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 ... beauty... di Loredana Morandi
 
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La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:45:40, in Magistratura, linkato 271 volte)

Il plenum del CSM del 20 gennaio ha provveduto alla nomina dei referenti distrettuali per la formazione decentrata per una serie di distretti, disponendo contestualmente la riapertura dei termini (presentazione delle domande entro l' 11.2.2005) per quei posti ove non ci sono state richieste di aspiranti legittimati. Qui di seguito i distretti per cui è stato rinnovato l'interpello:

BOLOGNA: settore civile e settore lavoro
CAGLIARI: settore civile
CAMPOBASSO: settore penale
CATANZARO: settore civile e settore lavoro
GENOVA: settore civile
PERUGIA: settore civile
POTENZA: settore civile
REGGIO CALABRIA: settore civile
SALERNO: settore civile
TRENTO: settore civile

Di seguito i nominativi dei referenti distrettuali nominati nei vari distretti:

BRESCIA: Lucio MUNARO (Trib. Brescia) -  settore civile; Vincenza MACCORA (Trib. Bergamo) - settore penale

CAGLIARI: Carlo RENOLDI (Trib. sorv. Cagliari) - settore penale

CALTANISSETTA: Andrea Salvatore CATALANO (Trib. Caltanissetta)- settore civile; Salvatore DE LUCA (Proc. Gen. Caltanissetta) - settore penale

CAMPOBASSO: Vincenzo DI GIACOMO (Appello Campobaso) - settore civile

CATANIA: Benedetto PATERNO' RADUSA (Trib. Catania) - settore civile; Roberto Paolo CORDIO (Trib. lav. Cataia) - settore lavoro; Agata SANTONOCITO (p.m. Catania) - settore penale

CATANZARO: Margherita BENIGNO (Trib. Rossano) - settore penale

GENOVA: Enrico RAVERA (Appello lav. Genova) - settore lavoro; Francesca NANNI (p.m. Genova) - settore penale

MESSINA: Rita RUSSO (Trib. Messina) - settore civile; Ornella PASTORE (Trib. penale) - settore penale

PERUGIA: Massimo RICCIARELLI (Trib. Perugia) - settore penale

POTENZA: Barbara Modesta GRASSO (Trib. sorv. Potenza) - settore penale

REGGIO CALABRIA: Giuseppe CREAZZO (Appello Reggio Calabria) - settore penale; Kate TASSONE (Trib. Reggio Calabria) - settore penale

 
Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:39:54, in Magistratura, linkato 338 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA
SEZIONE DI SALERNO


 
Al sig.Presidente dell'A.N.M.
Sezione di Salerno

La Segreteria di Md di Salerno ha ricevuto dal proprio rappresentante in   Giunta  la lettera inoltrata al  Presidente A.N.M. ed ai componenti della Giunta,  dal collega Filippo Spiezia riguardante l'andamento dell'Assemblea Sezionale tenutasi il 15 dicembre 2004  ed avente ad oggetto i problemi organizzativi degli Uffici Giudiziari del Distretto.

La segreteria di Md, tralasciando ogni riferimento polemico sulle modalità e i tempi di indizione dell'Assemblea dell'A.N.M.  richiesta con insistenza da Md  in epoca non sospetta, svolge alcune considerazioni in margine alle note del collega Spiezia non senza rilevare che, per la prima volta, dopo anni di assemblee sezionali  scarsamente partecipate, quella del 15 dicembre - protrattasi fino ed oltre alle ore 22.00 -,  ha visto la partecipazione di oltre quaranta magistrati e numerosissimi interventi.

La conclusione che ne ha tratto  è quella che i magistrati sono davvero interessati al confronto ed alla dialettica anche quando si affrontano, rispetto a temi più generali e rilevanti, questioni concrete, problematiche attinenti alla organizzazione degli Uffici Giudiziari ed all'assegnazione del lavoro.

Md è impegnata da anni su questi temi e sulla diffusione della cultura tabellare poiché criteri di assegnazione e  distribuzione degli affari e criteri di sostituzioni dei magistrati,  predeterminati e oggettivi,  realizzano non solo  un sistema di divisione del lavoro equo ma, soprattutto, consentono di improntare la designazione dei magistrati all'efficienza ed alla trasparenza, rifuggendo da assegnazioni di tipo soggettivistico e paternalistico.

La sezione salernitana di Md non può che ribadire, e rivendicare, la richiesta  che l'Associazione si faccia sempre promotrice  di un confronto dialettico su tutti i temi  che riguardano l'amministrazione della giustizia, confronto che non può  attestarsi sull'apologia  dei vari Uffici Giudiziari che, versano, invece, in  condizioni ambientali disastrose e che  rivelano una gamma di problemi organizzativi davvero impressionante. E' di oggi, in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell'Anno Giudiziario in Cassazione, l'ennesima denuncia del Procuratore Generale sulla lentezza della giustizia e il distretto di Salerno, alla luce delle pronunce per prescrizione dei reati ai quali si perviene con archiviazioni e sentenze che occupano le pagine dei quotidiani locali, non costituisce eccezione al trend nazionale e non brilla per l'adozione di criteri tabellari ed organizzativi finalizzati alla tempestiva conclusione dei procedimenti e dei processi.

Troviamo davvero riduttivo lamentare da parte del collega, a margine di un'Assemblea così partecipata e di durata davvero inusitata ( ma forse il collega Spiezia non è in grado di apprezzare questi elementi visto che raramente è stato partecipe alle attività associative)   la "palese violazione dell'ordine del giorno", spingendosi fino a censurare l'andamento del dibattito in cui "lo sviluppo delle critiche per certi versi unilaterali" ha impedito "un approfondito dibattito e momenti di doverosa replica".

E' inaccettabile, poi, la censura espressa in relazione alla discussione svoltasi nell'Assemblea,   che non avrebbe diritto di parola su situazioni che riguardano il dirigente dell'Ufficio Procura certamente rimesse ad altri organi ma che, evidentemente, secondo la riflessione del collega, devono pure passare nel silenzio dell'Associazione e dei magistrati salernitani; né si può invocare il ricorso alla "denuncia" ( all'Ufficio di Procura o ad un Ufficio di P.G.!)  a fronte di riflessioni e critiche svolte da uno dei colleghi in merito ai criteri di assegnazione degli affari presso l'Ufficio G.I.P.; nè  infine, lamentare la "genericità ed inesattezza" degli interventi svolti nel corso dell'Assemblea e concludere con la ricostruzione di una vicenda processuale di cui il collega  è stato magistrato inquirente lamentando-ancora una volta-che la "critica" provenga da persona non legittimata perché  "non conosce un atto di quel processo per averne avuta competenza e cognizione".

Md  fa  rilevare la deriva autoritaria e l'involuzione censoria che denunciano un siffatto argomentare:

gli argomenti trattati interessavano l'Assemblea, che nessuno ha abbandonato;

la pendenza in capo al dirigente della Procura di una pratica per incompatibilità ambientale nel corso della quale sono stati escussi procuratori aggiunti e magistrati dell'Ufficio per l'anomalo andamento della iscrizione di un fascicolo processuale concernente proprio il fratello del Procuratore, è certamente  un tema pertinente alle  problematiche di organizzazione dell'Ufficio di Procura che non può permettersi tensioni - determinate da motivi personali- sul tema fondamentale della iscrizione di una notizia di reato - qualunque sia il suo esito - né contrasti e conflitti fra i vertici; 

la riflessione critica sul sistema tabellare viene, invece, irrisa ed al posto della discussione si propongono denunce alla Procura ed ai Carabinieri;

secondo questa concezione i magistrati non possono porre e porsi domande; criticare un sistema di assegnazione personalistico, parlare liberamente poiché il dibattito serve proprio a  chiarire e chiarirsi le idee,  qualora non siano stati investiti della cognizione di un processo;

è inaccettabile l'auspicio a che, in pubblica assemblea e dal Presidente dell'Assemblea , uno degli associati venga invitato a precisazioni e rendere conto del suo intervento.

Md si chiede: quale sarà il prossimo approdo di un siffatto modo di ragionare?

Dopo la contestazione all'Assemblea proposta attraverso l'appello al Presidente ed ai componenti della Giunta cui si chiedono interventi censori, dopo l'invito a chiarimenti dei colleghi intervenuti in Assemblea, seguiranno le denunce alla Procura Generale o addirittura alla P.G. funzionalmente dipendente dall'Ufficio di Procura?

Md ritiene che la sede - l'unica sede- per la discussione ed il dibattito sia rappresentata dall'Assemblea Sezionale ove tutti magistrati  sono ancora liberi  di esprimere il proprio pensiero.

Md rifiuta l'idea, sottesa alle argomentazioni censorie del collega,  che il momento assembleare si possa  disciplinare secondo qualsivoglia schema autoritario ed autoreferenziale e offre la nota  del collega unitamente alla presente alla riflessione di tutti i magistrati del Distretto.

La nota del collega e la presente saranno pubblicate anche sulle liste dell'A.N.M., Md, Verdi e Art.3,  che si ringraziano per l'ospitalità.

Salerno, 12 gennaio 2005
La Sezione di Salerno di Md

Di seguito si riporta la lettera del collega Filippo Spiezia, opportunamente riprodotta  con sistemi informtici

Al sig. Presidente della Giunta della A.N.M.,
Sezione di Salemo dott. Aldo Carrato
Ai signori magistrati componenti della Giunta

Quale iscritto all'Associazione Magistrati mi rivolgo a Codesta spettabile Giunta chiedendo il Loro intervento a seguito di quanto accaduto nella riunione assembleare svoltasi in data 15 dicembre 2004 .

Come è a Voi noto, poche volte, mio malgrado, ho avuto il piacere di partecipare e dare il mio contributo attivo alla vita assembleare e dell'associazione. Certamente per miei limiti oggettivi e personali, non sempre mi è riuscito di coniugare l'impegno professionale con quello associativo, pur riconoscendo l'alto valore del dialogo e del costruttivo confronto tra i colleghi tutti, per la soluzione ovvero per la formulazione di proposte volte ad affrontare i problemi, che, molteplici, caratterizzano, talvolta condizionandola, la nostra azione di magistrati. Ammetto, invero, di aver attribuito prevalenza in via pressocchè esclusiva ali'impegno professionale, che, per intensità e complessità, poco spazio ha consentito ad altre proiezioni del mio essere magistrato, forse altrettanto importanti e significative.

Pure Vi è noto che, da qualche tempo, in spirito di servizio per i colleghi tutti, svolgo la funzione di referente distrettuale per la formazione decentrata per il settore penale, compito che sto cercando di assolvere in maniera dignitosa e per il quale mi ritengo gratificato dall'ampio coinvolgimento dei colleghi tutti, che non hanno fatto mancare il loro contributo attivo alle attività formative, attuate nel distretto secondo i canoni e gli indirizzi indicati dal Consiglio Superiore della Magistratura. Tuttavia, per la stima che nutro verso tutti Voi, indistintamente, oltre che per la fiducia nel sistema istituzionale ed associativo, ritengo giusto e doveroso segnalarvi l'assoluto disappunto per quanto accaduto nel corso dell' assemblea da ultimo svoltasi.

Essa, sin dai primi interventi, si è tradotta, in palese violazione dei temi posti ali 'ordine del giorno, in una sorta di giudizio sommario nei confronti dell 'ufficio di Procura, con considerazioni parziali, superficiali ed in parte infondate. E pur vero che nel corso dell 'assemblea alcuni sostituti hanno preso la parola, ma lo sviluppo progressivo delle critiche, per certi versi unilaterali, ha impedito un approfondito dibattito e momenti di doverosa replica, tenuto conto della esiguità temporale. Ne credo competa ad una assemblea associativa, esprimere valutazoni di condanna o assolutorie nei confronti di un ufficio ovvero del suo dirigente, specie quando sono in corso nei confronti di quest'ultimo procedimenti presso i competenti organi, costituzionalmente preposti a tali valutazioni. Ne d'altro canto, è pensabile che tale assemblea possa aver assolto ad uno scopo informativo e comunicativo, che pure sarebbe nobile funzione, in favore dei magistrati del distretto ad essa presenti, per renderli edotti di specifiche situazioni attinenti l'ufficio di Procura, stante I' assoluta genericità delle accuse rivolte, talvolta basate su costruzioni mistificanti, con accostamenti impropri e suggestivi, prive dei necessari ed obiettivi approfondimenti.

Basti considerare l'esordio avvenuto in assemblea, da parte di chi ha sostenuto l'inidoneità dell'attuale sistema di distribuzione degli affari presso l'ufficio G.i.p., perché esso consentirebbe di determinare, da parte dei pubblici ministeri, la competenza interna e la individuazione del giudice per le indagini preliminari! Tale intervento mi lascia assolutamente sbigottito. Come è possibile che in un consesso di magistrati si arrivi, mi si consenta, a tanta "leggerezza" verbale, ipotizzando ed insinuando comportamenti illeciti a carico di colleghi, senza fornire ed indicare alcuna concreta circostanza in cui tutto ciò possa essere accaduto? E non vi stupisca il mio riferimento ad illeciti, perché in altro modo non potrebbe qualificarsi la condotta di un pubblico ministero che ipotizzi una notizia di reato, evidentemente inesistente, a carico di un Sempronio qualsiasi, al solo fine di determinare spostamenti di competenza interna del g. i.p..

A me personalmente nulla risulta di tutto ciò, ma se il collega, diversamente, è a conoscenza di situazioni specifiche, realmente verifìcatesi e rispondenti a quanto da lui riferito, avrebbe dovuto, già da tempo, denunciare nelle forme proprie ( ad un ufficio di Procura o ad un ufficio di p.g.), l'illecito di cui ha avuto consapevolezza. Ogni suo eventuale ritardo sul punto è assolutamente disdicevole e lo invito a rappresentare immediatamente, a chi di competenza, quanto gli risulta, a carico di chicchessia.

Devo inoltre lamentare, oltre che la genericità di diversi interventi avvenuti nel corso della citata assemblea, anche la loro palese inesattezza. Di uno poi, mi dolgo in particolar modo. Mi riferisco a quello dispiegato dalla collega dott.ssa Emilia Giordano, che, nel criticare il sistema di assegnazione degli affari penali da parte del Procuratore della Repubblica, giudicandolo non trasparente, ha indicato, a mò di esempio il fascicolo c.d. sulla forestazione.

E veramente sorprendente che un magistrato che non conosce un atto di quel processo, per non averne avuta alcuna competenza e cognizione, possa esporre, in un 'assemblea di colleghi, un simile sommario giudizio, senza dar conto del perché delle sue affermazioni e, soprattutto senza specificare le ragioni per le quali tale assegnazione sarebbe avvenuta in modo non trasparente.

È necessario allora che si sappia, da parte di tutti i colleghi, che quel fascicolo scaturì dalla denunzia di un funzionario del Corpo Forestale dello Stato e che tale fascicolo, come tanti altri in materia di reati contro la P.A., venne assegnato alla mia persona dal sig. Procuratore, in quanto sostituto di quella sezione, così come, allo stesso modo, numerosi altri fascicoli sono stati assegnati ad altri colleghi della medesima.

Nella rappresentazione dei fatti contenuta in quella denunzia si ipotizzavano possibili abusi d'ufficio e reati di falso, in relazione al compimento di alcuni atti amministrativi: tali circostanze apparvero sin doli 'inizio, allo scrivente, di diffìcile dimostrazione, tant'è che alcuni profili della medesima vicenda, portati dal medesimo denunziante alla cognizione di altri uffici giudiziari (vedi Procura di Sala Consilina), vennero archiviati dopo poche settimane.

E bene che si sappia, visto che qualcuno mostra di ignorarlo, che quel fascicolo è diventato così rilevante solo a seguito di uno sforzo investigativo e giudiziario senza precedenti, in primo luogo per l'impegno dello scrivente che vi ha profuso, per oltre due anni, le migliori energie personali e professionali. Ricordo che era proprio nello stesso periodo di Natale di tré anni or sono, che "divoravo ", insieme agli ufficiali della Guardia di Finanza ( leggi Maresciallo Trenta Antonio), pagine e pagine di atti amministrativi, contabili, di documenti bancari e societari, mentre altri potevano comodamente godere dell'affetto dei propri cari, in un periodo festivo così forte, anche spiritualmente parlando, magari "divorando " piatti più succulenti.

  È bene che si sappia e si ricordi che nei confronti di uno dei principali imputati, il sig. Raffaele Liguori, è stata chiesta dallo scrivente la misura di massimo rigore, a fronte di una più benevola valutazione del giudice per le indagini preliminari, giustificata dalle condizioni di salute del medesimo, che inoltre sono stati chiesti ed ottenuti, con provvedimenti confermati anche dalla Suprema Corte, nella gran parte dei casi, sequestri di beni mobili ed immobili del valore di miliardi di lire. È bene dunque che si abbia sempre a mente che la c.d. inchiesta sulla forestazione, è nata non perché nella denuncia venissero descritte le mazzette incassate dai funzionar! corrotti, ma solo per quell'impegno eccezionale al quale ho sopra ho fatto riferimento, per altro in modo assolutamente sintetico. Credo allora che sia sotto gli occhi di tutti la portata delegittimante di interventi di tal fatta. E la constatazione che la delegittimazione possa addirittura provenire dall'interno del corpo giudiziario, è per me motivo di triste e penosa considerazione, che si aggrava in quanto proveniente da una collega che per il suo impegno professionale ho sempre stimato, ma che, a sua volta, ha personalmente conosciuto il mio, in quanto funzionalmente giudice in numerose delicate inchieste da me condotte, credo nella più assoluta dedizione, trasparenza, omogeneità di comportamenti ed osservanza delle norme, in ogni tipo di investigazione, dalla più semplice a quella complessa.

Se le mie parole dovessero risultare insufficienti, Vi invito tutti ad aprire qualsivoglia fascicolo a me assegnato e ad valutare la condotta seguita. Potete farlo, per la esigenza di massima trasparenza! Mi sottopongo integralmente al Vostro giudizio, che so sereno ed obiettivo.

Concludo la presente esprimendo il mio forte rammarico per tutto quanto accaduto. Vi chiedo, come Giunta, un Vostro appropriato intervento a fronte dell'iniziativa risultata delegittimante per la mia per sona.

Auspico che la collega, in pubblica assemblea, sia invitata a precisare e a render conto del suo intervento, onde sia ristabilita, in spirito di reciproca correttezza, la verità dei fatti.

Auspico che si possa ricomporre e ritrovare, rapidamente, un clima di rinnovata stima e concardia tra tutti i colleghi, che si fondi in primo luogo sul senso di reciproco rispetto che tutti ci dovremmo portare, se non come magistrati, almeno come uomini.

Con sincera stima
Filippo Spiezia
Nola 25.12.2004

 
Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:28:02, in Magistratura, linkato 272 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Comitato direttivo centrale

L’Ordinamento giudiziario al riesame del Parlamento

1.   L’Anm sin dalla presentazione dell’iniziale progetto governativo di riforma dell’ordinamento giudiziario aveva sottolineato la esigenza di dare adempimento pieno alla VII Disposizione transitoria della Costituzione che imponeva la riforma “in conformità con i principi costituzionali ”.

In seguito durante i lavori parlamentari l’Anm aveva più volte sottolineato che molte disposizioni del disegno di legge si ponevano in contrasto con quei principi così da far configurare una “incostituzionalità” di impianto, come fu rilevato da autorevoli giuristi nel corso del Congresso straordinario di Napoli e nello stesso Congresso della Associazione dei Costituzionalisti italiani tenuto a Padova nell’ottobre scorso. Oltre ai profili di costituzionalità erano stati analiticamente elencati gli aspetti di irrazionalità ed impraticabilità tecnica nel testo licenziato dalla Camera prima dell’estate. La scelta del governo di chiudere ogni approfondimento, ponendo ripetutamente la fiducia nei passaggi parlamentari, ha impedito l’esame effettivo delle disposizioni e l’approfondimento dei rilievi di incostituzionalità.

A questo atteggiamento di chiusura i magistrati hanno risposto non solo riproponendo sempre in modo argomentato le ragioni della critica ma anche ricorrendo a modalità di protesta forte ma attenta ai doveri della funzione. Ciò ha contribuito ad accrescere la consapevolezza sia dei giuristi che dell’opinione pubblica della rilevanza dei valori in gioco e dei rischi di lesione di principi costituzionali riguardanti l’assetto delle istituzioni e la tutela dei diritti.

La fondatezza delle osservazioni, svolte anche dalla magistratura associata, ha trovato conferma nel messaggio con il quale il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere la legge, in particolare nel quarto rilievo, che investe l’intero sistema dei concorsi, con riferimento alla sottrazione al CSM della attribuzioni riservategli dalla Costituzione, e colpisce al cuore l’impianto della riforma.

Ora che la decisione è tornata alle Camere, l’Anm, unendosi alla voce unanime dei giuristi, auspica vivamente che il Parlamento voglia riesaminare la riforma alla luce della lettera e dello spirito delle disposizioni del titolo IV della Costituzione.

In primo luogo vanno accolti i rilievi del Presidente della Repubblica, escludendo ogni impropria ingerenza del potere esecutivo nell’esercizio dell’azione penale e nel conferimento degli incarichi direttivi. Deve essere eliminata nella materia dell’assegnazione delle funzioni ai magistrati la previsione dell’intervento vincolante di strutture esterne, quali Scuola o commissioni. La valutazione dei magistrati in qualunque fase della carriera, a qualunque fine, deve rimanere secondo Costituzione di competenza esclusiva del Csm, in funzione di garanzia dell’indipendenza.

Ma la riapertura della discussione impone di prendere in considerazione anche altri aspetti della riforma sui quali la ANM ha segnalato i rischi di incostituzionalità e di ingestibilità, quali la rigida separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la gerarchizzazione degli uffici di procura.

Il Comitato direttivo centrale dà mandato alla Giunta di seguire le fasi del nuovo iter parlamentare esponendo nelle sedi opportune ancora una volta tutte le osservazioni critiche e le proposte di miglioramento del testo legislativo.

2.   Più volte l’Anm ha rappresentato la grave situazione di crisi del sistema giudiziario e la intollerabile lentezza dei procedimenti. In questa situazione un intervento come quello del disegno di legge 2055 A (Cirielli/Vitali), che riduce i termini di prescrizione dei reati, peraltro solo per alcuni tipi di imputato, senza contestuali interventi che rimedino alle cause normative e organizzative della lunga durata dei processi, non avrà altro esito che quello di determinare la prescrizione di una enorme quantità di reati e quindi di impunità e denegata giustizia, con rischi per la stessa convivenza civile.

Roma, 22 gennaio 2005
Approvato all’unanimità

 
Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:26:26, in Magistratura, linkato 269 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, preso atto delle dimissioni del collega Piero Martello per incompatibilità statutaria con la nomina a presidente del Movimento per la Giustizia, ha nominato all’unanimità quale Vice Presidente dell’ANM il collega Ciro Riviezzo.

Roma, 22 gennaio 2005

 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 09:58:25, in Magistratura, linkato 289 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM SULLA PROROGA DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA

In relazione al decreto legge di proroga del Procuratore nazionale antimafia, l’Associazione Nazionale Magistrati riafferma ancora una volta con decisione l’esigenza che la durata di un incarico direttivo predeterminato per legge non subisca deroghe, tantomeno attraverso lo strumento legislativo del decreto legge.

Il principio deve essere ribadito, in particolare, nella prospettiva della generalizzata temporaneità degli incarichi direttivi prevista dalla riforma dell’ordinamento giudiziario.

Roma, 18 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 

Associazione Nazionale Magistrati

INCONTRO DIBATTITO SU ORDINAMENTO GIUDIZIARIO E INCONTRI CON LE FORZE POLITICHE

L’ANM organizza per oggi un incontro dibattito dalle h. 15.30 alle 19.30, presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, sul tema: L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO. Nella prima parte, introdotta e presieduta da Luigi Scotti, Presidente del Tribunale di Roma, vi saranno le comunicazioni dei professori Francesco P. Casavola, Leopoldo Elia e Gaetano Silvestri; seguiranno gli interventi di Giuseppe M. Berruti, Claudio Castelli, Antonino Condorelli, Antonio Patrono e Luciano Santoro.

Concluderà una tavola rotonda tra responsabili giustizia Anna Finocchiaro, Giuseppe Gargani, Michele Vietti, Roberto Zaccaria, presieduta da Edmondo Bruti Liberati, presidente dell’ANM. (si allega la locandina del dibattito ricordando che non occorre alcun accredito stampa)

Si confermano altresì gli incontri con i responsabili giustizia delle forze politiche secondo il seguente calendario:

mercoledì 19 gennaio 2005

- ore   9,30 con UDC in persona dell’on. Follini e dell’on. Vietti (Palazzo Chigi);

- ore 14,00 con il Gruppo Parlamentare de La Margherita in persona dell’on. Fanfani (Camera dei Deputati);

- ore 16,45 con  A.N. in persona del Presidente Caruso (Senato della Repubblica)

Roma, 18 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 09:44:54, in Magistratura, linkato 270 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE

IL PROSSIMO ANNO GIUDIZIARIO

Dopo le manifestazioni per le inaugurazioni dell’anno giudiziario, che hanno visto come dato unificante di tutta la magistratura la contrarietà alla riforma dell’ordinamento giudiziario e la forte richiesta di investimenti nel settore per poter offrire un servizio garantito ed efficiente, occorre riprendere il percorso della forte difesa dei valori costituzionali che, fino ad oggi, ha visto il tentativo di soffocare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura arginato dalla tenuta del sistema delle garanzie costituzionali.
La risposta del Capo dello Stato è stata peraltro favorita da una azione associativa unitaria, forte –caratterizzata dalla proclamazione di una pluralità di scioperi mai adottata nella storia dell’ANM- , non negoziata su alcun principio fondamentale ma opportunamente contenuta nella manifestazione del dissenso.    
In un quadro politico dove alle ragioni della Costituzione –sostenute da tutta la magistratura (non solo da quella definita ancora oggi “militante” per cercare una fittizia differenziazione in una unità dei sentimenti dei magistrati mai riscontrata nel recente passato), dalla dottrina costituzionalista e dal Capo dello Stato- si risponde ancora con superficialità ed arroganza istituzionale (invitando i magistrati ad andare a lavorare secondo alcune dichiarazioni rilasciate da esponenti della maggioranza parlamentare) occorre replicare con una opposizione della ragione che ribadisca i motivi di un malessere ormai non più sopportabile ma che non trascenda in atteggiamenti estremi alla fine controproducenti e di possibile rottura interna.
La ragione è sempre più forte della piazza anche perché propone un’educazione istituzionale che in molti sembrano avere smarrito.
Per risanare la giustizia occorre uno spirito costituente che oggi non è riscontrabile ma che abbiamo il dovere di interpretare e di proporre.
La magistratura deve adottare comportamenti virtuosi per il ruolo che svolge, anche quando la Politica dominante sembra avere smarrito senso del confronto e rispetto per lo Stato di diritto.
L’unità associativa comporta necessariamente una sintesi delle diverse sensibilità.
Ma se è fondata, come in questa stagione, su un sincero comune sentire, costituisce anch’essa un valore da perseguire. Ecco perché le diverse connotazioni comportamentali registrate nei diversi distretti non rappresentano una frattura all’unità ma soltanto l’esplosione del malessere e della libertà del singolo che non può essere mai ingabbiata ma che deve essere percepita e coordinata da chi ha ruoli dirigenziali.
Qualunque sia il cammino della riforma –che sarà prevedibilmente approvata in tempi brevi quantomeno per un effetto propaganda- la magistratura avrà il compito di difendere sempre i valori costituzionali in nome dei quali viene chiamata all’attuazione della giurisdizione.
La riforma è già costituzionalmente morta prima ancora di vivere. E ciò perché, qualora non venisse riveduta nella sua filosofia, il Capo dello Stato potrebbe sollevare conflitto di attribuzioni, il CSM potrebbe parimenti investire la Corte Costituzionale e, comunque, si aprirebbe un fortissimo contenzioso giudiziario amministrativo e costituzionale su molti profili dell’impianto normativo.
Questa legislatura ha invece perso un’occasione importante per occuparsi dei veri problemi della giustizia effettuando una sessione di analisi, di proposte possibilmente condivise da tutti gli operatori e quindi di interventi sui sistemi processuali e sostanziali.
In una eutanasia che non porta alla fine solo per la particolare abnegazione dei magistrati e dei loro collaboratori –come ha riconosciuto il Ministro della Giustizia commentando il lieve decremento del debito giudiziario- occorre a questo punto chiedersi chi sia veramente interessato ad avere nel Paese una giustizia efficiente, garantita e, in modo particolare, dove  tutti siano uguali.

Milano 16 gennaio 2005

Fabio Roia
Segretario Generale 

 
Di Loredana Morandi (del 16/01/2005 @ 08:07:11, in Magistratura, linkato 293 volte)

La protesta delle toghe

12:09  Davigo: "Parlo da libero cittadino"
Prendendo la parola nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano l'ex pm di mani pulite Pier Camillo Davigo si è tolto la toga " per poter parlare da libero cittadino e per rimarcare un principio che dovrebbe essere ovvio, che ogni magistrato deve applicare la legge durante lo svolgimento del suo lavoro ma che fuori dall'esercizio delle sue funzioni ha il diritto di criticare liberamente atti e leggi".

12:09  Scotti: "Viva la Costituzione"
"Evviva la Costituzione, evviva la magistratura". Così il presidente del Tribunale di Roma, Luigi Scotti, ha concluso il suo intervento, salutato dai magistrati in toga che sventolavano la Costituzione e che hanno applaudito per alcuni minuti, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma.

12:02  Catanzaro, "imposte leggi ad personam"
"Il problema della revisione delle circoscrizioni giudiziarie non è stato mai preso in considerazione da Governo e Parlamento per evidenti ragioni elettoralistiche. Ad altro però Governo e Parlamento hanno accordato priorità. Vengono ancora imposte ai cittadini le cosiddette leggi fotografia o ad personam perchè emanate a beneficio esclusivo di determinate persone". E' questo uno dei passaggi della relazione del procuratore generale presso la orte d' appello di Catanzaro, Domenico Pudia, in occasione dell' inaugurazione dell' anno giudiziario.

12:01  Castelli: "Pensiamo positivo"
"Per una volta proviamo a pensare positivo. Sono convinto che faremo un grande servizio a noi stessi, ma sopratutto al Paese". Con questo auspicio il Guardasigilli Roberto Castelli ha concluso la sua relazione per l'inaugurazione dell' anno giudiziario, a Palermo.

11:53  Prestigiacomo: "Serve collaborazione"
"Per migliorare il sistema giustizia è indispensabile una collaborazione tra tutti gli organismi che lo compongono". Lo ha detto il ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, a margine dell' inaugurazione dell' anno giudiziario a Catania

11:43  Napoli, magistrati contro ex pm
Prima espressioni di disappunto, poi si sono alzati in piedi e hanno abbandonato la sala dei Busti di Castelcapuano dove è in corso l'apertura dell'anno giudiziario. Così le toghe napoletane hanno reagito all'annuncio dell'intervento del senatore di An Luigi Bobbio, ex pm napoletano. Qualcuno ha anche urlato verso di lui: "Vergogna, vergogna".

11:42  Calderoli: "I magistrati? A lavorare"
"I pm potranno diseratare l'inaugurazione dell'anno giudiziario, potranno mettersi a lutto a Roma, oppure lanciare strali contro il ministro della giustizia, ma farebbero bene, invece, a farsi un esame di coscienza, visto che Castelli ha solo cercato di migliorare una giustizia che non funziona da decenni, sicuramente ben da prima che lui arrivasse al dicastero di via arenula". Lo afferma il ministro per le riforme Roberto Calderoli.

11:41  Palermo, volantino cita Pericle
"Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e ci è stato insegnato a rispettare le leggi". Sono parole di Pericle, il grande statista ateniese, contenute nel "discorso agli ateniesi", scritto nel 461 avanti Cristo. Un breve frammento di questo celebre discorso, stampato in un centinaio di fotocopie, ha fatto il giro della manifestazione dei magistrati palermitani, passando di mano in mano tra i partecipanti. "Un cittadino ateniese - ammonisce Pericle, rivolto agli ateniesi - non trascura i pubblici affari quando attende alle sue faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private".

11:35  Castelli: "Ogni anno prescritti 200mila reati"
Ogni anno si prescrivono oltre 200 mila reati all'anno "numero destinato ad aumentare". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenuto all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo. "E' del tutto evidente - ha afferma il ministro - che la strada per assicurare la giustizia ai cittadini - non è quella di lasciar pendere i processi sine die, ma di far sì che si possano assicurare processi più rapidi".

11:33  Castelli: "Riforma necessaria e doversa"
"La riforma non solo è necessaria ma doverosa, in quanto prevista dal capo VII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione. Essa è richiamata in ben tre articoli della Costituzione: 105, 106 e 108". Lo ha detto il ministro Roberto Castelli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, sottolineando che "nessun governo, nessun Parlamento della Repubblica è mai riuscito a vararla".

11:26  Vecchione: "Intervenire sulla prescrizione"
"E' certo che sussiste un danno sociale assai elevato nella indiscriminata impunità da prescrizione". E', questo, uno dei passi più significativi della relazione del procuratore generale di Roma Salvatore Vecchione all' inaugurazione dell' anno giudiziario nella capitale.

11:25  Castelli cita il fanciullo di Andersen
Il ministro della Giustizia Roberto Castelli come il bambino della favola 'I vestiti nuovi dell'imperatorè di Hans Christian Andersen, "un fanciullo che rappresenta non solo l'innocenza ma anche la capacità di guardare la realtà senza le lenti deformanti dell'ideologia, mascherando lì'inganno del pensiero unico e della mistificazione". E' lo stesso Guardasigilli a paragonarsi al fanciullo di Andersen nel corso del suoi intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario di Palermo.

11:25  Castelli: "Insopportabile la spesa per le intercettazioni"
La spesa prevista nel 2004 per le intercettazioni si stima in 300 milioni di euro: "Un aumento esplosivo e non sopportabile". Lo ha sottolineato il Guardasigilli Roberto Castelli, nella sua relazione per l'apertura dell'anno giudiziario, affrontando il "nodo" delle spese di giustizia.

11:05  Castelli: "Nessun taglio alle risorse"
Nel suo intervento per l'apertura dell'anno giudiziario a Palermo, il ministro della Giustizia Roberto Castelli prova a contestare alcune delle accuse sulle cause dei ritardi della giustizia italiana. Innanzitutto, non ci sta a far passare il messaggio che ci sia stata una riduzione di risorse: la spesa della giustizia - spiega Castelli - in rapporto al bilancio dello Stato è raddoppiata dal 1983 a oggi, essendo passata dallo 0,78 per cento del 1983 all'1,58 per cento del 2005.

10:59  napoli, toghe lasciano l'aula
Così come avevano preannunciato le toghe napoletane si sono alzate e sono uscita dalla Sala dei Busti di Castelcapuano, dove è in corso la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario quando ha preso la parola Alfonso Pepe, in rappresentanza del ministero della Giustizia.

10:54  Castelli: "Prova di forza contro opera del governo"
"Gli iniziali tentativi di dialogo sulla riforma dell'ordinamento giudiziario sono state spazzati via da chi ha preferito la prova di forza contro l'opera riformatrice del governo e del Parlamento". E' quanto dice il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenendo a Palermo all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Secondo il Guardasigilli, che sta parlando ad una platea di autorità e pochi magistrati della requirente, fatta eccezione per il procuratore capo di Palermo Pietro Grasso e due Pm, "è prevalsa in alcuni l'idea che dialogo significasse diritto di veto, oppure il tentativo di discutere sine die in attesa della fine della legislatura".

10:53  Castelli: "E' tempo di bilanci"
"In tutta la storia della Repubblica pochissimi altri Guardasigilli hanno avuto l'onore e l'onere di inaugurare per la quarta volta consecutiva l'anno giudiziario ed è doveroso dire che è tempo non più di affermazioni e di previsioni, ma anche e soprattutto di bilanci". L'ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli, nel suo discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo.

10:48  Caselli: "Riforma occasione sprecata"
La riforma dell'ordinamento giudiziario, è stata, e c'è il timore che possa continuare ad essere "una grande occasione sprecata". A sostenerlo il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli,

10:41  Catania, assenti giudici di pace e penalisti
Alla manifestazione di inaugurazione dell' anno giudiziario a Catania non sono presenti i giudici di pace dell' Unagipa che contestano la "carenze di aule per le udienze" e gli avvocati della Camera penale che chiedono "la riforma che fissi la separazione delle carriere tra settore inquirente e quello giudicante".

10:27  Manifestazione a Milano
Mentre è in corso la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano, fuori da Palazzo di Giustizia, in corso di Porta Vittoria, manifestano alcune decine di persone. Si tratta di esponenti del movimento Italia dei Valori che hanno con loro uno striscione con scritto: "Viva la Costituzione". Ci sono anche esponenti di Rifondazione Comunista, delle rappresentanze sindacali di base e manifestanti di una associazione dei padri separati.

10:24  Galgano: "Napoli resiste"
Napoli, "sopravvissuta nei millenni a vicissitudini che avrebbero desertificato ogni altra realtà urbana", "non sprofonda, resiste, come è sempre avvenuto, ai mali". Lo ha affermato il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, Vincenzo Galgano, che, nell'inaugurare l'anno giudiziario,

10:08  Biondi: "La Costituzione va applicata"
"La Costituzione più che stilarla, bisogna applicarla". Ha commentato così, il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi, la protesta dei magistrati genovesi in occasione dell' apertura dell' Anno Giudiziario.

10:03  Milano, "riforma ferisce Costituzione"
"La riforma dell'ordinamento giudiziario sta ferendo la costituzione come ha opportunamente rilevato il Capo dello Stato. Così il pm Fabio Roia, segretario nazionale del movimento dei magistrati Unicost, ha spiegato perchè anche quest'anno i magistrati si siano presentati all'inaugurazione dell'anno giudiziario tenendo in mano la Costituzione italiana.

09:59  Caselli: "Mancano i fondi"
La giustizia italiana soffre di un problema di stanziamenti e "si potrebbe persino temere, con paradossale ironia, che alle tradizionali formule di proscioglimento per mancanza di prove se ne possa aggiungere una nuova: assolto per mancanza di fondi". Dopo i rituali saluti e ringraziamenti e il ricordo delle persone scomparse quest'anno, fra cui Umberto Agnelli "che tanta parte ha avuto nella storia della città di Torino", il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli ha aperto la sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario con una vena polemica per "l'insufficienza di fondi", a cominciare da quelli per le spese d'ufficio che ha avuto "come diretta conseguenza l'impossibilità di stampare la mia relazione" e il fatto che "il libretto distribuito, oltretutto in un numero assai limitato di copie, contiene soltanto le statistiche elaborate dal Ministero".

09:57  Bologna, i magistrati con la Costituzione
All'apertura della cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario a Bologna, una cinquantina di magistrati sono entrati in aula tenendo tra le mani una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, aderendo così alla protesta promossa dall'Associazione nazionale magistrati.

09:56  Bruti Liberati: "Castelli responsabile del disastro"
"La giustizia oggi è al disastro e il responsabile di questo disastro è il ministro Castelli". La denuncia viene dal presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano.
Presentatosi in aula magna, dove è in corso la cerimonia, con una parte della Costituzione della Repubblica in mano, e precisamente quella relativa al Titolo IV, Bruti Liberati ha sottolineato come i magistrati "tengano al dialogo con tutti".

09:52  Vecchione: "Accuse creano sfiducia"
"Il nostro è e rimane uno Stato di diritto, tuttavia oggi vilipeso in una sua componente da insulti e soprattutto da insinuazioni di parzialità. Tutto ciò che si definisce crisi della giustizia va al di là del solo momento tecnico: è crisi di rapporti nelle istituzioni che compongono l' ordinamento dello stato". Lo afferma, senza nascondere un sentimento di "forte disagio", il procuratore generale di Roma Salvatore Vecchione nella relazione sull' amministrazione della giustizia nella capitale.

09:49  Russo: "Basta delegittimazioni"
"Vogliamo dire basta alla delegittimazione che, a certe latitudini, rischia di riaccendere l'arroganza e lo strapotere mafioso. I prezzi si pagano nei cimiteri". Lo ha detto il presidente della Giunta distrettuale dell'Anm di Palermo Massimo Russo, tra gli organizzatori della contromanifestazione dei magistrati palermitani che si svolge contemporaneamente alla cerimonia ufficiale di apertura dell' anno giudiziario, a cui partecipa il ministro della giustizia Roberto Castelli.

09:37  Palermo, "politici a sostegno dei boss"
I fiancheggiatori della mafia sono annidati "nei più svariati settori delle professioni, della politica, della pubblica amministrazione". Si apre con questa denuncia sulla "zona grigia" che offre a Cosa nostra sostegni e coperture la relazione del procuratore generale di Palermo, Salvatore Celesti, che ha aperto l'anno giudiziario alla presenza del ministro Roberto Castelli.

09:36  Il ministro Castelli arriva a Palermo
Il ministro della Giustizia Roberto Castelli è arrivato al palazzo di giustizia di Palermo, dove parteciperà all'apertura dell'anno giudiziario. Il Guardasigilli, accolto dai giudici della Corte d'appello, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Intanto, un centinaio di magistrati è rimasto all'esterno dell'edificio per protesta. Castelli si è subito recato nell'aula magna del palazzo, dove ha incontrato i rappresentati delle istituzioni del distretto. Il parlamentare Giuseppe Ayala, ex magistrato del pool antimafia, gli ha stretto la mano e ha detto al ministro: "Non te l'aspettavi di trovarmi qui". Presente alla cerimonia anche il procuratore della Repubblica Pietro Grasso, che siede in terza fila.

09:35  "Riforma non sviluppa ordinamento"
"Nessuno può ragionevolmente affermare che la riforma dell'ordinamento giudiziario possa agire da volano per un processo di rinnovamento nell'esercizio della giurisdizione, nei suoi tempi e nei suoi modi". E' questo un altro dei passi della relazione del pg di Milano, Mario Blandini, scritta per l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

09:35  Castelli a Palermo, le toghe protestano
Alle 9 la piazza della Memoria, a Palermo, è già gremita di magistrati, avvocati, personale giudiziario ed esponenti politici e della società civile che stanno partecipando alla contromanifestazione organizzata dalla giunta distrettuale della Anm, di Palermo per protestare contro la riforma dell'ordinamento giudiziario.

09:32  Milano, pg critica funzionamento giustizia
"Non posso fare a meno di offrire un giudizio critico globalmente negativo sul funzionamento della giustizia nel Paese e nel distretto". E' uno dei passi del discorso inaugurale del procuratore della Repubblica di Milano Mario Blandini all' inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano.

09:32  Vecchione: "Leggi inadeguate"
"La giustizia naviga ancora in violazione dell'art.111 della Costituzione. La produzione legislativa di quest'anno non presenta nessuna connessione con il principio della ragionevole durata del processi". E' uno dei passi della relazione del procuratore generale di Roma, Salvatore Vecchione, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario nella capitale.

09:31  Roma, magistrati in toga nera: "Siamo in lutto"
Hanno deciso di partecipare all'inaugurazione dell'anno giudiziario esibendo non solo una copia del Titolo IV della Costituzione contenente le disposizioni che riguardano la magistratura e il libro bianco dell'ANM sui disservizi sulla giustizia. Giudici e pm del distretto di Roma e Lazio stanno prendendo posto nella nuova aula magna della Corte d'Appello indossando la toga nera. A spiegarne il motivo è il presidente del tribunale Luigi Scotti: "La toga nera rappresenta un segno di lutto. Tutti noi siamo qui presenti alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario da un lato per rappresentare il nostro sforzo quotidiano e dall'altro per manifestare la profonda tristezza per come versa la giustizia".

http://www.repubblica.it/2005/a/dirette/sezioni/politica/toghenere/toghenere/index.html

 
Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 19:04:27, in Magistratura, linkato 280 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO

Introduce e presiede Luigi Scotti

Comunicazioni

prof. Francesco P. Casavola,
prof. Leopoldo Elia,
prof. Gaetano Silvestri

Interventi

Giuseppe M. Berruti, Claudio Castelli,
Antonino Condorelli, Antonio Patrono

Tavola rotonda conclusiva

on. Anna Finocchiaro, on. Giuseppe Gargani,
on. Michele Vietti, on. Roberto Zaccaria
presiede Edmondo Bruti Liberati

Roma - Hotel Nazionale - Piazza Montecitorio, 131
18 gennaio 2005 - ore 15.30 - 19.30

 

 
Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:47:11, in Magistratura, linkato 276 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA

NO  alle leggi contrarie
ai principi costituzionali

SI  ai provvedimenti e alle riforme
per una giustizia più efficace e rapida

“Io non ho più una lira perché i fondi che avevo li ho riservati tutti all’ordinamento giudiziario”

Ministro Roberto Castelli, dichiarazione del  22 settembre 2004 a proposito della riforma dell’ordinamento giudiziario

15 GENNAIO 2005

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA  2005

Il testo costituisce una sintesi redatta sulla base delle relazioni che sono pervenute dalle sezioni e sottosezioni dell’Anm; siamo grati ai colleghi per i loro preziosi contributi.

BARI, BOLOGNA, Ferrara, Modena, BRESCIA, Bergamo, Mantova, CAGLIARI, Sassari, CALTANISSETTA, CATANIA, FIRENZE, Grosseto, Siena, GENOVA, L´AQUILA, LECCE, MESSINA, MILANO, NAPOLI, Avellino, Nola, Santa Maria Capua Vetere, Sant´angelo Dei Lombardi, Torre Annunziata, PALERMO, ROMA, SALERNO, Sala Consilina, VENEZIA

LEGGI IL LIBRO BIANCO 2005

 

 
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