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 Fea ...... di Admin
 
"
E non cambiare. Non distogliere il tuo amore dalle cose visibili. Continua ad amare ciò che è buono, semplice e ordinario; animali e cose e fiori, e mantieni l'equilibrio appropriato.

Rilke
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/03/2005 @ 09:59:29, in Varie, linkato 257 volte)

 

 

A U G U R I ! ! !

www.inter.it

 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2005 @ 00:42:56, in Varie, linkato 303 volte)

Una serata per parlare di mafia, società e politica con l’aiuto della cultura.
Peppe Lumia alle presentazioni di Cuntrastamu

Si terrà martedì 15 febbraio alle 18,30 presso la sede di Trastevere (Roma) il primo appuntamento con il mondo dei libri organizzato da Cuntrastamu, l’associazione di informazione antimafia che da anni svolge la propria attività online. Alla presenza di Beppe Lumia, capogruppo Ds in Commissione parlamentare antimafia, si parlerà di mafia, società e politica attraverso la presentazione di 4 libri, tutti editi da Armando Siciliano Editore di Messina.

La cultura – e in questo senso la produzione editoriale - ci aiuterà a sondare il livello di interconnessione esistente tra il fenomeno criminale in senso stretto e la società italiana, i suoi vizi e le sue storture mai risolte.

Saranno quindi presentati i libri di Alfonso Sciangula “Figlio di partito. Visti da bambino gli amici di papa”, una ricchissima ricostruzione del sistema politico siciliano fatta a 360 gradi dal giovane figlio di Totò Sciangula, noto esponente Dc nell’isola; “Caro compagno (lettere sine nomine et sine die) di Gianni Fogliani, l’epistolario di un ex dirigente della sinistra che si interroga sulle idee, suoi modi e sui risultati della politica. Infine “L'avvenire che non venne. Ottant’anni di storia siciliana” di Salvo Barbagallo e “Mafia e fascismo” di Salvatore Porto, che ci aiuteranno a tenere presente la prospettiva storica nella lettura di vicende passate e presenti.

Oltre a Beppe Lumia e ai due autori Alfonso Sciangula e Gianni Fogliani, sarà presente Enzo Ciconte, consulente della Commissione antimafia e docente presso l’Università di RomaTre.

Al termine della serata Cuntrastamu offrirà ai partecipanti una piccola cena con i prodotti della cooperativa Placido Rizzotto di San Giuseppe Jato (PA), che lavori sui terreni agricoli confiscati alla mafia.

Per informazioni:
Maria Mazzei
Associazione Cuntrastamu
Via Agostino Bertani 5 – 00136 Roma
www.cuntrastamu.org

 
Di Loredana Morandi (del 02/02/2005 @ 12:04:22, in Varie, linkato 237 volte)

..e anche dal citofono di casa mia. In effetti il problema dell'inquinamento elettromagnetico alla Balduina (quartiere di Roma) è reale. Ciò nonostante tutte le associazioni ambientaliste, che brancolano da queste parti sono più che disoneste. Da qui i romani possono tranquillamente ascoltare le reti radiofoniche della Rai, mentre non c'è nessuna traccia di Radio Vaticana, bersaglio invece di tutti i loro tiri per quanto lunghi essi possano essere. Il caso Radio Vaticana copre un enorme, dannosissimo e radioattivo scandalo: quello della radioattività del suolo determinato dai reattori nucleari accesi alla centrale civile della Casaccia, dove (pergiunta) sono stoccati tutti i fusti di scorie radioattive recuperate in Italia dai Carabinieri.

La questione dell'inquinamento elettromagnetico è reale, ma per l'effetto simpatico genetico con il corpo umano, esso determinerà solo sintomatologie più vicine alle fonti elettromagnetiche, come le sinapsi neuronali del cervello. Qui alla Balduina i bambini soffrono spessissimo dei fastidiosi "mal di testa", mia figlia per esempio. Nello stesso modo è decisamente più onesto attribuire i molti casi di leucemia di Roma Nord, considerando che la leucemia è una malattia degenerativa del midollo spinale e le ossa sono le parti del corpo umano più vicini alla composizione della "terra" (capelli e unghie, della stessa materia delle ossa, come fa l'erba proseguono la loro crescita anche dopo morti), alla radioattività del suolo.

Ma qui a Roma nord accade l'esatto contrario: tutti i ricercatori (o pseudo tali) sono impegnati a tenere ben puntato verso il cielo il loro rilevatore, mentre la radioattività si trova all'altezza delle loro scarpe sul nudo suolo.

A mio avviso l'unico dato indagabile su questa situazione, predeterminata da uno status sociale di cose (disonestà varie fra governo, interessi televisivi, regione, provincia, comune), è a chi nell'associazionismo piovono denari in tasca per la copertura del dato reale sulla radioattività del suolo nel circondario di Roma, zona anche naturalmente radioattiva e spugna tufacea per le radioazioni indotte dall'incuria umana.

Per risolvere il caso Radio Vaticana è sufficiente un occhiata sulla casistica di morte del personale negli ultimi 20 anni, oppure risalire al periodo "anni 70" e gli articoli di allora, che allarmatissimi intitolavano all'asportazione di milioni di metri quadri di terriccio radioattivo a causa degli scarichi inquinanti della centrale della Casaccia (20 cm di terriccio su un area sterminata) nel vicino fiume.

Anche la casistica legata al Chernobil lascia questi pseudo studiosi indifferenti, come se non fosse mai stata nella primavera del 1986 e non avesse arrecato morte e distruzione nella lontana europa dell'estremo est, che non considerano sufficientemente radioattive le polveri proveniente dagli inquinamenti da bombardamento ad uranio impoverito (procedimento che consente agli usa di disfarsi del problema di stoccaggio delle scorie) in Kosovo, in Afganistan e in Iraq. In quest'ultimo paese è stato lanciato l'equivalente in radioattività di 250.000 bombe nucleari, ma agli ambientalisti romani questo non fa nessun effetto ...

Purtroppo è la cultura, quella vera, che manca ai modernissimi ambientalisti romani ...

Loredana Morandi

 
Di Loredana Morandi (del 30/01/2005 @ 11:45:04, in Varie, linkato 301 volte)

Ogni giorno di più apprezzo di aver proferito questa frase, ogni ora mi accorgo di quanti siano gli ipocriti e i prezzolati ovunque ti giri. Movimento pacifista italiano compreso... La realtà vera è che un buon numero di pseudo pacifisti sono presenti ai tavoli per puro mestiere e pagati fior fior di denaro.

 
Di Loredana Morandi (del 25/01/2005 @ 20:42:10, in Varie, linkato 230 volte)

Jan 23, 2005
By MICHAEL KEANE
Special to the Los Angeles Times

Words go to war as surely as soldiers do. They can be used to inspire troops, strike fear into the heart of the enemy or persuade neutral parties.

“You know what words can do to soldiers,” Napoleon once wrote to one of his generals. And since 9/11, language has been a central battlefield in the global war on terrorism.

The recent confirmation hearings for Alberto R. Gonzales, President Bush’s attorney general-nominee, highlighted the uses and abuses of words in war.

Gonzales was asked to explain a Justice Department memo, addressed to him, which said torture “covers only extreme acts” involving pain “equivalent in intensity to the pain accompanying serious physical injury, such as organ failure, impairment of bodily function or even death.”

Before any prisoners were abused at Abu Ghraib or Guantanamo Bay, the definition of torture had to be contorted.

Immediately after the attacks on the World Trade Center and the Pentagon, the Department of Defense designated the military response as “Operation Infinite Justice.”

Muslim groups protested, saying that Islam teaches that Allah alone can provide “infinite justice.” The military campaign was quickly renamed “Operation Enduring Freedom.”

Similarly, when Bush described the war on terrorism as “a crusade,” he came under criticism because of the evocation of medieval wars between Christendom and the Islamic world. He dropped the term.

And there are the changing names for the enemy in Iraq.

U.S. military spokesmen first referred to them as “dead-enders” or “Baathist holdouts.” When the insurgency turned out to be undeniably widespread and well organized, its members were “former regime loyalists.”

Then, when it was pointed out that “loyalty” generally has a positive connotation, the term mutated to “former regime elements.”

Official Pentagon news releases continue to avoid the more neutral “guerrilla” or “militant” in favor of “terrorist” and “anti-Iraq forces.”

Last summer, when the Pentagon insisted that its quick victory over Iraq’s conventional forces was not deteriorating into a guerrilla war, a reporter confronted Donald Rumsfeld with the Defense Department’s own definition of the term - “Military and paramilitary operations conducted in enemy-held or hostile territory by irregular, predominantly indigenous forces.”

Rumsfeld stubbornly insisted that “guerrilla war” was not an appropriate description.

He would later rush to a dictionary to defend his own use of the word “slog” in a memo on Iraq. He cited the obscure meaning “to hit or strike hard” rather than the more accepted “hard, dogged march or tramp.”

The careful selection of words in war is almost always a calculated attempt to manipulate perceptions.

Whether an act of violence is called a “suicide bombing” or a “homicide bombing” depends more on the politics of the speaker than on any sincere attempt to describe objective reality.

Even when the language of war is mechanical or colorless it may be deliberate, an attempt to shield both civilians and soldiers from the horrors of modern conflict.

“Battles are won through the ability of men to express concrete ideas in clear and unmistakable language,” concluded Brig. Gen. S.L.A. Marshall, who studied soldiers in combat in World War II.

Before the coalition’s recent attack on enemy forces in Fallujah, the American commander there changed the rules of engagement from “capture or kill” to “kill or capture.”

He sought to communicate to his troops that they were shifting to the offensive and to instill the aggressive posture needed for success in combat.

Every conflict spawns its own vocabulary.

World War I produced “tank,” “dog tag” and “doughboy.” The Cold War could have filled a dictionary with terms such as “mutually assured destruction.”

The purported New World Order following the demise of the Soviet Union yielded “hyperpower,” “military operations other than war” and “ethnic cleansing.”

Like a verbal Rorschach inkblot, words come to be inescapably associated with a particular conflict: “Body count,” “quagmire” and “search and destroy” immediately evoke the Vietnam War.

The war in Iraq has long since entered the language, with “shock and awe,” “IEDs” and “weapons of mass destruction.”

Our military commanders and political leaders must be careful that in using language to deceive the enemy, to propagandize or to persuade, they do not obscure their own thinking. That is what appears to have happened with the Justice Department’s twisting of the definition of torture.

Language is a powerful weapon, but like friendly fire, it can lead to self-inflicted wounds.

As the French playwright Jean Anouilh warned, “Propaganda is a soft weapon: Hold it in your hands too long, and it will move about like a snake, and strike the other way.”

http://www.nashuatelegraph.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20050123/OPINION04/101230007/-1/opinion

 
Di Loredana Morandi (del 24/01/2005 @ 16:46:29, in Varie, linkato 303 volte)

Il codice di Hammurabi è il primo scritto giuridico a memoria d'uomo, ed era scritto per gli uomini violenti e barbarici del suo tempo. Infatti a quanto mi risulta esso contiene alcuni dei principali fondamenti dell'ingiustizia sociale, ma soprattutto legiferava su tre differenti binari: i nobili, il popolo e gli schiavi. Per la peculiare attualità dell'argomento introduco questo scritto della editrice napoletana Luca Torre, che riporta alla stampa il testo tratto dall'antico monolite inciso in caratteri cuneiformi assiro babilonesi, la scrittura dell'antichissima civiltà nata tra il Tigri e l'Eufrate, dove oggi è ubicato il martoriato territorio iracheno. 

"La casa editrice Luca Torre - visitabile sul sito: http://www.lucatorre.it - per la prima volta dalla sua scoperta, avvenuta a Susa in Mesopotamia nel 902, Le propone Il Codice di Hammurabi (completo dei suoi 282 articoli, del prologo e dell'epilogo) tradotto dopo circa 100 anni in una nuova e più aggiornata versione, più vicina alla lettera dell'originale babilonese. L'opera è corredata di un ampio studio introduttivo, di un dizionario linguistico, mitologico, dei luoghi storici e dotata di una serie di immagini in bianco e nero e a colori. Il Codice di Hammurabi (del II millennio a.C.) rappresenta l'archètipo di tutta la giurisdizione successiva, ebraica, greco-romana, bizantina, napoleonica, con influenze fino ai nostri giorni. Ma rappresenta molto di più sul piano sociologico ed antropologico. Sfogliando il dépliant nel sito http://www.lucatorre.it Lei potrà apprezzare gli aspetti più interessanti dell'opera sotto il profilo giuridico, economico, religioso e, ovviamente, storico. Se vorrà farne acquisto, sul nostro sito troverà tutte le informazioni sull'opera e le modalità per effettuare la prenotazione, che potrà essere fatta anche tramite Fax: 081 5519208. Nel ringraziarLa porgiamo i nostri saluti."

Luca Torre editore
Via Toledo, 56
80132 - NAPOLI

 
Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 11:02:58, in Varie, linkato 283 volte)

Maramotti per L'Unità 8.01.2005

 
Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 07:03:37, in Varie, linkato 278 volte)

L'Ottava Piaga: I Cavalletti...

"Ecco, io manderò da domani i Cavalletti sul tuo territorio. Essi copriranno il paese, così da non potersi più vedere il suolo."
(La Bibbia, Libro dell'Esodo, 10: 4,5)

 
Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:24:32, in Varie, linkato 253 volte)

Con osservanza e rispetto nei confronti del Premier Cavalier Silvio Berlusconi, nonchè con rispetto e stima al dottor Carlo Fucci, ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione.

E' nata la F.I.L.Tr.O.

Federazione Italiana Lancio Treppiede Olimpico
 
La Federazione Italiana Lancio Treppiede Olimpico ha sede a Roma in via della Scrofa.
 
La F.I.L.Tr.O. ha avuto una prima partita di LANCIO in andata presso lo stadio Navona, Corsia Agonale, in quel del tentativo quinquennale di riconquista della Coppa Costituzione, adiacense Senato, con risultato uno pari.
 
Al Pantheon, via del Seminario in quel della Commissione Antimafia,  sono dislocate le infrastrutture post sportive per consentire agli atleti di rilassarsi con una bella dormita. A Palazzo Chigi si trova la grande vasca associativa della piscina olimpionica e le palestre attrezzate di sauna finlandese, più il calidarium e frigidarium di italica fattura.
 
Gli atleti effettuano abitualmente gli allenamenti a carattere agricolo e campestre  a Bomporto, provincia di Modena, per rilassarsi dallo stress cittadino ...
 
Si cercano nuovi iscritti!

 
Di Loredana Morandi (del 20/12/2004 @ 19:18:04, in Varie, linkato 329 volte)


 Il mio modo di sentire il Presepe!

Auguri! Lu'

 
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