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 ...non solo neon ... (Ahura Mazda)... di Loredana Morandi
 
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"Devi concentrarti interamente a ciascuna giornata, come se un fuoco infuriasse fra i tuoi capelli."

Deshimaru
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/08/2008 @ 18:35:31, in Politica, linkato 83 volte)
SENATO DELLA REPUBBLICA

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00019

Atto n. 1-00019

Pubblicato il 29 luglio 2008
Seduta n. 49

BONINO, DINI, PERDUCA, PORETTI, CHIAROMONTE, COMPAGNA, SBARBATI, SIRCANA, PARAVIA, RANDAZZO, MUSSO, BALBONI, DEL VECCHIO

Il Senato,

premesso che:

è un dato oggettivo e non più un'opinione di alcuni che lo stato della giustizia in Italia ha raggiunto livelli di inefficienza assolutamente intollerabili, sconosciuti in altri Paesi democratici, per i quali l'Italia versa, da anni ed in modo permanente, in una situazione di illegalità tale da aver generato numerosissime condanne da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo;

l'enorme numero di processi pendenti, sia nel settore civile che in quello penale, e l'impossibilità che questi siano definiti in tempi ragionevoli hanno ormai determinato una sfiducia generalizzata dei cittadini nel sistema giustizia, tale da rendere sempre più concreto il pericolo, per un verso, che si ricorra a forme di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e, per altro verso, che si incrementi il numero di reati a causa di una sostanziale impunità;

rispetto a tale situazione la stessa introduzione della cosiddetta legge Pinto (legge n. 89 del 2001), strumentalmente approvata al solo fine di evitare continue condanne da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha ulteriormente sovraccaricato i ruoli delle Corti di Appello e, d'altra parte, per quanto è stato autorevolmente affermato, se tutti gli aventi diritto dovessero agire nei confronti dello Stato sulla base della legge Pinto, lo Stato stesso sarebbe costretto a dichiarare bancarotta;

in tale situazione occorre predisporre un piano di riforme organiche e strutturali del sistema giustizia; occorrono provvedimenti in grado di garantire un più equilibrato rapporto fra i poteri dello Stato, uscendo da logiche emergenziali o d'occasione che, da un lato, lasciano ai pubblici ministeri la piena discrezionalità sull'uso dei mezzi di indagine e sull'esercizio dell'azione penale e, dall'altro, all'arbitrio dei giudici la scelta dei processi da rinviare;

a rendere più drammatico il quadro del sistema è anche intervenuto il taglio dei fondi destinati alla giustizia;

il ministro Alfano, intervenendo al convegno organizzato dall'Unione delle Camere penali italiane il 15 luglio 2008 sul tema delle riforme per la giustizia, ha dichiarato che "occorre intervenire sulla giustizia con una riforma organica, in tempi rapidi e non con una legislazione alluvionale, ma con interventi mirati che non vanno contro qualcuno sui processi e sull'asse istituzionale e costituzionale; per una giustizia al servizio del cittadino";

analoghe affermazioni sulla necessità di radicali modifiche del sistema della giustizia sono state espresse dal Presidente del Consiglio dei ministri;

il segretario del più grande partito di opposizione, Walter Veltroni, già in campagna elettorale, dalle colonne de "il Riformista", ha posto in discussione il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale affermando la necessità di "un procedimento che veda la partecipazione di Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica nella fissazione dei criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale";

l'amministrazione della giustizia e la difesa della legalità costituiscono oggi una vera e propria "questione sociale nazionale", la cui soluzione non è più rinviabile;

i ripetuti interventi legislativi finora attuati sul processo penale come su quello civile non hanno portato i risultati che si attendevano e possono perciò considerarsi dei semplici provvedimenti tampone privi di efficacia risolutiva;

pertanto è giunto il momento di affrontare con decisione il tema della giustizia e di porre mano a riforme che diano reale attuazione del principio di rispetto delle regole;

dette riforme non devono peraltro procedere nel senso di determinare, nel processo penale, una diminuzione delle garanzie difensive dell'imputato, né dette garanzie, come pure è stato proposto, debbono essere sacrificate sull'altare della ragionevole durata del processo, posto che quest'ultima è essa stessa un diritto dell'imputato;

dette riforme devono invece procedere nel senso di garantire un'effettiva parità tra accusa e difesa, con un giudice che sia effettivamente terzo tra le due parti, con una reale responsabilizzazion
e, anche disciplinare, dei magistrati inquirenti e giudicanti, riservando la risposta penale dello Stato a quei soli fatti che, offendendo in concreto beni giuridici non altrimenti presidiabili, rivestono un rilevante disvalore sociale, come tale percepito dalla collettività,

impegna il Governo ad attuare, con il più ampio dibattito parlamentare, una riforma davvero radicale del sistema della giustizia, che preveda:

a) l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, con la previsione di un procedimento per la fissazione dei criteri per l'uso dei mezzi di indagine e per l'esercizio dell'azione penale nonché di un procedimento che veda la partecipazione dei pubblici ministeri e di altri soggetti istituzionali e che individui un soggetto istituzionale politicamente responsabile di fronte al Parlamento per la loro effettiva ed uniforme implementazione a livello operativo;

b) la separazione delle carriere dei magistrati, con modalità tali da garantire l'assoluta indipendenza del giudice;

c) la responsabilizzazione del pubblico ministero per l'osservanza delle priorità fissate e, al contempo, la creazione di meccanismi atti ad evitare che chi è politicamente responsabile per l'implementazione delle politiche pubbliche nel settore criminale possa indebitamente condizionare, su singoli casi, l'attività del pubblico ministero deviandolo dal rispetto delle priorità prefissate;

d) la revisione della composizione e del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura, la fissazione dei suoi compiti in via tassativa, nonché l'eventuale creazione di un consiglio per il pubblico ministero e di un organismo che garantisca un efficiente sistema disciplinare per tutti i magistrati;

e) la reintroduzione di severi vagli della professionalità dei magistrati nel corso dei 40-45 anni della loro permanenza in carriera, vagli di professionalità in grado di evidenziare sia i magistrati più qualificati -per competenza e produttività - a conseguire le promozioni ed il relativo trattamento economico, sia quelli che sono più qualificati per coprire le molteplici funzioni cui giudici e pubblici ministeri possono essere destinati;

f) la modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, con modalità tali da garantire ai cittadini, ingiustamente danneggiati da provvedimenti del giudice o del pubblico ministero, il risarcimento integrale dei danni direttamente dal magistrato, pur con la previsione di meccanismi volti ad eliminare il pericolo di azioni intimidatorie e strumentali;

g) la revisione delle modalità di collocamento fuori ruolo dei magistrati e di attribuzione degli incarichi extragiudiziari, salvaguardando le contrapposte esigenze di non disperdere "forza lavoro" né, per contro, preziose professionalità;

h) l'incompatibilità tra la permanenza nell'ordine giudiziario e l'assunzione di incarichi, elettivi e non, in rappresentanza di formazioni politiche, ciò anche al fine di rendere credibile l'indipendenza di chi esercita funzioni giudiziarie agli occhi del cittadino;

i) la promozione di una modernizzazione tecnologica degli uffici giudiziari in cui i programmi di innovazione prevedano la fissazione delle tappe dell'innovazione e la verifica in itinere dei risultati conseguiti, verifiche effettuate con la partecipazione di esperti esterni;

l) l'adeguamento degli organici del personale anche amministrativo, non solo e non tanto per ciò che concerne la consistenza numerica, quanto per ciò che concerne la promozione di qualificazioni professionali atte a facilitare la modernizzazione tecnologia ed organizzativa dell'amministrazione della giustizia, anche ai fini di una sostituzione progressiva dei molti magistrati che ora occupano posizioni direttive a tutti i livelli nel Ministero della giustizia;

m) la modifica della natura dei termini processuali, con la previsione generalizzata di termini perentori e di sanzioni disciplinari per la loro inosservanza da parte dei magistrati;

n) la radicale semplificazione delle modalità di notifica degli atti giudiziari;

o) la definizione di tempi standard dei procedimenti civili e penali e di politiche di case management (gestione dei casi e dei carichi di lavoro) coerenti con le indicazioni fornite dalla Commissione per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa;

p) la modifica delle procedure di nomina dei capi degli uffici e un potenziamento del ruolo gestionale del dirigente amministrativo dell'ufficio;

q) una forte depenalizzazione ed una razionalizzazione delle fattispecie criminose.
 
Di Loredana Morandi (del 22/08/2008 @ 18:28:32, in Politica, linkato 77 volte)
Klauscondicio Cascini ANM: Unioni Gay, magistratura avanti



http://it.youtube.com/watch?v=9r1SnX9woWM
 
Di Loredana Morandi (del 09/08/2008 @ 22:22:37, in Politica, linkato 56 volte)

Giustizia, Alfano: presto incentivi a magistrati sedi disagiate

Reuters - Sab 9 Ago - 17.32

MILANO (Reuters) - Dopo la pausa estiva, il ministro della Giustizia Angelino Alfano presenterà al primo Consiglio dei ministri un intervento normativo per assicurare incentivi economici ai magistrati disponibili a trasferirsi in sedi disagiate. Lo si apprende da una nota diffusa oggi dagli uffici del Guardasigilli.

"Per sopperire alle carenze di organico degli uffici delle Procure, nel primo Consiglio dei Ministri, alla ripresa, presenterò un intervento normativo urgente, già pronto nelle sue linee essenziali, grazie al quale saranno attribuiti incentivi economici di tutto rilievo ai magistrati disponibili al trasferimento, anche provvisorio, nelle sedi disagiate", ha detto Alfano nel comunicato.

"In questo modo si farà fronte ai possibili vuoti di organico che colpiscono, in particolare, le Procure del Sud d'Italia, impegnate in prima linea nelle azioni di contrasto alla criminalità organizzata", ha aggiunto il ministro.

Yahoo Notizie

 
Di Loredana Morandi (del 05/08/2008 @ 08:31:09, in Politica, linkato 58 volte)

Cascini minaccia lo sciopero Il governo non tocchi il Csm

ROMA - «Difenderemo con ogni mezzo i principi costituzionali». Che, giornalisticamente tradotto, significa «faremo sciopero se toccano il Csm».
A Repubblica il segretario dell' Anm Giuseppe Cascini, toga di Md e pm a Roma, spiega perché il sindacato dei giudici si appresta a salire sulle barricate. A meno che non prevalga lo spirito delle riforme condivise e rispettose della Costituzione suggerite da Napolitano. Anm e Csm denunciano il vuoto di organici che porterà alla paralisi. Il centrodestra, col presidente Schifani, vuol cambiare il Csm. è logico?
«Purtroppo registriamo ancora una volta che la politica non intende occuparsi del funzionamento della giustizia e della durata dei processi, ma vuole riformare i giudici per aumentare il controllo sulla magistratura. La crisi della giustizia ha toccato livelli drammatici e richiederebbe interventi urgenti sulle procedure, sul sistema delle notifiche, sull' organizzazione. In questa chiave è positiva l' indicazione del presidente della Camera per un impegno straordinario del Parlamento sulla funzionalità della giustizia».
Fini dice questo, ma Schifani tutt' altro. Con lui tutta la maggioranza: nuovo Csm, separazione delle carriere, basta con l' obbligatorietà. E voi vi ostinate con l' efficienza?
«La giustizia che interessa i cittadini è quella che assicura la rapida definizione dei processi. I cittadini chiedono certezza delle pene e un processo giusto in tempi ragionevoli. Di questo dovrebbe occuparsi la politica, invece di insistere in un tentativo di riduzione dell' indipendenza dell' ordine giudiziario. L' assetto costituzionale della magistratura e in particolare il sistema di governo autonomo dei giudici, giustizia disciplinare compresa, sono punti fondamentali e irrinunciabili del disegno costituzionale».
Se Berlusconi cambierà tutto dopo l' estate che farete?
«Spiegheremo al Paese e alla politica che il problema della giustizia non è assicurare maggiore controllo sui giudici. è francamente singolare che, di fronte all' accusa, a mio avviso, ingiustificata di un' eccessiva politicizzazione del Csm, si proponga di aumentarne la componente politica e renderla più forte di quella togata».
Dalla politica giungono promesse: a settembre Alfano presenterà il pacchetto giustizia come lo vuole il Cavaliere. Farete sciopero?
«Nella stagione della Bicamerale, la magistratura ha espresso con forza la propria posizione a tutela dell' assetto costituzionale. Lo stesso ha fatto per l' ordinamento giudiziario che, col sistema di concorsi inventato da Castelli, lo contrastava nettamente».
Ma qui si va ben oltre.
«Per difendere la Carta abbiamo fatto quattro scioperi, senza rinunciare però a uno sforzo di dialogo, confronto, proposta. Seguiremo lo stesso metodo e anche stavolta difenderemo con ogni mezzo i principi che consideriamo irrinunciabili nell' interesse e a tutela dei cittadini».
Insomma sciopererete o no?
«Ci auguriamo che prevalga la ragione e alla fine non si arrivi a uno stravolgimento del sistema costituzionale. Ma, se costretti, non ci sottrarremo alle nostre responsabilità».
Basterà uno sciopero contro l' ira di Berlusconi verso i giudici?
«Un processo di revisione costituzionale richiede un ampio dibattito nel Paese, un confronto aperto e sereno tra le forze politiche e con gli esperti del settore. Non sono buone premesse le invettive o i turpiloqui che non possono mai fondare culturalmente la discussione sulle norme fondamentali di un paese civile».
Napolitano chiede riforme condivise. Gli chiederete aiuto?
«Ammodernare la Costituzione non ci vede pregiudizialmente contrari, ma siamo contro l' alterazione dell' equilibrio fra i poteri prodotto da una ridotta indipendenza della magistratura. Ma l' esigenza che la revisione costituzionale passi attraverso ampie convergenze nel Parlamento e nel Paese è imprescindibile».
Il lodo Alfano è stato fatto in 25 giorni. Ora chiedete al ministro di presentarvi un progetto per accelerare i tempi della giustizia entro la chiusura delle Camere. Sfida realistica o provocazione?
«La giustizia chiede riforme urgenti. Al Guardasigilli abbiamo indicato interventi che potrebbero essere approvati con la stessa rapidità con cui la maggioranza ha votato il lodo. Sappiamo che su alcuni, in particolare sul processo penale, ci sarà l' opposizione della parte più corporativa dell' avvocatura che pensa in modo miope di beneficiare dello sfascio della giustizia. Ma il dovere del ministro è assicurare che la giustizia funzioni nell' interesse dei cittadini».

- LIANA MILELLA
 
Di Loredana Morandi (del 24/07/2008 @ 16:25:00, in Politica, linkato 83 volte)

Lodo Alfano: una legge incostituzionale

A cura di Valentina Vella • 23 Luglio 2008

Tutti i processi nei confronti di Presidente del Consiglio, della Repubblica, del Senato e della Camera, sono sospesi dalla data di assunzione fino alla cessazione della loro carica o funzione, anche per fatti antecedenti all’assunzione di queste ultime. E’ quanto prevede il cosiddetto Lodo Alfano, diventato legge, il 22 luglio, dopo l’approvazione di Camera e Senato italiani.

La norma viola alcuni principi fondamentali della Costituzione, come l’articolo 3 che prevede che “tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge”, l’art. 112 che prevede che “l’azione penale è obbligatoria”, ma anche l’art. 111 che invece stabilisce che i processi devono avere una “ragionevole durata”.

Ma non solo, la modifica dei principi di impunità, immunità e di azione penale non può essere effettuata con una norma ordinaria ma solo con una modifica costituzionale. Questo non è avvenuto ed è probabile che la Corte Costituzionale si pronunci in questo senso.

La storia può aiutarci a capire quest’ultimo punto. Con una modifica costituzionale del 1993, infatti, si restaurava l’azione penale nei confronti dei parlamentari, modificando il principio costituzionale che tutelava la capacità di autodeterminazione delle istituzioni politiche. Lo faceva limitando l’azione penale nei confronti di ministri e parlamentari: secondo quanto stabiliva l’art. 68 del vecchio testo, l’autorizzazione a procedere doveva essere cioè approvata dalla Camera. Dopo i fatti di Tangentopoli e l’utilizzo improprio di questo principio, però, l’articolo costituzionale veniva modificato e restaurata l’azione penale anche per i parlamentari. La legge tornava quindi ad essere uguale per tutti. Almeno nella carta. Con il Lodo Alfano, vengono modificati analogamente i principi relativi all’azione penale e all’impunità, ma questa volta ignorando del tutto la nostra Costituzione, che come il Diritto Pubblico insegna è al primo gradino della gerarchia delle fonti. Queste nuove disposizioni potrebbero essere attuate SOLO attravero un procedimento di modifica costituzioanle e NON con una semplice legge ordinaria.

Berlusconi insomma si mostra usuale a bypassaggio e violazione di norme e principi che tutelano la democraticità di uno Stato e la sovranità del popolo. Nessuna persecuzione giudiziaria, quindi, come vorrebbe far credere visto che con tanta leggerezza morale si è riusciti a violare norme e principi fondamentali di proprietà dei cittadini. Con il Lodo Alfano, il processo a suo carico verrà sospeso e andrà avanti solo per i coimputati.

Come successe nel 1994, però, con un’analoga legge approvata dal Governo Berlusconi e definita incostituiznale dalla Corte, si spera che i giudici solleveranno questione di incosituzionalità sulle quali dovrà appunto pronunciarsi la Corte Costituzioanle. Probabile che, se così fosse, si riproporrebbe la giustificazione della persecuzione personale e contro l’operato del Governo e allora starà ai cittadini italiani capire che così non è.

Come insegnano gli storici, dunque, il percorso verso il regime è iniziato, visto che anche nel periodo fascista la trasformazione in dittatura avvenne proprio nello stesso modo, con la rivendicazione dell’impuntità, realizzata attraverso una graduale e legale trasformazione. Certo, il contesto è del tutto differente, possiamo infatti godere di strumenti di tutela esterni come l’Unione Europea e la Carta dei diritti umani, ma resta il fatto che vengono costantemente minati gli strumenti interni di democraticità come quello dell’autorità giudiziaria e della Corte Costituzionale, sempre più neutralizzati dai partiti politici.

Di tutto questo parliamo nell’intervista a Domenico Gallo di Giuristi Democratici.

Le domande:

- cosa stabilisce il Lodo Alfano?

- in cosa si si traduce per Berlusconi?

- quali principi viola?

- è possibile fare un parallelismo con il periodo fascista?

- quali differenze con il periodo fascista (tutele esterne,...)?

Una discussione sul Lodo Alfano, tra accenni storici, violazioni e pericolo di un nuovo regime. Domenico Gallo, Giuristi Democratici. Int. di Valentina Vella. [11:43m]: Play Now | Download

 
Di Loredana Morandi (del 23/07/2008 @ 18:27:33, in Politica, linkato 82 volte)
LODO ALFANO: NESSUN OSTACOLO, NAPOLITANO PROMULGA LEGGE SU IMMUNITA'

(ASCA) - Roma, 23 lug - Nessun ostacolo di natura costituzionale impedisce la promulgazione del cosiddetto lodo Alfano, la legge che prevede l'immunita' per le quattro piu' alte cariche dello Stato con il rinvio di eventuali processi penali al termine del loro mandato.

Lo rende noto un comunicato del Quirinale che informa che dopo il previsto esame sulla costituzionalita' del provvedimento il Presidente della Repubblica ha deciso di firmare la promulgazione della nuova legge.

Questo il testo della nota del Quirinale: ''Al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' stata sottoposta oggi, per la promulgazione, la legge in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato.

Gia' il 2 luglio, in riferimento alla autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge (ora approvato dal Parlamento), si era reso noto che ''punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato e' stata la sentenza n.24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiaro' l'illegittimita' costituzionale dell'art. 1 della legge n.

140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato. A un primo esame - quale compete al Capo dello Stato in questa fase - il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri e' risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza. La Corte, infatti, non sanci' che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale. Giudico' inoltre 'un interesse apprezzabile' la tutela del bene costituito dalla 'assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche', rilevando che tale interesse 'puo' essere tutelato in armonia con i princi'pi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione e' strumentale', e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni''.

Non essendo intervenute, in sede parlamentare, modifiche all'impianto del provvedimento, salvo una integrazione al comma 5 dell'articolo unico diretta a meglio delimitarne l'ambito di applicazione, il Presidente della Repubblica ha ritenuto, sulla base del medesimo riferimento alla sentenza della Corte costituzionale, di procedere alla promulgazione della legge''.

min/min/alf

 
Di Loredana Morandi (del 13/07/2008 @ 18:45:04, in Politica, linkato 71 volte)

CARCERE MATERA: SENATORI PD, E' FUORI DI STANDARD EUROPEI
Gravi  carenze  strutturali,  d'igiene  e  di  personale.  Serve intervento urgente

"Il carcere di Matera ha gravi carenze infrastrutturali e di personale che lo pone al di fuori degli standard previsti dal Consiglio d'Europa". Lo denunciano i sen. Carlo Chiurazzi, Maria Antezza e Filippo Bubbico con un'interrogazione al ministro della Giustizia nella quale ricordano "la casa circondariale versa in condizioni assolutamente gravi sotto i profili dell’igiene e della sicurezza, dell’adeguatezza infrastrutturale e del presidio della polizia penitenziaria".

"In  particolare - spiegano - le numerose barriere architettoniche presenti nell’edificio  limitano  significativamente gli spazi e la stessa vivibilità dell’istituto,  costringendo  i  detenuti  e  il personale assegnato a tale carcere,   a   trascorrere   intere   giornate   in   spazi   assolutamente sottodimensionati  rispetto agli standard e ostacolando il passaggio da una zona  all’altra  dell’istituto. Inoltre, sono poi del tutto inadeguate agli standards  di  sicurezza  e  igiene  normativamente previsti, le condizioni strutturali  dell’istituto  e  in  particolare  quelle  relative  alla sala adibita  alla  mensa, che esigerebbe invece la massima conformità ai canoni prescritti".

"Una  situazione  che rende ancor più difficile la vita penitenziaria per i detenuti come per il personale impiegato nel carcere, al punto da indurre i primi  ad  atti  di  autolesionismo  in  segno  di  protesta  e i secondi a manifestare  la  propria  preoccupazione  in  diverse sedi ed occasioni. La fonte  di  preoccupazione  principale degli agenti di polizia penitenziaria risiede   nelle  gravi  carenze  di  personale  che  caratterizzano  questo istituto,  ove   a  fronte  di  un organico che, relativamente alla polizia penitenziaria, prevede la presenza di 170 unità, dispone allo stato di soli 116 agenti".

"Tale sottodimensionamento del personale di polizia penitenziaria, rispetto all’organico  previsto,  è  suscettibile  di  determinare  gravi  disagi  e disfunzionalità  nella  gestione  dell’istituto, che rischia di sfociare in atti  di  violenza  o  grave  insubordinazione  da parte dei detenuti, come dimostra  il  caso  dell’11 giugno scorso, quando diversi agenti di polizia penitenziaria  sono  stati feriti e colpiti, riportando gravi lesioni. Tale condizione  di  forte  criticità è suscettibile di aggravarsi ulteriormente nel periodo estivo, in ragione della temporanea riduzione del personale per le ferie".

"E'  necessario - concludono i senatori del Pd - che il ministro intervenga per  l’adeguamento strutturale  e  la  messa  in  sicurezza  della  casa circondariale   di  Matera,  conformandola  agli  standards  normativamente previsti  e  alle prescrizioni sancite in proposito dal Consiglio d’Europa, oltre  a  disporre  un  complessivo  riequilibrio  a  livello nazionale del personale  di  polizia  penitenziaria, al fine di garantire, in primo luogo
per  il  periodo  estivo  e quindi stabilmente, la presenza, nel carcere di Matera,  di  un  numero di agenti sufficiente rispetto alle esigenze e alle caratteristiche dell’istituto e conforme alle previsioni di organico".

11 luglio 2008

 

Lodo Alfano, il testo del ddl

Ddl Camera 1442 - Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato

Art. 1.

1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione.

2. L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.

3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura
penale, per l'assunzione delle prove non rinviabili.

4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale.

5. La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura.

6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce
l'azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita.

7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 
Di Loredana Morandi (del 27/04/2008 @ 01:58:00, in Politica, linkato 119 volte)

 

Rete Artisti contro le guerre
 
è lieta di presentare
 
il Portale dei Blog
 

 

 

 

Cari Amici e Artisti,

 

la Rete Artisti contro le guerre, organismo vitale e anima del movimento pacifista italiano, prese vita alcuni anni fa per l'impegno spirituale e politico congiunto di alcuni artisti e navigatori del web.
Da una primissima rete di blog ed Artisti nacque così il nostro portale storico, Bloggersperlapace. org, un fedele compagno e portavoce di tante battaglie per la pace e per il diritto dei popoli.
Attraverso questo percorso di vita comunitaria abbiamo sposato molte tra le battaglie di popoli "cari" e lontani: in Palestina, in Iraq, in Etiopia, in Somalia, nel Sahara occidentale, nel Kurdistan Turco, durante l'emergenza tsunami in Sri-Lanka, dopo il terremoto in Pakistan ed ora per il Tibet.
L'esperienza e il clima emergenziale italiano di questi anni ha maturato l'obiettivo politico della Rete Artisti, configurandone la presenza attiva anche nelle vertenze italiane: per i migranti e i rifugiati, per i disagi fisici e psichici, per la libertà religiosa, per il diritto ad una sessualità libera, per il diritto di donne e bambini contro ogni violenza e sopraffazione.
La Rete ha inoltre esperimentato la capacità di coordinarsi anche nelle emergenze sindacali, come durante la Vertenza del Teatro.
 
Ed è così che, dalla primigenia comunità di artisti e bloggers, la catena umana e artistica che ha portato in moltissime città italiane ed europee l'evento "Artists Against War", nasce oggi una nuova esperienza creativa del "fare rete" tra talenti artistici e impegni personali sui temi della Pace e dei Diritti Umani:
 
 

il Portale dei Blog degli Artisti contro la guerra!
 
 
 
Aprire un vostro blog è facile e gratuito! Bastano pochi click!
 
 

Ecco alcune facili istruzioni:

 

1) Crea il tuo account cliccando su “Crea ora il tuo blog” in alto a sinistra dal sito www.artistsagainstwar.eu.

2) Inserisci negli spazi il nickname (o il tuo nome) ed un tuo indirizzo email. Automaticamente il sistema genererà una email contenente il link di attivazione. Clicca quel link per attivare il tuo account ed attendi pochi minuti per l’arrivo di una seconda email, che conterrà la tua password.

3) Fai Login con il tuo nickname e la nuova password, che ti è arrivata via email.

4) Dalla pagina principale www.artistsagainstwar.eu clicca di nuovo su: “Crea ora il tuo blog”, questa volta per creare il Blog.

5) Scegli il titolo del tuo blog e inseriscilo nello spazio “Nome Blog”, mentre alla voce “Dominio Blog” dovrai inserire lo stesso nome, ma tutto minuscolo e con tutte le parole attaccate e/o divise da un punto o una linea ( . or _).

6) Clicca sul tasto in basso con su scritto “Crea” ed il tuo blog è pronto per contenere i tuoi pensieri, la tua poesia, le immagini, le notizie, la programmazione degli spettacoli e delle mostre e quanto altro vorrai scrivere …

Non esitate a contattarmi se avete problemi!!!

Lunadicarta aka Lory

 

 

Rete Artisti contro le guerre
 
2 giugno 2008
 
 
Un Ponte per la Pace attraverso i 4 elementi!
 
Aria, Acqua, Terra e Fuoco !
 
Vi aspettiamo !!!
 
 

per la Rete Artisti contro le guerre

Loredana Morandi

per contatti 348/7490558

 
Di Loredana Morandi (del 26/04/2008 @ 17:42:30, in Politica, linkato 86 volte)

Anche io ho firmato, ieri.. qui a Roma e non ho trovato gran folla per la verità.

Le firme totali non sono andate gran bene, ma il movimento dei grillini ha ottenuto egualmente un successo di ascolto che definirei buono. Ora probabilmente dovranno organizzare nuovi banchetti in giro per l'Italia. Era naturale che in una giornata non si potessero raccogliere tutte le firme occorrenti.

Sto leggendo gli articoli del giornale TAV, Trenta Articoli Veri, ma devo approfondire prima di giudicare anche se dai loghi coinvolti mi pare che la popolazione grillina sia stata letteralmente snaturata da altre organizzazioni più o meno "lilliputcoinvolte", vedi Cesvi. Anche la trattazione di argomenti come le biomasse, il trasporto di armi nel paese stante le 113 basi militari Usaf, ed infine l'intervista ad Alex Zanottelli non lasciano presagire niente di buono.

Si lo so, io tutta questa gente l'ho conosciuta di persona e so bene quanto è attaccata ai soldi. Viceversa dai grillini mi aspetto di più.. O meglio, mi aspetto che escano finalmente fuori personaggi nuovi e non coinvolti con il solito marciume della politica movimentista italiana. Cari grillini fate attenzione, perché PD e ancor più Rifondazione tenteranno di minare il vostro movimento inserendo profondamente nel vostro torace la propria costola inutile e greve.

Ci credereste che la tesoriera di Pax Christi Roma era una tesserata di Rifondazione? NO? Eppure è così e anche se la persona non è cattiva ed io ci ho lavorato anni ed anni, ha sempre fatto del cerchiobottismo su tutti i tavoli della pace. Mi raccomando.. crescete e moltiplicatevi.. ma non vi lasciate infinocchiare...

 
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