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 courage and devotion ... c. young... di Loredana Morandi
 
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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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\\ Home Page : Storico : Magistratura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:44:20, in Magistratura, linkato 277 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distretturale di Caltanissetta

"L'assemblea della sezione distrettuale dell'A.N.M. di Caltanissetta  ha deliberato di disertare la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, per esprimere, pur nel doveroso rispetto delle prerogative del Parlamento, il proprio fermo dissenso dal progetto di riforma dell?ordinamento giudiziario in ordine al quale, nel corso dell'ampio dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, si è registrata una significativa convergenza in seno alla magistratura associata sulle valutazioni dei contenuti, della portata e dei possibili effetti negativi della riforma.
Intendiamo, innanzitutto, respingere con fermezza gli attacchi delegittimanti di una campagna mediatica che ha finito per distorcere il significato profondo del nostro dissenso, facendoci apparire come una sorta di contropotere, magari etero-diretto, che si contrappone a quello politico ufficiale, che osteggia ogni progetto di riforma, spinti esclusivamente dalla preoccupazione che i propri interessi corporativi ed i propri privilegi di casta  possano essere messi in discussione.
Vogliamo ancora una volta ribadire, con fermezza e chiarezza, che il nostro unico, doveroso, obiettivo è la tutela della legalità e dei principi costituzionali, e che i progetti di riforma proposti anziché essere ispirati al perseguimento di una reale efficienza della amministrazione della giustizia sembrano tradire l'unica preoccupazione di limitare la nostra autonomia, e tale disegno, nella originaria versione del provvedimento legislativo, era fin troppo evidente perfino sul terreno più squisitamente giurisdizionale quale è quello
della interpretazione delle norme giuridiche.  
La riprova più clamorosa del mistificante tentativo di accreditare quella distorta immagine della magistratura risulta costituita dall'autorevole opinione espressa da insigni giuristi sui molteplici profili di incostituzionalità del progetto di riforma e, da ultimo, dalla decisione del Capo dello Stato che ha rinviato alle Camere la legge di riforma dell'ordinamento giudiziario per alcuni motivi di palese incostituzionalità su punti particolarmente significativi, a dispetto delle riduttive valutazioni politiche della maggioranza, che di seguito si riportano:

1. la previsione di Comunicazioni del Ministro della Giustizia alle Camere sulle linee di politica giudiziaria per l'anno in corso, che configura un potere di indirizzo che si pone in contrasto con gli artt. 101, 104 e 110 della Costituzione, nonché con il principio di obbligatorietà dell?azione penale (art. 112 Cost.);
2. la previsione di una forma di monitoraggio dell'esito dei procedimenti al fine di verificare l'eventuale sussistenza di rilevanti livelli di infondatezza giudiziariamente accertata della pretesa punitiva mani-festata con l'esercizio dell'azione penale, che, avendo ad oggetto il contenuto di provvedimenti giudiziari, è stata ritenuta fonte di possibile grave condizionamento dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni;
3. la previsione della legittimazione del Ministro della giustizia a ricorrere in sede di giustizia amministrativa contro le delibere del C.S.M. in materia di conferimento di incarichi direttivi adottati in contrasto con il concerto o con il parere del Ministro, previsione ritenuta in palese contrasto con l'art. 134 della Costituzione;
4. Menomazione dei poteri del Consiglio Superiore della Magistratura risultante da diverse disposizioni della legge delega. 
           
Questa riforma, inoltre, è assolutamente inidonea a rendere la giustizia più sollecita ed efficiente, mentre una carriera fondata su un ingestibile sistema di concorsi non servirà a migliorare la professionalità dei magistrati, vera garanzia per i cittadini, la quale si misura ogni giorno attraverso il quotidiano impegno nel lavoro e con ben altri criteri di valutazione.
Siamo fermamente convinti che questa legge non è una modernizzazione e non è una vera riforma; è un progetto di controllo e di riduzione dell'indipendenza della magistratura e di ogni singolo magistrato che si tradurrà in meno diritti per tutti.
La sistematica mortificazione del ruolo della magistratura italiana, anche attraverso manifestazioni di disprezzo provenienti da esponenti delle istituzioni, e la scarsa considerazione delle reali esigenze dell'organizzazione giudiziaria hanno determinato in noi una amarezza tale da costringersi a disertare la pur importante cerimonia di apertura dell'anno giudiziario.

Caltanissetta, 14 gennaio 2005
La Giunta Distrettuale dell'A.N.M.

 
Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:40:59, in Magistratura, linkato 316 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distrettuale di Palermo

SIAMO INTERESSATI AD UN DIBATTITO VERO SU
COME MIGLIORARE IL SERVIZIO GIUSTIZIA
NON SIAMO INTERESSATI A CONTRAPPOSIZIONI STERILI

Come magistrati siamo abituati a guardare i fatti: ed i fatti dicono che in questi anni non c'è stato alcuna volontà di prendere atto delle obbiettive disfunzioni e carenze dell'amministrazione della Giustizia ripetutamente e puntualmente denunciate dalla Magistratura.

Abbiamo fortemente ricercato, sollecitato ed infine sperato in un vero ed autentico dialogo sui contenuti delle riforme: ma abbiamo assistito ad un ripetitivo monologo, il monologo di chi pensa che la forza dei numeri debba prevalere sulla forza del confronto, delle idee e financo dei valori costituzionali.

Non ci spaventano i cambiamenti, ci allarmano e ci inquietano, anche come cittadini, i loro contenuti e le loro direzioni, oramai chiaramente esplicitati.

Tutto quello che c?era da dire lo abbiamo già detto ed anche scritto: un solco ampio ci divide dalla politica giudiziaria impersonata dal Ministro e dalla maggioranza che lo sostiene.

Questa grave distanza, che purtroppo esiste nei fatti, vogliamo pubblicamente denunciare non presenziando alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

Ecco perché non ci saremo.

PERCHE?

§       la giustizia ha bisogno di riforme condivise, realizzate attraverso il dialogo ed il confronto o non mediante una prassi fatta di testi blindati, contingentamento dei tempi di discussione e reiterate mozioni di fiducia che svilisce la stessa funzione del Parlamento e lacera profondamente i valori della Costituzione fondativi del patto di convivenza civile;

§       la Costituzione vuole "la magistratura soggetta soltanto alla legge" e non espressione della maggioranza di governo e, soprattutto, sensibile agli interessi di chi la compone;

§       difendere la Costituzione significa garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura che costituisce il presupposto imprescindibile per dare concretezza al principio che la legge è uguale per tutti;

§       il potere giudiziario è il potere dei cittadini senza potere che proprio per questo la Costituzione ha voluto garantire dalle interferenze delle contingenti maggioranze politiche;

§       la magistratura non è un "cancro della democrazia da estirpare" ma uno dei  fondamenti stessi della democrazia, una risorsa istituzionale da difendere e migliorare;

§       sono necessarie riforme di sistema che riducano l'intollerabile durata dei processi civili e penali e non riforme dei giudici mirate a mortificarne l'indipendenza, ad alimentare un deteriore carrierismo, ad esaltare il potere dei capi, a depotenziare il CSM con un ritorno a concezioni burocratiche e precostituzionali;

§       la delegittimazione della Magistratura si risolve in una delegittimazione agli occhi dei cittadini dell'Autorità e della credibilità dello stesso Stato, alimentando quella sfiducia che da sempre costituisce la principale difficoltà a contrastare il potere mafioso;

§       la lotta alla mafia - così come la lotta a tutti i poteri criminali postula invece la serenità e la concordia istituzionale e la fiducia nella magistratura;

§       vogliamo, consapevoli della necessità di vere riforme, avviare un autentico confronto sui temi delle inefficienze dell'amministrazione della Giustizia con coloro che siano davvero disponibili a confrontarsi sui problemi reali, nella comune condivisione dei valori costituzionali.

Per riflettere su questi temi abbiamo indetto una pubblica manifestazione che si terrà sabato 15 gennaio alle ore 9 alla Palazzina M del nuovo palazzo di Giustizia, auspicando che proprio da Palermo possa ripartire un autentico confronto.

 
Di Loredana Morandi (del 13/01/2005 @ 07:08:11, in Magistratura, linkato 276 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

INIZIATIVE ANM PER LA INAUGURAZIONI DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2005
 
Le iniziative dell’Anm in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario si muovono su due piani: il RICHIAMO AI PRINCIPI COSTITUZIONALI e la DENUNCIA DELLA INEFFICIENZA DEL SERVIZIO.

Da oggi viene diffuso in tutti i Palazzi di Giustizia un manifesto nel quale, in calce ad un disegno di Alfredo Chiappori, che l’Anm ringrazia vivamente per la sua disponibilità, sta scritto:

NO alle leggi contrarie ai principi costituzionali

SI ai provvedimenti e alle riforme per una giustizia più efficace e rapida.

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm invita tutti colleghi a partecipare alle cerimonie inaugurali che si terranno sabato 15 gennaio nelle sedi di Corte di appello portando con sé in modo visibile La Costituzione, con un estratto con le norme del titolo IV “La magistratura”.

Riproponiamo deliberatamente il gesto simbolico di due anni addietro, non come protesta ma come forte richiamo ai principi. Nel gennaio 2003 sottolineavamo l’esigenze che della Costituzione si rispettasse la lettera e lo spirito; oggi che il Parlamento deve riesaminare la riforma dell’ordinamento giudiziario il richiamo ai principi della Costituzione è più che mai attuale.

La seconda edizione del LIBRO BIANCO sul DISSERVIZIO GIUSTIZIA, che sarà presentato in tutte le sedi nel corso della inaugurazione di sabato 15 gennaio, sarà resa nota venerdì 14 gennaio. E’ una iniziativa di denuncia, ma anche la forte sollecitazione al Ministro affinché si attivi nel quadro della sua specifica responsabilità per la “organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia” (art. 110 Cost.).

In relazione alla ripresa dei lavori parlamentari sull’ordinamento giudiziario, l’Anm riproporrà alle forze politiche la esigenza che il Parlamento prenda in considerazione quegli ulteriori aspetti di incostituzionalità, che sono stati sottolineati dai più illustri costituzionalisti e che non sono stati oggetto del messaggio presidenziale di rinvio perché non attingevano il livello della “palese incostituzionalità”. L’Anm sollecita altresì il Parlamento a farsi carico di ulteriori aspetti di impraticabilità relativi al sistema dei concorsi e a raccogliere l’auspicio, avanzato nella sua relazione dal PG Favara, di riesaminare gli aspetti procedimentali del sistema disciplinare.

Al riguardo l’Anm ha richiesto di incontrare i responsabili giustizia delle forze politiche: i primi incontri già fissati sono nel pomeriggio di domani giovedì 13 gennaio 2005 con Forza Italia e D.S. e nel pomeriggio di mercoledì 19 gennaio 2005 con A.N. e La Margherita.

L’Anm organizza altresì un incontro dibattito il 18 gennaio 2005, h. 15.30-19.30, presso la Sala Capranichetta - Piazza Montecitorio- sul tema: L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO. Nella prima parte, introdotta e presieduta da  Luigi Scotti, Presidente del Tribunale di Roma, vi saranno le comunicazioni dei professori Francesco P. Casavola,  Leopoldo Elia, Gaetano Silvestri. Concluderà una tavola rotonda tra responsabili giustizia Anna Finocchiaro, Giuseppe Gargani, Michele Vietti, Roberto Zaccaria, presieduta da Edmondo Bruti Liberati, presidente dell’ANM.

Roma, 12 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm

Leggi l'estratto della Costituzione

 
Di Loredana Morandi (del 10/01/2005 @ 22:17:21, in Magistratura, linkato 338 volte)

ROMA - Il procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha avviato l'azione disciplinare contro i sostituti procuratori di Milano Ilda Boccassini e Gherardo Colombo. La richiesta avanzata dalla procura generale presso il Csm fa riferimento alla vicenda del fascicolo 9520, il fascicolo-contenitore da cui presero origine i processi Imi-Sir/Lodo e Sme. In particolare, secondo l'accusa, i due magistrati dovrebbero essere giudicati per aver opposto il segreto istruttorio sul fascicolo agli ispettori del ministro della Giustizia Castelli. (10 gennaio 2005)

Questa notizia puzza di imbroglio, naturalmente ...

 
Di Loredana Morandi (del 09/01/2005 @ 03:44:19, in Magistratura, linkato 278 volte)
Città del Vaticano - In apertura dell'anno giudiziario la relazione del prof. Nicola Picardi il Promotore di Giustizia, ruolo simile a quello di Procuratore Generale di Cassazione, relaziona un quadro preoccupante in merito ai numerosi borseggiatori, che esercitano anche all'interno della Basilica di San Pietro, e ai truffatori che adescano le proprie vittime anche nei famosissimi Musei. Il 90% dei responsabili dei reati patrimoniali commessi nello Stato Vaticano resta ignoto. Il restante 10% riesce egualmente a farla franca a cagione della complessità delle procedure internazionali, le cd "rogatorie", cui è soggetto il Vaticano. Infatti il 98% di coloro che commettono reati presso lo stato pontificio sono "stranieri", che operano ai danni di altri stranieri. E' utile rammentare che anche gli italiani sono di fatto stranieri presso lo Stato pontificio. Sono 522 i processi penali pendenti nei giudizi in Vaticano, un numero iperbolico rispetto alla polazione del piccolo stato, addirittura con una incidenza del 106% equivalente al 20% in più di quanto non accada in Italia. Fronte il numero eccezionale di processi penali corrisponde un dato preciso: i residenti vaticani coinvolti nei processi incidono per soli due punti percentuali. Il Prof Picardi ha lamentato la lunghezza di tali processi, in cui la durata media è di 466 giorni, contro i 381 dei tribunali italiani per il penale; nonchè di 1033 giorni per le cause civili in numero totale di 424. Occorre dire che, anche qui, causa della lungagine burocratica sono proprio i rapporti con l'estero,  che ostacolano anche le semplici notifiche, sia civili, che penali. Nella relazione annuale il Promotore di Giustizia suggerisce lo snellimento di talune procedure, anche con l'adesione al Trattato di  Schengen, che consentirebbe passaggi burocratici più celeri. Anche i passaporti vaticani sono oggetto di attento vaglio, sembra infatti che siano facilmente falsificabili, dato questo preoccupante e legato alla prevenzione terroristica. Presenti all'evento giudiziario annuale il Cardinal Angelo Sodano, segretario di Stato della Santa Sede, nonchè molte altre autorità ecclesiastiche. Alla cerimonia hanno partecipato anche autorità laiche e giudiziarie italiane.
 
Di Loredana Morandi (del 08/01/2005 @ 10:53:00, in Magistratura, linkato 326 volte)

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata diffusa agli organi di informazione la seguente lettera-appello, indirizzata al dott. Piero Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia:

"Mentre tutti eravamo sgomenti di fronte alla fine, nel Sud Est asiatico, di un pezzo di mondo, il Governo ha prorogato per un pugno di mesi nell'incarico, scadente il 15 gennaio, il Procuratore Nazionale Antimafia.

La proroga è avvenuta quasi di nascosto siccome inserita all'interno di un decreto legge dedicato, per il resto, ai bilanci degli enti locali, alla «liberalizzazione dell'accesso al mercato dell'autotrasporto di merci per conto di terzi» e a «contributi allo spettacolo dal vivo» (in evidente contrasto con il recente monito del capo dello Stato, contenuto nel messaggio di rinvio alle Camere della legge sull'ordinamento giudiziario, circa la necessità che i provvedimenti legislativi siano chiari e controllabili).

Il decreto appare sotto più profili in contrasto con la Costituzione e integra forse il più grave attacco di questi anni all'indipendenza della magistratura.

La Costituzione limita lo strumento del decreto legge, e dunque la competenza (provvisoria) del Governo, ai «casi straordinari di necessità e d'urgenza». Nella vicenda specifica la relazione che accompagna il provvedimento motiva la straordinaria urgenza con la impossibilità di lasciare vacante, anche per pochi mesi, l'incarico di Procuratore nazionale antimafia «date le esigenze di lotta alla criminalità organizzata». È un esempio tipico di «non motivazione»: la necessità di affrontare una agguerrita criminalità organizzata non è, nel nostro Paese, una improvvisa e imprevedibile emergenza ma (purtroppo) un dato costante; se l'impostazione sottesa al decreto fosse fondata, tutti i Procuratori della Repubblica (e perché non anche i sostituti?) di Napoli, Palermo o Reggio Calabria dovrebbero vedersi prorogato senza fine l'incarico (anche oltre i limiti d'età); la procedura per nominare il nuovo procuratore è in pieno svolgimento e in ogni caso, stando alla finalità dichiarata, nessuna proroga sarebbe, anche in astratto, giustificabile oltre i termini necessari per tale nomina.

Ma, soprattutto, la Costituzione affida le «assegnazioni» dei magistrati esclusivamente al Consiglio superiore e non v'è dubbio, alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, che in tale concetto rientra la proroga di un incarico oltre i limiti temporali per i quali è stato, a suo tempo, assegnato. Non a caso è la prima volta nella storia della Repubblica che un magistrato viene mantenuto nell'incarico mediante un provvedimento emesso dal potere esecutivo. Se fosse l'inizio di una serie, l'effetto sarebbe inevitabilmente la cancellazione dell'indipendenza della magistratura (suscettibile di essere governata dall'esterno con una accorta politica di conservazione nell'incarico dei dirigenti graditi alle contingenti maggioranze politiche).

Evitare che ciò avvenga è necessario, dunque, sia con riferimento al caso specifico sia per impedire che si realizzi un precedente gravissimo.

Confidiamo che il Consiglio Superiore della Magistratura faccia la sua parte per scongiurare questa evenienza ma, insieme, auspichiamo da parte dell'attuale Procuratore antimafia un gesto che elimini in radice il problema. Conosciamo da anni Piero Vigna; ne abbiamo apprezzato e ne apprezziamo, insieme alla ben nota professionalità, la sensibilità istituzionale e il disinteresse personale; abbiamo salutato con soddisfazione e apprezzamento la sua conferma nell'attuale incarico, avvenuta all'unanimità, da parte del Consiglio superiore; gli siamo grati per il modo in cui ha saputo in questi anni dirigere un ufficio delicato e importante come la Direzione nazionale antimafia. Per questo siamo certi che saprà dire di no a un provvedimento che riguarda non solo lui  personalmente ma l'intera magistratura e le sue condizioni di indipendenza".

7 gennaio 2005

Primi firmatari (alle ore 18.30 del 7 gennaio 2005)

1)   Sandro Ausiello (sostituto procuratore Torino)
2)   Salvo Boemi (procuratore aggiunto Reggio Calabria)
3)   Paolo Borgna (sostituto procuratore Torino)
4)   Vittorio Borraccetti (procuratore Repubblica Venezia)
5)   Pietro Calogero (procuratore Repubblica Padova)
6)   Anna Canepa (sostituto procuratore Genova)
7)   Corrado Carnevali (procuratore aggiunto Milano)
8)   Domenico Carcano (magistrato addetto alla Corte cassazione)
9)   Claudio Castelli (giudice Tribunale Milano)
10)  Nino Condorelli (sostituto procuratore generale Brescia)
11)  Piercamillo Davigo (consigliere Corte appello Milano)
12) Enrico Di Nicola (procuratore Repubblica Bologna)
13) Giuseppe Gennaro (procuratore aggiunto Catania)
14) Francesco Gianfrotta (aggiunto ufficio gip Tribunale Torino)
15) Paolo Giovagnoli (sostituto procuratore Bologna)
16) Antonio Ingroia (sostituto procuratore Palermo)
17) Franco Ionta (sostituto procuratore Roma)
18) Giorgio Lattanzi (consigliere Corte cassazione)
19) Guido Lo Forte (procuratore aggiunto Palermo)
20) Paolo Mancuso (procuratore aggiunto Napoli)
21) Gioacchino Natoli (sostituto procuratore Palermo)
22) Guido Papalia (procuratore Repubblica Verona)
23) Ignazio Patrone (magistrato addetto Corte costituzionale)
24) Livio Pepino (consigliere Corte cassazione)
25) Aldo Policastro (giudice Tribunale Napoli)
26) Ferdinando Pomarici (procuratore aggiunto Milano)
27) Franco Roberti (procuratore aggiunto Napoli)
28) Nello Rossi (consigliere Corte cassazione)
29) Massimo Russo (sostituto procuratore Palermo)
30) Luciano Santoro (procuratore aggiunto Salerno)
31) Pietro Saviotti (sostituto procuratore Roma)
32) Roberto Scarpinato (procuratore aggiunto Palermo)
33) Luigi Scotti (presidente Tribunale Roma)
34) Armando Spataro (procuratore aggiunto Milano)
35) Cuno Tarfusser (procuratore della Repubblica Bolzano)
36) Giuliano Turone (procuratore aggiunto Milano)
37) Gianfranco Viglietta (sostituto procuratore generale Cassazione)
38) Claudio Viazzi (presidente sezione Tribunale Genova)
39) Carlo Piana (Proc.Rep. Cagliari)

Altri firmatari giorno 8 gennaio

Mario Fresa (Massimario Cassazione), Alfonso Amatucci (Consigliere di Cassazione), Ciro Riviezzo, Lorenzo Nicastro (Procura Bari), Antonio Didone (Corte di Appello L'Aquila), Roberto Rossi (Procura Bari), Matteo Frasca (Consigliere Corte di Appello Palermo), Alberto  Princiotta, Marco Guida (Giudice Tribunale Bari), Marco Del Gaudio (Procura Napoli), Raffaele Massaro (Procura Belluno), Elio Ramondini (Procura Milano), Daniele Colucci (Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi), Pino Scelsi, Alessandro Sutera Sardo (Procura di Gela), Francesca Coccoli (Tribunale di Palermo), Paolo Storari (Procura Trento), Gianrico Carofiglio (Procura di Bari), Marcello Musso (Procura Milano),Marco Imperato (Procura Marsala), Marcello Basilico (Giudice del lavoro Trib. Genova), Raffaele Barela (Procura Cosenza), Alessandro Di Taranto (Procura Palermo), Giovanni Battista Ferro (Procura SV), Ferdinando Lignola (Tribunale Sant'Angelo dei lombardi), Giovanni Nardecchia (Tribunale di Como), Sergio Demontis (Procura Palermo), Linda D'Ancona, Bruno D'Urso (Tribunale di Nola), Giovanni Diotallevi, Concetta Potito (Tribunale Minori Bari), Arturo Iadecola (Tribunale Monza), Raffaele Greco, Adriana Blasco (Procura Palermo), Pierluigi Di Stefano (Tribunale Napoli), Maria Teresa Mondo (Tribunale Napoli), Antonio Manna (Corte d'Appello Potenza), Marco Gianoglio, Mariano Fadda (Procura di Como), Carla Musella (Corte d'Appello Napoli), Marzia Minutillo Turtur (Corte d'Appello Bologna), Antonio Maruccia (f.r.Commissione Parlamentare Antimafia), Luigi Buono (Tribunale Napoli), Maria Longo (Tribunale di Sorveglianza Bologna), Leonardo Grassi (S.P.G. Bologna), Paola Di Nicola (Tribunale di Latina), Renato Rordorf, Marco Pivetti (Corte di Cassazione),

 
Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:32:06, in Magistratura, linkato 279 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

In relazione alle polemiche odierne  su commenti relativi al gesto di  violenza di cui è stato vittima il Presidente del Consiglio, do atto che il pensiero del collega Carlo Fucci, nettamente ed univocamente espresso in una dichiarazione pubblica del 2 gennaio, è  quella della  severa stigmatizzazione  della aggressione. Questo, che il punto essenziale, rispecchia il sentimento dei magistrati italiani, come di tutti i cittadini.

Roma 5 gennaio 2005

Il Presidente
Edmondo Bruti Liberati

 
Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:29:29, in Magistratura, linkato 277 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

COMUNICATO  STAMPA DI CARLO FUCCI

Con riferimento alla polemica relativa al messaggio (sms) in questione preciso:

1. che ho pubblicamente condannato l’aggressione al Presidente del Consiglio dei Ministri con comunicato ansa del 2 gennaio 2005 al quale mi riporto:

2.  che ho ricevuto, come mille altri, non richiesto,  sulla mia utenza privata, il messaggio in argomento.

Non dico altro poiché non intendo alimentare una polemica strumentale e faziosa.

05 gennaio 2005
CARLO FUCCI

 
Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:19:03, in Magistratura, linkato 275 volte)

SUO UMORISMO, SE VERO, È FUORI LUOGO E FUORI TEMPO...

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Il deputato di An Gianfranco Anedda critica il segretario dell'Anm Carlo Fucci per l'sms in difesa dell'aggressore di Berlusconi e parla di «un umorismo che, se vero, è fuori luogo e fuori tempo». «Il segretario dell'Anm - dichiara Anedda - con il suo Sms di sostegno all'aggressore del presidente Berlusconi, è arrivato fuori tempo massimo. Nelle esortazioni ai colleghi affinchè aderiscano ad una colletta per acquistare un treppiede per la macchinetta fotografica sono rimasti l'invito alla violenza, la squallida risposta dell'autorevole esponente dell'Anm ai messaggi del Presidente della Repubblica che invita al dialogo, l'incitamento all'odio, il dispregio per le istituzioni, l'inconsapevolezza del ruolo che riveste». «Eppure - aggiunge l'esponente di An - il segretario dell'Anm sfilerà anche egli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, con una copia della Costituzione tra le mani...». «Ancora fuori tempo massimo - conclude Anedda - la tardiva giustificazione che si sarebbe trattato di uno scherzo: un umorismo, se vero, fuori luogo e fuori tempo...».(ANSA). BSA 05-GEN-05 16:48 NNN
 
BERLUSCONI AGGREDITO: BERTOLINI, DA FUCCI GESTO INFAMANTE 

(AGI) - Roma 5 gen. - Il vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini afferma che «il comportamento del segretario dell'Anm Fucci, se confermato, infanga deliberatamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, eletto democraticamente dai cittadini italiani, e calpesta la rispettabilità delle toghe». «È questa - si chiede la Bertolini - l'indipendenza della Magistratura? È questa la correttezza del magistrato Fucci? Con che coraggio....

BERLUSCONI AGGREDITO: VERDI, SOLO REGIME PERSEGUE UMORISMO

(AGI) - Roma, 5 gen - «Forse bisognerebbe introdurre nel nostro codice un nuovo reato volto a perseguire coloro che inviano barzellette sul Presidente del Consiglio». È il commento ironico della senatrice dei Verdi Loredana De Petris alle polemiche della Cdl sugli sms inviati dal segretario di Anm, Carlo Fucci. «Solo nei regimi autoritari l'umorismo viene perseguito e questo accanimento contro Fucci fa seriamente riflettere. Comunque, è ancora più grave la palese violazione della privacy che ha investito questo caso».

BERLUSCONI: COLA (AN), UN MAGISTRATO INDIPENDENTE NON PUÒ RAPPRESENTARE UNA FAZIONE

Roma, 5 gen. (Adnkronos) - «Ho avuto questa informazione ieri da dei magistrati destinatari del Sms». Lo dichiara il capogruppo di An in commissione giustizia alla Camera, Sergio Cola, in merito al Sms di presa in giro del premier inviato da più esponenti della
magistratura. «Potrebbe anche essere stata la stessa corrente di Fucci che è Unicost», ammette poi mantenendo il segreto sulle alte fonti del suo messaggio di divulgazione. Il parlamentare cita dunque il testo integrale del messaggio: 'Invia un altro Sms per sostenere una iniziativa di solidarietà: dieci centesimi di euro per un nuovo cavalletto al mantovanò. «Un magistrato -conclude- non deve odiare perchè rappresenta l'indipendenza mentale e politica legata alla legge, non una fazione».  continuerà a ricoprire il suo incarico nell'Anm e a svolgere la sua attività di giudice al di sopra delle parti? È vergognoso che certi magistrati continuino apertamente a fare politica attaccando chi non la pensa come loro, cioè chi non è schierato a sinistra, ed è grave che un gesto che trasuda odio contro il Presidente del Consiglio giunga da chi dovrebbe essere esempio di correttezza istituzionale. Presenterò - conclude la bertolini - un'interrogazione urgente al Ministro della Giustizia per chiedere quali provvedimenti verranno presi nei confronti di questo magistrato». 

Preghiera a Gesù Bambino del Redattore del blog: Per piacere portami una una bella retata di camorra a San Giuseppe Vesuviano. Grazie. L.M.
 
(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Mi auguro che sia il Procuratore Generale della Cassazione ad avviare prontamente l'azione disciplinare, per dimostrare come la condanna di questi comportamenti parta dalla stessa magistratura». Lo afferma il sottosegretario alla giustizia, Jole Santelli, intervenendo sulla vicenda del sms inviato dal vice presidente dell' Anm, Carlo Fucci. «L'episodio che riguarda il dott. Fucci ha dell' incredibile - dice Santelli -. Cose di questo genere hanno un significato molto brutto e portano discredito alle istituzioni. Mi auguro che nessuno cerchi di sminuire la vicenda come purtroppo già vedo cerca di fare qualche esponente dell' opposizione, ma che venga assunta una dura posizione dall' Anm, dal Consiglio Superiore della Magistratura». (ANSA). FM 05-GEN-05 17:26 NNN
 
(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Non vedo che cosa c'entrino Ciampi o Castelli con l'iniziativa del dottor Fucci di inviare un sms ad altri colleghi per invitarli a donare 10 centesimi a favore del giovane Dal Bosco. Esiste un Csm, al suo interno opera la prima commissione, che ha poteri disciplinari sui magistrati». È questa l'opinione di Osvaldo Napoli (Forza Italia). «Io - prosegue - sono per la piena autonomia della magistratura: è la magistratura che deve dimostrare, a se stessa e al Paese, di credere pienamente in una prerogativa e di essere in grado di esercitarla non solo extra moenia».  «Il Parlamento ha dimostrato, negli anni terribili di Tangentopoli, di saper agire a tutela dell'istituzione concedendo alcune decine, e forse centinaia di autorizzazioni a procedere. Qualcuno - si chiede Napoli - dal Csm saprebbe ragguagliarci sul numero non dico delle inchieste o delle condanne ma dei 'rabbuffì indirizzati a qualche magistrato che esorbita o non onora il suo ruolo? Oppure non esistono?». (ANSA). CAP 05-GEN-05 17:27 NNN
 
QUESTO È QUELLO CHE MOLTI SETTORI DELLA MAGISTRATURA AUSPICANO

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Considerato che a quarant'anni dall'anniversario di Magistratura Democratica hanno organizzato uno spettacolo con cui si auguravano la morte di Berlusconi, probabilmente l'sms del segretario dell'Anm Carlo Fucci rappresentava un sentimento di delusione rispetto all'obiettivo di massima: quello della morte di Berlusconi». Lo afferma in una nota il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.  «Questo - secondo l'esponente di An - è quello che molti settori della magistratura auspicano, come lo stesso Dario Fo che, tra gli applausi, nel suo ultimo spettacolo ha celebrato la morte del presidente del Consiglio». (ANSA). COM-PNZ 05-GEN-05 17:45 NNN

SE PREMIER HA SENSO UMORISMO AVRÀ SORRISO DI MESSAGGINO

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Il Csm si occupa di cose serie». Francesco Menditto, consigliere togato di Palazzo dei marescialli, replica così a chi dal fronte politico invoca l'intervento del Consiglio sul segretario dell'Anm Carlo Fucci, che secondo il deputato di An Sergio Cola avrebbe mandato un sms a favore del turista mantovano che ha aggredito il presidente del Consiglio. «Si tratta di un messaggino scherzoso che tanti hanno ricevuto e spedito- dice al riguardo Menditto- Lo stesso Berlusconi se ha senso dell'umorismo avrà sorriso». (ANSA). FH 05-GEN-05 17:48 NNN

BERLUSCONI. CASO FUCCI, KESSLER (DS): BASTA, ARCHIVIARE

Roma -(Dire)  «il muratore, il poeta e adesso il magistrato. Credo che la vicenda dell'aggressione al premier, che berlusconi stesso ha voluto chiudere senza sporgere denuncia, debba essere archiviata senza che s'invochino ergastoli, interventi del quirinale e suicidi». A dirlo è il deputato diessino giovanni kessler. «bisogna frenare gli istinti punitivi delle seconde file del centrodestra. sono certo che chi fa politica in italia- conclude kessler- abbia altri temi e altre priorità di cui discutere e sono veramente esterrefatto dal continuare a leggere dichiarazioni sul 'caso treppiedè». (com/dim/ dire) 17:52 05-01-05 sbo nnn

 
Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:17:36, in Magistratura, linkato 250 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

UPDATE: L’ANM PROMUOVE UNA RACCOLTA DI FONDI TRA I MAGISTRATI PER I POPOLI DEL SUD-EST ASIATICO

I magistrati italiani aderiscono alla giornata di lutto indetta a livello europeo per la tragedia del sud-est asiatico.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha deciso anche di manifestare concretamente solidarietà ai popoli colpiti deliberando di promuovere una raccolta di fondi tra i magistrati che sono invitatI ad inviare le loro offerte sul conto corrente bancario n° 10300 BIPOP CARIRE Ag. 5 di Roma ABI 05437 CAB 03205 CIN I intestato “ANM sottoscrizione sud-est asiatico”.

I fondi così raccolti verranno interamente devoluti all’UNICEF.

Roma, 3 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 
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