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Articolo 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

Costituzione Italiana
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\\ Home Page : Storico : Magistratura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:15:24, in Magistratura, linkato 267 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM PROMUOVE UNA RACCOLTA DI FONDI TRA I MAGISTRATI PER I POPOLI DEL SUD-EST ASIATICO

I magistrati italiani aderiscono alla giornata di lutto indetta a livello europeo per la tragedia del sud-est asiatico.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha deciso anche di manifestare concretamente solidarietà ai popoli colpiti deliberando di promuovere una raccolta di fondi tra i magistrati che sono invitati ad inviare le loro offerte sul conto corrente bancario n° 10300 BIPOP CARIRE Ag. 5 di Roma ABI 05437 CAB 03205 CIN I intestato “ANM sottoscrizione sud-est asiatico”.

Roma, 3 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 16/12/2004 @ 20:22:17, in Magistratura, linkato 342 volte)

Si ritrasmette il messaggio precedentemente inviato, nel quale era contenuto l'errore riguardante la votazione dell'emendamento soppressivo relativo all'intervento del Ministro.

Il Plenum ha approvato all'unanimità dei presenti (assenti Di Federico e Ventura Sarno) il documento qui di seguito trasmesso.
E' stato approvato a maggioranza (UPC, MI e tutti i laici) un emendamento che ha eliminato dal testo il riferimento al ruolo svolto dal Ministro nella vicenda. Il testo eliminato era il seguente:
"Va ricordato che lo stesso ministro della Giustizia, nell'immediatezza della pronuncia della sentenza, espresse solidarietà nei confronti degli imputati condannati, così come fecero vari esponenti politici che ricoprono alte cariche istituzionali della Repubblica. Il ministro ha poi commentato l'esibizione del cartello nell'aula della Camera dei deputati, ritenendola "una libera espressione del pensiero parlamentare"".

M. G. Civinini, L. Marini, F. Menditto, G. Salmè, G. Salvi

"In occasione della seduta per l'elezione di due giudici costituzionali, tenutasi il giorno 14 dicembre 2004 nell'aula della Camera dei Deputati, alcuni parlamentari hanno esposto nell'aula cartelli con la scritta "Papalia razzista e nazista".
Tale iniziativa segue di pochi giorni la pronuncia ad opera del tribunale di Verona di una sentenza di condanna nei confronti di sei appartenenti al movimento politico "Lega Nord", accusati dalla procura della Repubblica diretta dal dott. Guido Papalia del reato di incitamento all'odio ed alla discriminazione razziale, che si ritiene commesso attraverso un'insistente e massiccia campagna di protesta per lo sgombero di un campo nomadi sito nel territorio veronese.

Le invettive nei confronti del dott. Papalia, e dell'ufficio di Procura da lui diretto, praticate attraverso l'uso di aggettivi, quali razzista e nazista, di valenza obiettivamente offensiva, tanto da determinare la formale deplorazione del Presidente della Camera, sono inaccettabili ed esigono che il Csm intervenga a tutela del prestigio del magistrato coinvolto, dell'ufficio giudiziario da lui diretto e più in generale della credibilità dell'istituzione giudiziaria.

L'intervento denigratorio nei confronti del dott. Papalia, infatti, è stato inscenato dopo la pronuncia di una sentenza e ciò rende palese che gli attacchi offensivi hanno avuto di mira l'intera funzione giudiziaria, inquirente e giudicante.

La particolare gravità dell'accaduto è acuita dal fatto che gli autori delle offese siano alti rappresentanti delle Istituzioni, e ciò espone a serio rischio il mantenimento della necessaria fiducia dei cittadini nella giurisdizione.

Il Csm non mette in dubbio che l'attività giudiziaria possa essere oggetto di critiche e che la critica dell'operato dei pubblici poteri, ivi compreso l'ordine giudiziario, rientri nell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero di ogni individuo e sia al contempo espressione del mandato parlamentare.

E però ancora una volta il Csm, nel prendere atto dell'iniziativa immediata ed esaustiva del Presidente della Camera, è costretto a ribadire che alla legittima espressione del diritto di critica, anche parlamentare, è del tutto estraneo l'uso di frasi capaci solo di sortire effetti delegittimanti per l'istituzione giudiziaria  (vedi deliberazione del Csm del 16 gennaio 2002)

 
Di Loredana Morandi (del 16/12/2004 @ 20:10:16, in Magistratura, linkato 316 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE

COLPITA AL CUORE LA RIFORMA

Il Presidente della Repubblica, svolgendo con grande indipendenza ed autorevolezza il suo ruolo di garante delle regole costituzionali, non ha promulgato la riforma dell’ordinamento giudiziario. E’ un bel giorno per lo Stato di diritto.

I suoi rilievi - che riguardano lo straripamento dei poteri del Ministro della Giustizia nell’ambito del merito della giurisdizione e delle attribuzioni proprie del CSM in tema di nomina di incarichi direttivi nonché lo svuotamento dei compiti tipici del CSM - sembrano colpire al cuore la filosofia della riforma che mirava ad una trasformazione di equilibrio fra i poteri dello Stato attraverso una legge ordinaria e non costituzionale.

Il Parlamento non potrà non tenere conto di tali osservazioni che presuppongono una diversa impostazione di cultura costituzionale.

Peraltro gli aspetti non censurati – quali la separazione di fatto delle carriere e la gerarchizzazione degli uffici di Procura- rimangono comunque sospetti di incostituzionalità posto che il margine di intervento riservato in fase di promulgazione di una legge al Capo dello Stato riguarda soltanto la valutazione di “manifesta incostituzionalità”. Numerose sono infatti le norme che - seppure promulgate - risultano successivamente oggetto di censura da parte della Corte Costituzionale.

Unità per la Costituzione rivendica con soddisfazione come la linea di forte difesa dei valori giuridici fondamentali perseguita dall’ANM, attraverso comportamenti sempre istituzionalmente continenti (tale deve essere considerato lo sciopero) che hanno prodotto una opposizione culturale dell’intera scienza giuridica - soprattutto costituzionale -, abbia rappresentato un momento di testimonianza ragionata e auspica che si possa costruire una nuova fase di dialogo nella quale il Parlamento riscriva una riforma finalmente condivisa e non punitiva per la magistratura. Nell’interesse dei cittadini e del patto democratico.
 
Roma 16/12/2004

Fabio Roia
Segretario Generale

 
Di Loredana Morandi (del 16/12/2004 @ 20:08:18, in Magistratura, linkato 375 volte)

SPM 16-DIC-04 14:56 NNNN

GIUSTIZIA: RINVIO; ANM, ORA PARLAMENTO MIGLIORI RIFORMA PESSIMA CIAMPI EVIDENZIA INCOSTITUZIONALITA' GIA' DA NOI SEGNALATE

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - ''La decisione del capo dello Stato conferma la grande attenzione con cui il Quirinale ha seguito la riforma della giustizia. Auspico vivamente che questo rinvio venga colto dal Parlamento per procedere a un profondo esame della legge e per migliorare una riforma che al momento appare pessima''. E' il primo commento che viene dall'Associazione Nazionale Magistrati alla decisione di Ciampi di rinviare alle Camere la riforma dell'ordinamento giudiziario.
A esprimerlo e' il vice presidente Piero Martello che dice: ''come Associazione abbiamo atteso fiduciosamente il sereno giudizio del capo dello Stato, che evidenzia aspetti di incostituzionalita' gia' a suo tempo segnalati dall'Anm''. (ANSA).

FH 16-DIC-04 15:01 NNNN

 
Di Loredana Morandi (del 16/12/2004 @ 20:03:21, in Magistratura, linkato 364 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere la legge sull'ordinamento giudiziario con un importante messaggio che segnala la palese incostituzionalità di disposizioni che riguardano la menomazione delle attribuzioni del Consiglio Superiore della Magistratura e i nuovi poteri che sarebbero stati attributi al Ministro della Giustizia. La linea guida del messaggio presidenziale  è la tutela della indipendenza dei magistrati, pm e giudici, nei confronti dell'esecutivo e la salvaguardia delle attribuzioni che la Costituzione riserva al Consiglio Superiore della Magistratura quale organo garante di quella indipendenza.

Le preoccupazioni ed i rilievi avanzati dalla dottrina giuridica, dagli operatori della giustizia e dalla Associazione Nazionale Magistrati erano dunque  fondati. Le Camere potranno ora rivedere la legge  sulla base dei rilievi contenuti nel messaggio presidenziale. Vi è da auspicare che il nuovo esame parlamentare si misuri anche con le osservazioni dei più autorevoli costituzionalisti sulla incostituzionalità di impianto della riforma; questione aperta che non poteva essere oggetto dell'intervento che l'art. 74 della Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica nella fase della promulgazione delle leggi limitatamente ai rilievi di palese incostituzionalità. Il controllo successivo è attribuito alla Corte Costituzionale, ma in una materia così delicata come quella dell'ordinamento giudiziario tutti i profili di incostituzionalità dovrebbero essere presi attentamente in considerazione nel corso dell'esame parlamentare.

Roma, 16 dicembre 2004
La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 16/12/2004 @ 20:02:30, in Magistratura, linkato 288 volte)

IL RINVIO DELLA CONTRORIFORMA DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO ALLE CAMERE

Siamo ancora in uno Stato di diritto.
Abbiamo ancora una Costituzione.
Abbiamo un Presidente della Repubblica.
Si ha la più autorevole conferma che le nostre osservazioni sui profili di incostituzionalità, i nostri allarmi, le nostre mobilitaziooni erano più che giustificate.
La riforma era ed è pessima, con profili di incostituzionalità palesi e con profili di incostituzionalità che si potrebbero rivelare solo alla prima attuazione.  In ogni caso rappresenterebbe la risposta sbagliata ai mali della giustizia.
Ora va cambiata strada.

Milano, 16 dicembre 2004
 
Claudio Castelli
Segretario nazionale di Magistratura Democratica

I MOTIVI DEL RINVIO ALLE CAMERE

I motivi che sostengono il rinvio alle Camere della controriforma da parte del Presidente della Repubblica a quanto appreso sono i seguenti:

1) l'art. 2 comma 31 lett.a) nella parte in cui prevede che il Ministro della Giustizia renda comunicazioni annuali alle Camere
sull'amministrazione della giustizia.
2) L'art.2 comma 14 lett.c) nella parte in cui prevede l'istituzione presso ogni direzione generale dell'ufficio per il monitoraggio
dell'esito dei procedimenti;
3) L'art.1 comma 1 lett.m) nella parte in cui attribuisce al Guardasigilli a facoltà di ricorrere dinanzi al TAR contro le delibere
consiliari di conferimento degli incarichi direttivi adottati in contrasto con il concerto;
4) La menomazione dei poteri del CSM, con riferimento all'art.105 Costituzione, risultante dal disposto dell'art.2 comma 1 lett. f),
numeri 3.1. e 3.2 riguardo all'assegnazione dei posti a seguito di apposito corso di studi ed esami; ed anche i numeri 4.1, 4.2, 7.1, 7.2,
9,1, 9.2 della lettera l); le modalità di passaggio di funzioni e l'accesso alle funzioni direttive.

L'ultimo rilievo mette chiaramente in discussione l'impianto stesso del disegno di legge e tutto il sistema dei concorsi.

 
Di Loredana Morandi (del 15/12/2004 @ 20:50:51, in Magistratura, linkato 292 volte)

Quella che segue è la sbobinatura della mia intervista al Dott. Ingroia, pm del Tribunale di Palermo, più alcune note dal suo intervento. Ve ne parlavo in quel del post sulla condanna a Dell'Utri. Risale al gennaio 2003 ma, personalmente, trovo che ogni singola parola in tema di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata sia sempre attuale. Per questa ragione posto anche l'intervista al dott. Policastro, del Tribunale di Napoli. Di entrambe le interviste conservo la copia montata in un servizio di approfondimento di circa otto minuti.

ANTONIO INGROIA al Congresso di MD

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, quali le problematiche per un magistrato?
"Le problematiche sono tante e sono dovute soprattutto al fatto di avere a che fare con un fenomeno criminale, con un'organizzazione criminale detta "Cosa Nostra". Un organizzazione segreta, potente, radicata nel territorio e con profonde infiltrazioni nel tessuto socio economico siciliano, con ampie articolazioni anche nell'ambito della politica, dell'economia e dell'amministrazione pubblica. Da qui la grande difficoltà cui si aggiungono, in questi anni, delle difficoltà dovute al fatto che la Mafia, "Cosa Nostra", arriva in questi ultimi anni a una strategia silente di auto affermazione, avendo rinunciato alla strategia degli omicidi per fare meno rumore. Questo ha determinato una caduta e una minore attenzione, che sommata sostanzialmente alle difficoltà della magistratura sotto attacco, ha determinato anche meno consenso, meno strumenti, meno uomini, meno forze impegnate su questo fronte, meno strumenti rieducativi. La legislazione antimafia ad oggi non è adeguata allo scontro, a quanto sarebbe necessario per rendere le indagini più efficaci ed efficenti. La legislazione antimafia che venne approvata negli anni successivi alle stragi del 1992, oggi in buona parte non esiste più e la legislazione antimafia attuale è del tutto inadeguata. Si è tornati alla vecchia delega ai magistrati e alle forze dell'ordine per il contrasto alla Mafia. Magistrati, poliziotti, carabinieri e finanzieri sono oggi sempre più soli ad agire contro la Mafia, che naturalmente rende tutto sempre più difficile."
Appunti dalla relazione al Congresso:
Processo penale: il luogo oscuro e tetro, come nei romanzi di Kafka, in cui il cittadino viene catturato e reso oggetto di ingiustizia. Assistiamo ad un progetto di garanzia assoluta contro la legge penale. Il progetto di un giudice macchina, nella volontà del legislatore, con sentenze già scritte: condanne per i poveri e assoluzione per i ricchi, garanzia di impunità verso altri cittadini. Due i binari: uno per la magistratura in stato di sostanziale intimidazione e costretta all'autocensura; l'altro per la legge il cui dettato trasparente persegue l'obiettivo di impunità della classe dirigente.
Mafia: sono evidenti i segnali di impazienza dei mafiosi, oggi insofferenti al mondo politico al di là del destinatario politico. L'obiettivo politico dell'attuale prodotto legislativo è talmente evidente, che i Mafiosi si dicono: "Anche noi siamo potenti" e chiedono di entrare nel circuito differenziato della Giustizia. Tale segnale è diretto: vogliono in sostanza il loro riconoscimento all'interno della Società. Nonostante la grande difficoltà del momento della magistratura, questo è il miglior momento della magistratura per dare una esatta informazione ai cittadini. Le imposizioni alla magistratura, recepite in primis dai movimenti, concorrono ad una maggiore consapevolezza di tutti i cittadini, che si battono per la garanzia e l'efficienza di un Processo, che sia luogo di accertamento della verità.

ALDO POLICASTRO al Congresso di MD
 
La lotta alla Criminalità, la Giustizia e la crisi del Processo Penale:
"Mah, sicuramente la Giustizia penale è un argomento molto ampio, io penso che bisogna, dal mio osservatorio, concentrare l'attenzione su ciò che conosco di più, ovvero la giustizia penale nel Meridione. Dobbiamo sicuramente segnalare un dato, registriamo un dato, che nel Meridione diventa più eclatante rispetto al nord del paese: la Giustizia a due velocità. Cioè la rapidità con la quale vengono definite le vicende di minore complessità, di contro alla lungaggine della definizione delle questioni di maggiore complessità e cioè le questioni più rilevanti, i cosiddetti reati di competenza colleggiale, quindi i reati di Criminalità Organizzata o i reati dei Colletti Bianchi. Quindi registriamo una giustizia a due velocità. Velocissima per i reati di minore entità di più facile accertabilità, che sono quelli dei poveracci, quelli del delinquente comune. Mentre vi sono delle lungaggini nella definizione dei reati di maggiore complessità. Nel Meridione ciò diventa eclatante, perchè chiaramente la questione Criminalità Organizzata è una questione abbastanza dimenticata, devo dire, nel dibattito complessivo della Giustizia Penale. Sembra che la Mafia, la Camorra e la 'Ndrangheta siano state sconfitte, o siano ritornate in un alveo di fisiologia. Mentre in realtà siamo di fronte a una presenza massiccia, della criminalità organizzata e a una difficoltà di risposta giudiziaria. Io dico, come lo slogan di questo Congresso "la forza dei diritti", sta anche nella difesa dei cittadini da questa presenza pervicace, penetrante, che comprime sicuramente tutti i diritti.  In primo luogo quelli di libertà, ma di movimento, di impresa, di lavoro. Il diritto al lavoro viene compresso, viene depotenziato per la gestione monopolistica della Camorra in alcuni settori, ciò non consente lo spazio per la libertà. La forza dei diritti sta nella capacità della magistratura, quella civile sicuramente nella tutela dei diritti da promuovere e tutelare nella attività specifica, ma sicuramente l'attività del magistrato penale volta, possiamo dire, a ridurre il danno. Perchè sconfitte non se ne vedono all'orizzonte, ma sicuramente nell'accertamento delle responsabilità personali, e il processo penale è il luogo dell'accertamento delle responsabilità personali non dei fenomeni, sicuramente quelle consentono di arginare. Come dicevo molto è rimesso all'accertamento delle responsabilità personali, in questo modo si limita e si riduce il danno di questa presenza massiccia e penetrante. E allora il compito della magistratura penale è in questo momento assicurare pari velocità di intervento e pari adeguatezza di intervento, sia per i reati di minor rilievo, che per i reati di maggior rilievo. E' necessario, che su entrambi i fronti vi sia analogo impegno ed è necessario, e ritengo sia in atto, un vero sforzo affinchè tali reati di maggiore complessità, trovino accertamento e responsabilità, come dire, assoluzione o condanna in tempi rapidi."

 
Di Loredana Morandi (del 15/12/2004 @ 20:28:43, in Magistratura, linkato 260 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM SULLA PRESCRIZIONE

L’Associazione Nazionale Magistrati esprime forte preoccupazione per le proposte di riforma legislativa che modificano la disciplina della prescrizione. La prescrizione, soprattutto quando si verifica in corso di giudizio o durante le fasi di impugnazione, rende vano il faticoso lavoro di indagine della polizia e l’impegno dei magistrati del pm e giudicanti. In mancanza di ogni incisivo intervento sulle strozzature del processo penale ogni riduzione dei termini di prescrizione costituirà un potente incentivo ad atteggiamenti difensivi dilatori. Il nostro paese è l’unico al mondo in cui capita di frequente che reati gravi si prescrivano in corso di giudizio o in fase di appello o addirittura in cassazione. In questa materia un intervento è necessario, ma nel senso di un allungamento dei termini massimi facendo decorrere nuovamente i termini di prescrizione dopo le diverse fasi del processo. Se questa modifica passerà deve essere chiaro che si indebolirà in modo grave la risposta alla criminalità. Il fatto che questo inopinato intervento legislativo incida su procedimenti in corso è un dato sconcertante, peraltro sottolineato anche da autorevoli esponenti della maggioranza.

Roma, 15 dicembre 2004
La Giunta Esecutiva Centrale

Nota del redattore del blog: mi dichiaro fin d'ora preoccupata solidarmente con l'Associazione Nazionale Magistrati. Ne abbiamo viste fin troppe!

 
Di Loredana Morandi (del 15/12/2004 @ 20:25:00, in Magistratura, linkato 290 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

SOLIDARIETA’ AL PROCURATORE PAPALIA

L’Associazione Nazionale Magistrati ancora una volta manifesta la più forte solidarietà a tutti i colleghi oggetto di attacchi delegittimanti. Da ultimo il Procuratore della Repubblica di Verona, Guido Papalia, è stato vittima di frasi oltraggiose da parte di alcuni deputati, nel corso di una seduta particolarmente solenne del Parlamento. L’Anm, nell’esprimere apprezzamento per la posizione di garanzia del Presidente Casini, non può che manifestare sconcerto e preoccupazione per la posizione del Ministro della Giustizia Castelli che ha qualificato gli oltraggi come “libera espressione del pensiero parlamentare”.

L’Anm esprime piena e convinta solidarietà al dott. Guido PAPALIA, ancora una volta attaccato per aver fatto semplicemente il suo dovere.

Roma, 15 dicembre 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 04/12/2004 @ 09:23:31, in Magistratura, linkato 329 volte)



Magistratura democratica compie 40 anni

(un compleanno speciale tra festa e riflessione)


Roma 3 - 4 dicembre 2004
Teatro Ambra Jovinelli - via Guglielmo Pepe 43


venerdì 3 dicembre

ore 9.30

introduzione

Claudio Castelli

I.

La nascita e la storia di Md: oltre l'eresia

ore 9.45 – 11.45

Le istituzioni alla prova degli anni settanta

Edmondo Bruti Liberati / Alberto Asor Rosa / Giuseppe Cotturri

Maria Grazia Giannichedda / Pietro Scoppola

ore 11.45

film: I cento passi

introducono Giovanni Impastato e Andrea Camilleri


ore 14.00: buffet


ore 15.00 – 19.00

La magistratura e la Costituzione

Franco Ippolito / Luigi Ferrajoli / Giovanni Palombarini

Alessandro Pizzorusso / Gaetano Silvestri / Carlo Smuraglia

dibattito

sabato 4 dicembre

II.

Tra eresia e progetto:

appunti per il futuro di md

ore 9.30 – 13.30

Giurisdizione e diritti

Salvatore Senese / Rosi Bindi / Guglielmo Epifani

Gianfranco Gilardi / Emilio Lupo / Stefano Rodotà

Libertà e garanzie

Livio Pepino / Perfecto Andrés Ibañez / Vittorio Borraccetti

Paolo Ferrua / Alberto Mittone / Domenico Pulitanò

dibattito

ore 13.30 : buffet

Ore 15.00 – 18.00

Politica e diritto

(l'orizzonte nazionale, il contesto internazionale)

Nello Rossi / Massimo Brutti / Alberto Burgio

Mario Dogliani / Elena Paciotti / Ignazio Juan Patrone


dibattito

ore 18.00

scherzando su giudici, diritti e potere

Dario Fo e Paolo Hendel


Gli interventi programmati apriranno solo il dibattito.
Ad esso concorreranno in molti, dentro e fuori la festa:
quelli che hanno contribuito a scrivere i
primi quarant’anni di Md
e quelli che si apprestano a scriverne gli anni futuri.

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