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"Sposate la campagna per una moralità immediatamente ravvisabile nel vostro comportamento"

Loredana Morandi
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\\ Home Page : Storico : Magistratura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 03/07/2007 @ 19:09:15, in Magistratura, linkato 121 volte)

UNITA' PER LA COSTITUZIONE
Sezione di Milano


 
Sull'astensione  indetta dalle Camere Penali Italiane

La proclamazione dei tre giorni di astensione dalle udienze prevista per il 3,4 e  5 luglio dalle Camere Penali Italiane in relazione al  disegno di legge sull'ordinamento giudiziario induce alcune riflessioni.

Le motivazioni espresse nel comunicato denotano un intendimento di contrapposizione nei confronti della magistratura associata e tralasciano il merito delle problematiche emerse nel dibattito, doveroso nei confronti dei rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati, su una riforma epocale, che intacca l'essenza funzionale della magistratura e mette a rischio i precetti costituzionali di terzietà e indipendenza, l'unica guida corretta per l'esercizio del potere giurisdizionale in un sistema democratico. In questo contesto, la voce della magistratura associata non costituisce l'esercizio di una pratica corporativa, ma la necessaria rappresentazione del punto di vista di un interlocutore qualificato alla concretizzazione del valore istituzionale comune- che riteniamo condiviso dalle Camere Penali -di una magistratura autonoma e non assoggettata al potere politico. 

Unità per la Costituzione continua a respingere ogni ipotesi di limitazione delle prerogative del Consiglio Superiore della Magistratura in materia di formazione professionale e di introduzione di condizionamenti della libertà della decisione del giudice in vista delle valutazioni di professionalità, con il rischio di generare ipotesi di scelte giurisprudenziali di mera omologazione.

L'assetto degli Uffici di Procura e l'unicità della carriera costituiscono valori fondanti i principi costituzionali, mentre le proposte sull'ampiezza dell'incompatibilità territoriale costituiscono solo un meccanismo burocratico che, nello sforzo di introdurre una separazione surrettizia, condiziona l'efficienza del sistema. Nel contempo, non vengono neppure affrontati i gravissimi problemi inerenti la carenza di strumenti organizzativi e gestionali di un sistema giustizia affetto dalla cronicizzazione di situazioni emergenziali e dalla mancanza di strumenti anche minimi, il che è sotto gli occhi di tutti, avvocati compresi, i quali, nel quotidiano, ben sanno come ciò sia vero.

Auspichiamo che coloro cui i valori costituzionali citati sono cari condividano queste riflessioni, dettate nel senso del rispetto istituzionale.

Milano, 2 luglio 2007

LA SEGRETERIA

 
Di Loredana Morandi (del 03/07/2007 @ 18:49:30, in Magistratura, linkato 101 volte)

Riforma della Giustizia
La giunta Anm si dimette

ROMA - La Giunta esecutiva dell'Associazione nazionale magistrati si è dimessa per protestare contro il disegno di legge della riforma della giustizia. Le dimissioni sono state accettate con voto unanime da parte del consiglio direttivo centrale della stessa Anm.

Allo stesso tempo, il parlamentino dell'Anm ha deciso di non scioperare ed ha convocato una seconda seduta per martedì 10 luglio. In quella data verrà quindi riesaminata la situazione e verranno discusse tutte le iniziative da prendere, compresa quella dello sciopero.

Proprio il tema dello sciopero è stato al centro del dibattito che si è svolto oggi al consiglio direttivo; e contro, si sono espressi esponenti di Magistratura democratica e di Movimento per la giustizia mentre a favore i rappresentanti di Magistratura indipendente.

(3 luglio 2007)

http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/giustizia-riforma/anm-si-dimette/anm-si-dimette.html

 
Di Loredana Morandi (del 03/07/2007 @ 18:47:17, in Magistratura, linkato 106 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il Comitato Direttivo Centrale


Prende atto delle dimissioni della Giunta Esecutiva Centrale;

condivide le motivazioni delle dimissioni e la valutazione severamente critica al testo licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato sull’Ordinamento giudiziario;

ribadisce l’indicazione di punti irrinunciabili contenuti nel documento approvato il 16 giugno 2007;

INVITA

la Giunta Esecutiva Centrale, pur dimissionaria, a seguire con attenzione l’andamento dei lavori parlamentari.

DELIBERA

di convocarsi nuovamente per il giorno 10 luglio 2007 per la valutazione delle iniziative da intraprendere ivi compresa la eventuale proclamazione di uno sciopero.

Roma, 03 luglio 2007

Il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM

 

Associazione Nazionale Magistrati
La Giunta Esecutiva Centrale

 

Consigli giudiziari e avvocati: no a soluzioni irragionevoli.

Da notizie di stampa apprendiamo che, nel corso del lavori parlamentari , è stata introdotta nel progetto di legge sull’ordinamento giudiziario una norma che inserisce nei Consigli giudiziari  il  Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati come componente “di diritto” e gli attribuisce perciò anche il potere di effettuare le valutazioni professionali sui giudici e sui magistrati del pubblico ministero.

In sostanza nei Consigli giudiziari gli avvocati saranno chiamati a valutare professionalmente  giudici e pubblici ministeri.

L’attribuzione di tale potere di valutazione non è accompagnata da alcuna previsione in tema di incompatibilità all’esercizio della professione nel distretto ( e ciò a differenza del rigorosissimo regime di incompatibilità previsto per gli avvocati eletti componenti del CSM).

Si produrrà perciò una situazione abnorme: l’avvocato, membro del Consiglio giudiziario,  si troverà a valutare tanto i giudici dinanzi ai quali difende  quanto i pubblici ministeri che sono , di regola,  i suoi contraddittori nel processo penale.

Una siffatta previsione non era presente neppure nel decreto Castelli che riservava agli avvocati poteri di intervento sull’organizzazione degli uffici ma non le funzioni di diretta valutazione dei magistrati.

Oltre che giuridicamente abnorme la situazione derivante da questa norma sarà in concreto insostenibile e fonte di permanente conflittualità.

Avranno motivo di dolersi tutti gli altri avvocati .

Inoltre giudici e pubblici ministeri potrebbero esercitare del tutto legittimamente la facoltà di astenersi “per gravi ragioni di convenienza” nei processi in cui sia presente l’avvocato che, in quanto membro del Consiglio giudiziario, concorrerà a valutarli professionalmente.

Infine sul punto verranno proposte molteplici questioni di legittimità costituzionale di una disciplina che, per essere assai malamente congegnata, apparirà concretamente lesiva dei valori della imparzialità e del buono andamento.

Da queste razionali considerazioni deriva su questo come su altri punti del testo in discussione al Senato il vivo allarme della magistratura italiana che peraltro ha già manifestato ampio favore alla diversa soluzione di recepire informazioni e segnalazione sull’operato dei magistrati dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. 

Roma, 20.6.2007
La Giunta dell’ANM

 
Di Loredana Morandi (del 19/06/2007 @ 00:00:56, in Magistratura, linkato 155 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

La Giunta dell'ANM, nella seduta del 16 giugno 2007,

ha preso visione della nota del 15/05/2007 della Sezione ANM di Catania e del testo dell'interrogazione parlamentare presentata dal deputato Fasolino al Ministro della Giustizia nella seduta della Camera dei Deputati del 1° marzo 2007, nella quale si afferma in ordine ai provvedimenti adottati dal Tribunale del riesame di Catania per i fatti del 2 febbraio 2007, tra l'altro, "che il ventre molle della difesa dell'ordine pubblico in Italia è rappresentato da circoscritti e ben definiti settori della Magistratura, incredibilmente appiattiti sul teorema dell'insindacabilità dei giovani e giovanissimi nonché di un preteso ruolo vessatorio ed autoritario delle forze dell'ordine" e che "si debbono porre di fronte alla loro responsabilità, anche opportunamente perseguendole, i Magistrati che sbagliano e di fatto favoriscono con sentenze e provvedimenti errati il permanere dello stato di disordine e di ingovernabilità del Calcio e, più in generale, dell'ordine pubblico in Italia".

Ritiene che il legittimo diritto nell'esercizio di critica dei provvedimenti giudiziari e il diritto di ogni parlamentare di rivolgere interrogazioni al Governo su temi rilevanti siano stati assolutamente travalicati dalle espressioni usate dal parlamentare.

Si associa alle preoccupazioni già manifestate dai magistrati catanesi per il gravissimo vulnus alla credibilità dell'ordine giudiziario ed all'esercizio indipendente della giurisdizione attuato attraverso la richiesta di interventi disciplinari sulla base di considerazioni attinenti al merito delle decisioni.

Manifesta piena solidarietà ai colleghi oggetto di attacchi con la certezza che essi continueranno a svolgere con serenità il loro difficile compito.

Roma, 16 giugno 2006

La Giunta Esecutiva Centrale

 
Di Loredana Morandi (del 18/06/2007 @ 23:58:15, in Magistratura, linkato 186 volte)

Magistratura Indipendente

Solo per chiarezza e senza intenti polemici, ritengo doverose alcune precisazioni in merito alla nota della collega Sanlorenzo. Riporto l'ultima parte dell'intervento di Antonietta Fiorillo in modo che i colleghi possano, personalmente, rendersi conto di quello che ha detto:

"Su nessuno dei punti richiamati, ripeto, non solo sull'OG, abbiamo avuto non dico risultati, ma neppure risposte plausibili; l'ANM non può piu' attendere perché, ad oltre di un anno dall'insediamento di questo governo, ci stanno togliendo anche la speranza che la questione giustizia diventi per questa maggioranza una questione prioritaria, e non perché interessa i magistrati, ma perché riguarda direttamente la vita dei cittadini di questo Paese.
Ed è per questo che a nome del gruppo di MI chiedo che oggi il CDC deliberi tre giorni di sciopero di cui il primo calendarizzato a data prossima nonché tutte le altre iniziative che saranno ritenute utili nell'interesse, ripeto, non della categoria ma della collettività; lo richiede la coerenza con quanto l'ANM ha sempre affermato in questi anni, lo richiede il rispetto e la dignità di tutti i colleghi associati che ci hanno dato il loro mandato.
Ma se non bastasse tutto questo per una protesta senza se e senza ma basterebbe ricordare i violentissimi ed ingiustificati attacchi alla magistratuta portati negli ultimi giorni da uno dei vicepremier che si commentano da soli ma che, purtroppo, ci danno la sensazione di un "dejà vu" che avremmo preferito non rivivere; e non aggiungo altro.
"

Come si può rilevare, anche dall'ultima parte dell'intervento della collega Fiorillo, la richiesta di una ferma e decisa risposta da parte dell'ANM  attraverso la proclamazione di una giornata di sciopero, in tempi compatibili con l'andamento dei lavori del tavolo tecnico, è stata  collegata, all'evoluzione, prevedibilmente negativa, della vicenda  dell'O.G., alle mancate risposte della politica su tutti i temi che riguardano la magistratura, dall'efficienza dell'amministrazione della  giustizia alle condizioni di lavoro, dei magistrati.
E' pur vero che la collega ha segnalato, ed è stata l'unica voce critica in CDC in tal senso, la carica delegittimante nei confronti della magistratura  delle parole pronunciate dal vice premier in questi giorni, e ciò
assolutamente in linea con tutti gli interventi finora operati dall'ANM in casi similari. Prova ne è che la GEC nella stessa data ha espresso solidarietà ai magistrati catanesi "per il gravissimo vulnus alla credibilità dell'ordinamento giudiziario e all'esercizio indipendente della giursidizione" in relazione all'interrogazione parlamentare presentata dal deputato Fasolino il 01 marzo 2007 al Ministro della Giustizia. Appare, pertanto, fuorviante l'interpretazione delle dichiarazioni della collega Fiorillo per come emergono dalla nota della collega Sanlorenzo. E, anche laddove il segretario di MD segnala che "i magistrati sono disposti a scioperare nuovamente, se non sarà approvata entro la scadenza del 31 luglio la riforma dell'ordinamento giudiziario", riferisce quello che è  stato il deliberato del CDC approvato anche e soprattutto sulla  proposta di MI di dare una risposta forte e chiara all'attuale politica sulla giustizia.

18.6.2007

Carlo Coco
Segretario generale di Magistratura Indipendente

 
Di Loredana Morandi (del 18/06/2007 @ 23:37:33, in Magistratura, linkato 154 volte)

Magistratura Democratica

Le dichiarazioni dell'onorevole D'Alema, a proposito della "trascuratezza" dei magistrati mentre veniva diffuso il testo delle intercettazioni telefoniche che lo riguardavano, sbagliano obbiettivo: non era ai giudici che toccava impedirne la diffusione, d'altronde inevitabile nell'attuazione di un passaggio procedurale previsto da una legge  imperfetta. Sono senz'altro inopportune, e  generano confusione e sconcerto.

L'Associazione  Nazionale Magistrati ha sempre distinto fra legittimo diritto di critica e ricorso agli insulti, di cui in questi anni i magistrati sono stati fatti bersaglio più volte: in questo secondo caso, è sempre intervenuta a difesa dei magistrati, senza mai pensare di poter  reagire anche solo minacciando il ricorso allo sciopero.

Le dichiarazioni del vice presidente dell'ANM Antonietta Fiorillo disattendono del tutto questa linea, ed ottengono un solo risultato:  quello di oscurare il fatto principale che i magistrati sono disposti a scioperare nuovamente, se non sarà approvata entro la scadenza del 31 luglio la riforma dell'ordinamento giudiziario.

Torino / Roma 17.6.2007

Rita Sanlorenzo
Segretario generale di Magistratura Democratica

 
Di Loredana Morandi (del 16/06/2007 @ 20:11:11, in Magistratura, linkato 156 volte)

Associazione Nazionale Magistrati


Le decisioni del Comitato Direttivo Centrale
sull’azione dell’Associazione Nazionale Magistrati
 
Il d.d.l. Mastella, pur con i limiti e le criticità puntualmente denunciate modificava i punti inaccettabili e di dubbia costituzionalità della riforma Castelli. L’ANM è stata sempre disponibile al dialogo ed al confronto per ottenerne miglioramenti;

A poche settimane dalla scadenza del termine del 31 luglio per l’approvazione delle modifiche rileva che l’impianto originario del d.d.l. subisce quotidianamente – stando ad indiscrezioni e ad esternazioni – modifiche ed emendamenti in senso certamente non migliorativo, ma anzi destinati a snaturarne l’impronta originaria.

Ribadisce la propria opposizione a riforme che siano contrarie all’assetto costituzionale ed il bilanciamento tra i poteri dello Stato e che limitino le prerogative di indipendenza e autonomia dell’ordine giudiziario e dell’organo di autogoverno.

Dichiara la propria contrarietà a interventi peggiorativi del disegno di legge Mastella e indica, tra gli altri, come punti irrinunciabili della riforma:

- il rifiuto di un concorso separato per esami per l’accesso alle funzioni di cassazione;

- l’esclusione di ogni forma di partecipazione di componenti esterne alla magistratura alle deliberazioni dei Consigli giudiziari in tema di valutazioni di professionalità e di status dei magistrati,

- il rifiuto di estensione delle ipotesi di incompatibilità territoriale nel passaggio tra funzioni giudicanti e requirenti; ritenendo che una incompatibilità adeguata è quella riferita al circondario con il limite di cinque anni di permanenza nella funzione in precedenza svolta e che appare incomprensibile e inappropriata l’incompatibilità per il passaggio dalla funzione requirente alle funzioni giudicanti civili e viceversa;

- la revisione del sistema di nomina dei componenti del Consiglio Direttivo della Scuola della Magistratura, con indicazione preferenziale per la nomina di due terzi da parte del C.S.M. ed un terzo di designazione parlamentare;

- la revisione della disciplina delle Procure che preveda il vaglio del CSM sul sistema organizzativo ed assicuri il carattere di potere diffuso della giurisdizione;

Ribadisce l’allarme e la preoccupazione per il grave stato della giustizia in Italia e per le condizioni di degrado a cui tutti gli operatori della giustizia, magistrati compresi, sono costretti quotidianamente.

Sulla base di queste considerazioni:

IL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE
 
-  conferma lo stato di agitazione e si considera riunito in permanenza dando mandato al Presidente della GEC di convocare il CDC in via di urgenza in qualunque momento a prescindere dai termini statutari;

-  dà mandato alla GEC di fissare una o più giornate di mobilitazione e di protesta, anche nelle forme dello sciopero, da tenere entro il 20 luglio 2007, sulla base della evoluzione dell’iter di approvazione del disegno di legge Mastella;

-  indica come obiettivo prioritario quello di evitare l’entrata in vigore della riforma Castelli, nelle forme che il Parlamento riterrà opportuno.

Roma, 16 giugno 2007

 
Di Loredana Morandi (del 07/06/2007 @ 19:51:39, in Magistratura, linkato 169 volte)

Rassegna stampa odierna

Perquisizioni, coinvolti magistrati e politici
Quotidiano Nazionale - 6 ore fa
Potenza, 7 giugno 2007 - La guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Catanzaro, ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico ed ex presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico ...
Potenza, perquisizioni per le Toghe lucane Barimia
Operazione Toghe Lucane: in corso perquisizioni a Expo BG
Dottor Sport - Reuters Italia - AudioNews - Il Messaggero
e altri 31 articoli simili »

 
Di Loredana Morandi (del 05/06/2007 @ 14:57:12, in Magistratura, linkato 171 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Sezione Distrettuale di Roma - Lazio
Città Giudiziaria di Piazzale Clodio
 
Non è costume della Associazione Nazionale Magistrati entrare nel merito di specifiche vicende processuali, ma è doverosa qualche annotazione di carattere generale in merito ai fatti che hanno coinvolto minori in un procedimento penale in corso davanti alla Autorità Giudiziaria di Tivoli.

Non ci interessa la disputa tra innocentisti e colpevolisti. Ciò che tuttavia preoccupa è la tendenza ad una degenerazione del sistema che si indirizza sempre più verso un modello di processo mediatico: le testimonianze, i pareri dei consulenti di parte, le dichiarazioni degli indagati, le indagini difensive e le arringhe degli avvocati avvengono innanzi alle telecamere al fine di sottoporsi ad un giudizio di un gigantesca giuria popolare costituita dai telespettatori.

Fortunatamente, ed è un atteggiamento che va apprezzato, i magistrati titolari in prima persona di questa delicata vicenda (p.m., gip e riesame) hanno tenuto un comportamento di sobrietà istituzionale, sottraendosi a questo rumoroso processo mediatico.

L'abnormità di tale situazione è resa ancor più evidente dalla pratica, invalsa già da tempo in procedimenti relativi a fatti verificatisi in altri distretti di Corte d'Appello, secondo cui  soggetti che saranno sentiti come parti del processo penale, vengono previamente posti a confronto e persino interrogati dai difensori davanti alle telecamere. Ma  questa volta il procedimento presenta un disvalore aggiunto: i testimoni stessi, non solo gli indagati, rendono dichiarazioni in risposta a precise e dirette  domande dei  difensori di controparte.

Con quale esiti per la genuinità dell'assunzione di tali prove in dibattimento è facile immaginare; si pensi soltanto alla eventualità di una contestazione da parte dei difensori della parte offesa o dell'imputato su affermazioni rese fuori del processo e davanti al grande Tribunale Mediatico.

Questo non ha alcuna attinenza con il sacrosanto diritto - dovere del giornalista di riportare le notizie sin dal primo momento in cui gli vengono proposte, ovviamente anche se è in corso la fase delle indagini preliminari, ma ha molto a che vedere con la corretta dinamica processuale e con il normale ed ordinato svolgimento del processo.

La Magistratura, sia chiaro, è radicalmente contraria ad ogni normativa tendente a limitare il diritto di cronaca e di critica, diritti che ha sempre strenuamente difeso soprattutto in presenza di fatti di forte allarme sociale. Infatti  il puntuale lavoro del giornalista rende  più efficace i controlli sull'operato dei pubblici poteri e costituisce aspetto imprescindibile della democrazia. Tuttavia ci pare indispensabile lanciare un allarme sugli esiti preoccupanti di uno scenario nel quale le fasi salienti dei processi che maggiormente agitano l'opinione pubblica si svolgono davanti le telecamere prima che nelle sedi giurisdizionali deputate.

L'accertamento della verità è tale solo se giunge al termine di una fase caratterizzata dal rispetto delle fondamentali ed inalienabili regole poste alla base dei codici dei paesi civili  e tra queste il contraddittorio e la parità tra tutte le parti, il dovere del pubblico ministero di ricercare soprattutto, nella fase delle indagini, le prove anche a favore degli indagati, la indipendenza e la terzietà dell'organo giudicante.  Sicchè un sistema che tolleri una anomala assunzione di prove in sedi non proprie ad iniziativa arbitraria di una delle parti processuali crea i presupposti per una distorsione i cui effetti suggestivi su coloro che sono chiamati quali testi, consulenti, parti offese ed imputati sono imprevedibili e certamente negativi.
 
Non dubitiamo che l'autorità giudiziaria competente saprà riassorbire i contraccolpi mediatici e modulare il procedimento penale, in tutte le fasi processuali, nel pieno rispetto della normativa vigente posta a tutela della collettività e dello stesso soggetto sottoposto a procedimento.

Siamo contrari a regole che possano suonare, anche lontanamente, come limitazione o censura del diritto di cronaca, ma è certamente auspicabile un'autoregolamentazione delle categorie interessate, prima tra tutte quella della classe forense, per tornare a considerare il processo penale come l'unico luogo per l'accertamento dei fatti di reato, come del resto hanno sino ad ora tentato di fare soltanto i magistrati che si sono occupati del caso specifico.

La Giunta ANM Roma 

 
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