare, entro i prossimi sei mesi, la modifica radicale (per mezzo decreti legislativi) della disciplina del processo civile innanzi alla Corte di Cassazione, dellčarbitrato e dellčintera legge fallimentare.

Al di là di alcune innovazioni condivisibili, lčintervento normativo ha introdotto tra lčaltro modifiche nelle modalità di svolgimento del processo al di fuori di una politica generale della giustizia, ignorando il movimento avviato dagli Osservatori sulla giustizia civile, dalle associazioni forensi, dal Consiglio Nazionale Forense e dalla ANM, che negli ultimi tempi ha inteso farsi carico del problema della giustizia con ottiche e metodi diversi, puntando sull'organizzazione, sulla collaborazione tra tutti gli operatori del diritto, sulla ricognizione e promozione delle prassi migliori.
Un metodo che è stato lodato anche dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione nella sua relazione allčinaugurazione dellčanno giudiziario come elemento di novità nel modo di affrontare le questioni della giustizia.

Gli Osservatori sulla giustizia civile di Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Milano rilevano che un tale intervento, per quanto concerne il processo ordinario di cognizione:

- risulta estraneo ai contenuti ed alle finalità del decreto legge sulla competitività;
- vanifica il lavoro da tempo in corso in molti uffici giudiziari per adottare interpretazioni e comportamenti più attenti ai diritti dei
cittadini attraverso lčelaborazione di łprotocolli di udienzaČ;
- ripropone questioni processuali che assorbiranno energie e tempo, quasi che il fine del processo non sia di attuare i diritti delle persone, ma decidere su come si deve decidere, allontanando sempre di più il momento di composizione della lite;
- costituisce un alibi per nascondere i veri punti critici della giustizia che affondano le radici in carenze organizzative o cattivi costumi.

Le preoccupazioni degli Osservatori si concentrano su due norme in particolare:

La riforma dellčart. 183 c.p.c. non si limita a superare (come da tanti auspicato) la bipartizione in due distinte udienze della fase di prima trattazione: in realtà essa:

 - elimina lčobbligatorietà dellčinterrogatorio libero e del tentativo di conciliazione;
-  prevede che le parti precisino domande ed eccezioni nelle stesse memorie con le quali devono chiedere i mezzi di prova e in termini perentori ristretti (non superiori a trenta giorni) ;
-   prevede che il giudice non partecipi alla fase della precisazione e modificazione delle domande e delle eccezioni;
-  prevede che il giudice decida sulle istanze di prova sulla base delle memorie scritte e con ordinanza riservata da emettre Oentro trenta giornič.

In tal modo:

-  si altera profondamente la fisionomia della fase introduttiva, svilendo i tentativi di razionalizzazione del processo basati anche sulla
rivitalizzazione del principio di oralità;
- si provoca una contrazione del diritto di difesa, in quanto appare oggettivamente più difficile formulare istanze istruttorie senza
preventivamente conoscere le precisazioni delle domande o eccezioni della controparte;
- si crea unčillusione di efficienza attraverso la previsione di termini che sono:

a) difficilmente rispettabili per il giudice, se non in condizioni di contenute dimensioni del ruolo di cause (che recenti studi indicano nel
numero massimo di 500 e che invece in molti tribunali sono due o tre volte superiori);
b) inutilmente contratti per i difensori, se le fasi di istruzione e decisione non saranno poi effettivamente contenute;

- inoltre si pongono le basi per la creazione di unčaltra forma di processo scritto, inevitabilmente destinato ad entrare in concorrenza con il cosiddetto rito societario (d. lgs. n. 5/2003), pure introdotto per tutte le materie da altra norma della riforma.

Insostenibile, inoltre, appare lčaggravio di lavoro per le cancellerie dei tribunali (soprattutto di quelli più grandi) che dovranno gestire un vero e proprio łruolo delle riserveČ, con inevitabile aumento dei tempi di lavoro in considerazione del numero degli atti da ricevere, da notificare, da inserire nei fascicoli, ecc.
Altrettanto preoccupanti sono le ricadute sullčorganizzazione del lavoro dei magistrati e delle cancellerie del nuovo articolo 70 ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile che, per la tutela dei medesimi diritti, introduce un altro rito a cognizione piena, caratterizzato da diversità di poteri processuali del giudice e delle parti, da diversa scansione delle preclusioni, da diversa articolazione della fase di trattazione e di quella istruttoria. La norma, come già rilevato da alcuni professori di dottrine giuridiche, porrà, tra lčaltro, unčalternativa irrazionale per chi si sforza di rispettare la legge: violare le norme che regolano il rito ordinario oppure violare le norme che disciplinano il rito societario.

Se l'attore, in base al nuovo articolo 70 ter, abbia fatto la proposta di proseguire nelle forme di cui al d.leg. 17 gennaio 2003, n. 5, vi sarà un consistente intervallo di tempo durante il quale il cancelliere, il presidente del tribunale ed il giudice designato sono sicuramente tenuti a compiere attività processuali, ma non sanno quali, non conoscendo con quale rito il processo verrà celebrato. Se lčattore, poi, dovesse convenire in giudizio più parti, queste ultime sarebbero costrette a compiere atti processuali senza poter prevedere gli effetti di tali atti.

Entrambe le norme avranno un impatto notevole sullčorganizzazione degli studi degli avvocati, incidendo sulle esigenze organizzative e formative dei professionisti, già messe alla prova da un decennio di riforme (si pensi alla riforma del processo civile del 1990, allčistituzione del Giudice di Pace, delle Sezioni Stralcio e del Giudice Unico di primo grado, alla modifica del patrocinio a spese dello Stato, alla nuova disciplina delle spese di giustizia); avranno effetti negativi anche sullčorganizzazione del lavoro dei magistrati e degli uffici di cancelleria: basti pensare al tempo che occorrerà per modificare il programma informatico di gestione dei ruoli.

È per i motivi che precedono che gli Osservatori di Firenze, di Roma, di Napoli, di Bologna, Bari e Milano si rivolgono a tutte le rappresentanze istituzionali, associative e sindacali della magistratura, dellčavvocatura e del personale amministrativo del settore della giustizia, affinché ricerchino un coordinamento tra le diverse iniziative già avviate e comunque si adoperino per ottenere, prima dellč11 settembre 2005:

----l'abrogazione della norma che introduce l'art. 70 ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile;

---- la riformulazione della norma che modifica l'art. 183 del codice di procedura civile così da limitare lčinnovazione allčunificazione delle due udienze della fase introduttiva (art. 180 cpc e art. 183 cpc), come da tempo richiesto da gran parte della dottrina , dellčavvocatura e della magistratura;

----- quantomeno, una disciplina transitoria che limiti l'applicabilità delle nuove norme ai processi instaurati dopo l'entrata in vigore della legge.

Gli Osservatori di Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Milano.

Per le adesioni rivolgersi a Luciana Breggia dell'Osservatorio di Firenze e Riccardo Scaramuzzi dell'Osservatorio di Roma al seguente indirizzo: info@civosservatorioromano.org

 
Di Loredana Morandi (del 15/06/2005 @ 15:12:04, in Magistratura, linkato 263 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Per l'ennesima volta la maggioranza di Governo ha operato una forzatura contingentando i tempi per cercare di arrivare All'approvazione al Senato della controriforma dell'ordinamento giudiziario. Questa maggioranza dimostra di capire solo le ragioni della forza e dei numeri.
Per oltre tre anni abbiamo condotto una battaglia fatta di cultura, mobiltazione e proposte alternative.
Se oggi siamo ancora in questa fase di discussione parlamentare ciò è dovuto anche a questa battaglia.
Rassegnazione ed inerzia ci porterebbero ad una sconfitta, proprio adesso che il traguardo dell'affossamento della controriforma è vicino.
Dobbiamo dimostrare che l'approvazione della controriforma non sarà indolore per questa maggioranza e comporterà dei prezzi di immagine e di consenso. E' quello che abbiamo fatto per questi tre anni con successo e che dobbiamo continuare a fare.
Vedo che molti di noi in questo momento riprendono toni critici ed autocritici verso gli attuali assetti della giustizia, dell'ordinamento, dell'autogoverno. E' una discussione necessaria per raggiungere l'obiettivo che credo largamente condiviso di un progetto per una giustizia radicalmente innovata.
Il primo passo in questa direzione è affossare una controriforma che metterebbe la parola fine a qualsiasi tentativo di rinnvovamento, imponendo carrierismi e burocratizzazioni.
E' un dovere che abbiamo verso noi stessi e verso i cittadini per rilanciare la prospettiva di una giustizia davvero eguale, efficiente e moderna. Molto dipende anche da ciascuno di noi.

Claudio Castelli

 
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